Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!
Visualizzazione post con etichetta programma di governo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta programma di governo. Mostra tutti i post

giovedì 16 maggio 2013

Rodotà:“Non entrerò nel comitato governativo”

    
Rodotà:“Non entrerò nel comitato governativo”

Pubblicato il 16 mag 2013

di Anna Lombardi (La repubblica) -
Stefano Rodotà non entrerà nel comitato di saggi che il governo sta per istituire al fine di agevolare il percorso di riforme istituzionali. Non intende accettare procedure extraparlamentari nella revisione della Carta. «Modificare le norme sulla revisione costituzionale che costituiscono la più intensa forma di garanzia – osserva – rischia di mettere in discussione l’intero impianto della Costituzione ».
Professore, Palazzo Chigi sembra però intenzionato a chiederle una partecipazione nella commissione governativa di saggi che affiancherà la commissione affari costituzionali. Repubblica ha anticipato l’apertura del Pdl nei suoi confronti: l’hanno chiamata?
«Finora nessuno mi ha telefonato chiedendomi se voglio far parte del Comitato di saggi del governo. Ma, chiamato o non chiamato, l’idea di una commissione estranea al Parlamento non mi è congeniale: la via corretta delle riforme costituzionali è quella Parlamentare. Modificare poi le norme sulla revisione costituzionale che costituiscono la più intensa forma di garanzia rischia di mettere in discussione l’intero impianto della Costituzione. Aggiungo che io non sono mai stato pregiudizialmente ostile alle riforme. Da anni insisto sulla necessità di lavorare a quella che chiamo la “buona manutenzione della seconda parte” della Costituzione. È l’unico modo per non rischiare di incidere sui diritti e i principi fondamentali della prima parte e per sfuggire alle tentazioni di accentramento dei poteri e di riduzione dei controlli. Modifiche come quelle riguardanti il bicameralismo e la riduzione del numero dei parlamentari vanno nella direzione giusta».
E questo come dovrebbe avvenire?
«Si dovrebbe cominciare in Parlamento e nella sede specifica delle commissioni affari costituzionali, ripartendo il lavoro fra le due commissioni di Camera e Senato in modo che i tempi si accelerano. Ma non costituendo una sorta di terza Camera, con le due commissioni che scelgono al loro interno i membri di una commissione speciale che procede a redigere il testo delle nuove norme. Due commissioni, lo dico semplificando, che cominciano a lavorare sui due temi specifici indicati prima». La riforma più urgente? «Senz’altro la riforma elettorale, la sola che potrebbe permetterci di riprendere a discutere seriamente di politica. È grave che il Pdl subordini alle riforme costituzionali il cambiamento della legge elettorale ».
E invece?
«Invece la legge elettorale deve essere modificata subito. E per due ragioni. Una di sostanza: questa legge elettorale ha un vizio di incostituzionalità. L’ha detto la Corte costituzionale, lo ha ripetuto il suo Presidente. Eliminare questo vizio è prioritario. Non mi spingo fino a dire che questo Parlamento è illegittimo: ma certamente è stato eletto con una legge “viziata”. In qualunque paese in cui ci sia un residuo di cultura istituzionale, una situazione di questo genere non sarebbe tollerata. E poi c’è una ragione politica. Berlusconi ha potere di vita o morte su questo governo perché sa che ora può decidere di staccare la spina nel momento in cui i sondaggi gli daranno la ragionevole certezza di vincere le elezioni: facendo l’en plein sia alla Camera che al Senato ».
E con l’eliminazione del Porcellum?
«Questo potere di condizionamento, di ricatto sul governo verrebbe, non dico eliminato del tutto, ma certamente diminuito. Una cosa che ci permetterebbe di tornare alla normalità costituzionale, alla normalità politica. E questa è una priorità istituzionale assoluta ».
Come interpreta l’apertura del Pdl nei suoi confronti?
«Non sono cambiato né ho cambiato le mie idee negli ultimi tempi. Forse ho avuto maggior visibilità e legittimazione per la vicenda legata alla presidenza della Repubblica. Probabilmente l’attenzione che mi viene dedicata è legata a questo fatto. La registrazione di un dato di realtà».
Contribuirebbe a un governo dove, oltre al Pd, c’è anche Berlusconi?
«Non è una cosa astratta, e mi scusi se torno sulla mia vicenda tante volte travisata. Io mi sono speso in quella direzione per un unico motivo: favorire una soluzione di governo che non portasse alla maggioranza attuale».
Ma se le chiederanno di entrare nella Convenzione dirà di sì o di no?
«Questo modo di aggirare il Parlamento non è il mio. C’è incompatibilità fra come si prospetta questa linea di riforma costituzionale e quello che io ho sempre sostenuto. Lo ripeto: a questa extraparlamentarizzazione della riforma costituzionale sono assolutamente contrario».

sabato 27 aprile 2013

La mescolanza

minestrone.jpg

Il governo che sta nascendo è un'ammucchiata degna del miglior bunga bunga. Tutti passivi tranne uno che di bunga bunga se ne intende. Una mescolanza che sconfina nell'incesto, lettiana, che ha in sé il profumo di famiglia, da Mulino Bianco dell'Inciucio. Zio e Nipote Letta si sono alternati come sottosegretari alla presidenza del Consiglio negli ultimi vent'anni. Cambiava il presidente, ma la famiglia Letta era sempre presente. A garanzia di chi? E' una coincidenza singolare questa successione monarchica. Una famiglia di predestinati.
L'esultanza dei giornali e delle televisioni per l'ammucchiata di regime è propria dei servi che hanno conservato il posto di lavoro. I partiti hanno evitato una Caporetto e si sono rinchiusi in un bunker, tutti assieme appassionatamente, ormai è amore. Coloro che si insultavano in campagna elettorale "Comunisti!", "Mai con Berlusconi!" si sono infilati insieme sotto le coperte pur di non dover rendere conto alla Nazione del loro fallimento. Il governo minestrone avrà i peggiori odori e sapori della Seconda Repubblica e qualche resto avariato della Prima, come Amato, il tesoriere di Craxi. Pietanze che solo le televisioni riescono a far digerire. Televisioni strafallite dal punto di vista economico.
Nel 2012 perdite per 235 milioni di euro per Mediaset e di circa 200 milioni per la RAI, La 7 ha accumulato quasi mezzo miliardo di perdite in cinque anni. Chi paga questo profondo rosso? Mediaset si è retta grazie a una concessione governativa dell'uno per cento dei ricavi concessa da D'Alema, il miglior uomo del pdl, quando era presidente del Consiglio. La RAI grazie alla nostre tasse che ripianano i debiti di un'armata colossale di 13.000 dipendenti, ventriloqui dei politici. La 7 per merito delle bollette telefoniche, i suoi debiti sono stati sempre ripianati da Telecom. Tasse, concessioni incredibili e cresta sulle bollette, di questo hanno vissuto e vivono i megafoni del Potere che ogni giorno attaccano il MoVimento 5 Stelle come causa di tutti i mali. Opinionisti che vivono di carità pubblica mentre chiude un'azienda al minuto.
Cosa verrà dopo il bunker? Berlusconi presidente della Repubblica incoronato dai comunisti Napolitano e capitan findus Letta, lo stoccafisso scongelato? Berlusconi ha detto "Poco importa chi guiderà questo governo, importante che ci siano un governo e un Parlamento per approvare provvedimenti urgenti". I suoi!

lunedì 22 aprile 2013

Il programma del prossimo governo di larghe intese

 
24430-giorgio-napolitano
La rielezione di Giorgio Napolitano a presidente della Repubblica è il viatico a un governo di larghe intese tra PD, PDL e Scelta Civica di Monti. Il programma del nuovo esecutivo, si ipotizza guidato da Giuliano Amato, è già rintracciabile nel lavoro dei “saggi” nominati dal presidente. In questo articolo Davide Antonioli e Paolo Pini analizzano le implicazioni del programma presidenziale per le politiche industriali.
di Davide Antonioli e Paolo Pini da Sbilaciamoci.info
Il gruppo dei Saggi nominati dal Presidente della Repubblica Napolitano ha reso pubblica la ricetta per affrontare la crisi individuando la loro “Agenda possibile” per il prossimo Governo (link). Ci occupiamo qui di un tema su cui Sbilanciamoci.info ha ospitato vari interventi: retribuzioni, produttività e relazioni industriali.
Il documento dei Saggi, nella sezione 3. Arrestare la Recessione, avviare la ripresa, alla fine del paragrafo 3.1 Creare e sostenere il lavoro, dedica alcune riflessioni a questi temi. Le novità sono poche, e quelle poche non sono buone.

1. Retribuzioni e produttività

Cosa suggeriscono i 5 Saggi che si sono occupati di proporre azioni per fermare il declino della produttività in Italia mediante lo strumento delle retribuzioni? Non hanno molta fantasia, e neppure sembra abbiano letto nulla, o molto poco, di quanto è stato scritto dopo l’accordo del 21 novembre 2012 tra le parti sociali, esclusa la Cgil, il noto Patto sulla produttività(www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Produttivita-un-accordo-con-nulla-di-buono-15503).
Con l’obiettivo di incrementare l’efficienza e la produttività delle imprese, e garantire un beneficio economico ai lavoratori, si afferma che occorre stabilizzare il meccanismo attuale di agevolazione fiscale delle retribuzioni variabili nel settore privato. Tale agevolazione, scrivono i Saggi,
“il cui ambito di applicazione è limitato quantitativamente ed al solo settore privato, potrebbe essere ulteriormente estesa, riguardando la quota parte di salario destinata a remunerare la qualità della prestazione. Per giungere a tale risultato si potrebbe prevedere, d’accordo con le parti sociali, uno spostamento della competenza sul tema alla contrattazione più decentrata, in modo da valorizzare anche le performance delle singole realtà produttive. Naturalmente, tale intervento dovrebbe essere accompagnato da interventi volti ad aumentare la produttività dell’impresa, senza i quali il meccanismo produrrebbe distorsioni, soprattutto nei confronti delle piccole imprese“ (p.22).
Tutto qui, non aspettatevi altro.
Si ripropone il meccanismo previsto dal decreto del 22 gennaio 2013, quando ancora deve divenire operativo, e si chiede che venga stabilizzata la defiscalizzazione, ovvero che questa venga resa strutturale, permanente se interpretiamo bene. Che venga estesa anche al settore pubblico? Oppure si intende che venga allargata la quota di defiscalizzazione? Neppure questo è detto. Si afferma invece che estendere vuol dire legare il salario alla qualità della prestazione. Sagge parole, ma cosa significa, legarla alla qualità e non solo alla quantità? Certo, si chiede che maggiori competenze previste dal contratto nazionale passino a quello aziendale. Di quali competenze stiamo parlando? Forse materie contrattuali? Tutto ciò che riguarda l’organizzazione del lavoro e dell’impresa? Le mansioni, le qualifiche? Non è detto. Forse si intende una maggiore quota di salario, tutto quello legato al recupero della inflazione passata? (dato che è rimasto solo quello, e pure quello è molto parziale, dopo l’accordo del 22 novembre 2012).
Si afferma che ciò debba avvenire accompagnando interventi volti ad aumentare la produttività dell’impresa, senza i quali si creerebbero distorsioni soprattutto nei confronti delle piccole imprese: In queste – osserviamo noi – le agevolazioni non si applicano non essendovi in queste contrattazione aziendale. Quindi le distorsioni sarebbero quelle a favore delle imprese con contrattazione in cui i lavoratori beneficiano delle agevolazioni, magari anche quando la produttività non aumenta. Ecco allora che i Saggi avanzano un sospetto implicito, ovvero che il meccanismo delle agevolazioni fiscali possa essere adottato senza alcuna azione sulla produttività, a fini cosmetici appunto, con il rischio di spreco di denaro pubblico e di diseguale trattamento dei lavoratori sul quale più volte abbiamo richiamato l’attenzione.

Blog curato da ...

Blog curato da ...
Mob. 0039 3248181172 - adakilismanis@gmail.com - akilis@otenet.gr
free counters