Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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mercoledì 9 gennaio 2013

Mobile User Objective System (MUOS). Ora è un obbligo!

 

muos-damageIl Fatto Quotidiano.
Non so quanti sanno cosa sia il Muos. E’ una base militare americana (non della Nato), sistemata illegalmente in mezzo a una riserva naturale, a due passi da Niscemi, Sicilia.
Segretissima. Enorme. Si vedono antenne altissime di diversi tipi. I tecnici del Politecnico di Torino, chiamati dall’Amministrazione comunale di Niscemi, hanno valutato i rischi per le popolazioni circostanti. Il rapporto è, a dir poco inquietante.
Ma più inquietante è scoprire che tutto il Muos è un’arma strategica offensiva di nuovo tipo, che fa parte di un sistema di basi analoghe, sparse in diversi continenti, collegate a un sistema di satelliti geostazionari che consentono agli Stati Uniti d’America, senza alcun controllo da parte italiana, di condurre azioni di rilevazione, controllo, guida di droni, possibili e multiple azioni di disturbo e di offesa verso terzi.
Studi sull’impatto delle onde irraggiate da quelle antenne, eseguiti da due aziende americane, Analytical Graphics Inc. (sede a Exton , Pennsylvania), e Maxim Systems (San Diego, California), dicono che “le fortissime emissioni elettromagnetiche possono avviare la detonazione degli ordigni” a bordo di aerei militari.
Infine (ma l’elenco sarebbe lungo) si hanno molte ragioni per concludere che le antenne e le parabole del Muos hanno stretti legami con l’ultra-segreto programma “Haarp” (High frequency Active Auroral Reseach Program) che dal 1994 la Us Air Force e la Us Navy conducono a partire dalla base di Gakona, in Alaska. Programma che il Parlamento Europeo ha definito pericoloso per l’ambiente e per l’uomo, chiedendo agli Stati Uniti di sospenderlo. Richiesta ignorata sia dal governo americano che dalla Commissione Europea.
Chi ha preso la decisione di fare la base, in Italia, in Sicilia? Storia oscurissima, cominciata nel 2005. Fino a che la Regione Siciliana, sollecitata dalla gente, non ha cercato, confusamente, di fermare la faccenda. Per essere poi costretta a rimangiarsi tutto. Fino al recente sequestro della base da parte della magistratura. Anche questa volta subito cancellato dalle “istanze superiori”. Insomma questa base non si tocca. Il Parlamento non ne ha mai discusso.
NOMUOS-COMUNICATOMa è sorto un movimento di protesta, che sta assumendo proporzioni importanti. E allora, a camere chiuse, ecco che la ministra Cancellieri formalizza la decisione del Governo, definendo il Muos “sito di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati. Cosa c’entri la difesa militare della nostra nazione in un dispositivo aggressivo lo sa solo la Cancellieri, anzi probabilmente nemmeno lei. Gli alleati sono uno solo, gli Usa. L’intimazione è rivolta al nuovo presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta: che non si faccia venire strane idee!
L’avvertimento è chiaro ed è erga omnes: “Non sono accettabili comportamenti che impediscano l’attuazione delle esigenze di difesa nazionale e la libera circolazione connessa a tali esigenze, tutelate dalla Costituzione”. Monti, come i precedenti governi di centrodestra e centrosinistra, dopo avere violato lo spirito della Costituzione in diversi punti e dopo averla fatta modificare (pareggio in bilancio e fiscal compact) mediante un Parlamento prono, si ricorda della Costituzione in questa specifica e molto particolare situazione.
In questo modo si vuole impedire alle popolazioni di difendersi. Anche se le si mette, a loro insaputa, in un forno a micro e macro onde in cui cuoceranno insieme ai loro figli (la Costituzione considera fondamentale il diritto alla salute). Oltre a divenire il bersaglio preliminare di ogni futuro conflitto.
Io penso che questa base la si debba chiudere e mi impegno personalmente in questo senso. Penso che il diritto costituzionale sia dalla parte della sovranità popolare, non dalla parte degli espropriatori della democrazia e della ricchezza che siedono nel Palazzo.
In ogni assemblea cui partecipo, dovunque vado, ripeto che il Parlamento italiano prossimo venturo dovrebbe dichiarare, nella sua prima seduta, che l’Italia non parteciperà più a nessuna azione o missione militare fuori dai suoi confini. Che lo dichiari preliminarmente, impegnando il Governo a rispettare la sua deliberazione. Il Muos è arma di aggressione e non soltanto di difesa. E non è sotto il controllo delle leggi e delle autorità italiane. Come tale dev’essere dichiarato illegittimo e chiuso.
Naturalmente io penso che l’Italia debba uscire dalla Nato, poiché non abbiamo nemici che non siano le catastrofi naturali che si abbatteranno su di noi insieme alla crescita del Prodotto interno lordo (finché ce ne sarà). E dunque che non si debbano comprare altri caccia bombardieri e altri sommergibili, che serviranno solo a farci diventare bersagli in guerre che è ormai impossibile vincere.

giovedì 13 settembre 2012

La questione MUOS

La questione MUOS valica i confini regionali. I Comitati sono stati ascoltati da due Commissioni Parlamentari

“Finalmente la questione MUOS sta diventando di ordine nazionale. Uno degli obiettivi più importanti dei Comitati No MUOS era quello di far uscire la problematica dalla dimensione locale: oggi è stato compiuto un enorme passo in avanti in questo senso”. Questo il commento a caldo di Peppe Cannella e Rino Strano, delegati dei Comitati No MUOS, dopo le due audizioni alle Commissioni di Camera e Senato, a cui hanno preso parte anche il giornalista Antonio Mazzeo, il sindaco di Vittoria Nicosia con l’assessore Caruano, il sindaco di Niscemi La Rosa insieme all’assessore Ficicchia, e Giuseppe Maida.
In audizione alla Commissione Difesa della Camera e alla Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito del Senato i delegati hanno spiegato, fornendo una vasta documentazione, le ragioni di quanti si oppongono fermamente alla costruzione della stazione di terra del sistema MUOS all’interno della Riserva Naturale Sughereta di Niscemi. Hanno altresì denunciato i pericoli rappresentati dalle radiazioni elettromagnetiche emanate dalle quarantuno antenne americane già esistenti e il processo di militarizzazione che i territori e i cittadini siciliani sono costretti a subire.
La Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito ha ritenuto che sussistono le basi per una moratoria, sia per quanto riguarda la costruzione del MUOS, sia per il sistema di antenne già presente nella riserva.
Il Senatore Scanu ha sottolineato l’importanza del principio di precauzione mentre l’Onorevole Costa, presidente della Commissione, si è impegnato a convocare il Ministro della Difesa e il Presidente della Regione Sicilia, o chi per loro, per avere informazioni dettagliate su quanto sta accadendo a Niscemi, oltre che per sollecitare l’invio di dati completi e attendibili sui livelli di inquinamento elettromagnetico già in atto.
La Commissione ha compreso la gravità della situazione che vede il sorgere del MUOS, sistema parabolico satellitare ad alto impatto elettromagnetico, in un contesto già pericoloso e disfunzionale.
Il presidente della Commissione ha preso atto della preoccupazione dei Comitati No MUOS. “Il nuovo sistema di parabole della Marina Militare americana non può essere costruito se prima non si hanno dati certi sull’impatto delle antenne già in funzione. Oggi, nelle Commissioni, sono stati assunti degli importanti impegni formali”, concludono Cannella e Strano.
Enrica Frasca

“NON CI FERMEREMO”. I Comitati “No MUOS” saranno ascoltati domani da due Commissioni Parlamentari

Domani, martedì 11 Settembre 2012, una rappresentanza dei Comitati No MUOS parteciperà alle ore 15 all’audizione della Commissione Difesa della Camera e alle ore 16 alla Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito del Senato. Le due audizioni, che si terranno alla presenza anche del Sindaco di Vittoria Nicosia e del sindaco di Niscemi La Rosa, rappresentano il frutto dell’intenso lavoro fatto in questi mesi dai Comitati No MUOS. Antonio Mazzeo, Peppe Cannella e Rino Strano, partecipanti all’audizione in quanto delegati dai Comitati No MUOS, hanno dichiarato:
“Parteciperemo alle Audizioni senza fare sconti a nessuno. Saremo intransigenti e porteremo le ragioni di chi denuncia oramai da anni il grave pericolo delle 41 antenne americane funzionanti dentro la Sughereta di Niscemi e delle parabole militari del MUOS in costruzione. Difenderemo senza paura la Sughereta e i cittadini siciliani vittime di un processo di militarizzazione dei territori e dell’inquinamento elettromagnetico delle antenne e delle future parabole. C’è in gioco la salute di migliaia di cittadini e anche lo sviluppo economico della Sicilia. I Governi nazionali e regionali non possono fare finta di niente. Consegneremo anche le firme della petizione popolare contro il MUOS. La mobilitazione dei Comitati No MUOS sarà permanente e agli inizi di Ottobre organizzeremo un’importante manifestazione davanti alla Base americana di Niscemi che ospita le antenne e le parabole del MUOS in costruzione. Ci fermeremo solo quando i lavori del MUOS verranno bloccati e solo quando l’intera area sarà bonificata e restituita ad usi civili. Anche le attuali 41 antenne vanno smontate.”
Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS

mercoledì 5 settembre 2012

Nei sotterranei, di una collina a Longare (Vicenza),

Plutone riemerge dagli inferi
di Manlio Dinucci
«Site Pluto» (sito Plutone) era, durante la guerra fredda, il maggiore deposito di armi nucleari dello U.S. Army in Italia. Nei suoi sotterranei, all'interno di una collina a Longare (Vicenza), si tenevano oltre 200 ordigni nucleari «tattici»: missili a corto raggio, proiettili di artiglieria e mine da demolizione. Pronti a scatenare l'inferno nucleare sul territorio italiano. Dismesso ufficialmente nel 1992 come deposito, il sito è stato in parte adibito a comunicazioni satellitari. È andato, cioè, quasi in letargo. Ora però Plutone si sta risvegliando, pronto a riassumere la sua piena funzione bellica. Sono in corso lavori all'interno del suo perimetro recintato e presidiato.
Il progetto prevede la costruzione di un edificio di 5mila m2, in cui saranno addestrati con tecnologie d'avanguardia i soldati Usa, soprattutto quelli della 173a brigata di stanza a Vicenza. Nessuno sa però quali reali attività si svolgeranno dietro il suo muro di «protezione», alto 6 metri. Né, tantomeno, a quale uso saranno adibiti i sotterranei del sito. Continuano così i misteri di Plutone, sotto la cappa del segreto militare, garantito al Pentagono dagli accordi segreti tra i due governi. Nessun mistero, invece, sul fatto che la riattivazione del sito rientra nel rafforzamento dell'intera rete di basi militari Usa nel territorio di Vicenza: qui si è insediato lo U.S. Army Africa e la potenziata 173a brigata è stata autorizzata nel 2007 dal governo Prodi a costruire una nuova base nell'area del Dal Molin. Si apre a questo punto uno scenario ancora più inquietante: come dichiarato da Francesco Cossiga il 28 febbraio 2007 al senato, la 173a brigata è «strumento del piano di dissuasione e di ritorsione, anche nucleare, denominato Punta di diamante». Gli Usa - conferma la Federazione degli scienziati americani in un rapporto del maggio 2012 - mantengono 50 bombe nucleari per aereo ad Aviano (Pordenone) e 20 a Ghedi Torre (Brescia). Non sono residuati bellici della guerra fredda, ma efficienti bombe B-61, oltre dieci volte più potenti di quella di Hiroshima, che a lotti verranno sostituite da una nuova bomba nucleare, la B61-12, molto più potente. Le bombe sono tenute in speciali hangar insieme ai caccia pronti per l'attacco nucleare: F-16 statunitensi ad Aviano e Tornado italiani a Ghedi Torre. L'aeronautica italiana ha partecipato all'esercitazione Usa di guerra nucleare «Steadfast Noon», nel maggio 2010 ad Aviano e nel settembre 2011 a Volkel AB in Olanda. Non è quindi escluso che il riesumato «Site Pluto» servirà anche a esercitazioni di guerra nucleare ed eventualmente, di nuovo, come deposito e centro di manutenzione di armi nucleari. Soprattutto quando gli F-16 e i Tornado verranno sostituiti dai caccia F-35 di quinta generazione, per i quali è stata progettata la nuova bomba nucleare B61-12. Al cui lancio si prepareranno anche gli F-35 italiani. L'Italia continuerà così a violare il Trattato di non-proliferazione che ha sottoscritto, impegnandosi solennemente a «non ricevere da chicchessia armi nucleari, né il controllo su tali armi, direttamente o indirettamente». Questo e altro si cela nei sotterranei di «Site Pluto», sulla cui superficie verrà costruito un edificio che, si garantisce, sarà a basso impatto ambientale, dotato di pannelli fotovoltaici per non inquinare.
il manifesto 4 settembre 2012

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