
- terrelibere -
Perché un barattolo di pelati comprato nel centro di Roma riporta la scritta “Importe d`Italie”? “E` verosimile che sia stato venduto a un grossista inglese”, dice la ditta che li ha confezionati. Dall`estero sarebbe tornato in Italia. Il giro d`Europa per spostarsi da Salerno alla capitale. Le scatole di metallo viaggiano liberamente, i migranti africani che fanno la raccolta in Puglia no. E il doppio concentrato italiano venduto a prezzi stracciati distrugge le economie dei loro paesi.
Come viene prodotto il cibo che state mangiando?
ROMA – In linea d`aria sono poco più di 200 chilometri. Ma, per arrivare da Salerno a Roma, il barattolo di pelati 'Scugnizzi` ha fatto il giro d`Europa. 'Importe d`Italie`, si legge sull`etichetta della confezione che abbiamo notato nello scaffale di un negozio asiatico al Pigneto, nel cuore multietnico della capitale.
La storia di quel pomodoro inizia molto probabilmente nei campi del foggiano, tra le distese di filari della Capitanata. Da qui proviene la maggior parte del pomodoro italiano. Quasi tutto finirà nelle industrie di trasformazione del salernitano e del casertano. I camion campani conoscono a memoria le strade che portano agli impianti, oltre 50 industrie per la storica divisione del lavoro tra le regioni: la Puglia produce, la Campania inscatola e rivende. Proprio una di queste ditte confeziona il pelato 'Scugnizzi`. 'Abbiamo numerosi clienti esteri`, ci dicono in azienda. 'In particolare, un grosso esportatore inglese. E` verosimile che abbia acquistato i pelati e poi li abbia rivenduti a un suo cliente italiano`. Che a sua volta lo rivende a un grossista, nel caso specifico una ditta di Acilia. I commercianti quindi lo propongono ai negozi etnici e un acquirente asiatico ne acquista un cartone. Ecco che il pelato torna in Italia, al prezzo di 80 centesimi per 400 grammi.
'Nei supermercati di Salerno si trova a circa 30 centesimi`, ci spiega Anselmo Botte, sindacalista che conosce molto bene la filiera del pomodoro campano. Il giro d`Europa aumenterebbe il prezzo solo di qualche centesimo. 'La dicitura ‘Importe d`Italie` non certifica il passaggio alla frontiera`, ci dice il responsabile comunicazione dell`Agenzia delle Dogane. 'Ma se è andato in Inghilterra non c`è barriera, è comunque territorio comunitario`. Tutto dunque legale e regolare. Non è stata violata nessuna legge, se non quella della logica.
Il ghetto
E mentre i pomodori possono circolare liberamente, gli uomini che li raccolgono no.Sono tutti migranti, condannati a essere invisibili e ricattabili. Spesso senza permesso di soggiorno o col documento in scadenza, anche se tutti sanno che senza di loro i pomodori marcirebbero nei campi e un pezzo della nostra economia andrebbe in fumo. Sono africani e dell`Est Europa. Hanno sono solo 60 giorni a disposizione, i più caldi dell`anno, per raccogliere gli ortaggi e caricarli nei cassoni.
ROMA – In linea d`aria sono poco più di 200 chilometri. Ma, per arrivare da Salerno a Roma, il barattolo di pelati 'Scugnizzi` ha fatto il giro d`Europa. 'Importe d`Italie`, si legge sull`etichetta della confezione che abbiamo notato nello scaffale di un negozio asiatico al Pigneto, nel cuore multietnico della capitale.
La storia di quel pomodoro inizia molto probabilmente nei campi del foggiano, tra le distese di filari della Capitanata. Da qui proviene la maggior parte del pomodoro italiano. Quasi tutto finirà nelle industrie di trasformazione del salernitano e del casertano. I camion campani conoscono a memoria le strade che portano agli impianti, oltre 50 industrie per la storica divisione del lavoro tra le regioni: la Puglia produce, la Campania inscatola e rivende. Proprio una di queste ditte confeziona il pelato 'Scugnizzi`. 'Abbiamo numerosi clienti esteri`, ci dicono in azienda. 'In particolare, un grosso esportatore inglese. E` verosimile che abbia acquistato i pelati e poi li abbia rivenduti a un suo cliente italiano`. Che a sua volta lo rivende a un grossista, nel caso specifico una ditta di Acilia. I commercianti quindi lo propongono ai negozi etnici e un acquirente asiatico ne acquista un cartone. Ecco che il pelato torna in Italia, al prezzo di 80 centesimi per 400 grammi.
'Nei supermercati di Salerno si trova a circa 30 centesimi`, ci spiega Anselmo Botte, sindacalista che conosce molto bene la filiera del pomodoro campano. Il giro d`Europa aumenterebbe il prezzo solo di qualche centesimo. 'La dicitura ‘Importe d`Italie` non certifica il passaggio alla frontiera`, ci dice il responsabile comunicazione dell`Agenzia delle Dogane. 'Ma se è andato in Inghilterra non c`è barriera, è comunque territorio comunitario`. Tutto dunque legale e regolare. Non è stata violata nessuna legge, se non quella della logica.
Il ghetto
E mentre i pomodori possono circolare liberamente, gli uomini che li raccolgono no.Sono tutti migranti, condannati a essere invisibili e ricattabili. Spesso senza permesso di soggiorno o col documento in scadenza, anche se tutti sanno che senza di loro i pomodori marcirebbero nei campi e un pezzo della nostra economia andrebbe in fumo. Sono africani e dell`Est Europa. Hanno sono solo 60 giorni a disposizione, i più caldi dell`anno, per raccogliere gli ortaggi e caricarli nei cassoni.