Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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martedì 4 settembre 2012

Hamburger University

The Homeless Adjunct - sinistrainrete -

Riprendiamo un articolo uscito recentemente su un blog americano, a proposito del processo di graduale privatizzazione e distruzione dell”istruzione universitaria pubblica negli Stati Uniti. Si tratta di un modello ancora ben lontano dal nostro, ma al quale, attraverso i successivi processi di riforma, ci stiamo lentamente avvicinando. La traduzione è di Enrico Natalizio, Paola Perin e Lorenzo Zamponi.
Qualche anno fa, Paul E. Lingenfelter iniziò la sua relazione sul definanziamento della pubblica istruzione scrivendo: “Nel 1920 H.G. Wells scrisse: ‘La storia è sempre più una gara tra l’educazione e la catastrofe.’ Credo che fosse nel giusto. Niente è più importante per il futuro degli Stati Uniti e del mondo della diffusione e dell’efficacia dell’istruzione, in particolare dell’istruzione superiore. Io dico con particolare attenzione all’istruzione superiore, ma non perché la scuola dell’infanzia, la scuola elementare e quella secondaria siano meno importanti. Il successo ai vari livelli di istruzione dipende, ovviamente, da ciò che è accaduto prima. Ma bene o male, la qualità dell’istruzione post-secondaria e della ricerca influisce sulla qualità e l’efficacia dell’istruzione ad ogni livello.”
Negli ultimi anni le discussioni sui vari aspetti per i quali le nostre università non funzionano sono cresciute come l’accumularsi di nubi temporalesche. Il dibattito verte sugli scarsi risultati scolastici nei nostri laureati, sulle tasse studentesche fuori controllo e sui rovinosi prestiti d’onore. Finalmente si presta attenzione agli stipendi enormi dei presidenti e degli allenatori sportivi e allo status riservato alla maggioranza dei docenti: simile a quello dei lavoratori migranti. Ora ci sono movimenti che vogliono limitare le tasse studentesche, condonare i debiti degli studenti, creare più potenti strumenti di “valutazione”, offrire materiali didattici gratuiti online e combattere lo sfruttamento dei docenti a contratto. Ma ognuno di questi movimenti si concentra solo su un particolare aspetto di un problema molto più ampio e nessun aggiustamento su questi singoli punti affronta la vera ragione per cui le università in America stanno morendo.
Per spiegare il mio punto di vista devo andare indietro nel tempo. Torniamo agli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, 1950, quando il G.I. Bill (una legge che tra le altre cose consentì ai soldati reduci dalla Seconda Guerra Mondiale di studiare gratuitamente nelle università. Fonte Wikipedia, NdT) e il costo contenuto – talvolta gratuito – delle università crearono un’ondata di studenti universitari in tutto il paese. Questa ondata continuò a crescere durante gli anni ’60: le università erano il cuore di un intenso dibattito pubblico, di passione per l’apprendimento e del coinvolgimento attivo dei cittadini nelle problematiche di quei tempi. Durante questo periodo il corpo docente era fiorente, gli studenti avevano accesso a una ricca varietà di aree tematiche e la possibilità di un apprendimento ampio. Gli studi umanistici erano il cuore dell’istruzione universitaria e gli studenti venivano introdotti a filosofia, antropologia, letteratura, storia, sociologia, religioni, lingue e culture straniere. Certo, successe anche qualcosa d’altro, a partire dalla fine degli anni Cinquanta fino agli anni Sessanta: le sommosse e il crescente numero di cittadini che partecipavano al dissenso popolare, contro la guerra del Vietnam, contro il razzismo, contro la distruzione dell’ambiente in una cultura sempre più aziendalizzata, contro la misoginia, contro l’omofobia. Quali furono gli incubatori di gran parte di quella rivolta? In quali luoghi si riunirono un gran numero di persone istruite, intellettuali e capaci di farsi sentire? Nei campus universitari. E a chi non piacque il risultato degli anni ’60? Alle aziende, ai guerrafondai, a quelli nella nostra società che vorrebbero tenerci divisi sulla base della nostra razza, del nostro genere, del nostro orientamento sessuale.
Ho il sospetto che, se fosse stato possibile, questi gruppi sarebbero stati contenti di chiudere le università. Distruggerle completamente. Ma un paese che afferma di avere valori democratici non può chiudere le sue università. Ciò rivelerebbe qualcosa su quel paese in contrasto con l’immagine che essi vogliono darne – quella di un paese di libertà, giustizia, opportunità per tutti. Quindi, come si fa a uccidere le università del paese senza farsi scoprire? Come a tutti i bambini cresciuti durante la Guerra Fredda, mi è stato insegnato che i paesi comunisti nella prima metà del XX secolo rinchiudevano i loro studiosi, intellettuali e artisti in campi di prigionia, chiamati “campi di rieducazione”. Da adulto, ho capito che i grandi gruppi di interesse americani disprezzano queste persone proprio come faceva (a loro dire) il comunismo. La differenza è che, invece di fare una cosa così ovvia come gettarle in prigione, qui quelle stesse persone vengono ridotte in miseria. Il risultato è lo stesso. La povertà disperata controlla e infine spezza le persone efficacemente quanto un carcere ….. e alcune ricerche dicono che funziona anche MEGLIO.
Quindi: ecco la ricetta per l’assassinio delle università, e se quello che sto descrivendo non è esattamente ciò che è alla radice di tutti i problemi del nostro sistema di istruzione superiore ditemelo. (Perché quello che sto dicendo è più stato recentemente applicato anche alla scuola pubblica.)

venerdì 13 aprile 2012

Perché gli Stati Uniti distruggono il loro sistema scolastico

Chris Hedges - controlacrisi -
Chris Hedges, giornalista e attivista del movimento "Occupy Wall Street", ha scritto un appassionante manifesto di denuncia della distruzione del sistema di istruzione statunitense che sembra parlare anche al mondo scolastico italiano: lo ripubblichiamo, con qualche modifica nella traduzione, dal blog "Z Net Italy" (qui il testo originale).

Una nazione che distrugge il proprio sistema educativo, degrada la sua informazione pubblica, smantella le proprie librerie pubbliche e destina le proprie onde radio a un intrattenimento stupido e dozzinale, diventa cieca, sorda e muta [1]. Stima i punteggi nei test più del pensiero critico e dell’istruzione, celebra l’addestramento meccanico al lavoro e la singola, amorale abilità nel far soldi. Sforna prodotti umani rachitici, privi della capacità e del vocabolario per contrastare gli assiomi e le strutture dello stato-azienda, e li incanala in una casta di gestori di droni e di sistemi. Trasforma uno Stato democratico in un sistema feudale di padroni e servi delle imprese.

Gli insegnanti, con i loro sindacati sotto attacco, stanno diventando sostituibili tanto quanto i dipendenti a paga minima di Burger King. Disprezziamo gli insegnanti veri – quelli con la capacità di suscitare nei bambini la capacità di pensare, quelli che aiutano i giovani a scoprire i propri doni e potenziali – e li sostituiamo con istruttori che insegnano in funzione di test stupidi e standardizzati. Il punto è che questi istruttori obbediscono, e insegnano ai bambini a obbedire. Il programma "No Child Left Behind", sul modello del “Miracolo Texano”, è una truffa: non ha funzionato meglio del nostro sistema finanziario deregolamentato. Ma quando si esclude il dibattito, queste idee morte si autoperpetuano.

Il superamento di test a scelta multipla celebra e premia una forma peculiare di intelligenza analitica, apprezzato dai gestori e dalle imprese del settore finanziario che non vogliono che dipendenti pongano domande scomode o verifichino le strutture e gli assiomi esistenti: vogliono che essi servano il sistema. Questi test creano uomini e donne che sanno leggere e far di conto quanto basta per occupare posti di lavoro relativi a funzioni e servizi elementari. I test esaltano quelli che hanno i mezzi finanziari per prepararsi ad essi, premiano quelli che rispettano le regole, memorizzano le formule e mostrano deferenza all’autorità. I ribelli, gli artisti, i pensatori indipendenti, gli eccentrici e gli iconoclasti – quelli che pensano con la propria testa – sono estirpati.

giovedì 12 aprile 2012

Parlando si Scuola


Scuola, una felice ambiguità - institut finlandais -
Non tutte le parole che indicano un’attività o un insieme di persone dedite a quell’attività indicano anche il luogo, l’ediicio in cui l’attività si svolge e le persone operano.
Invece una parola come “scuola” porta con sé questa ambivalenza e la cosa si ripete in altre lingue ed è tanto ovvia che non sempre i dizionari più concisi la segnalano.
Nell’ambivalenza si sedimenta la percezione antica e collettiva di un nesso profondo con cui si legano l’articolazione dei luoghi e degli spazi e l’attività educativa istituzionale e collettiva.
Un ediicio-scuola cui si accede attraverso scale e scaloni proietta un’idea di scuola-educazione diversa da un ediicio accessibile in piano e aperto sull’ambiente: proietta e in parte condiziona, se non determina.

Non è stato breve il cammino che ha portato architetti e committenti pubblici o privati a capire la portata delle scelte edilizie e urbanistiche in materia scolastica.
In Finlandia per le loro scuole hanno saputo capire anche questo. E così per tutto aprile (fino al 28) a Parigi nell’istituto finlandese di cultura si tiene una mostra di ediici scolastici realizzati in Finlandia in questi anni duemila: scuole di base per ragazze e ragazzi dai sette ai sedici anni e licei e istituti professionali per i più grandi. L’esposizione s’intitola, con una punta d’ironia, La meilleure école du monde.

La mostra vale davvero un détour per capire, oltre le cifre statistiche, quanto impegno civile e creativo sorregge la scuola finlandese.
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La Meilleure École du monde Du 22 mars au 28 avril
Pourquoi l'école finlandaise fonctionne-t-elle si bien et comment a-t-elle obtenue une telle renommée internationale ? Quel a été le rôle de l'architecture dans cet accomplissement ?
La Meilleure Ecole du monde réunit sept projets d’écoles et lycées exemplaires dessinées par des architectes finlandais durant les années 2000. Ces écoles répondent chacune à leur manière aux exigences imposées par les méthodes et les contenus de l’enseignement moderne finlandais, tout en tenant compte des besoins des divers utilisateurs. Elles reflètent également l’air du temps avec ses aspirations esthétiques, économiques et écologiques.
La Meilleure Ecole du monde a été réalisée en collaboration avec le Musée de l’architecture finlandaise.
Parallèlement à l’exposition, une présentation audiovisuelle sur l’histoire de l’architecture des écoles en Finlande sera proposée.

sabato 28 gennaio 2012

Chris Hedges, Perchè gli Stati Uniti distruggono il loro sistema scolastico

Autore: Gabriella Giudici Fonte: scienzeumanegiudici
Per capire com’è oggi il sistema che stiamo importando e le ragioni di questa scelta bisogna leggere il bellissimo articolo di Hedges, scrittore e giornalista del New York Times. Richiamando Socrate, Kant e Hannah Arendt, Hedges ricorda a quanti confondono l’educazione con l’addestramento che non insegnare ai giovani a pensare è un crimine di cui il mondo ha già conosciuto gli effetti.
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Una nazione che distrugge il proprio sistema educativo, degrada la sua informazione pubblica, sbudella le proprie librerie pubbliche e trasforma le proprie frequenze in veicoli di svago ripetitivo a buon mercato, diventa cieca, sorda e muta. Apprezza i punteggi nei test più del pensiero critico e dell’istruzione. Celebra l’addestramento meccanico al lavoro e la singola, amorale abilità nel far soldi. Sforna prodotti umani rachitici, privi della capacità e del vocabolario per contrastare gli assiomi e le strutture dello stato delle imprese. Li incanala in un sistema castale di gestori di droni e di sistemi. Trasforma uno stato democratico in un sistema feudale di padroni e servi delle imprese.

Gli insegnanti, con i loro sindacati sotto attacco, stanno diventando altrettanto sostituibili che i dipendenti a paga minima di Burger King. Disprezziamo gli insegnanti veri – quelli con la capacità di ispirare i bambini a pensare, quelli che aiutano i giovani a scoprire i propri doni e potenziali – e li sostituiamo con istruttori che insegnano in funzione di test stupidi e standardizzati. Questi istruttori obbediscono. Insegnano ai bambini a obbedire. E questo è il punto. Il programma ‘No Child Left Behind’, sul modello del “Miracolo Texano”, è una truffa. Non ha funzionato meglio del nostro sistema finanziario deregolamentato. Ma quando si esclude il dibattito, queste idee morte si autoperpetuano.Il superamento di test a scelta multipla [bubble test] celebra e premia una forma peculiare di intelligenza analitica. Questo tipo di intelligenza è apprezzato dai gestori e dalle imprese del settore finanziario. Non vogliono dipendenti che pongano domande scomode o verifichino le strutture e gli assiomi esistenti. Vogliono che essi servano il sistema. Questi testi producono uomini e donne che sanno leggere e far di conto quanto basta per occupare posti di lavoro relativi a funzioni e servizi elementari. I test elevano quelli che hanno i mezzi finanziari per prepararsi ad essi. Premiano quelli che rispettano le regole, memorizzano le formule e mostrano deferenza all’autorità. I ribelli, gli artisti, i pensatori indipendenti, gli eccentrici e gli iconoclasti – quelli che marciano al suono del proprio tamburo – sono eliminati.

“Immagina” ha detto un insegnante di scuola pubblica di New York che ha chiesto di non fare il suo nome, “ di andare ogni giorno al lavoro sapendo che molto di quello che fai è una truffa, sapendo che non stai in alcun modo preparando gli studenti alla vita in un mondo sempre più brutale, sapendo che se non continui, secondo copione, con i tuoi corsi di preparazione ai test, e anzi se non migliori al riguardo, resterai senza lavoro. Fino a pochissimo tempo fa, il preside di una scuola era qualcosa di simile a un direttore d’orchestra: una persona che aveva una profonda esperienza e conoscenza della parte e della collocazione di ogni membro e di ogni strumento. Negli ultimi dieci anni ho assistito all’emergere sia dell’Accademia della Leadership del [sindaco] Mike Bloomberg sia dell’Accademia dei Sovrintendenti di Eli Broad, entrambe create esclusivamente per produrre all’istante presidi e sovrintendenti che si modellano sugli amministratori delegati delle imprese. Come è possibile che una cosa del genere sia legale? Come vengono riconosciute tali accademie? Di leader di che qualità ha bisogno una “accademia della leadership”? Che tipo di società consente a persone simili di amministrare le scuole dei suoi bambini? I testi di alto livello possono essere inutili da punto di vista pedagogico ma sono un meccanismo brillante per minare il sistema scolastico, instillando paura e creando una giustificazione perché se ne impossessino le imprese. C’è qualcosa di grottesco nel fatto che la riforma dell’istruzione sia diretta non da educatori bensì da finanzieri e speculatori e miliardari.”

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