
PIOBBICHI FRANCESCO* - controlacrisi -
I mercati non vanno ascoltati, i mercati vanno affrontati. Chi sono queste divinità alle quali dobbiamo sacrificare il futuro dei nostri figli, la sovranità del nostro paese? Sono forse degli angeli che ci danno la luce, il cibo, la vita? No, sono uomini e donne in carne ed ossa, che fanno pipì e sanguinano come noi. A differenza nostra però questi uomini e donne siedono nella scala più alta della gerarchia sociale. Loro decidono lontano da noi, e impongono con il ricatto le loro decisioni. Sono, o tendono ad essere l'1% che si arricchisce della crisi che produce. Demistificare la crisi, indicare chiaramente chi sono i mandanti e gli esecutori è uno dei primi punti sui quali lavorare. La crisi non è un temporale, ma una scelta. Senza comprendere questo non c'è un avversario contro cui lottare. Senza capire chi è che muove le fila si finisce per sgomitare in basso l'uno contro l'altro. Abbiamo quindi una crisi che è prodotta da un modello barbaro ed arretrato di produzione, la globalizzazione capitalista, che funziona spostando gli investimenti dove questi permettono il maggior realizzo del profitto. In Europa per competere sul piano globale si è scelto di utilizzare la leva della speculazione per ristrutturare su scala continentale il processo produttivo. Noi faremo i "cinesi" della Germania. Per imporre bassi salari ed alti ritmi ai lavoratori, con il corredo di ricatti e precarietà hanno creato Governi di emergenza, di salvezza nazionale, tecnici. Hanno prima deciso le regole in Europa con il Fiscal compact ( una sorta di vampiro meccanico che succhia il sangue al popolo per i prossimi venti anni) e poi hanno messo dei tecnici per fare in modo che vada tutto liscio.
I mercati non vanno ascoltati, i mercati vanno affrontati. Chi sono queste divinità alle quali dobbiamo sacrificare il futuro dei nostri figli, la sovranità del nostro paese? Sono forse degli angeli che ci danno la luce, il cibo, la vita? No, sono uomini e donne in carne ed ossa, che fanno pipì e sanguinano come noi. A differenza nostra però questi uomini e donne siedono nella scala più alta della gerarchia sociale. Loro decidono lontano da noi, e impongono con il ricatto le loro decisioni. Sono, o tendono ad essere l'1% che si arricchisce della crisi che produce. Demistificare la crisi, indicare chiaramente chi sono i mandanti e gli esecutori è uno dei primi punti sui quali lavorare. La crisi non è un temporale, ma una scelta. Senza comprendere questo non c'è un avversario contro cui lottare. Senza capire chi è che muove le fila si finisce per sgomitare in basso l'uno contro l'altro. Abbiamo quindi una crisi che è prodotta da un modello barbaro ed arretrato di produzione, la globalizzazione capitalista, che funziona spostando gli investimenti dove questi permettono il maggior realizzo del profitto. In Europa per competere sul piano globale si è scelto di utilizzare la leva della speculazione per ristrutturare su scala continentale il processo produttivo. Noi faremo i "cinesi" della Germania. Per imporre bassi salari ed alti ritmi ai lavoratori, con il corredo di ricatti e precarietà hanno creato Governi di emergenza, di salvezza nazionale, tecnici. Hanno prima deciso le regole in Europa con il Fiscal compact ( una sorta di vampiro meccanico che succhia il sangue al popolo per i prossimi venti anni) e poi hanno messo dei tecnici per fare in modo che vada tutto liscio.
