Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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giovedì 8 novembre 2012

Un'alternativa possibile tra Grillo e il Pd

Fonte: micromega
Un manifesto aperto a movimenti ed associazioni, appoggiati dai sindaci, per preparare una lista che coaguli le forze contro Monti. Un polo di una sinistra non allineata che potrebbe vedere l'impegno in prima persona degli "arancioni" e di Luigi De Magistris. È la proposta di "Cambiare si può", il coordinamento di cittadini cui hanno aderito, tra gli altri, Luciano Gallino, Marco Revelli, don Andrea Gallo, Moni Ovadia, Paul Ginsborg, Sabina Guzzanti, Vittorio Agnoletto, Ugo Mattei.

Pubblichiamo qui il testo dell'appello lanciato oggi sul sito cambiaresipuo.net.CAMBIARE SI PUÒ! Per una presenza elettorale alternativa alle elezioni politiche del 2013
Il sistema sta andando in pezzi. Le differenze economiche e sociali crescono, le disonestà individuali o di gruppi sono diventate corruzione del sistema, la distanza tra stato e società e tra organi rappresentativi e cittadini non è mai stata così elevata. La possibilità di contare e di decidere sulla propria vita e sul proprio futuro è quotidianamente frustrata da decisioni verticistiche e incontrollabili. Così lo stesso desiderio di partecipazione politica si affievolisce, riducendosi a esplosioni di rabbia, alla fuga dal voto o all’adesione a proposte populiste (egualmente presenti dentro e fuori le forze politiche tradizionali). Prevale l’idea che non ci sia più nulla da fare perché ogni scelta è obbligata e «imposta dall'Europa» (cioè dai mercati). Il modello sociale europeo è cancellato dalle compatibilità economico-finanziarie in una concezione dell’economia che non lascia spazio alla politica.
Questa posizione è stata da tempo abbracciata dal Partito democratico e si è tradotta nell’appoggio senza se e senza ma al governo Monti, nel concorso all’approvazione del cosiddetto patto fiscale e della modifica costituzionale sul pareggio di bilancio, nel contributo alla riduzione delle tutele del lavoro, nel sostegno alle grandi opere, nel frequente aggiramento dell’esito referendario in favore dell’acqua pubblica. È una prospettiva nella quale si è inserito, da ultimo, il gruppo dirigente di Sel con la scelta di partecipare alle primarie, in una alleanza che ne sancisce la subalternità al Partito democratico (a prescindere dallo stesso esito delle primarie). Dall’altra parte c’è la posizione del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che, pur partendo da una condivisibile critica radicale di questa classe politica e di questi partiti, non offre risposte sul piano della democrazia costituzionale e di una diversa uscita dalla crisi in atto.
A fronte di ciò non è più possibile stare a guardare o limitarsi alla critica. L’attuale pensiero unico e il conseguente orizzonte politico sono modificabili. Esiste un'alternativa forte, sobria e convincente alla politica liberista che, in tutta Europa, sta distruggendo il tessuto sociale senza dare soluzione a una crisi che non accenna a diminuire nonostante le rassicurazioni di facciata.
È un’alternativa che si fonda sulle promesse di civiltà contenute nella nostra Carta fondamentale: la Costituzione stabilisce che tutti i cittadini hanno diritto al lavoro e, in quanto lavoratori, a una retribuzione sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa: noi vogliamo che questi principi siano attuati e posti a base delle politiche economiche e sociali. È un’alternativa che esprime una cultura politica nuova, che si prende cura degli altri e rifiuta il leaderismo, che parla il linguaggio della vita della persone e non quello degli apparati, che include nelle discussioni e decisioni pubbliche la cittadinanza attiva.

giovedì 21 giugno 2012

Un’altra strada per l’Europa

Un’alternativa all’immobilismo dell’Europa, allo strapotere delle finanza e alle politiche di austerità viene dal Forum internazionale “Un’altra strada per l’Europa” che si terrà il 28 giugno a Bruxelles, al Parlamento europeo. L’iniziativa è promossa dall’appello “Un’altra strada per l’Europa”. L’Appello Promosso da un gruppo che comprende Rossana Rossanda e Susan George, Zygmunt Bauman e Samir Amin, Seyla Benhabib e Monica Frassoni, Paul Ginsborg e Mary Kaldor, Maurizio Landini e Giulio Marcon, Chantal Mouffe e Saskia Sassen, l’Appello – sottoscritto da oltre cento protagonisti dei movimenti, della politica e della cultura europea – denuncia che “L’Europa è in crisi perché è stata sequestrata dal neoliberismo e dalla finanza” e propone sei obiettivi da cui partire: ridimensionare la finanza, rilanciare l’economia, difendere il lavoro e ridurre le disuguaglianze, proteggere l’ambiente, assicurare la pace, praticare la democrazia.

- sbilanciamoci -
Il Forum
Un intenso dialogo tra le reti europee di movimenti ed esperti, sindacati e associazioni ha portato all’appuntamento del Forum internazionale “Un’altra strada per l’Europa”, il 28 giugno al Parlamento europeo a Bruxelles. L’obiettivo è mettere a confronto queste proposte di alternative con la politica espressa dai parlamentari democratici, verdi e della sinistra di tutta Europa. Tre le sessioni: 1. Controllare la finanza: euro, debito e politiche fiscali. 2. Evitare una grande depressione: lavoro, new deal verde, beni comuni. 3. Un’Europa democratica. Ciascuna sessione sarà aperta da una sintesi delle proposte avanzate da movimenti e società civile, cinquanta interventi daranno concretezza alle alternative possibili e trenta politici e parlamentari europei dialogheranno su come far cambiare rotta all’Europa. Tra i relatori italiani ci saranno la fondatrice del Manifesto Rossana Rossanda, l’economista Mario Pianta, il segretario della Fiom-Cgil Maurizio Landini, il coordinatore di Sbilanciamoci! Giulio Marcon, Massimo Torelli di Rete@sinistra, Antonio Tricarico di Re:Common, Andrea Baranes della Fondazione Etica, Lorenzo Marsili di European Alternatives, Raffaella Bolini dell’Arci,
Tommaso Fattori delle campagne sull’acqua pubblica, e molti altri. Tra i politici, la verde Monica Frassoni, il responsabile economia del Pd Stefano Fassina, gli eurodeputati Pd Gianni Pittella e Leonardo Dominici e altri ancora. Accanto a queste voci italiane ci saranno gli europei della rete di economisti Euromemorandum, esponenti di Attac da Germania, Francia e altri paesi, gli “economisti sgomenti” francesi, gli inglesi di Red Pepper e OpenDemocracy, movimenti greci e spagnoli, diversi sindacati europei.
Il Forum del 28 giugno si tiene nel giorno di apertura del Consiglio europeo in cui si prenderanno decisioni chiave. Quasi un controvertice, l’incontro di Bruxelles presenterà le priorità per cambiare rotta rispetto alle politiche dei governi europei. Alle 13 si terrà una conferenza stampa a Bruxelles. Il dibattito e le proposte Materiali e proposte su questi temi sono stati raccolti da Sbilanciamoci! e Il manifesto nei due volumi su “La rotta d’Europa” (e-book scaricabili gratis)
Per informazioni: anotherroadforeurope@gmail.com

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