Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!
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giovedì 30 agosto 2012

How the US and Israeli justice systems whitewash state crimes

- the guardian -

Courts are supposed to check the abuse of executive power, not cravenly serve it. But in the US and Israel, that is now the case
The US military announced on Monday that no criminal charges would be brought against the US marines in Afghanistan who videotaped themselves urinating on the corpses of Taliban fighters. Nor, the military announced, would any criminal charges be filed against the US troops who "tried to burn about 500 copies of the Qur'an as part of a badly bungled security sweep at an Afghan prison in February, despite repeated warnings from Afghan soldiers that they were making a colossal mistake".
In doing so, the US military, as usual, brushed aside demands of Afghan officials for legal accountability for the destructive acts of foreign soldiers in their country. The US instead imposed "disciplinary measures" in both cases, ones that "could include letters of reprimand, a reduction in rank, forfeit of some pay, physical restriction to a military base, extra duties or some combination of those measures". Both incidents triggered intense protests and rioting that left dozens dead, back in February this year.
Parallel to that, an Israeli judge Tuesday dismissed a lawsuit against the Israeli government brought by the family of Rachel Corrie, the 23-year-old American student and pro-Palestinian activist who was killed by a military bulldozer in 2003 as she protested the demolition of a house in Gaza whose family she had come to befriend. Upon learning of the suit's dismissal, Corrie's mother, Cindy, said:
"I believe this was a bad day, not only for our family, but for human rights, humanity, the rule of law and also for the country of Israel."
Despite Corrie's wearing a bright orange vest, Judge Oded Gershon, in a 62-page decision, ruled that the bulldozer driver did not see her and her death was thus an accident. He went on to heap blame on Corrie for her own killing, arguing that, contrary to what "any reasonable person would have done", she "chose to put herself in danger" by trying to impede "a military activity meant to prevent terrorist activity".
The commonality in all three of these episodes is self-evident: the perversion of the justice system and rule of law as nothing more than a weapon to legitimize even the most destructive state actions, while severely punishing those who oppose them. The US and its loyal thinktank scholars have long demanded that other states maintain an "independent judiciary" as one of the key ingredients for living under the rule of law. But these latest episodes demonstrate, yet again, that the judiciary in the US, along with the one in its prime Middle East client state, is anything but "independent": its primary function is to shield government actors from accountability.

martedì 10 luglio 2012

Il pozzo afghano senza fondo


di Manlio Dinucci - rifondazione -
«È meraviglioso udire gli uccelli che salutano col loro canto questa bella giornata qui a Kabul»: sono le romantiche parole con cui Hillary Clinton ha aperto la cerimonia ufficiale tra gli alberi del blindatissimo palazzo presidenziale nella capitale afghana. Mentre parlava, altri uccelli con la coda a stelle e strisce volavano nei cieli afghani: i caccia F/A 18 che, decollati dalla portaerei Stennis nel Mare Arabico, volteggiano sull'Afghanistan. Scelta la preda, la attaccano con missili e bombe a guida laser e la mitragliano col cannone da 20 mm, che a ogni raffica spara 200 proiettili a uranio impoverito.

Questi e altri aerei, il cui prezzo supera i 100 milioni di dollari, costano 20mila dollari per ogni ora di volo: dato che ogni missione dura circa otto ore, essa comporta una spesa di oltre 150mila dollari, cui si aggiunge quella delle armi impiegate. E l'anno scorso, secondo le cifre ufficiali, gli aerei Usa/Nato hanno effettuato 35mila missioni di attacco sull'Afghanistan. Non stupisce quindi che solo gli Stati uniti abbiano speso finora, per questa guerra, circa 550 miliardi di dollari. Un pozzo senza fondo, che continuerà a inghiottire miliardi di dollari ed euro.
A Kabul la Clinton ha annunciato la buona novella: «Ho il piacere di annunciare che il presidente Obama ha ufficialmente designato l'Afghanistan maggiore alleato non-Nato degli Stati uniti». Ciò significa che esso acquista lo status di cui gode Israele e che, in base all'«Accordo di partnership strategica», gli Usa si impegnano a garantire la sua «sicurezza». Secondo funzionari dell'amministrazione, gli Usa manterranno in Afghanistan 10-30mila uomini, soprattutto delle forze speciali, affiancati da compagnie militari private. E continueranno a impiegare in Afghanistan la propria forza aerea, compresi i droni da attacco. Il «maggiore alleato non-Nato» riceverà dalla Nato un aiuto militare di oltre 4 miliardi di dollari annui. L'Italia, che si impegna a versare 120 milioni annui, continerà a fornire, secondo le parole del ministro della difesa Di Paola, «assistenza e supporto alle forze di sicurezza afghane».
Il governo afghano riceverà inoltre, come deciso dalla conferenza dei «donatori» a Tokyo, altri 4 miliardi annui per le «esigenze civili». E anche in questo campo, ha dichiarato il ministro degli esteri Terzi, «l'Italia farà la sua parte». Secondo la motivazione ufficiale, si aiuterà in tal modo la «società civile afghana».
Secondo l'esperienza reale, ogni dollaro ed euro, speso ufficialmente a fini civili, sarà usato per rafforzare il dominio militare Usa/Nato su questo paese. La cui posizione geografica è di primaria importanza strategica per le potenze occidentali e i loro gruppi multinazionali, che si spingono sempre più ad est, sfidando Russia e Cina. Per convincere i cittadini statunitensi ed europei, pesantemente colpiti dai tagli alle spese sociali, che occorre prelevare altri miliardi di dollari ed euro dalle casse pubbliche per destinarli all'Afghanistan, si racconta che essi servono a portare migliori condizioni di vita al popolo afghano, in particolare alle donne e ai bambini.
La favola che Hillary Clinton ha raccontato, accompagnata dal cinguettio degli uccellini di Kabul e dal coro di quanti gioiscono per tale munificenza.

da il manifesto

venerdì 20 aprile 2012

Un album di cadaveri e la doppia sconfitta dell'Alleanza

Tommaso Di Francesco - ilmanifesto -
Che nel bel mezzo del vertice Nato di Bruxelles, il capo del Pentagono e lo stesso Barack Obama abbiano sentito ieri il dovere di condannare le ultime foto di marine con cadaveri di insorti afghani pubblicate dal Los Angeles Times la dice lunga sulla tenuta dell'Alleanza atlantica. E rischia di contrassegnare ancora di più il vertice in corso a Bruxelles, che doveva «spianare la strada» a quello tutto politico ed elettorale (per Obama) del 20 maggio prossimo a Chicago, come lo specchio di una doppia sconfitta.
In Afghanistan, di fronte all'ininterrotta offensiva dei talebani, non solo militare ma anche politica con l'apertura in Qatar di un ufficio diplomatico; e intestina, con una Nato alle prese ormai dal 2008 con rovesci tali che ne minano credibilità e ruolo. Un ruolo che non avrebbe più ragione di essere, venuto meno nell'89 il nemico che costituiva la ragione della sua nascita. E che invece si è rilanciato dal 1999 in chiave non più solo difensiva, dai Balcani fino al disastro del Caucaso (conflitto tra Georgia e Abkhazia) a coronamento della strategia dell'«Allargamento a Est»; e dall'Afghanistan ai preparativi verso Africa e Medio Oriente fino alle imprese di Libia. Dove, entrata in guerra per difendere i civili, l'Alleanza più potente del mondo si ritrova ora accusata da un Rapporto dell'Onu (e dalle inchieste di Amnesty International) di avere «deliberatamente colpito molti obiettivi civili», uccidendo decine e decine di inermi; e dove, invece di soccorrere i disperati in fuga per mare dai combattimenti, li ha abbandonati a morte certa dall'alto delle sue portaerei. Avanti a collezionare foto di morte. Secondo il New York Times, un lungo rapporto della Nato di questi giorni rivela che in Libia senza il ruolo primario degli Stati uniti, le operazioni militari degli alleati sarebbero state a repentaglio per mancanza di forze aeree con capacità elettroniche adeguate, di pianificatori e analisti; tanto che l'esperienza, per ora, non è ripetibile contro la Siria.

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