Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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giovedì 29 marzo 2012

I MERCATI NON VANNO ASCOLTATI, I MERCATI VANNO AFFRONTATI. SABATO OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI

PIOBBICHI FRANCESCO* - controlacrisi -
I mercati non vanno ascoltati, i mercati vanno affrontati. Chi sono queste divinità alle quali dobbiamo sacrificare il futuro dei nostri figli, la sovranità del nostro paese? Sono forse degli angeli che ci danno la luce, il cibo, la vita? No, sono uomini e donne in carne ed ossa, che fanno pipì e sanguinano come noi. A differenza nostra però questi uomini e donne siedono nella scala più alta della gerarchia sociale. Loro decidono lontano da noi, e impongono con il ricatto le loro decisioni. Sono, o tendono ad essere l'1% che si arricchisce della crisi che produce. Demistificare la crisi, indicare chiaramente chi sono i mandanti e gli esecutori è uno dei primi punti sui quali lavorare. La crisi non è un temporale, ma una scelta. Senza comprendere questo non c'è un avversario contro cui lottare. Senza capire chi è che muove le fila si finisce per sgomitare in basso l'uno contro l'altro. Abbiamo quindi una crisi che è prodotta da un modello barbaro ed arretrato di produzione, la globalizzazione capitalista, che funziona spostando gli investimenti dove questi permettono il maggior realizzo del profitto. In Europa per competere sul piano globale si è scelto di utilizzare la leva della speculazione per ristrutturare su scala continentale il processo produttivo. Noi faremo i "cinesi" della Germania. Per imporre bassi salari ed alti ritmi ai lavoratori, con il corredo di ricatti e precarietà hanno creato Governi di emergenza, di salvezza nazionale, tecnici. Hanno prima deciso le regole in Europa con il Fiscal compact ( una sorta di vampiro meccanico che succhia il sangue al popolo per i prossimi venti anni) e poi hanno messo dei tecnici per fare in modo che vada tutto liscio.

domenica 25 marzo 2012

Verso il 31 Marzo... Occupyamo Piazza Affari!

Verso il 31 Marzo... Occupyamo Piazza Affari!
Di seguito la relazione introduttiva dell'Assemblea pubblica (Napoli, 22 marzo 2012) di lancio della manifestazione Occupyamo Piazza Affari a Milano il 31 Marzo.
qui la pagina web della manifestazione, l'appello nazionale e tutti i materiali
*info/bus per la manifestazione di Milano: 3297856389 - 3496705097

Cercheremo di evitare la retorica e provare a dire – a differenza delle televisioni, dei politici, dei giornali – le cose come stanno per davvero. Proveremo a dire la verità nella sua crudezza, partendo da qualche dato di fatto.

1. Il primo dato di fatto è questo, risaputo, ma da ripetere sempre: quella che va avanti dal 2007 è la più grande crisi del capitalismo. A detta di qualsiasi esperto è una crisi più profonda e più estesa di quella del ‘29 o del ‘71: è la prima crisi del mondo globalizzato. Questo dato, se assunto fino in fondo, ci fa capire che viviamo una svolta epocale. I padroni e le classi dominanti lo hanno compreso bene, infatti dopo un piccolo sbandamento iniziale si sono messe d’accordo e, mostrando una grande unità sovranazionale hanno concertato e spietatamente applicato una serie di politiche e di “riforme” volte a tentare di far ripartire il capitalismo. Politiche che, negli USA come in Europa, vanno ancora di più ad attaccare diritti e salari, a tagliare ogni forma di spesa sociale, a estrarre sempre più valore dal lavoro e a ingrassare sempre di più i profitti. Ovviamente facendo passare tutto questo per “modernizzazione”. I lavoratori al momento non sono stati capaci di unificare a livello internazionale una adeguata risposta.

2. L’altro dato di fatto è che l’Italia era maggiormente “esposta” rispetto ad altri paesi alle conseguenze della crisi, a causa di un decennio di crescita pressoché nulla, di un debito pubblico elevato, di governi da operetta… Per far passare le politiche del capitale ci voleva dunque uno stato di emergenza, bisognava chiamare un uomo delle banche e dell’Unione Europea, instaurare un governo “tecnico” che facesse le “riforme” nel consenso generale, che sbrigasse quelle direttive che nessuno voleva o poteva eseguire per non perdere voti. Per questo non c’è niente di “tecnico” o di “neutrale” in un governo del genere: basterebbe vedere i termini usati nei confronti dei governati. Se i giovani sono stati etichettati come “sfigati”, “mammoni”, gli si è rinfacciata una scarsa intelligenza, visto che pretendono un posto fisso che è “noioso”, i lavoratori li si è chiamati “ladri” e “fannulloni”, che non meritano la “paccata” di miliardi che il Governo generosamente sta per elargire. È il lessico del più bieco odio di classe.

Ovviamente non ci si è limitati agli insulti, e quindi ecco altri dati di fatto. In pochi mesi il Governo Monti ha messo in cantiere:
- la riforma delle pensioni, pesantissima, che allunga l’età lavorativa fino a 66/70 anni e blocca anche l’entità degli assegni;
- le liberalizzazioni, che in barba alla volontà popolare, che si è manifestata l’anno scorso con il referendum sull’acqua, puntano a dare ai privati la gestione del servizi pubblici;
- l’inserimento nella Costituzione del vincolo di pareggio di bilancio, il fiscal compact, i tagli e i vincoli alle amministrazioni locali ed alle regioni, che impediscono che i fondi vengano utilizzati per le spese sociali, per la sanità, i trasporti;
- e ancora si procede spediti con le spese militari e con la TAV, incuranti del disastro ambientale ed umano che questa provocherà.

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