Il volenteroso discorso del Presidente Napolitano, vibrante di accorati richiami all'unità nazionale, al sentimento che dovrebbe accumulare tutti gli italiani, rischia di essere anacronistico, fuori tempo massimo. I processi di disgregazione sono in fase molto avanzata ed alcuni di essi sono giunti al punto di non ritorno. Cominciamo dal razzismo. Praticato per anni contro i meridionali (in questo locale non entrano terroni e cani) ora si rivolge contro gli immigrati ed in particolare contro i musulmani. Non è vero che il disprezzo per i diversi, per gli stranieri, rafforza il senso di unità e di coesione per diversi motivi e tra questi il fatto che non tutti condividiamo la xenofobia e questa viene praticata da persone che la sfruttano per deprezzare la dignità e concedere meno salario e meno diritti.
sabato 13 febbraio 2010
domenica 7 febbraio 2010
Atene 3 dicembre 1944

I libri sulle rivoluzioni iniziano di solito con un capitolo dedicato alla corruzione del potere in declino, alla miseria e alle sofferenze del popolo. Dovrebbero invece cominciare con un capitolo di analisi psicologica dove si spieghi il processo per cui un uomo oppresso e in preda al terrore vince improvvisamente i propri timori e smette di avere paura. È un processo insolito, che talvolta si compie in un attimo come per una specie di choc liberatorio: l’uomo si sbarazza della paura e si sente libero. [Ryszard Kapuściński, Shah-in-shah, cit., p. 144] http://www.paolonori.it/