Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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domenica 4 dicembre 2011

Lucio Magri

"Una coppia di innamorati sepolti insieme", l'ultimo messaggio di Lucio Magri tumulato stamane
Fonte: ilcittadinodirecenati

RECANATI – Lucio Magri è stato sepolto vicino all’amata moglie Mara. Il feretro è arrivato dalla Svizzera (lì il leader e fondatore del Manifesto aveva dato corpo al suo desiderio di togliersi la vita con il suicidio assistito, legale nella Confederazione Elvetica) poco prima delle 12. Ad attenderlo nel piccolo spiazzo-sentiero una settantina di persone, almeno un centinaio invece nascoste intorno, tra le cappelline, stante la ristrettezza del luogo che Lucio Magri aveva scelto per riposare.

C’erano gli on.li Luciana Castellina, Valentino Parlato, Valerio Calzolaio, Carlo Latini, figure che diedero vita al Manifesto, ed inoltre Massimo Serafini, Nazareno Re. Ed è toccato all'on.le Famiano Crucianelli leggere l’ultima lettera scritta da Magri agli amici.

"Ciò che desidero e spero di meritare qui e ora è unicamente uno sguardo affettuoso, o almeno amichevole rivolto ad una coppia di innamorati sepolti in un piccolo cimitero, insieme".

Questo il post scriptum della lettera di Lucio Magri che è stata letta in occasione della tumulazione dell'intellettuale e uomo politico, accanto alla moglie Mara. (il testo integrale della lettera, dopo le foto)
Una cerimonia sobria al cimitero di Recanati, così come richiesto da Magri.
Sulla bara di Magri, una bandiera rossa, quella del PDUP.
La bara è stata posta accanto a quella di Mara, morta di cancro tre anni fa.
"Il desiderio di sdraiarmi accanto a Mara - è scritto nella lettera di addio di Magri - per dimostrarle che l'amo come e più che mai, e dimostrare che la morte è stata capace di spegnerci, ma non di dividerci".
Le note della Messa da Requiem di Mozart per il saluto finale.
In forma privata ha anche partecipato il sindaco, Francesco Fiordomo.

La lettera di Lucio Magri:

“La mia morte è cominciata da tempo. Quando Mara è scomparsa ha portato via con sè tutta la mia voglia di vivere, ed ero già pronto a seguirla. Lei lo ha intuito e in extremis mi ha strappato la promessa di portare a termine il lavoro che avevo avviato negli anni della sua sofferenza e che in altro modo era anch’esso in punto di arrivo.

La promessa è più un atto di amore, il regalo di un tempo supplementare. Era uno stimolo e un aiuto per dare una conclusione degna al destino che ci aveva fatto casualmente ma più volte incontrare e poi dato tanti anni di felicità totale. Era anche un appuntamento, o almeno così lo ho vissuto ogni giorno. Ora posso dire che la promessa la ho mantenuta al meglio che potevo. Il libro è stato pubblicato anche in Spagna, Inghilterra, Argentina e Brasile.

Nel lungo e doloroso intermezzo ho avuto modo non solo di riflettere sul passato ma anche di misurare il futuro. E mi sono convinto di non avere ormai nè l’età, nè l’intelligenza, nè il prestigio per dire o per fare qualcosa di veramente utile a sostegno delle idee e delle speranze che avevano dato un senso alla mia vita.

Intendiamoci, non escludo affatto che quelle idee e quelle speranze, riformulate, non si ripresentino nella storia a venire: ma in tempi lunghi e senza sapere come e dove. Comunque fuori dalla mia portata.

Per tuto ciò mi pare legittimo, anzi quasi razionale soddisfare un desiderio profondo che anzichè ridursi, cresce. Il desiderio di sdraiarmi a fianco di Mara per dimostrarle che l’amo come e più che mai, e dimostrare che la morte è stata capace di spegnerci, ma non di dividerci. Può essere solo un simbolo, ma non è poco.”.

A seguire, un post scriptum, in cui Lucio Magri chiedeva di evitare cerimonie funebri, rimembranze e giudizi dettati dall’occasione, ma “semplicemente uno sguardo affettuoso, o almeno amichevole, rivolto ad una coppia di innamorati sepolti in un piccolo cimitero, insieme“.

martedì 29 novembre 2011

Lucio Magri

da la Repubblica
Il suicidio assistito di Lucio Magri
l'addio ai compagni: "Ho deciso di morire"

Il fondatore del Manifesto morto in Svizzera ha deciso tutto con lucidità; dalla fine alla sepoltura vicino alla sua Mara. Gli amici hanno tentato di dissuaderlo ma lui era depresso per la morte della moglie di SIMONETTA FIORI

Lucio Magri con Paolo Bufalini ed Enrico Berlinguer
E ALLA FINE la telefonata è arrivata. Sì, tutto finito. Ora si rientra in Italia. Alle pompe funebri aveva provveduto lo stesso Lucio Magri, poco prima di partire per la Svizzera. Era il suo ultimo viaggio, così voleva che fosse. Non ce la faceva a morire da solo, così il suo amico medico l'avrebbe aiutato. Là il suicidio assistito è una pratica lecita, anche se poi bisogna vedere nei dettagli, se ci sono proprio le condizioni. Ma ora che importa? Che volete sapere? Non fate troppi pettegolezzi, l'aveva già detto qualcun altro ma in questi casi non conta l'originalità.

S'era raccomandato con i suoi amici più cari, quelli d'una vita, i compagni del Manifesto. Non voglio funerali, per carità, tutte quelle inutili commemorazioni. Necrologi manco a parlarne. Luciana si occuperà della gestione editoriale dei miei scritti. Per gli amici e compagni lascio una lettera, ma dovete leggerla quando sarà tutto finito. Sì, ora è finito. La notizia può essere resa pubblica. Lucio Magri, fondatore del Manifesto, protagonista della sinistra eretica 2, è morto in Svizzera all'età di 79 anni. Morto per sua volontà, perché vivere gli era diventato intollerabile.

A casa di Lucio Magri, in attesa della telefonata decisiva. È tutto in ordine, in piazza del Grillo, nel cuore della Roma papalina e misteriosa, a due passi dalla magione dove morì Guttuso, pittore amatissimo ma anche avversario sentimentale. Niente sembra fuori posto, il parquet chiaro, i divani bianchi, i libri sulla scrivania Impero, la collezione del Manifesto vicina a quella dei fascicoli di cucina, si sa che Lucio è un cuoco raffinato. Intorno al tavolo di legno chiaro siede la sua famiglia allargata, Famiano Crucianelli e Filippo Maone, amici sin dai tempi del Manifesto, Luciana Castellina, compagna di sentimenti e di politica per un quarto di secolo. No, Valentino non c'è, Valentino Parlato lo stiamo cercando, ma presto ci raggiungerà. In cucina Lalla, la cameriera sudamericana, prepara il Martini con cura, il bicchiere giusto, quello a cono, con la scorza di limone. Cosa stiamo aspettando? Che qualcuno telefoni, e ci dica che Lucio non c'è più.

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