Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

martedì 18 dicembre 2012

Keynesismo (2)

di Zag in ListaSinistra (in risposta all'articolo seguente)

E siccome a me la trippa piace , sopratutto quella fiorentina e quella romana , mi ci butto a pesce!
L'articolo proposto, con merito, non  aggiunge niente di nuovo al dibattito che in alcune sedi si svolge.Niente di nuovo sopratutto nell'evidenziare che la finanzia nel ciclo capitalistico è si intrinseco al meccanismo stesso, ma oggi la natura è capovolta. Il capitalismo così come conosciuto fin'ora nel suo svolgersi, ha utilizzato il credito , fin dall'epoca del mercantilismo come anticipo per innescare il ciclo D-M-D . Era la produzione di merci che richiamava capitale e la finanza era al servizio del capitalismo produttivo. Certo , nelle sue molteplici e cicliche crisi di sovraproduzione o di depauperamento del tasso di profitto, il rifugio nella finanzia per cercare di trarre valore la dove la produzione non garantiva più , si è sempre avuto. Ma questa volta, e questo che la scuola keynesiana, non può ammettere per sua stessa natura, la scala gerarchica della natura del capitale si è rivoltata.
Mi spiego meglio.
Fino al secolo scorso, dicevo, era il capitale produttivo che chiedeva al capitalismo finanziario anticipo di capitale in cambio di plusvalore che avrebbe prodotto in la nel tempo. In cambio avrebbe restituito il capitale e parte del plusvalore prodotto( sotto forma di interessi. Questi variavano al variare del tasso di profitto all'interno del ciclo produttivo). AL centro del circo vi era la produzione e intorno girava la finanza e la commercializzazione, pre e post la produzione, entrambi al suo servizio al fine di ottenere parte del plusvalore nelle produzione generato.
Con l'evolversi dei rapporti di produzione e sopratutto dei fattori della produzione e nello strenuo tentativo nel cercare controtendenze alla caduta del tasso di profitto, oggi dopo questa crisi, il centro del circo si è capovolto. E' la finanza che comanda il giro. E' la finanza che comanda alla produzione di produrre plus valore , e alla commercializzazione di estrarlo dalle merci prodotte.  AL termine del ciclo il tutto ritorna alla finanza la quale paga la produzione per i costi di produzione , la commercializzazione, per i costi della circolazione delle merci, il resto rimane alla finanza che fa ricominciare la ruota della ri-produzione e ri-accumulazione.

Al termine niente è cambiato , apparentemente, rispetto a prima. Il ciclo è sempre D-M-D , il plus valore per essere prodotto deve sempre passare attraverso la produzione di merci, si sono solo scambiati i rapporti di potere fra capitale finanziario e capitale produttivo. Questo comporta che lo sviluppo, la crescita che prima poteva essere vantato( ma solo come mistificazione)  come intrinseco  al ciclo capitalistico, ora ancor più il fine non è la produzione, ma la finarizzazione . Se prima, mistificando, si poteva ( i riformisti, compresa la scuola keynesiana) ) pensare al patto fra produttori ( insieme capitale produttivo e lavoratori al fine della produzione) , oggi la testa ( la finanzia) e le braccia ( lavoro) sono ancor più allontanate interposte dal capitalismo produttivo che scompare ( tendenzialmente) per apparire solo come una componente sufficiente, e necessaria , nei mille risvolti e passaggi necessari al fine della ri-accumulazione del capitale.

E questo velo che si interpone, che ha anche fatto gridare al miracolo a tanti post operaisti( anche economisti di estrazione sraffiana), che hanno visto in questa trasmutazione del capitalismo, la fine dello stesso capitalismo e la produzione del valore attraverso il danaro.
Questo non è altro che un altro passaggio epocale di trasformazione delle forme del capitalismo e del conseguente aumento dello sfruttamento della componente lavoro,.

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