Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

domenica 17 luglio 2011

QUELLA MIOPIA POLITICA , DELLE MISURE DI AUSTERITA'.


Da "LA REPUBBLICA" di giovedì 14 luglio 2011. Fonte
di LUCIANO GALLINO

Le drastiche misure di austerità che i governi europei, incluso il nostro, stanno infliggendo ai loro cittadini non riguardano soltanto l`economia. Pongono questioni cruciali per il futuro della democrazia nella Ue. Prima que- stione: le organizzazioni cui i governi mostrano di avere ceduto la sovranità economica, qualiilFmi, laBce, laCommissione europea e le agenzie di valutazione, non godono di alcuna legittimazione politica. Inoltre si sono mostrate incapacisia di capirele cause reali della crisi, sia di predisporre interventi efficaci per rimediarvi.
Come sispiega alloral`atteggiamento disupina deferenzacheverso di loro mostrano i governi? Dopodiché occorre chiedersi quale sbocco politico le misure di austerità potrebbero avere nel medio periodo. Sia la storia del Novecento che molti segni recenti attestano che lo sbocco più probabile potrebbero essere regimi autoritari di destra.
Il Fmiperprimo nonhasaputo cogliere, fino all`estate2008, elementi chiave sottesi alla crisi. Non ha dato peso al degrado deibilanci del settore finanziario, ai rischi di un effetto leva troppo alto, alla bolla del mercato immobiliare, alla rapida espansione del sistema bancario ombra. Ha sottovalutato i rischi dì contagio insiti nel sistema finanziario internazionale. Questa serie di giudizi negativi sulle capacità previsionali e terapeutiche del Fini è stataformulata da un ufficio di valutazione interno al Fondo stesso, in un rapporto del febbraio 2011, non da avversari prevenuti. Sarebbero queste le credenziali con cui il Fini vuole adesso imporre ai nostri paesi tagli ai bilanci pubblici e privatizzazioni a raffica che da un lato privano i cittadini di diritti fondamentali, dall`altro finiranno per peggiorare la stato dell`econornia anziché migliorarlo? Quanto alla Bce, si sa che i trattati di Maastricht le impongono un unico scopo: deve con tenere l`inflazione sotto il 2 percento. Sui computer lampeggiano indicatori drammatici: disoccupazione in rialzo, proliferazione dei lavori precari, crescita delle disuguaglianze, smantellamento dell`apparato pubblico, salari stagnanti, pensioni indecenti. Mentreil sistema finanziario che ha causatola crisi è apparso finora inattaccabile da ogni seria riforma. Tutto ciò cade al di fuori degli orizzonti della Bce. L`essenziale è la stabilità dei prezzi. L`idea che un punto di inflazione in più avrebbe di sicuro i suoi costi, ma potrebbe forse rendere meno stolidamente aggressive le misure di austerità acarico dei cittadini Ue, perlaBce appare irricevibile. Né gliorizzonti dellaCe appaiono piùampi, come provano i documenti provenienti ogni mese da Bruxelles.

L`influenza che hanno sulle misure di austeritàle agenzie diva lutazione, alle quali i governi Ue sembrano guardare come a un giudizio di Dio, è ben rappresentato da una dichiarazione del primo ministro francese Francois Fillon. In vista delle presidenziali 2012, hadetto che per prima cosa «bisogna difenderelatriplaAdella Francia». A ben vedere la battuta suona grottesca. Ma altri governi Ue paiono condividere lo stesso intento, anche se quello tedesco a inizio luglio ha espresso critiche sul declassamento del debito portoghese. Al riguardo i media in genere fungono da diligenti amplificatori. Se una delle maggiori agenzie ci declassa il rating, ripetono ogni giorno, siamo rovinati. Nessuno comprerà più i titoli di stato, oppure gli interessi sui medesimi saliranno talmente da diventare insostenibili per il bilancio pubblico. Quindi i megatagli alla spesa sono privi di alternative. In realtà non è affatto vero, ma per chi è vittima della "cattura cognitiva" per mano delle dottrine economiche neo-liberali esse sono invisibili.

Un paio di cose dovrebbero considerare i governi Ue e i media, prima di genuflettersi dinanzi ai giudizi delle agenzie divalutazione.

Anzitutto, come proprio esse si affannano a spiegare ogni volta che qualcuno vuol fargli causa perché grazie alle loro valutazioni ha perso molti soldi, i loro cocktail di lettere e segni sono semplici opinioni. Perciò possono essere giuste o sbagliate-lo dicono loro - e in forza del Primo Emendamento della Costituzione americana che tutela lalibertà di parola, nessuno può prendersela se un`agenzia esprime un`opinione rivelatasi sbagliata. In secondo luogo, le agenzie divalutazione sono state-cito daunapoderosa indagine sulla crisi presentata al Congresso Usa a gennaio 2011- «ingranaggi essenziali nella ruota della distruzione finanziaria...

I titoli connessi a un`ipoteca che furono al cuore della crisi non avrebbero potuto venire commercializzati e venduti senza il sigillo dellaloro approvazione». Sigillo consistente nella triplaA, il voto più alto che si possa dare alla solvibilità di un debitore. Prima della crisi tale voto veniva distribuito dalle agenzie a velocità supersonica. In sette anni, si legge nello stesso rapporto, la sola Moody`s lo attribuì a quasi 45.000 titoli ipotecari, in seguito malamente svalutati. Con i suddetti limiti autoconclamati, e un simile precedente storico, il tremore deigoverni Ue dinanzi a dette agenzie appare o ingenuo, o politicamente sospetto.

Giorni fa il capo dell`eurogruppo Jean-Claude Juncker ha tranquillamente affermato che a causa delle misure di austerità «la sovranità dei greci verrà massicciamente limitata». Poiché l`austerità ha ovunque la stessa faccia, ne segue che dopo verrà limitata anche la sovranità dei portoghesi, degli spagnoli, degli italiani.

Chissà se luncker ha un`idea di dove possa condurre tale strada.

Nel 1920 il giovane Keynes un`idea ce l`aveva. In merito alle riparazioni follemente punitive imposte alla Germania con il trattato di Versailles del 1919, scriveva in Le conseguenze economiche della pace: "La politica di ridurre la Germania alla servitù per unagenerazione, di degradare la vita di milioni di esseri umani, e di privare della felicità un`intera nazione dovrebbe essere considerata ripugnante e detestabile... anche se non fosse il seme dello sfacelo dell`intera vita civile dell`Europa" (enfasi di chi scrive). Keynes era rimasto colpito durante le trattative, cui aveva partecipato, dall`ottusa incapacità dei governanti delle potenze vincitrici di ragionare sulle conseguenze di misure che strappavano la sovranità economica a intere nazioni. I governanti di oggi non sembrano mostrare una maggiore lungimiranza di quelli di ieri, permettendo alle destre di guadagnare un crescente favore popolare al grido di "l`austerità uccide l`economia" (lanciato tra gli altri da Antonis Samara, leader della destra greca). Un grido destinato a far presa, perché coglie ii nocciolo della questione, sebbene provenga paradossalmente dalla parte politica che reca le maggiori responsabilità della crisi.

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