Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!
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lunedì 13 agosto 2012

L’altra faccia di Olimpia

- senzasoste -
Dimentichiamo De Coubertin e le sue belle frasi, come “l’importante nella vita non nel trionfo, ma nella lotta, l’essenziale non è aver conquistato, ma aver ben combattuto”. “Roba carina, ma sorpassata. Oggi le Olimpiadi sono un colossale business. Sì, ci sono (ancora) le competizioni in cui atleti di tutto il mondo si sfidano, ma è solo un pretesto per vendere scarpe e far consumare cibo-spazzatura.
Secondo il quotidiano The Independent, le Olimpiadi di Londra hanno un budget di circa 14,5 miliardi di euro, dei quali circa 1,8 vengono da sponsor privati, tra cui Coca Cola (premio per il rispetto dei diritti sindacali), BP (ultimo successo, la dispersione nel Golfo del Messico di poco meno di cinque milioni di barili di greggio), Dow (orgoglioso fornitore di napalm all’esercito degli Stati Uniti), Mc Donald’s (campione dell’alimentazione sana), Adidas (fiero difensore dei diritti dei lavoratori del sud del mondo).
Non solo le multinazionali contribuiscono a sporcare con la loro condotta la pura bellezza dell’agonismo sportivo che dovrebbe caratterizzare i giochi olimpici. Ma dimostrano di voler difendere ogni sterlina di profitto che riescano a spremere dagli spettatori (o forse dovremmo dire consumatori) delle Olimpiadi. A quanto riporta The Independent, infatti, un piccolo plotone di 300 addetti alla tutela dei marchi verranno sguinzagliati per il Regno Unito per fare in modo che gli esercizi commerciali fuori dal club non associno indebitamente il loro prodotto ai Giochi, danneggiando così i grandi sponsor.
Il quotidiano britannico rileva come il notevole impiego di risorse umane per una finalità tanto prosaica strida con il fatto che ben 3.500 soldati in licenza siano stati richiamati di gran corsa per far fronte alle esigenze di sicurezza di cui il contractor privato G4S non è stato in grado di garantire la gestione.
La notizia è drammatica ma, come in ogni situazione estrema, non mancano gli aspetti divertenti. Nella sua furia di accumulazione, la Olympic Delivery Authority (ODA) si è spinta a stabilire una lista di parole ammesse e vietate negli annunci pubblicitari. Ad esempio, è passata indenne al vaglio degli occhiuti controllori la frase vergata sulla lavagna fuori da un pub, che recitava: “Guardate i giochi olimpici qui con una birra fresca. Copertura live tutto il giorno”. Meno fortuna è toccata ai poster che lo stesso pub aveva affisso in precendenza, che sono stati censurati: “Grogglinton’s Bitter: guardate qui le Olimpiadi”. La lista delle parole proibite avrebbe fatto rabbrividire perfino il George Orwell di 1984: sono tabù infatti “oro”, “argento” e “bronzo”, “estate”, “sponsor” e perfino “Londra”, qualora vengano impiegate in contesti tali da dare l’impressione di un “collegamento formale” alle Olimpiadi.
Ma non si ferma qui il delirio delle corporation e di chi le protegge (certo non per motivi ideologici legati alla fede cieca nelle virtù del “libero(?)” mercato). Le sue deliranti proibizioni minacciano perfino quella che, citando i Monty Python, costituisce il contributo britannico alla cucina internazionale, ovvero la chip, volgarmente detta patatina fritta. In ben 40 luoghi santificati come “ufficialmente olimpici”, a ben 800 ristoratori è stato vietato servire il gustoso contorno / snack al fine di garantire l’esclusiva ai Mac Donald’s, le cui patatine sono certamente più olimpiche delle altre.
Se il lato ufficiale delle competizioni olimpiche è sfigurato dalla violenza idiota del grande business, cosa succederà lontano dai riflettori? Il quotidiano scandalistico britannico Daily Mail racconta come i lavoratori stranieri (temporanei) che lavoreranno per la pulizia del Parco Olimpico siano accampati in una specie di bidonville a Londra Est. Le condizioni igienico sanitarie del “villaggio” dei pulitori sono degne di uno slum (1 gabinetto per 25 persone, una doccia ogni 75), i container fanno entrare l’acqua piovana, mentre la paga è da fame (meno di 700 euro al mese).
Secondo i responsabili della ditta che ha vinto l’appalto (la Spotless International Services) è tutto in regola, anche se le foto di un container minuscolo nel quale devono dormire quattro persone in due cuccette separate da uno spazio di una trentina di centimetri documentano una situazione ben diversa. Addio, Olimpia!
Mario Braconi
tratto da http://www.altrenotizie.org

giovedì 9 agosto 2012



SICKLE AND HAMMER THROW
Nichi Vendola former extreme

radical left looking for new alliances. gold

mercoledì 8 agosto 2012


DADDY,WHY ARE ALWAYS THE BLACKS WINNING?
Because we are a superior race…they play and we look at them on our armchairs

lunedì 6 agosto 2012

Giochi senza bandiere

Regina_olimpica.jpg

domenica 29 luglio 2012

Olimpiadi all'inglese. Il cattivo gusto è servito

Fonte: il manifesto | Autore: Marco D'Eramo
       
Il provincialismo cosmopolita, o il cosmopolitismo provinciale è uno dei tratti più salienti, e più misteriosi, della nostra civiltà globale. E la cerimonia inaugurale delle XXX Olimpiadi dell’era moderna l’hanno dimostrato oltre ogni dubbio, proprio perché le Olimpiadi sono il cosmopolitismo fatto sport (vi partecipano 204 paesi), perché la mondovisione è la globalizzazione stessa su schermo e perché mai cerimonia inaugurale fu più provinciale.
Infatti, almeno una tradizione squisitamente britannica, quest’evento l’ha rispettata. Ed è quella che un tempo aveva reso famose le signore inglesi che, quando volevano acconciarsi e abbigliarsi in modo orribile, ci riuscivano alla perfezione.Ma la notte londinese di venerdì sera ha battuto tutti i record, al di là di ogni aspettativa. Come ha chiosato la reporter del New York Times, «anche il cattivo gusto fa parte delle tradizioni britanniche».
Sembra che gli organizzatori inglesi abbiano considerato due miliardi e passa di spettatori bambini deficienti a cui appioppare un corso accelerato (e semplificato per menti subnormali) di storia inglese. Una sit-com storica dai pascoli alle ciminiere della rivoluzione industriale, alla prima guerra mondiale fino alle meraviglie della cultura pop, con calibrato dosaggio di un occhietto alla destra e un ammiccamento alla sinistra come l’omaggio al Servizio sanitario nazionale che ha fatto gridare allo scandalo alcuni conservatori inglesi indignati per «la minestra sinistrorsa e multiculturalista».
Con la sfrontatezza cui i gran signori danno libera stura quando si trovano soli con la propria servitù, ci sono stati ammanniti tutti i luoghi comuni possibili e immaginabili dall’autrice di Harry Potter che legge Peter Pan, a dozzine di Mary Poppins che scendevano già dal soffitto. Nulla ci è stato risparmiato, dalla sosia della regina Elisabetta II che si butta in paracadute insieme a James Bond, a David Beckam che guida un tedoforo su un motoscafo, fino a Paul McCartney che conclude la serata rifilandoci uno dei successi storici dei Beatles, «Hey Jude». Rispetto alla precisione matematica e quindi all’astratto carattere meccanico di «orologio umano» che aveva avuto l’inaugurazione di Pechino del 2008, questa londinese sembra, per riprendere ancora il New York Times, «la versione bollywoodiana di una recita di quinta elementare». L’aspetto Bollywood non è casuale visto che la regia dell’evento era affidata al regista inglese Danny Boyle che ha diretto Slumdog Millionaire.
L’insularità che trapelava dall’evento era tale da richiamare irresistibilmente un celebre titolo di un tabloid londinese, un giorno che la tempesta sulla Manica aveva interrotto i traghetti: «Isolato il continente». E infatti sempre il NYT conclude: «L’immaginario mescolava la gloria di un giubileo reale con la sgradevolezza di un giro di pub di Manchester. La Gran Bretagna ci ha offerto un’esibizione di humour e umiltà che può sgorgare solo da un profondo senso di superiorità».

sabato 28 luglio 2012

Questa poi ... !!

Fonte: leggo.it
Cerimonia olimpica, delegato tedesco la accoglie con saluto nazista
Imbarazzo e stupore, questa la reazione di Camilla Parker-Bowles nell'accorgersi che una coppia di delegati tedeschi accoglieva la sfilata della nazionale tedesca con un gesto molto simile ad un saluto nazista, dalla tribuna autorità dello stadio. L'incidente, puntualmente immortalato dagli obiettivi dei fotografi presenti venerdì sera allo stadio olimpico e rimandato su internet da un video del Daily Mail, Š avvenuto nel corso della cerimonia di apertura. Poche file davanti alla duchessa di Cornovaglia, che sedeva al fianco del sindaco di Londra Boris Johnson, Walther Troeger - dirigente sportivo tedesco e membro onorario del Cio - si è alzato con altre persone al suo fianco e ha salutato al passaggio degli atleti tedeschi: ma mentre gli altri agitavano la mano, lui muoveva il braccio sinistro con la mano distesa, in un gesto all'apparenza equivoca. Dietro, ripresi dalle telecamere, prima stupiti quindi divertiti, Parker-Bowles e Johnson non sono infine riusciti a trattenere un sorriso coperto dalle mani.


OLYMPIC PARK
In good hands

martedì 6 marzo 2012

giovedì 16 febbraio 2012

ITALIAN PRESIDENT MONTI : NO to hold olympic games in Rome, (no money)
YES to buy fighters F.35 ( money no problem)
“it is not important to win but to take part, ah ah ah “

sabato 28 gennaio 2012

OLYMPICS GAMES 2020: YES OR NOT?
"Important is not to win, it is to have the money to hold them"

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