Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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sabato 22 settembre 2012

L’apartheid in Sudafrica non è mai morta. Ha ispirato un ordine mondiale sostenuto dalla forza e dall’illusione

Di John Pilger - znetitaly -
20 settembre 2012

L’uccisione di 34 minatori da parte della polizia sudafricana che ha sparato alle spalle a molti di loro, impedisce l’illusione della democrazia del dopo-apartheid e fa luce sulla nuova apartheid che c’è in tutto il mondo della quale il Sudafrica è sia un modello storico che contemporaneo. Nel 1894, molto tempo prima che la famigerata parola in lingua Afrikaans pronosticava “uno sviluppo separato” per la maggioranza della gente del Sudafrica, un inglese, Cecil John Rhodes, supervisionava l’Atto Glen Grey * in quella che era allora la Colonia del Capo (ora Città del Capo, n.d.t. ) Questo era designato a costringere i neri a passare dall’agricoltura a un esercito di lavoro a poco prezzo, principalmente per lavorare nelle miniere d’oro e di altri minerali preziosi da poco scoperte. Come risultato di questo darwinismo sociale, la compagnia di Rodes, la De Beers, si sviluppò rapidamente come monopolio mondiale, rendendolo favolosamente ricco. Dato che seguiva il liberalismo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, fu celebrato come un filantropo che sosteneva nobili cause.
Oggi la borsa di studio Rhodes all’Università di Oxford, è apprezzata nell’ambito delle elite liberali. Gli studiosi di successo che hanno avuto la Rhodes devono dimostrare “forza morale e carattere” e “comprensione e protezione dei deboli e altruismo, benevolenza e fratellanza. L’ex presidente Bill Clinton è uno di loro, il generale Wesley Clark che ha guidato l’attacco della NATO contro la Iugoslavia, è un altro. Il muro noto come apartheid è stato costruito a beneficio di pochi, non ultime le persone più ambiziose della borghesia.
Questo è stato una specie di tabù durante gli anni della segregazione razziale. I Sudafricani di discendenza inglese potevano permettersi un’apparente opposizione all’ossessione dei Boeri per la razza, e il loro disprezzo per gli stessi Boeri, e allo stesso tempo fornivano le facciate dietro le quali un sistema disumano garantiva privilegi basati sulla razza e, cosa più importante, sulla classe sociale.
La nuova elite di colore in Sudafrica, i cui i numeri e influenza sono cresciuti progressivamente durante gli ultimi anni della segregazione razziale, hanno capito la parte che avrebbero avuto seguendo la “liberazione”. La loro “missione storica”, ha scritto Franz Fanon nel suo classico The Wretched of the Earth [Gli sventurati della terra, “non ha nulla a che fare con la trasformazione del paese: essa consiste, prosaicamente, nell’essere la linea di trasmissione tra la nazione e il capitalismo rampante anche se camuffato”.
Questo si adattava alle figure guida del capo della Congresso Nazionale Africano (ANC – African National Congress), Cecil Ramaphosa, capo dell’Unione nazionale dei minatori, ora multi milionario delle grosse imprese, che ha negoziato un “patto” di condivisione del potere con il regime di F.W de Klerk e di Nelson Mandela stesso, la cui devozione per uno “storico compromesso” significava che la libertà dalla povertà e dalla disuguaglianza della maggior parte delle persone era una libertà troppo lontana. Questo è diventato chiaro già nel 1985 quando un gruppo di industriali sudafricani, guidati da Gavin Reilly, presidente della compagnia mineraria anglo-americana, si è incontrato con i preminenti funzionari dell’ANC in Zambia ed entrambe le parti sono state d’accordo, di fatto, che la segregazione razziale sarebbe stata sostituita dalla segregazione economica, nota come “libero mercato”.

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