Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!
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lunedì 27 maggio 2013

Bologna: risultato positivo e per nulla scontato

    
Bologna: risultato positivo e per nulla scontato

Bologna: risultato positivo e per nulla scontato

di Paolo Ferrero -
A Bologna il 60% dei votanti nel referendum ha detto di NO al finanziamento della scuola privata. Si tratta di un risultato positivo e per nulla scontato visto lo schieramento di forze a favore del finanziamento alle private. Adesso molti diranno che il risultato non è rilevante perché ha votato solo il 28% degli aventi diritto. Posto che a Roma chi vincerà le elezioni sarà sindaco anche se votato da pochi cittadini, non bisogna farsi confondere da questo ragionamento: basta pensare a cosa direbbero se il 60% l’avessero preso loro! Abbiamo vinto e adesso il Comune di Bologna tenga fede alla decisione dei cittadini bolognesi abolendo il finanziamento alle scuole private.

sabato 19 gennaio 2013

Pagatevi anche l'aria che respirate


 
Pagatevi anche l'aria che respirate
A Bologna il paradosso diventa realtà. Un assessore propone di pagare un ticket per entrare nei parchi pubblici e per i giochi dei bambini. La valorizzazione capitalistica delle metropoli non ha alcun pudore.


Molte volte ci siamo ripetuti come paradosso che prima o poi ci faranno pagare anche l'aria che respiriamo o introdurranno la tassa sulla tosse. Ma la realtà supera sempre la fantasia ed ecco che un assessore comunale di Bologna, anche lei un tecnico prestato alla politica, avanza la proposta adeguata. L'ispiratrice è Patrizia Gabellini, docente al Politecnico di Milano e assessora all'urbanistica della Giunta Merola. La proposta è quella di far pagare un ticket di uno o due euro per l'uso dei giochi nei parchi pubblici da parte dei bambini. “Si stiamo prendendo in considerazione l'idea di privatizzare alcuni dei giochi per bambini nei parchi pubblici, abbiamo già ricevuto alcune proposte da parte di imprenditori e, qualora andasse in porto, sarebbe previstoun ticket di 1 o due euro, dipende...” dice l'assessora Gabellini (nomen omen viene voglia di dire) al Corriere della Sera. Ma si sa che il modello emiliano del XXI Secolo ha sempre qualche correttivo per le opzioni più brutali. Tra le ipotesi per edulcorare questo orrore economico e sociale, ci sono anche altre strade come “l'autogestione da parte dei genitori o forme di sponsorizzazione”.

La motivazione come al solito è economica: il Comune spende quasi 800mila euro l'anno per la manutenzione di 128 parchi pubblici e quasi 1.300 tra scivoli, piccole giostre e casette dei sette nani. Quindi pagatevi l'aria “pulita” e i giochi dei vostri bambini.

Le innumerevoli imposte, tasse e balzelli già esistenti, e quelle in arrivo, non bastano più per assicurare il patto tra cittadini e istituzioni: tasse in cambio di servizi. Adesso oltre alle tasse occorre pagarsi anche tutti i servizi. E' la rottura unilaterale di un patto da parte dello Stato e delle amministrazione locali e la cosa non dovrebbe rimanere senza conseguenze.

Il paradosso bolognese non deve però sorprendere oltre un certo limite. Da tempo infatti segnaliamo che la lotta per lo spazio e il tempo nelle metropoli è un motivo di conflitto strategico tra la logica della valorizzazione capitalistica e il diritto alla città. Negli agglomerati urbani lo spazio è sempre meno, perchè uno spazio vuoto non messo a valore viene considerato dai “prenditori” uno spreco. Non solo ma diventando lo spazio vuoto (tali vengono considerate le aree verdi) un bene sempre più scarso, è dis-econonomico che sia gratuito e dunque la sua fruizione deve essere messa a pagamento. Un esempio lampante sono le strisce blu che disegnano le strade. E' sufficiente cambiare il colore delle strisce affinchè quello spazio vuoto debba essere pagato per parcheggiare. Coerentemente a questa logica non potevamo che aspettarci di dover pagare anche il verde pubblico e i giochi per i bambini. Anche l'aria resa un po' più respirabile dagli alberi o un tempo di vita sottratto alla giornata lavorativa sociale (sempre più lunga) come quello che magari uno dedica ai propri bambini per portarli a giocare in un parco, diventano uno sperpero nella logica del capitale. Se non possono estorcere valore direttamente sul lavoro, ti fanno pagare tutto il resto, incluso il verde pubblico, lo spazio vuoto, il tempo sottratto alla produzione sociale.

C'è materia per discuterne e mobilitarsi, ma soprattutto c'è materia per una rivoluzione, vera però.

sabato 11 agosto 2012

VECCHI E NUOVI TEOREMI

Postato il Sabato, 11 agosto - comedonchisciotte -
FONTE: FASCINAZIONE.INFO
"...Noi ragioniamo come se vivessimo ancora nella prima metà del XX secolo e non ci rendiamo conto che la realtà è molto diversa. Il 1945 non segnò solo la nascita del bipolarismo mondiale con il tramonto delle ere nazionali e la contemporanea istituzionalizzazione del crimine organizzato su scala internazionale, ma anche l'avvio del processo di cessazione di sovranità e la costituzione di strutture supernazionali incaricate di gestire e di ammortizzare progetti e conflitti.
Oggi in Europa assistiamo ad una sin troppo evidente cessazione di sovranità progressiva in cui le singole potenze regionali cercano di portare comunque a casa il miglior risultato raggiungibile e di cedere il meno possibile di potere.
E questo ora lo vediamo e lo capiamo tutti. In forma più involuta e primitiva, ma anche più agguerrita e pretenziosa, è quanto accadde nei decenni trascorsi con codazzo di attentati e stragi. Gli “alleati” si combattevano per terrorismi interposti.
Se intorno ad Hypérion agivano indisturbati gruppi terroristici e servizi segreti dell'est e dell'ovest, è in quest'ottica che ciò avvenne e se ci fu tregua e cooperazione anche tra “nemici” giurati è perché esisteva e operava un consiglio direttivo sovranazionale fornito, con tanto di ideologia e strategia, dalla Commissione Trilaterale che, per inciso, partorì per intero l'amministrazione presidenziale di Giscard d'Estaing in Francia e quella di Carter in Usa.
...Prendiamo il teorema del nuovo antagonismo sud-nord e del pericolo islamico. E’ evidente come lo schema del passato venga replicato ed è anche più evidente che, a prescindere dalla propaganda, le relazioni tra componenti che dovrebbero odiarsi sono invece molto distese.
Le “primavere arabe” hanno registrato una santa alleanza tra Usa, Inghilterra, Francia e monarchie wahabite, fino al punto di armare e sostenere pubblicamente Al Qaeda dimenticandosi che, fino a qualche anno fa, dicevano che questa avesse abbattuto le Twin Towers.
Lo scenario insomma è quello di trenta e quarant’anni fa ma un tantino più orwelliano. In quanto alle metastrutture, oggi queste appaiono evidenti: l’uniformità dei media internazionali (Cnn, Bbc, Al Jazeera ecc) e la globalizzazione dei mercati nonché della comunicazione informatica hanno fatto fare un salto in avanti ai nostri cervelli ossidati e così riusciamo un po’ meglio a intravedere le strutture dell’epoca in cui viviamo.
Potremmo fare un salto ulteriore e capire, tramite ciò, anche quel che lo precedette. E dovremmo infine pensare a quel che seguirà. Si parla di una governance europea che la Commissione Trilaterale (toh guarda…) intende varare e istituzionalizzare in novembre.
Non parlo da reazionario in quanto sono europeista e sostenitore dell’Euro. Ho l’impressione però che si assista ancora una volta ad uno strappo strategico che, partito con le “primavere arabe” e con la neutralizzazione di Strauss-Kahn e della sua soluzione monetaria, avrà effetti deleteri e scompaginanti su quanto poteva ancora esserci di positivo.
Stavolta non ci sono state stragi significative, ma c’è sufficiente massacro quotidiano di genti, di società, di economie e di culture e si tratta, ancora e sempre, di una “rivoluzione dall’alto” mediante un dirigismo cinico e spietato.
I giovanotti che agirono a Bologna e altrove ora sono uomini maturi. E ancor di più lo è il mostro che hanno generato." Tratto da: “La strage alla stazione non fu un incidente di trasporto ma un complotto” - Intervista a Gabriele Adinolfi 8.08.2012

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