
di Enrico Piovesana - latonellatana -
All’interno del composito movimento di protesta americano Occupy Wall Street è iniziato un interessante dibattito sui black bloc e la violenza politica. Un dibattito destinato a montare in vista delle grandi manifestazioni di protesta previste a Chicago a maggio contro il G8 e il vertice Nato, dove la presenza dei black bloc è data per scontata.
Il sasso nello stagno è stato un falso videomessaggio di Anonymous caricato il 22 gennaio su YouTube, dal titolo “Avvertimento di Occupy e Anonymous ai Black Bloc”: una provocazione che ha comunque sortito l’effetto di dar fuoco alle polveri della discussione.
Il video defintiva “inaccetabile”, “penoso”, “idiota” e “pericoloso” il “vandalismo dei black bloc”, e proseguiva con toni molti duri. “Siete codardi perché vi nascondete dietro le insegne del movimento Occupy usando i manifestanti come scudi”. “Molti di voi sono agenti provocatori, e anche chi non lo è, agisce demonizzando il nostro movimento agli occhi dell’opinione pubblica, sottraendoci sostegno, sia finanziario che ideologico. Ma soprattutto, le vostre azioni giustificano la brutalità della polizia, privando il movimento della sua superiorità morale e fornendo munuzioni ai media”. “Considerate questo come un atto di diplomazia – proseguiva il video – prima che iniziamo a scorprire i vostri culi per tutta la rete e a rovinare le vostre vite private. Scegliete: abbandonate le vostre tattiche patetiche e controproducenti e unitevi a noi, oppure fatevi da parte, altrimenti rischiate la collera della moltitudine”. “I black bloc sono un cancro che va estirpato”.
Queste ultime parole del video (cui Anonymous, o chi per loro, ha succssivamente risposto con un altro videomessaggio contro i “tentativi di divisione del movimento”) tornano il 6 febbraio nel titolo di un editoriale, “Il cancro di Occupy”, pubblicato su Truthdig a firma di Chris Hedges: intelettuale di sinistra, scrittore di successo e giornalista premio Pulitzer (è stato corrispondete di guerra per il New York Times e il Christian Science Monitor).
“Gli anarchici black bloc che abbiamo visto in azione a Oakland – scrive Hedges – sono il cancro del movimento Occupy. La loro presenza è un dono del cielo per gli apparati statali di sicurezza e sorveglianza”. “I black detestano la sinistra organizzata e cercano, abbastanza coscientemente, di privarci dei nostri strumenti di forza. Per loro il nemico non sono i capitalisti delle multinazionali, ma i loro collaboratori nei sindacati, nel movimento dei lavoratori, tra gli intellettuali radicali, gli attivisti ambientalisti e i movimenti come gli Zapatisti”.
“Poiché gli anarchici black bloc non credono nell’organizzazione, di fatto si oppongono a tutti i movimenit organizzati”. “I black bloc dicono che attaccano la polizia, ma ciò che realmente fanno è distruggere il movimento Occupy, come dice l’ambeintalista Derrick Jensen, secondo il quale se veramente il loro obiettivo fosse la polizia agirebbero separati dal movimento, invece di usare di fatto gli altri manifestanti come scudi umani”.
“Marciare compatti, tutti vestiti di nero e a volto coperto, diventando parte di un blocco anonimo, serve loro per superare temporanemante sentimenti di alienzazione, inadeguatezza, impotenza e solitudine. Provano un senso di cameratismo che consente alla rabbia di scantanersi contro qualisasi obiettivo: la stessa malattia che affligge i poliziotti che attaccano i dimostranti pacifici, o i soldati in guerra, trasformando esserei umani in bestie”.
All’interno del composito movimento di protesta americano Occupy Wall Street è iniziato un interessante dibattito sui black bloc e la violenza politica. Un dibattito destinato a montare in vista delle grandi manifestazioni di protesta previste a Chicago a maggio contro il G8 e il vertice Nato, dove la presenza dei black bloc è data per scontata.
Il sasso nello stagno è stato un falso videomessaggio di Anonymous caricato il 22 gennaio su YouTube, dal titolo “Avvertimento di Occupy e Anonymous ai Black Bloc”: una provocazione che ha comunque sortito l’effetto di dar fuoco alle polveri della discussione.
Il video defintiva “inaccetabile”, “penoso”, “idiota” e “pericoloso” il “vandalismo dei black bloc”, e proseguiva con toni molti duri. “Siete codardi perché vi nascondete dietro le insegne del movimento Occupy usando i manifestanti come scudi”. “Molti di voi sono agenti provocatori, e anche chi non lo è, agisce demonizzando il nostro movimento agli occhi dell’opinione pubblica, sottraendoci sostegno, sia finanziario che ideologico. Ma soprattutto, le vostre azioni giustificano la brutalità della polizia, privando il movimento della sua superiorità morale e fornendo munuzioni ai media”. “Considerate questo come un atto di diplomazia – proseguiva il video – prima che iniziamo a scorprire i vostri culi per tutta la rete e a rovinare le vostre vite private. Scegliete: abbandonate le vostre tattiche patetiche e controproducenti e unitevi a noi, oppure fatevi da parte, altrimenti rischiate la collera della moltitudine”. “I black bloc sono un cancro che va estirpato”.
Queste ultime parole del video (cui Anonymous, o chi per loro, ha succssivamente risposto con un altro videomessaggio contro i “tentativi di divisione del movimento”) tornano il 6 febbraio nel titolo di un editoriale, “Il cancro di Occupy”, pubblicato su Truthdig a firma di Chris Hedges: intelettuale di sinistra, scrittore di successo e giornalista premio Pulitzer (è stato corrispondete di guerra per il New York Times e il Christian Science Monitor).
“Gli anarchici black bloc che abbiamo visto in azione a Oakland – scrive Hedges – sono il cancro del movimento Occupy. La loro presenza è un dono del cielo per gli apparati statali di sicurezza e sorveglianza”. “I black detestano la sinistra organizzata e cercano, abbastanza coscientemente, di privarci dei nostri strumenti di forza. Per loro il nemico non sono i capitalisti delle multinazionali, ma i loro collaboratori nei sindacati, nel movimento dei lavoratori, tra gli intellettuali radicali, gli attivisti ambientalisti e i movimenti come gli Zapatisti”.
“Poiché gli anarchici black bloc non credono nell’organizzazione, di fatto si oppongono a tutti i movimenit organizzati”. “I black bloc dicono che attaccano la polizia, ma ciò che realmente fanno è distruggere il movimento Occupy, come dice l’ambeintalista Derrick Jensen, secondo il quale se veramente il loro obiettivo fosse la polizia agirebbero separati dal movimento, invece di usare di fatto gli altri manifestanti come scudi umani”.
“Marciare compatti, tutti vestiti di nero e a volto coperto, diventando parte di un blocco anonimo, serve loro per superare temporanemante sentimenti di alienzazione, inadeguatezza, impotenza e solitudine. Provano un senso di cameratismo che consente alla rabbia di scantanersi contro qualisasi obiettivo: la stessa malattia che affligge i poliziotti che attaccano i dimostranti pacifici, o i soldati in guerra, trasformando esserei umani in bestie”.

