Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

giovedì 13 dicembre 2012

Un arancione che non disdegna il rosso

13 dicembre 2012- Fonte: http://www.claudiograssi.org

Bruno Steri, Claudio Grassi - L’impressione è quella di un buon inizio, di un’iniziativa politica destinata a crescere; la speranza è che si concretizzi nel poco tempo che ci separa dalle elezioni politiche un “effetto palla di neve”. Come già al teatro Vittoria quindici giorni fa con la prima uscita ufficiale di “Cambiare si può”, anche all’Eliseo con il lancio del Movimento Arancione va prendendo corpo l’offerta di un’opzione politico-elettorale rivolta a quanti non intendono rassegnarsi a scegliere tra centro-sinistra e Beppe Grillo, a rinunciare all’esistenza anche nel nostro Paese di una “sinistra-sinistra”.
Nel teatro, questa volta, il colore proposto è l’arancione. Un colore che, negli anni scorsi, non sempre in Europa (specie in quella dell’Est) ha dato buona prova di sé: avendo costituito l’identità cromatica di “rivoluzioni di velluto” ampiamente organizzate e finanziate da servizi e fondazioni statunitensi. Ma qui all’Eliseo il colore si associa ad un immaginario in tutto diverso. “Toga rossa? Direi toga anarchica”, racconta con un aneddoto Luigi De Magistris, per intendere una magistratura che svolge il suo lavoro in modo indipendente, senza alcun compromesso coi “poteri forti”. Un arancione che non disdegna il rosso, come precisa il sindaco di Napoli, e che pensa che i comunisti siano da preferire alla mafia, così come Cuba al Guatemala, Paese in cui è oggi auto confinato, suo malgrado, Antonio Ingroia. A pensarci bene, non è poi così sorprendente che il tentativo di rilanciare una sinistra degna di questo nome sia intrapreso anche da un ex magistrato. Siamo in Italia non in Svezia, nel Paese che è culla di mafia, camorra e ndrangheta, un Paese che da sempre è laboratorio privilegiato della “borghesia criminale”; e dove il potere ha sperimentato la coesistenza tra uno spazio pubblico entro cui esercitare un’egemonia democratica e ambiti segreti nella cui ombra organizzare stragi di Stato. Il classico turista inglese che passasse per l’Italia non si meraviglierebbe dunque se all’impresa di risollevare le magnifiche sorti e progressive della sinistra contribuisse un ex magistrato.
Così, non è certo un caso che la manifestazione arancione si svolga proprio il12 dicembre, anniversario delle stragi (ricordate la canzone? “(…) un anno è già passato/dal giorno delle bombe, delle stragi di Stato”). Quella stagione, la stagione degli “anni di piombo” – periodo sistematicamente rimosso dai salotti televisivi, dai paludati resoconti della storia ufficiale – permane come un marchio indelebile, una ferita profonda nella carne della sinistra italiana. E’ la nostra storia, abitata con ricorrente puntualità dal sovversivismo delle classi dirigenti. Per questo, in una sala riempita in ogni angolo dalla sinistra-sinistra, risuonano naturali parole d’ordine come l’antifascismo o la desecretazione di tutti i passaggi salienti delle indagini sullo stragismo. Stato-ombra, poteri deviati, mafia, manovalanza fascista, corruzione, degrado della qualità della politica e delle istituzioni: contro un tale intrico la sinistra è naturalmente schierata “senza se e senza ma”, una sinistra nel cui dna si congiungono idealmente l’impegno sociale e quella “questione morale” (fortemente “politica”) che Enrico Berlinguer profeticamente aveva evocato. Su tale sfondo politico e culturale va collocata la scelta netta – dichiarata dallo stesso De Magistris, così come da Sonia Alfano, la presidente della Commissione speciale antimafia del Parlamento Europeo – al fianco dei magistrati palermitani, in aperta opposizione a chi ha inteso coinvolgere la Corte Costituzionale nell’espressione di un giudizio che contrappone pericolosamente il potere giudiziario alla prima carica della Repubblica.
Nel momento in cui il sistema economico vigente, il capitalismo reale, permanendo in una crisi strutturale da cui non sa uscire, si affida alle “competenze” della tecnocrazia, sacrificando sempre di più i “lacci e lacciuoli” delle istanze democratiche, la sinistra ha il compito di riconsegnare ai soggetti sociali la propria capacità di protagonismo: di ridare la parola alle istanze della democrazia partecipata. E di configurare una direzione di marcia antitetica a quella prospettata 13 mesi fa e poi percorsa dal governo diMario Monti: “il peggior governo, il governo più pesantemente classista dal secondo dopoguerra del secolo scorso in poi”, come ha sentenziato dal palco dell’Eliseo l’economista Massimo Pivetti, un tecnico che non si presta a seguire la corrente prevalente, il mainstream del pensiero unico tecnocratico. Anche qui, il discrimine è la chiarezza, la pulizia concettuale (oltreché morale): le politiche di austerità non sono solo ingiuste, sono anche fallimentari dal punto di vista economico. L’argomentazione non è così nuova, eppure attende di trovare un soggetto politico che la impugni senza tentennamenti: tagliando la spesa sociale e aumentando il carico fiscale (in particolare a danno delle classi meno abbienti) non si risolve il problema del debito pubblico, al contrario si alimenta la spirale recessiva, con effetti negativi sullo stesso rapporto tra debito e Pil. Questo è il nodo gordiano da recidere: chi vorrebbe temperare, mantenendo tuttavia la logica di fondo e i suoi vincoli, vende fumo o, se si preferisce, spaccia parole che sono destinate a non corrispondere ai fatti. Forse al teatro Vittoria e all’Eliseo quel soggetto che nel nostro Paese la gente di sinistra attende viene a prendere forma. C’è poco tempo: ma per tante e tanti sarebbe ora che arancione e rosso provassero a fondersi

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