Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

martedì 22 maggio 2012

Europa, è l'ora dello sviluppo

Fonte: rassegna.itanna avitabile
       
Intervista ad Alberto Quadrio Curzio, docente della Cattolica di Milano e vice presidente dell’Accademia dei Lincei: "Contro la recessione la modifica del Fiscal Compact non basta, bisogna cambiare l’Esm ed emettere eurobond".

L'approvazione del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), entro fine giugno, e del Patto di bilancio o Fiscal Compact, entro fine 2012, devono passare per le assemblee elettive di tutti i paesi di Eurolandia. Per questo ci si chiede se in vista delle diverse tornate elettorali che coinvolgeranno a breve la Francia, dopo la vittoria di Hollande alle presidenziali, e l’Olanda, e a metà 2013 la Germania e l’Italia, si riuscirà a modificare questi trattati per invertire la fase di recessione che coinvolge quasi tutti i paesi dell’Unione monetaria. Rassegna ne parla con Alberto Quadrio Curzio, professore emerito dell’Università Cattolica di Milano e vice presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei.

Rassegna È possibile che i trattati verranno ripensati?

Quadrio Curzio In realtà oggi sono in cantiere ben tre ratifiche da parte degli stati nazionali della Ue a 27 e della Uem a 17. Sono la modifica dell’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, necessario a consentire il varo del Trattato sullo European Stability Mechanism (Esm), la ratifica dello stesso Esm che vara in modo permanente il cosiddetto “Fondo salva stati”, e il Trattato del Fiscal Compact. Poiché François Hollande si è espresso più volte a favore degli eurobond, sarebbe l’occasione ideale per modificare assieme i due trattati, finalizzandoli al rilancio della crescita. Si tratterebbe cioè di trasformare la finalità dello Esm da ente di soccorso a Fondo di sviluppo europeo o Fondo finanziario europeo (come l’abbiamo chiamato Prodi e io) per emettere eurobond finalizzati agli investimenti e allo sviluppo. Invece, a mio avviso, la sola modifica del Fiscal Compact per rendere meno rigide e cogenti le norme sui bilanci potrebbe essere utile ma non sufficiente perché spostare in avanti nel tempo i pareggi di bilancio – cosa peraltro opportuna – non garantisce in alcun modo il rilancio della crescita.

Rassegna Ma quali sono le probabilità concrete che questo avvenga?

Quadro Curzio La Francia, come del resto anche l’Italia, ha in mano un potere di veto sul Trattato Esm, perché il suo varo richiede che almeno il 90 per cento dei sottoscrittori di capitale lo approvi, ma non ha un potere di veto sul Fiscal Compact che deve essere sottoscritto da almeno dodici paesi su diciassette. Per quest’ultimo trattato ho l’impressione che la sua approvazione, così com’è, non sia poi così certa. Infatti in Olanda la decisione spetterà al nuovo governo, in Francia è dubbia, e rimane poi l’incognita del referendum irlandese. Però, ripeto, di per sé la mancata ratifica del Fiscal Compact senza le modifiche al Fondo salva stati, cui accennavo prima, non porterebbe a risultati rilevanti sotto il profilo della crescita e dell’occupazione.

Rassegna L’unico paese che sembra essersi avvantaggiato della politica europea, almeno finora, è la Germania. Ritiene che una delle ragioni risieda nella dinamica della produttività del lavoro tedesca, che è superiore a quella dei salari interni, rendendo per questa via più competitivi i suoi prodotti sul mercato europeo? È possibile ipotizzare che anche le politiche salariali dei paesi dell’Unione monetaria vengano armonizzate in modo da essere coerenti con gli andamenti della produttività del lavoro?

Quadro Curzio Io vedo due grossi vantaggi che la Germania ha capitalizzato dall’inizio dell’euro. Il primo consiste nel fatto che le esportazioni tedesche verso l’area euro sono state enormemente facilitate dalla moneta unica, non essendoci più svalutazioni competitive da parte degli altri stati. Taluno obietta che la Germania esporta anche verso la Cina, ma la quota di queste esportazioni non è neanche equivalente a quella verso la Spagna. Un secondo grande vantaggio, più recente, è dovuto all’afflusso di capitali europei verso i titoli di stato tedeschi, determinato dal timore di un crollo dei titoli di stato dei paesi periferici. Così i tassi d’interesse che la Germania paga sui propri titoli sono in termini reali, dedotta cioè l’inflazione, prossimi allo zero producendo un indubbio vantaggio alla sua finanza pubblica.

Nessun commento:

Posta un commento

Blog curato da ...

Blog curato da ...
Mob. 0039 3248181172 - adakilismanis@gmail.com - akilis@otenet.gr
free counters