Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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lunedì 30 luglio 2012

Serve un polo di Sinistra

30 luglio, 2012 - di Claudio Grassi -
Pochi giorni fa Antonio Di Pietro ha lanciato una proposta di coalizione alle prossime elezioni fra tutte le forze alternative al governo Monti. A breve giro di tempo è arrivata la bocciatura di Grillo che in poche righe striminzite, in coda a un post, ha respinto l’invito del leader dell’Idv. «Il Movimento 5 Stelle non si alleerà con nessun partito». Un no è arrivato anche dai vertici di Sel, per bocca di Gennaro Migliore, che ha etichettato l’idea di un fronte dei “non allineati” come roba da politica vecchia. «La nostra politica non può ridursi a schieramenti, dove non contano mai i contenuti». Sono segnali di un quadro politico in fibrillazione. Nessun partito, oggi, a destra come a sinistra, può dirsi immune da questi fenomeni di riassestamento.
Governo Monti: laboratorio di un nuovo assetto di potere
Nessuno può prevedere come si presenterà il sistema politico italiano alle prossime elezioni. Comunque vada, qualunque saranno le forze e le alleanze elettorali, è fin d’ora certo che dopo il governo Monti nulla sarà come prima. Tramontate le geografie della lunga era berlusconiana, l’esecutivo dei bocconiani ha avuto la funzione di laboratorio di un nuovo assetto di potere nelle classi dirigenti. Le formule del centrodestra e del centrosinistra che avevano caratterizzato la Seconda repubblica oggi sarebbero completamente inadeguate a definire la maggioranza che sostiene il governo Monti. Quello che all’indomani del passaggio di consegne di Berlusconi venne presentato agli italiani come una sorta di “stato d’eccezione”, si è rivelato un governo che, col passare del tempo, ha normalizzato, naturalizzato, rese ovvie le politiche dell’austerity. La crisi finanziaria dello spread ha dato modo a Mario Monti di accreditarsi nell’opinione pubblica come il leader di un esecutivo che avrebbe salvato l’Italia dal rischio di insolvenza e, quindi, di uscita dall’euro. In nome della retorica dell’emergenza sono state azzerate in un colpo solo le geografie del berlusconismo, consentendo la nascita di un nuovo blocco bipartisan di forze politiche, accomunate dal consenso sulle misure di austerity caldeggiate da Bce e vertici dell’Ue.

I fattori di incertezza del sistema politico italiano da qui alle elezioni
Questo nuovo assetto di potere produrrà effetti duraturi nel quadro politico? La maggioranza bipartisan che ha dato vita al governo Monti si ripresenterà, in qualche misura, anche alle prossime elezioni? Non si possono fare previsioni. Per due motivi. Il primo è che non si sa ancora con quale sistema elettorale si andrà a votare. Al momento si discute di diverse proposte avanzate perlopiù dai partiti della maggioranza. Ma si tratta, in parte, di abboccamenti e diversivi. Saranno proprio i tecnicismi – doppio turno, soglia di sbarramento, premio di maggioranza – a determinare quante e quali forze politiche siederanno nel prossimo parlamento. E siccome l’iniziativa è soprattutto nelle mani dei partiti dell’attuale maggioranza, sarà di fatto il trio ABC (Alfano-Bersani-Casini) a mettere un’ipoteca su chi farà parte dell’arco politico nella prossima legislatura e chi no. È sufficiente alzare di qualche punto la soglia di sbarramento per impedire l’accesso in parlamento di una o più forze politiche. Il rischio è che la nuova legge – ammesso che vedrà la luce e non si debba invece andare alle urne col Porcellum – finisca più per corrispondere agli interessi dei partiti della maggioranza che non al fine di una rappresentanza democratica e proporzionale delle forze politiche presenti nella società italiana. La composizione del prossimo parlamento, quali forze ne entreranno a far parte e quali alleanze i partiti stringeranno tra loro, dipenderà molto da quel che il trio Abc scriverà nel testo della legge elettorale.
Il secondo motivo di incertezza del quadro politico è più complesso. In ogni competizione elettorale gli schieramenti e le alleanze che i partiti stringono tra loro, dipendono dai contenuti che si impongono nel dibattito pubblico. Fino alle elezioni del 2008 uno dei principali antagonismi che divideva lo spazio politico era quello tra berlusconismo e antiberlusconismo. Attorno a quella discriminante si organizzavano le forze politiche, i rispettivi campi della destra e della sinistra, gli schieramenti e la propaganda elettorale. Il governo Monti ha costruito il consenso alle proprie politiche liberiste – perlomeno agli inizi – sul tema della permanenza nell’eurozona contrapposto al rischio di uscita dall’euro. Alle prossime elezioni non è detto che il tema del dentro o fuori la moneta europea sarà ancora la linea di divisione principale della competizione politica. Con molta probabilità non ci saranno il centrodestra e il centrosinistra che abbiamo conosciuto in passato, a contendersi i voti. Può darsi che lo scontro principale avvenga tra l’arco di forze che ha sostenuto le politiche di Monti e quelle che, in varia misura e a diverso titolo, si sono opposte a esse. Ma, di nuovo, non è detto che sia questo lo scenario. Soprattutto, non è affatto scontato che la crisi economica – e la possibilità di scegliere tra differenti strategie nell’affrontarla – diventi il tema principale su cui i partiti e gli italiani si misureranno e si divideranno. Può anche essere che nel dibattito politico altre saranno le questioni dirimenti sulle quali si giocherà la campagna elettorale.

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