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Ropis, Eco-Iris, Epis o Valeureux: le valute locali si moltiplicano da noi. Un modo originale e solidale per rivitalizzare l’economia locale e coltivare relazioni sociali.
E se invece di pagare il pane, il mazzo di fiori o il biglietto di autobus in euro, li pagassimo in Toreke, Ropi, Eco-Iris, Epis, o Valeureux? Questi nomi divertenti evocano alcune delle valute locali che fioriscono in Belgio. Ma come funzionano? Perché mettere in circolazione altre valute a fianco dell’euro? E possono combattere la povertà?
Chiamata anche complementare, comunitaria, regionale o a volte sociale, una moneta locale convive con una moneta ufficiale, l’euro, e mira a incoraggiare il commercio locale, a consentire uno scambio economico che non avrebbe avuto luogo senza di essa, a mettere in collegamento bisogni insoddisfatti in valuta ufficiale e le risorse o le competenze sotto-utilizzate dal sistema monetario classico (1).
COSTRUIRE PONTIA Gand, il Toreke (2) nasce in una delle zone più povere delle Fiandre. il Rabot-Blaisantvest. Il suo obiettivo: riabilitare, aprire e sviluppare quest’area grazie al progetto Bruggen naar Rabot (Ponti verso il Rabot). Finanziato dalla città di Gand e da diversi partner, il progetto comprende in particolare la costruzione di una pista ciclabile, di edifici passivi, di una casa della gioventù e l’inizio di un programma di educazione ambientale per mezzo di un grande giardino comunitario (orticoltura e piccolo allevamento di pollame e di conigli), tante realizzazioni che rispondono ai desideri degli abitanti del quartiere.
Il Toreke è stato introdotto nell’ottobre 2010. Dal 2011, ogni giardiniere paga 150 Torekes (l’equivalente di 15 €) per l’affitto annuale di un appezzamento di giardino comunitario. I residenti ottengono i Toreke partecipando alle attività di abbellimento del quartiere e di tutela ambientale, come la pulizia di parchi e zone di gioco, fiori sui balconi, passaggio all’energia elettrica verde, posizionamento sulle loro cassette postali di adesivi anti-pubblicità massiva, ecc. Possono anche ottenerne prendendo parte a un’attività sportiva nella zona, al prestito e alla gestione delle apparecchiature da barbecue del quartiere, diventando padrino o madrina del campo di bocce, ecc.
Una “giornata di lavoro collettivo” viene organizzata ad intervalli regolari: tra ottobre 2010 e marzo 2011, più di 200 residenti del quartiere hanno preso parte ai 10 giorni di lavoro.
Oltre che nel giardino della Comunità, i Toreke possono essere spesi in negozi partner (bio), cinema (3) o nei trasporti pubblici in comune. Nel settembre 2011, erano già stati scambiati 40 340 Toreke tra 371 abitanti, ossia poco più di 100 € per partecipante (4).
Gli obiettivi di questa valuta locale, lo si capisce chiaramente sono : creare dei legami tra gli abitanti del quartiere, combattere l’esclusione sociale, promuovere atteggiamenti ecologici, reindirizzare il commercio verso consumi rispettosi dell’ambiente e dei diritti sociali all’interno dell’economia locale. Inizialmente, il progetto Toreke doveva terminare nel 2012, insieme alle sovvenzioni pubbliche che lo finanziavano. Nel marzo 2013, il progetto è ancora in funzione, almeno fino a giugno. Si attende una decisione politica per sapere se la città di Gand vuole continuare l’esperienza anche in seguito.
PROMUOVERE L’ECONOMIA LOCALE
