martedì 17 settembre 2013

La Bce chiede credito per economia reale, ma presta miliardi alle banche all'1% per la speculazione

Fonte: controlacrisi.org
                    La Bce torna a parlare della situazione economica dell'Eurozona, che pare essere migliorata. Ma guai ad abbassare la guardia. Secondo l'istituto guidato da Draghi è necessario stare attenti a competitività, credito bancario, crescita e occupazione. Questo va fatto a livello politico, perché da parte sua la Bce manterrà un atteggiamento accomodante: "Alla luce delle stime moderate per l'inflazione nel medio termine, il consiglio direttivo della Bce prevede che i tassi di interesse resteranno agli attuali bassi livelli, o a livelli più bassi, per un periodo esteso di tempo". Draghi, intervenuto oggi a Berlino durante un convegno, parla di una migliore situazione dei mercati finanziari nell'eurozona, che però "non si è ancora tradotta in una ripresa economica generalizzata". "L'economia resta fragile. La disoccupazione è ancora troppo elevata", dice ancora Draghi. Tra le varie cose dette, spicca una che riguarda il tema del credito: "nelle attuali circostanze la priorità fondamentale è riavviare il credito all'economia reale". Ma come, non è la stessa Bce che ha prestato (meglio dire regalato) centinaia di miliardi di euro alle banche private senza vincolare questi soldi al sostegno dell'economia reale? Infatti, a chi ha memoria non sfugge la contraddizione della banca centrale. Da una parte 'regala' soldi alle banche, che a loro volta li utilizzano per speculare sui mercati finanziari, e dall'altra si lamenta che all'economia reale, imprese e famiglie per capirci, non arriva niente. E' come parlare di povertà e fame mentre ci si abbuffa come maiali.

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