Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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martedì 21 febbraio 2012

Usa, il movimento Occupy e i black bloc

di Enrico Piovesana - latonellatana -
All’interno del composito movimento di protesta americano Occupy Wall Street è iniziato un interessante dibattito sui black bloc e la violenza politica. Un dibattito destinato a montare in vista delle grandi manifestazioni di protesta previste a Chicago a maggio contro il G8 e il vertice Nato, dove la presenza dei black bloc è data per scontata.

Il sasso nello stagno è stato un falso videomessaggio di Anonymous caricato il 22 gennaio su YouTube, dal titolo “Avvertimento di Occupy e Anonymous ai Black Bloc”: una provocazione che ha comunque sortito l’effetto di dar fuoco alle polveri della discussione.
Il video defintiva “inaccetabile”, “penoso”, “idiota” e “pericoloso” il “vandalismo dei black bloc”, e proseguiva con toni molti duri. “Siete codardi perché vi nascondete dietro le insegne del movimento Occupy usando i manifestanti come scudi”. “Molti di voi sono agenti provocatori, e anche chi non lo è, agisce demonizzando il nostro movimento agli occhi dell’opinione pubblica, sottraendoci sostegno, sia finanziario che ideologico. Ma soprattutto, le vostre azioni giustificano la brutalità della polizia, privando il movimento della sua superiorità morale e fornendo munuzioni ai media”. “Considerate questo come un atto di diplomazia – proseguiva il video – prima che iniziamo a scorprire i vostri culi per tutta la rete e a rovinare le vostre vite private. Scegliete: abbandonate le vostre tattiche patetiche e controproducenti e unitevi a noi, oppure fatevi da parte, altrimenti rischiate la collera della moltitudine”. “I black bloc sono un cancro che va estirpato”.

Queste ultime parole del video (cui Anonymous, o chi per loro, ha succssivamente risposto con un altro videomessaggio contro i “tentativi di divisione del movimento”) tornano il 6 febbraio nel titolo di un editoriale, “Il cancro di Occupy”, pubblicato su Truthdig a firma di Chris Hedges: intelettuale di sinistra, scrittore di successo e giornalista premio Pulitzer (è stato corrispondete di guerra per il New York Times e il Christian Science Monitor).
“Gli anarchici black bloc che abbiamo visto in azione a Oakland – scrive Hedges – sono il cancro del movimento Occupy. La loro presenza è un dono del cielo per gli apparati statali di sicurezza e sorveglianza”. “I black detestano la sinistra organizzata e cercano, abbastanza coscientemente, di privarci dei nostri strumenti di forza. Per loro il nemico non sono i capitalisti delle multinazionali, ma i loro collaboratori nei sindacati, nel movimento dei lavoratori, tra gli intellettuali radicali, gli attivisti ambientalisti e i movimenti come gli Zapatisti”.
“Poiché gli anarchici black bloc non credono nell’organizzazione, di fatto si oppongono a tutti i movimenit organizzati”. “I black bloc dicono che attaccano la polizia, ma ciò che realmente fanno è distruggere il movimento Occupy, come dice l’ambeintalista Derrick Jensen, secondo il quale se veramente il loro obiettivo fosse la polizia agirebbero separati dal movimento, invece di usare di fatto gli altri manifestanti come scudi umani”.
“Marciare compatti, tutti vestiti di nero e a volto coperto, diventando parte di un blocco anonimo, serve loro per superare temporanemante sentimenti di alienzazione, inadeguatezza, impotenza e solitudine. Provano un senso di cameratismo che consente alla rabbia di scantanersi contro qualisasi obiettivo: la stessa malattia che affligge i poliziotti che attaccano i dimostranti pacifici, o i soldati in guerra, trasformando esserei umani in bestie”.

sabato 29 ottobre 2011

Atene 20 ottobre



Il Partito Comunista di Grecia (Kke) in merito all'assalto assassino organizzato contro la manifestazione del 20 ottobre

Questa volta, gruppi organizzati con ordini specifici e gruppi anarco-fascistoidi hanno scatenato un attacco con bottiglie molotov, gas lacrimogeni, granate stordenti e pietre nel tentativo di disperdere la grande manifestazione di lavoratori e di popolo in piazza Sintagma e specialmente nell'area dove era concentrato il PAME. Il risultato dell'attacco è stato la morte del sindacalista del PAME, Kotzaridis Dimitris, di 53 anni, segretario della sezione del sindacato dei lavoratori delle costruzioni nel quartiere di Vironas. Decine di manifestanti del PAME sono stati feriti.
L'odio degli incappucciati contro il movimento operaio popolare e il PAME è l'espressione della furia delle forze al servizio del sistema e del potere borghese. Il governo ha una grande responsabilità per quanto è accaduto. L'operazione di intimidazione, di calunnia e di repressione del movimento operaio-popolare ha le sue radici nelle strutture, nei centri e nei servizi dello Stato. Ciò è stato dimostrato dalla storia e anche dall'ultimo feroce attacco assassino. Gli incappucciati, gli anarco-autonomisti, i fascisti, quale che sia la loro denominazione, si sono dati da fare per ottenere ciò che non hanno ottenuto le forze repressive, attraverso il ricatto e le minacce per intimidire il popolo e fargli chinare la testa.
L'obiettivo di disperdere la manifestazione del PAME è fallito. Allo stesso modo devono fallire i piani del governo, dei meccanismi del sistema, dei partiti della plutocrazia che cercano di intimidire e reprimere l'ondata del contrattacco degli operai e del popolo che sono scesi nelle strade durante lo sciopero di 48 ore.
Il KKE esprime il suo dolore e le condoglianze alla famiglia di Dimitris Kotzadiris che è caduto lottando per la causa giusta della classe operaia e del popolo. Esprime la sua solidarietà con i manifestanti feriti, con tutti coloro che hanno difeso la manifestazione operaia e popolare dai gruppi di provocatori. Fa appello al popolo perché scenda in maniera decisiva a lottare insieme al KKE, a unirsi ai sindacati, al PAME e alle altre organizzazioni radicali che lottano contro la politica antipopolare, contro il potere dei monopoli. Questa è la forza dell'opposizione ai partiti della plutocrazia, all'Unione Europea e al FMI. Questa è la forza del popolo per respingere le misure barbare, la violenza e l'intimidazione di ogni tipo di meccanismo repressivo. Il popolo può sconfiggere la politica e il potere antipopolare.

Traduzione a cura di Marx21.it

venerdì 21 ottobre 2011

Nasce un punto di vista ... da dietro il passamontagna.

di Lanfranco Caminiti. Fonte: alfabeta2
Incolti, brutali, rozzi, prezzolati, criminali, teppisti, dementi, sfascisti, populisti, nemici. Neri. Eccolo, nei commenti sui quotidiani, l’identikit degli “incappucciati” di piazza san Giovanni.

Un unanime coro di condanna, di politici, di opinionisti – un arco che raccoglie la destra e la sinistra e i più radicali delle sinistre – che manda al rogo quei maledetti violenti.

Una trasversalità di opinioni che lascia sgomenti. Accade solo con le catastrofi, con i terremoti, l’unanime cordoglio. E i tumulti appartengono alla politica, non alla natura del mondo. Tutti hanno “espressioni di ferma condanna”, plaudono alla polizia, invocano azioni repressive – individuateli, toglieteceli dai coglioni.

Tutto il vocabolario dei comunisti d’antan – i Pajetta, i Pecchioli, i Berlinguer – avete tirato fuori. Untorelli, squadristi, chiamavano gli altri incappucciati, quelli del Settantasette, senza capirci un cazzo. E sono storie che non c’entrano quasi nulla, l’una con l’altra. Quelli, però, avevano stoffa e storia, oltre che il pelo lungo così sullo stomaco, voi chi cazzo credete di essere, pensate che basti il pelo? Loro poi andavano da Cossiga con le liste di proscrizione, indicando chi andava arrestato: lo farete anche voi? Andrete anche voi da Maroni? Farete come promise Cameron dopo il riot di Londra, li prenderemo a uno a uno nelle loro case? Avete già le vostre liste?

Chiedete consulenza a Carlo Bonini della Repubblica: lui conosce bene gli Acab, All cops are bastards, ci ha fatto un libro, dove racconta le sofferenze dei poliziotti – ognuno ha le sue debolezze –, e ora disegna le mappe dei violenti di piazza, i luoghi dove si annidano, dove andare a scovarli. La chiama informazione, lui.

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