Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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venerdì 24 maggio 2013

Il governo della fame

- contropiano -

 
 
Il governo della fame
Affamare un popolo è un programma impopolare. Si rischiano rivolte, sommosse, gesti disperati, gente licenziata che spara al datore di lavoro o ai carabinieri sotto Palazzo Chigi, anche se in genere si limita a suicidarsi.


Se non ci sono molte soluzioni pratiche per ridurre il disagio sociale, si fa un ricorso totalitario alla retorica, occupando tutti i media per spedire un solo messaggio: “stiamo lavorando per voi, lasciateci fare”. Cosa stiano facendo non viene detto. O per lo meno, non viene detto nel modo chiaro che tutti potrebbero capire. Per questo a noi operatori dell'informazione antagonista tocca il compito di “tradurre” le poche indicazioni che emergono dal lavorio del governo e presentarle in una forma logica. Sia nel merito dei piani economici che in quelli “istituzionali”. La marcia del governo avviene infatti su due gambe, ma la direzione è ovviamente unitaria. Anche la divisione dei compiti tra Pd e Pdl è funzionale allo scopo. "Se solo quegli imbecilli di berlusconiani non fossero così fissati con la salvaguardia del proprio capo dai processi, tutto potrebbe andare più alla svelta". Ma anche questa – Berlusconi e la giustizia – è da sempre un'efficacissima arma di distrazione di massa. La gente, specie a sinistra, si appassiona al gioco scandalistico e non si accorge che le stanno sfilando il portafoglio.

Prendiamo le proposte che girano in questi giorni. Sul “lavoro per i giovani”, il ministro Giovannini ha alluso sostanzialmente a due misure: precarietà a go-go, senza più limitazioni per i contratti a termine o di apprendistato (ovvero, senza più l'obbligo di assumere il lavoratore dopo tre anni da ricattato) e “staffetta generazionale”. Il tutto a costo zero, perché gli obblighi di bilancio imposti e sorvegliati dalla Troika non consentono slanci di creatività a là Tremonti.

La staffetta generazionale, in soldoni e senza fumo parolaio, si riduce a: part time obbligatorio per i lavoratori anziani prossimi alla pensione (con relativa decurtazione drastica di stipendio e contributi) e “in cambio” assunzione di giovani precari con un salario ridicolo. Già così la si può chiamare una truffa, perché si impoveriscono i lavoratori anziani senza peraltro promuovere “buona e vera” occupazione giovanile. In pratica, si precarizzano tutti – giovani e anziani – a un salario da fame.

Se poi aggiungiamo al conto il fatto che i lavoratori “anziani” sono stati precettati sul lavoro per altri 3-4-5 anni grazie alla “riforma Fornero”, abbiamo questo curioso caso di schiavismo postmoderno, per cui sei obbligato a lavorare fino a 67 anni, ma non ti vogliamo sul lavoro dopo i 50; ma non puoi neppure andare in pensione perché non te la pagheremmo; vogliamo sangue fresco da spremere, ma non vogliamo pagarlo; quindi abbassiamo orario e stipendio ai “vecchi” e con quegli spiccioli ci prendiamo un “giovane” o magari due (leggetevi le dichiarazioni del “ministro” Giovannini per verificare).

L'idea “economica” di fondo, come per il governo Monti (del resto l'input è identico: la Troika formata da Bce, Fmi e Ue), è semplice quanto stupida: se l'economia non cresce è perché paghiamo troppo i lavoratori (sia in termini salariali che di diritti). Se questa è la premessa, la soluzione non può che essere “paghiamoli meno”.

Più povertà per tutti, un altro impegno realizzato!

C'è però il rischio che gli impoveriti se ne accorgano e si incazzino. Che quindi si organizzino in movimenti (i “partiti” ormai non possono essere neppure più nominati), che promuovano manifestazioni, scioperi, occupazioni di case e quanto altro sia necessario per sopravvivere in una condizione molto peggiore. Gli si manda contro la polizia, si aumentano le pene, si inventano nuovi reati, in una spirale parossistica in cui la “civiltà giuridica” lascia il posto al codice militare di guerra.

Ma c'è anche la possibilità che questi movimenti si presentino alle elezioni e – guarda un po' la bizzarria – riescano a prendere una fraccata di voti. Mettendo così in dubbio la continuità e legittimità della “classe dominante” (non i nostri comici della “casta”, ma le “persone serie e potenti” che scrivono loro il copione e il programma).

In questo caso si chiama un Zanda e una Finocchiaro e gli si fa firmare una proposta di legge che impedisca tale sciagurata eventualità. Sono anche un po' stupidi, come già detto, perché sembrano credere per davvero che basti vietare il terrremoto per scongiurare le scosse sismiche. Come se fosse tremendamente difficile fare uno “statuto da partito”, dotarsi di strutture somiglianti e scompaginare il quadro politico.

Quello che li spaventa, manifestamente, non è Grillo. Ma quello che sta montando dai sottoscala della società. Quello che li spaventa è il prossimo movimento che ne prenderà il posto e il ruolo, ponendo il problema che così non va e che bisogna cambiare sistema di vita e produzione, non soltanto quattro teste bacate incollate a una poltrona per conto terzi.

Ci proviamo o no a fare un movimento del genere?

mercoledì 10 aprile 2013

Solidarity with Greek People


 Solidarity with the people in Greece!

For a revision of austerity policies
Europe must prevent the situation in Greece from becoming a humanitarian catastrophe and make sure that the same remedy is not applied to other weak economies.
We ask you, members of the Troika and the Greek government, to revise the austerity plan and put humans and their needs at the centre of your decisions.
Sign the petition! The results will be sent to the Troika and Greek government on the 9th of May.

Solidarietà con il popolo greco!
Per una revisione delle politiche di austerità
L’Europa deve impedire che la situazione della Grecia diventi una catastrofe umanitaria al di là dell’immaginabile e deve assicurare che le stesse misure non vengano applicate alle altre economie deboli.
Noi chiediamo a voi, membri della Troika e del governo greco, di rivedere il piano di austerità e di mettere gli esseri umani e i loro bisogni al centro delle vostre decisioni.
Firma la petizione! Il risultato verrà sottoposto alla Troika e al governo greco il giorno 9 maggio 2013.

http://www.avantieurope.eu/?i=avanti.it
La Grecia è al primo posto nella crisi economica europea. Sta vivendo un livello di austerità senza precedenti il cui peso si abbatte ingiustamente su coloro che non sono responsabili del debito e che ne sono maggiormente colpiti. Sono cittadini greci, nonché migliaia di migranti e richiedenti asilo.
Dal 2009 la Grecia ha subito un aumento del 37% dei suicidi, mentre l’indice di disoccupazione è salito alle stelle: dall’8% al 27% (57% per i giovani) lasciando 1 milione e 290mila persone senza lavoro. Oggi in Grecia 3,4 milioni di persone sono oltre la soglia di povertà, vale a dire il 31% della popolazione. Il fallimento della classe politica nella gestione dei problemi del Paese, ha consentito al partito neo-nazista Alba Dorata di diventare il terzo maggior partito del Paese assestandosi al 12%-15%. In molti sono ormai così furiosi e disperati da essere disposti a sacrificare la democrazia per poter far sentire la propria voce.
Il problema non riguarda solo la Grecia; riguarda anche l’Europa. La Grecia ha commesso degli errori, ma le politiche vigenti incentrate unicamente sull’austerità non rappresentano una soluzione alla crisi. Al contrario, impediscono la crescita economica e hanno un impatto devastante sul popolo.
La Grecia ha il dovere di ristrutturare la propria economia e di rimettere a posto le proprie finanze. Tuttavia, la ripresa di un’economia sostenibile non è fatta solo di bilanci e scadenze fiscali.
Il prezzo dell’austerità non deve essere la sofferenza degli esseri umani. Le misure di consolidamento dovrebbero essere centrate sulla ristrutturazione del settore pubblico, su politiche di sostegno a una crescita economica sostenibile e sull’unione sociale basata sul principio di solidarietà dove le spalle più larghe portano il peso maggiore.
L’Europa deve impedire che la situazione della Grecia diventi una catastrofe umanitaria al di là dell’immaginabile e deve assicurare che le stesse misure non vengano applicate alle altre economie deboli.
Noi chiediamo a voi, membri della Troika e del governo greco, di rivedere il piano di austerità e di mettere gli esseri umani e i loro bisogni al centro delle vostre decisioni.
Il 9 maggio 2013 (Giornata Europea), i risultati di questa petizione saranno sottoposti alla Troika e al governo greco.

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