Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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venerdì 25 gennaio 2013

Decrescita

10 consigli per liberarci dal consumismo e muoverci verso la decrescita

Dalla televisione al telefonino, dall'automobile ai voli aerei, dalla grande distribuzione al consumo di carne. Bruno Clémentine e Vincent Cheynet hanno provato a stilare una lista (aperta) di consigli per liberarci dai condizionamenti che ci costringono ancora nella società dei consumi.

di Redazione - 12 Agosto 2011

televisioni
Il primo portatore di condizionamenti è la televisione. La nostra prima scelta sarà di liberarcene
1. Liberarsi dalla televisione
Per entrare nella decrescita, la prima tappa è prendere coscienza dei propri condizionamenti. Il primo portatore di condizionamenti è la televisione. La nostra prima scelta sarà di liberarcene. Così come la società dei consumi riduce l’uomo alla sua dimensione economica – consumatore -, la televisione riduce l’informazione alla superficie, l’immagine.
Media della passività, quindi della sottomissione, non smette di far regredire gli individui. Per sua natura, la televisione richiede la rapidità, non tollera i discorsi approfonditi. La televisione inquina al momento della sua produzione, durante l’utilizzo e poi come rifiuto.
Noi le preferiamo la nostra vita interiore, la creatività, imparare a fare musica, fare ed assistere a spettacoli viventi... Per tenerci informati abbiamo delle scelte: la radio, la lettura, il teatro, il cinema, incontrare gente, ecc.
2. Liberarsi dall’automobile
Più che un oggetto, l’automobile è il simbolo della società dei consumi. Riservata al 20% degli abitanti della terra, i più ricchi, porta inesorabilmente al suicidio ecologico per la distruzione delle risorse naturali (necessarie per la sua produzione) o per i diversi tipi di inquinamento tra cui l’aumento dell’effetto serra. L’automobile provoca guerre per il petrolio di cui l’ultima per data è il conflitto iracheno. L’automobile porta anche come conseguenza una guerra sociale che provoca un morto ogni ora solamente in Francia. L’automobile è uno dei flagelli ecologici e sociali del nostro tempo.
Noi le preferiamo: il rifiuto dell’ipermobilità. La volontà di abitare vicino al luogo di lavoro. Camminare a piedi, andare in bicicletta, prendere il treno, utilizzare i trasporti collettivi.
cellulari
Il telefonino è un falso bisogno creato apposta dalla pubblicità
3. Liberarsi dal telefonino
Il sistema genera dei bisogni che diventano delle dipendenze. Ciò che è artificiale diventa naturale. Come numero di oggetti della società dei consumi, il telefonino è un falso bisogno creato apposta dalla pubblicità. “Con la telefonia mobile, siete mobilitabili in un istante”. Assieme al telefonino butteremo via i forni a micro-onde, le falciatrici a motore, e tutti gli oggetti inutili della società dei consumi.
Noi preferiamo al telefonino la posta, la parola, ma soprattutto cercheremo di vivere per noi stessi invece di cercare di riempire il vuoto esistenziale con degli oggetti.

martedì 18 settembre 2012

L’era del consumo collaborativo

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Mercati del riuso e del baratto, co-working, car sharing e car pooling, banche del tempo, Gruppi di acquisto solidale, scambio di case per le vacanze, crowdfunding, vendita di servizi piuttosto che di beni. In Spagna e in America latina c’è chi sostiene che queste e altre forme di «consumo collaborativo» (o «economia di collaborazione») siano un fenomeno vario e sempre più diffuso. Che prova a mettere in discussione alcuni dogmi del capitalismo. Pubblichiamo alcuni stralci di un articolo su questi temi segnalato da Madrilonia.org e pubblicato su Consumocolaborativo.com.
Si è spesso discusso se il consumo collaborativo sia soltanto una reazione alla crisi, come in Argentina nel 2001 (…). In ogni caso, è interessante analizzare i fattori che hanno favorito i settori e il consumo di collaborazione in America latina: la mobilità condivisa, il crowdfunding e i numerosi programmi di sostegno per gli imprenditori.
La mobilità
In Argentina, la concorrenza è feroce tra Vayamos juntos, Vamos mejor, SincroPool (carpooling orientato a organizzazioni e imprese), En Camello, CompartoCoche.com.ar, CompartoCoche.com, Coviajero, En Camino – che opera anche in Cile – e Carpling (attivo in Argentina, Colombia, Chile, Messico, Venezuela, Panamá e Viapool) (…). In Brasile invece c’è Caronetas, carpooling orientato a imprese e organizzazioni (…). La lista continua con ViajaConmigo Cile, Carpooling.cl, A Dedo, Colombia con EasyWay e Comparte tu Chevrolet (…), Voy Contigo in Uruguay e Aventones in Messico. Uno dei servizi più originali e interessanti è SaferTaxi per viaggi sicuri, agile e collaborativo nelle città dell’America latina (per ora Argentina, Brasile e Cile). Si tratta di un’applicazione per cellulari sviluppata per semplificare e modernizzare l’azione di ordinare un taxi e che include il profilo del taxi (…). La persona può accettare o rifiutare il driver (…).
Il car sharing invece sta guadagnando popolarità soprattutto in Città del Messico dove Carrot già funziona e Ubicar inizerà presto i suoi servizi. In Brasile, San Paolo ha avuto per lungo tempo Zazcar. Ma la mobilità non si esaurisce con auto, camion e biciclette pubbliche condivise, stanno guadagnando terreno, ad esempio, anche le EcoBici a Città del Messico (…) o Bikla a Guadalajara, MejorEnBici a Buenos Aires, Citycletas a Providence (Cile) BikeRio a Rio de Janeiro e PedalUsp presso l’Università di São Paulo (…). Che cosa ci manca? Servizi di noleggio auto come SocialCar P2P in Spagna o Getaround negli Stati uniti.
Il crowdfunding come combustibile
Ovunque il crowdfunding (il finanziamento dal basso di progetti, soprattutto via web) ha registrato una crescita impressionante negli ultimi tempi. In Spagna ci sono più di 20 siti di crowdfunding e in America latina la tendenza continua. L’emergere di crowdfunding è importante perché la rivoluzione sarà finanziata collettivamente ed è lo strumento che fa da ponte tra il consumo e la produzione all’interno dell’economia collaborativa.
In Brasile abbiamo (…): Catarse, ItsNoon, Movere.me, Mobilitare, Começaki e Impulse (rivolto a imprenditori). Il crowdfunding è utilizzato anche nelle piattaforme sociali come Lets, SoulSocial, Tzedaka, Benfeitoria (…). In altri paesi è possibile trovare siti come Bandstic.me (per finanziare iniziative in Messico, con il supporto di Movistar) Idea.me (probabilmente la piattaforma più popolare in Argentina e uno delle più popolari in tutta l’America latina), LaLa (sito aperto di recente in Uruguay e focalizzato sulla produzione di film), InPact.me (… sito orientato a progetti sociali) o Lincipit (nato in Cile…). L’elenco continua con Proyectanos in Argentina, BananaCash, Groofi e NoblezaObliga (…). In Messico, non dobbiamo dimenticare La Fondeadora. Un’altra tendenza, almeno in Messico, è l’utilizzo di piattaforme come Kickstarter per finanziare progetti americani in Messico (…).
In Cile abbiamo anche ShareTribe (per creare comunità da condividere), Koru (…), Mamaroof (alloggi per studenti), LocalGuiding, Cumplo, TomoClases, Aventones (carpooling), UniPlaces (alloggi per universitari in case private), CrowdPlaces (crowdfuding per spazi urbani), TuCreaz (mercato per artisti), Oja.la (istruzione online), Tu Closet Mi Closet (per lo scambio dell’abbigliamento) e TouristLink (turismo sociale) … e Startup Chilegite (carpooling) (…).
Non male vero? (…). Non abbiamo la sfera di cristallo per sapere cosa accadrà al «consumo di collaborazione» in America latina (e in Spagna), ma siamo in grado di individuare alcuni aspetti importanti. Vedremo iniziative di internazionalizzazione (…). Vedremo le leggi in grado di influenzare l’avanzamento non omogeneo del consumo collaborativo in diversi paesi (…). Vedremo fusioni e acquisizioni come quelle che hanno avuto luogo in Brasile nel campo del crowdfunding. E presto dovremmo vedere più iniziative in settori come l’istruzione (…) e i servizi finanziari (…)

Città invisibile è un piccolo collettivo romano attento ai temi sociali e della decrescita.

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