Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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sabato 3 novembre 2012

I grandi banchieri nel 2011 in Italia sono costati 134 milioni

Fonte: ilfattoquotidiano.it
       

Ammontano a circa 134 milioni di euro i compensi erogati, nel 2011, dalle prime otto banche italiane ai propri consiglieri, dirigenti e sindaci. A fare i conti in tasca agli istituti di credito dopo l’invito di ieri del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, a ridurre i costi di dirigenti e amministratori, è stata l’Ansa che ha spulciato nelle relazioni sulle remunerazioni del 2011 delle banche quotate e che includono il costo dei consigli, dei collegi sindacali e dei dirigenti strategici, questi ultimi in numero variabile a seconda dell’organizzazione. In dettaglio Intesa Sanpaolo ha speso circa 28,3 milioni, Mediobanca 20,8 milioni, Unicredit 18,7 milioni, il Banco Popolare 18,2 milioni, Ubi Banca 13,4 milioni, Mps 13,2 milioni, la Bpm 11,1 e la Popolare dell’Emilia 10,7 milioni.
E questo nonostante lo scorso esercizio non sia stato dei più entusiasmanti per le banche italiane, in perdita, secondo i dati Consob, per 26,1 miliardi a causa della svalutazione degli avviamenti accumulati negli anni delle grandi acquisizioni. Tanto che gli istituti hanno avviato programmi di esuberi che coinvolgono circa 20mila dipendenti. I banchieri più pagati nel 2011 sono stati quelli in uscita, grazie ai trattamenti di fine rapporto e alle buonuscite che però, complice la crisi, non raggiungono più i livelli stellari a cui ci avevano abituati Alessandro Profumo (40 milioni da Unicredit), Matteo Arpe (circa 31 milioni per l’addio da Capitalia) e Cesare Geronzi (20 milioni da Capitalia, con un bis da 16 milioni alle Generali). In testa alla classifica dei banchieri del 2011 si colloca Antonio Vigni, ex direttore generale della disgraziata Monte dei Paschi di Siena oggi in condizioni disperate, che ha percepito 5,4 milioni (4 milioni a titolo di trattamento di fine rapporto), appaiati a 3,5 milioni ci sono il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ex ad di Intesa Sanpaolo (che ha rinunciato alla buonuscita, incassando solo il Tfr) e l’ex direttore generale della Bpm di Massimo Ponzellini, Fiorenzo Dalu. Appena dietro si colloca Mimmo Guidotti, ex direttore della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, con 3,3 milioni. Al netto delle buonuscite, il podio dei banchieri d’oro del 2011 vede Mediobanca realizzare una doppietta, con Renato Pagliaro (2,6 milioni) e Alberto Nagel (2,47 milioni). Oltre a Passera hanno ricevuto uno stipendio da consiglieri di banca altri tre ministri del governo Monti: si tratta di Elsa Fornero (332mila euro da Intesa), Piero Giarda (101mila euro dal Banco Popolare) e Piero Gnudi (117 mila euro da Unicredit).

giovedì 31 maggio 2012

La guerra di Hollande ai super stipendi

La guerra di Hollande ai super stipendi- gadlerner -

François Hollande continua la sua battaglia contro gli stipendi troppo alti, nella politica e nelle grandi imprese pubbliche. Dopo aver tagliato del 30% la sua retribuzione e quella dei suoi ministri, a partire dal presidente del consiglio Ayrault, il nuovo inquilino dell’Eliseo sta realizzando un’altra promessa fatta in campagna elettorale, la riduzione dei salari stellari dei top manager. François Hollande aveva sottolineato come fosse ingiusto che il capo di un’azienda guadagnasse più di venti volte rispetto ad un suo dipendente. Attualmente il rapporto è molto superiore, anche nelle imprese a controllo statale, e il governo francese dovrebbe introdurre entro due settimane la nuova normativa che limiterà le retribuzioni nelle cinquantadue grandi imprese controllate o partecipate dallo Stato. Gli effetti della cura Hollande si stanno già vedendo. La buonuscita da 400 mila euro del presidente di Air France Pierre-Henri Gourgeon è stata bloccata dal governo, e nella prossima assemblea della società aeronautica i rappresentanti dell’azionista pubblico proveranno a cambiarla, come si intuisce dal durissimo comunicato rilasciato da Pierre Moscovici, ministro dell’Economia, e di Arnaud Montebourg, responsabile del nuovo dicastero del Risanamento produttivo.

“L’indennità è stata approvata dal precedente governo”, quello di centro-destra, di François Fillon, si legge ancora nel comunicato, “e non si iscrive nel senso delle regole di moderazione e di decenza annunciate dal presidente François Hollande”. I due ministri vanno giù duro: “Quell’indennizzo è inappropriato in un momento in cui l’azienda conosce un momento difficile”
Secondo alcune indiscrezioni, riprese anche dal Financial Times, il presidente di EDF, Henri Proglio, avrebbe accettato una riduzione del 70% del suo compenso, passandoo da un milione e seicentomila a neanche mezzo milione di euro l’anno per rispettare il nuovo rapporto 20 a 1. Il ministro Moscovici ha apprezzato molto la scelta del manager, evidenziando come “chi lavora per una compagnia pubblica, ed è attaccato al proprio paese, deve essere disponibile ad accettare questa paga ridotta”. Atri top manager sono nel mirino del governo, e tutti dovranno adeguarsi alla “decenza” nelle retribuzioni, come l’ha definita il ministro Montebourg, uno dei leader dell’ala sinistra dei socialisti. La svolta di Hollande in tema di grandi ricchezze, iniziata con il taglio del suo stipendio e che prevede ora la drastica riduzione dei salari dei top manager pubblici, proseguirà con l’introduzione di un’aliquota del 75% su chi guadagna più di un milione di euro. Una proposta molto popolare in Francia, e che lo stesso presidente ha definito un atto di moralità e patriottismo.

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