Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!
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lunedì 27 maggio 2013

Bologna: risultato positivo e per nulla scontato

    
Bologna: risultato positivo e per nulla scontato

Bologna: risultato positivo e per nulla scontato

di Paolo Ferrero -
A Bologna il 60% dei votanti nel referendum ha detto di NO al finanziamento della scuola privata. Si tratta di un risultato positivo e per nulla scontato visto lo schieramento di forze a favore del finanziamento alle private. Adesso molti diranno che il risultato non è rilevante perché ha votato solo il 28% degli aventi diritto. Posto che a Roma chi vincerà le elezioni sarà sindaco anche se votato da pochi cittadini, non bisogna farsi confondere da questo ragionamento: basta pensare a cosa direbbero se il 60% l’avessero preso loro! Abbiamo vinto e adesso il Comune di Bologna tenga fede alla decisione dei cittadini bolognesi abolendo il finanziamento alle scuole private.

domenica 5 maggio 2013

La buona azione di Bologna (Stefano Rodotà).

 

SCUOLA – Si svolge domenica 26 maggio a Bologna un referendum sul finanziamento alla scuola privata importante, difficile e rischioso. Ma la politica, quella vera, è anche, e in molti casi soprattutto, proprio capacità di assumere rischi quando sono in questione principi, quando bisogna cercar di promuovere mutamenti nella società e nel sistema politico-istituzionale. Quel che dovrebbe sorprendere, allora, non è che qualcuno abbia avuto l’ardire di promuovere un referendum, ma che questo referendum si debba fare. E oggi, in presenza di iniziative politiche a dir poco azzardate, è più che mai necessario riprendere il filo, spezzato in questi anni, della politica costituzionale e della legalità che essa esprime.
L’oggetto specifico è quello ricordato – risorse pubbliche a beneficio di scuole private. Per giustificare questa scelta, a Bologna, e non solo, si adoperano argomenti di opportunità e ritornano le contorsioni giuridiche alle quali da anni si ricorre per aggirare l’articolo 33 della Costituzione. Ma questo, davvero, è un punto non negoziabile, per almeno due ragioni. La prima riguarda la necessità di rispettare la chiarissima lettera della norma costituzionale che parla di una scuola privata istituita «senza oneri per lo Stato». Ma bisogna anche ricordare – e questa è la seconda considerazione – che è sempre la Costituzione a prevedere che lo Stato debba istituire «scuole statali per tutti gli ordini e gradi». In tempi di crisi, questa norma dovrebbe almeno imporre che le scarse risorse disponibili siano in maniera assolutamente prioritaria destinate alla scuola pubblica in modo di garantirne la massima funzionalità possibile. Non a caso, Piero Calamandrei definì la scuola pubblica «organo costituzionale», individuando la linea dalla quale non può allontanarsi nessuna istituzione dello Stato.
Il cardinale Bagnasco ha dichiarato che quel finanziamento permette allo Stato di risparmiare. Non comprende che non siamo di fronte a una questione contabile. Si tratta della qualità dell’azione pubblica, del modo in cui lo Stato adempie ai suoi doveri nei confronti dei cittadini. La consapevolezza di questi doveri si è assai affievolita in questi anni, e le conseguenze di questa deriva sono davanti a noi. È ottima cosa, allora, che siano proprio i cittadini a ricordarsene e a chiedere con un referendum che la legalità costituzionale venga onorata.
I cittadini bolognesi hanno oggi la possibilità di far valere un principio, al di là delle convenienze. E, comunque si concluda questa vicenda, è stata fatta una buona azione civile, destinata a lasciare un segno nelle coscienze.
Buon voto a tutte e a tutti.
Da Il Manifesto del 05/05/2013.

lunedì 15 aprile 2013

“La storia non perdona niente”

di Elisabetta Teghil - sinistrainrete -

La Corte europea per i diritti umani, in data 2 aprile 2013, ha emesso una sentenza con cui sancisce che il numero chiuso che regola l’accesso in Italia a determinate facoltà universitarie non viola il diritto allo studio.

Otto studenti italiani erano ricorsi alla Corte di Strasburgo perché non avevano superato i test di accesso.


I test di accesso sono legati al numero chiuso delle iscrizioni e, checché ne dica l’Unione Europea, vanificano il principio del diritto allo studio per tutte/i, perché è evidente che non tengono conto del vantaggio che alcuni studenti/e hanno per via dell’estrazione sociale che poi significa anche diversa base culturale.

Di fatto viene meno da una parte il ruolo dell’Università come occasione di socializzazione dei saperi, dall’altro quello di promozione sociale.

Anni di lotte e di conquiste vengono annullati, si ritorna allo spirito degli anni ’60 quando, in quinta elementare, si doveva fare l’esame di Stato, passaggio obbligato per accedere alle Medie, dove si verificava un’ulteriore selezione di classe. Il ragazzo/a, sicuramente non per interessi personali, era costretto/a a scegliere fra le Medie vere e proprie e il così detto “Avviamento” che preludeva al lavoro… E le scuole di allora ribadivano la collocazione di classe anche nella struttura architettonica: molte erano impostate in modo da avere una triplice entrata, una riservata al personale, una ai ragazzi/e che facevano le medie, la terza per chi faceva l’avviamento.

E, come denunciò a suo tempo, Don Milani, si era bocciati/e anche in prima elementare.

Anche allora i ragazzi e le ragazze che sostenevano e superavano l’esame di Stato di quinta elementare erano il frutto di una selezione di classe nel senso compiuto del termine perché ne venivano tagliati fuori quelli/e più poveri/e dal punto di vista economico. Il che coincideva sempre con la connessa povertà culturale.

Un’altra strozzatura era costituita dall’esame di terza media. Anche qui la collocazione sociale coincideva con quella culturale e con le relative scelte scolastiche successive.

Alcuni/e approdavano ai Licei, la stragrande maggioranza faceva le scuole professionali.

Le scuole professionali non permettevano l’accesso a nessuna facoltà universitaria.

Ma è necessario fare un distinguo anche per i Licei, non a caso ne abbiamo parlato al plurale, perché esisteva quello scientifico e quello classico e solo quest’ultimo permetteva l’iscrizione a tutte le facoltà. Lo scientifico solo ad alcune.

venerdì 13 aprile 2012

Perché gli Stati Uniti distruggono il loro sistema scolastico

Chris Hedges - controlacrisi -
Chris Hedges, giornalista e attivista del movimento "Occupy Wall Street", ha scritto un appassionante manifesto di denuncia della distruzione del sistema di istruzione statunitense che sembra parlare anche al mondo scolastico italiano: lo ripubblichiamo, con qualche modifica nella traduzione, dal blog "Z Net Italy" (qui il testo originale).

Una nazione che distrugge il proprio sistema educativo, degrada la sua informazione pubblica, smantella le proprie librerie pubbliche e destina le proprie onde radio a un intrattenimento stupido e dozzinale, diventa cieca, sorda e muta [1]. Stima i punteggi nei test più del pensiero critico e dell’istruzione, celebra l’addestramento meccanico al lavoro e la singola, amorale abilità nel far soldi. Sforna prodotti umani rachitici, privi della capacità e del vocabolario per contrastare gli assiomi e le strutture dello stato-azienda, e li incanala in una casta di gestori di droni e di sistemi. Trasforma uno Stato democratico in un sistema feudale di padroni e servi delle imprese.

Gli insegnanti, con i loro sindacati sotto attacco, stanno diventando sostituibili tanto quanto i dipendenti a paga minima di Burger King. Disprezziamo gli insegnanti veri – quelli con la capacità di suscitare nei bambini la capacità di pensare, quelli che aiutano i giovani a scoprire i propri doni e potenziali – e li sostituiamo con istruttori che insegnano in funzione di test stupidi e standardizzati. Il punto è che questi istruttori obbediscono, e insegnano ai bambini a obbedire. Il programma "No Child Left Behind", sul modello del “Miracolo Texano”, è una truffa: non ha funzionato meglio del nostro sistema finanziario deregolamentato. Ma quando si esclude il dibattito, queste idee morte si autoperpetuano.

Il superamento di test a scelta multipla celebra e premia una forma peculiare di intelligenza analitica, apprezzato dai gestori e dalle imprese del settore finanziario che non vogliono che dipendenti pongano domande scomode o verifichino le strutture e gli assiomi esistenti: vogliono che essi servano il sistema. Questi test creano uomini e donne che sanno leggere e far di conto quanto basta per occupare posti di lavoro relativi a funzioni e servizi elementari. I test esaltano quelli che hanno i mezzi finanziari per prepararsi ad essi, premiano quelli che rispettano le regole, memorizzano le formule e mostrano deferenza all’autorità. I ribelli, gli artisti, i pensatori indipendenti, gli eccentrici e gli iconoclasti – quelli che pensano con la propria testa – sono estirpati.

giovedì 12 aprile 2012

Parlando si Scuola


Scuola, una felice ambiguità - institut finlandais -
Non tutte le parole che indicano un’attività o un insieme di persone dedite a quell’attività indicano anche il luogo, l’ediicio in cui l’attività si svolge e le persone operano.
Invece una parola come “scuola” porta con sé questa ambivalenza e la cosa si ripete in altre lingue ed è tanto ovvia che non sempre i dizionari più concisi la segnalano.
Nell’ambivalenza si sedimenta la percezione antica e collettiva di un nesso profondo con cui si legano l’articolazione dei luoghi e degli spazi e l’attività educativa istituzionale e collettiva.
Un ediicio-scuola cui si accede attraverso scale e scaloni proietta un’idea di scuola-educazione diversa da un ediicio accessibile in piano e aperto sull’ambiente: proietta e in parte condiziona, se non determina.

Non è stato breve il cammino che ha portato architetti e committenti pubblici o privati a capire la portata delle scelte edilizie e urbanistiche in materia scolastica.
In Finlandia per le loro scuole hanno saputo capire anche questo. E così per tutto aprile (fino al 28) a Parigi nell’istituto finlandese di cultura si tiene una mostra di ediici scolastici realizzati in Finlandia in questi anni duemila: scuole di base per ragazze e ragazzi dai sette ai sedici anni e licei e istituti professionali per i più grandi. L’esposizione s’intitola, con una punta d’ironia, La meilleure école du monde.

La mostra vale davvero un détour per capire, oltre le cifre statistiche, quanto impegno civile e creativo sorregge la scuola finlandese.
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La Meilleure École du monde Du 22 mars au 28 avril
Pourquoi l'école finlandaise fonctionne-t-elle si bien et comment a-t-elle obtenue une telle renommée internationale ? Quel a été le rôle de l'architecture dans cet accomplissement ?
La Meilleure Ecole du monde réunit sept projets d’écoles et lycées exemplaires dessinées par des architectes finlandais durant les années 2000. Ces écoles répondent chacune à leur manière aux exigences imposées par les méthodes et les contenus de l’enseignement moderne finlandais, tout en tenant compte des besoins des divers utilisateurs. Elles reflètent également l’air du temps avec ses aspirations esthétiques, économiques et écologiques.
La Meilleure Ecole du monde a été réalisée en collaboration avec le Musée de l’architecture finlandaise.
Parallèlement à l’exposition, une présentation audiovisuelle sur l’histoire de l’architecture des écoles en Finlande sera proposée.

sabato 28 gennaio 2012

Chris Hedges, Perchè gli Stati Uniti distruggono il loro sistema scolastico

Autore: Gabriella Giudici Fonte: scienzeumanegiudici
Per capire com’è oggi il sistema che stiamo importando e le ragioni di questa scelta bisogna leggere il bellissimo articolo di Hedges, scrittore e giornalista del New York Times. Richiamando Socrate, Kant e Hannah Arendt, Hedges ricorda a quanti confondono l’educazione con l’addestramento che non insegnare ai giovani a pensare è un crimine di cui il mondo ha già conosciuto gli effetti.
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Una nazione che distrugge il proprio sistema educativo, degrada la sua informazione pubblica, sbudella le proprie librerie pubbliche e trasforma le proprie frequenze in veicoli di svago ripetitivo a buon mercato, diventa cieca, sorda e muta. Apprezza i punteggi nei test più del pensiero critico e dell’istruzione. Celebra l’addestramento meccanico al lavoro e la singola, amorale abilità nel far soldi. Sforna prodotti umani rachitici, privi della capacità e del vocabolario per contrastare gli assiomi e le strutture dello stato delle imprese. Li incanala in un sistema castale di gestori di droni e di sistemi. Trasforma uno stato democratico in un sistema feudale di padroni e servi delle imprese.

Gli insegnanti, con i loro sindacati sotto attacco, stanno diventando altrettanto sostituibili che i dipendenti a paga minima di Burger King. Disprezziamo gli insegnanti veri – quelli con la capacità di ispirare i bambini a pensare, quelli che aiutano i giovani a scoprire i propri doni e potenziali – e li sostituiamo con istruttori che insegnano in funzione di test stupidi e standardizzati. Questi istruttori obbediscono. Insegnano ai bambini a obbedire. E questo è il punto. Il programma ‘No Child Left Behind’, sul modello del “Miracolo Texano”, è una truffa. Non ha funzionato meglio del nostro sistema finanziario deregolamentato. Ma quando si esclude il dibattito, queste idee morte si autoperpetuano.Il superamento di test a scelta multipla [bubble test] celebra e premia una forma peculiare di intelligenza analitica. Questo tipo di intelligenza è apprezzato dai gestori e dalle imprese del settore finanziario. Non vogliono dipendenti che pongano domande scomode o verifichino le strutture e gli assiomi esistenti. Vogliono che essi servano il sistema. Questi testi producono uomini e donne che sanno leggere e far di conto quanto basta per occupare posti di lavoro relativi a funzioni e servizi elementari. I test elevano quelli che hanno i mezzi finanziari per prepararsi ad essi. Premiano quelli che rispettano le regole, memorizzano le formule e mostrano deferenza all’autorità. I ribelli, gli artisti, i pensatori indipendenti, gli eccentrici e gli iconoclasti – quelli che marciano al suono del proprio tamburo – sono eliminati.

“Immagina” ha detto un insegnante di scuola pubblica di New York che ha chiesto di non fare il suo nome, “ di andare ogni giorno al lavoro sapendo che molto di quello che fai è una truffa, sapendo che non stai in alcun modo preparando gli studenti alla vita in un mondo sempre più brutale, sapendo che se non continui, secondo copione, con i tuoi corsi di preparazione ai test, e anzi se non migliori al riguardo, resterai senza lavoro. Fino a pochissimo tempo fa, il preside di una scuola era qualcosa di simile a un direttore d’orchestra: una persona che aveva una profonda esperienza e conoscenza della parte e della collocazione di ogni membro e di ogni strumento. Negli ultimi dieci anni ho assistito all’emergere sia dell’Accademia della Leadership del [sindaco] Mike Bloomberg sia dell’Accademia dei Sovrintendenti di Eli Broad, entrambe create esclusivamente per produrre all’istante presidi e sovrintendenti che si modellano sugli amministratori delegati delle imprese. Come è possibile che una cosa del genere sia legale? Come vengono riconosciute tali accademie? Di leader di che qualità ha bisogno una “accademia della leadership”? Che tipo di società consente a persone simili di amministrare le scuole dei suoi bambini? I testi di alto livello possono essere inutili da punto di vista pedagogico ma sono un meccanismo brillante per minare il sistema scolastico, instillando paura e creando una giustificazione perché se ne impossessino le imprese. C’è qualcosa di grottesco nel fatto che la riforma dell’istruzione sia diretta non da educatori bensì da finanzieri e speculatori e miliardari.”

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