Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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domenica 12 maggio 2013

Con l'attacco alla Siria, Israele aiuta il suo alleato Al-Qa'ida

- megachip -

Tel Aviv incoraggia i jihadisti sostenuti dall’Occidente
attacco-israeliano-siriadi Paul Joseph Watson - Prison Planet.
Al termine di una settimana in cui l'amministrazione Obama ha espresso l'intenzione di inviare armi pesanti ai ribelli siriani egemonizzati da Al-Qa'ida, Israele ha lanciato degli attacchi aerei all'interno del territorio siriano che serviranno solo a imbaldanzire proprio i miliziani jihadisti che hanno manifestato apertamente il loro desiderio di distruggere sia Israele sia gli Stati Uniti.
Razzi israeliani hanno bombardato zone alla periferia di Damasco, il 5 maggio di prima mattina, durante un raid fatto apparire come rivolto contro i missili iraniani diretti verso Hezbollah in Libano. Questo attacco israeliano ne seguiva un altro di pochi giorni prima, e ha portato a tre il numero di aggressioni di Israele alla Siria perpetrate finora quest'anno.

Il ministro dell'Informazione siriano Omran Zoabi ha risposto avvertendo che gli attacchi «Aprono la porta a tutte le possibilità», anche se non si prevede che Bashar Al-Assad ordini alcuna risposta militare. Così come è stato demonizzato negli ultimi due anni per rispondere a una sedizione armata, ogni tentativo di difendersi da parte della Siria fornirebbe agli Stati Uniti e a Israele il via libera per lanciare un’aggressione militare su larga scala.
Immaginate se degli aerei militari siriani sparassero razzi su Tel Aviv e distruggessero strutture militari israeliane. Israele tratterebbe istantaneamente una tale mossa come una dichiarazione di guerra e gli Stati Uniti si unirebbero per radere al suolo le città siriane in pochi giorni. Eppure Israele bombarda la Siria per due giorni e ci si attende che la Siria si rassegni e non faccia nulla.
Israele ha colto l'occasione per attaccare la Siria in tutta sicurezza poiché sa che l'impegno di Damasco nel combattere gli insorti dell’Esercito Siriano Libero significa che non sarà in grado di reagire, illustrando ancora una volta il rapporto simbiotico tra Israele e i terroristi di Al Qa'ida.
«Il nuovo attacco israeliano è un tentativo di sollevare il morale dei gruppi terroristici che annaspavano a causa dei colpi loro inflitti dal nostro nobile esercito », ha tuonato la TV siriana in risposta all'attacco, aggiungendo che l'aggressione era «coordinata con i terroristi.»
Con il lancio di attacchi che indeboliscono e distraggono Damasco dalla sua attenzione rivolta a sconfiggere i ribelli sostenuti dagli occidentali, Israele sta aiutando proprio gli stessi ribelli che avevano bruciato bandiere israeliane in pubblico e avevano promesso di schiacciare il regime sionista, una volta che avessero finito di rovesciare Bashar Al-Assad.
L'attacco di Israele alla Siria evidenzia ancora una volta il fatto che Al-Qa'ida è un'organizzazione sotto il controllo degli Stati Uniti e di Israele, utilizzata per destabilizzare i nemici di Israele nella regione. Non solo Israele ha sostenuto i ribelli egemonizzati da Al-Qa'ida in Siria, anche attraverso la creazione di ospedali da campo per i combattenti feriti, ma nel 2002 Israele fu sorpreso effettivamente a creare un gruppo di Al Qa'ida al fine di giustificare gli attacchi contro i palestinesi nella Striscia di Gaza.
Come abbiamo esaurientemente documentato, i combattenti dell'opposizione in Siria sono ora dominati da estremisti settari e jihadisti che hanno più volte sottolineato il loro odio per l'America e la loro fedeltà ad Al-Qa'ida.
Numerosi rapporti ora confermano che le persone responsabili di una pletora di atrocità, molte delle quali fanno parte del gruppo di Al-Qa'ida Jabhat al-Nusra che «ha ucciso numerosi soldati americani in Iraq», stanno dirigendo le forze ribelli filo-occidentali in Siria. Dopo che l'organizzazione è stata classificata come un gruppo terrorista dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, 29 diversi gruppi di opposizione siriani sostenuti dagli USA hanno giurato fedeltà ad al-Nusra.
La tempistica degli attacchi israeliani rivela anche l’importanza attribuita al fatto che l'esercito siriano ha iniziato a vincere la guerra contro l'Esercito siriano libero, riprendendo aree chiave di città come Homs nelle ultime settimane.
Israele e gli Stati Uniti non si fermeranno davanti a nulla per eliminare i cosiddetti stati canaglia come la Siria e l'Iran, fino al punto di aiutare e armare jihadisti radicali che sostengono di essere in opposizione a Israele, ma che di routine aiutano proprio Israele a portare a compimento la sua agenda egemonica nel Medio Oriente.
Traduzione per Megachip a cura di Anna Mele.

lunedì 8 ottobre 2012

I sionisti utilizzano al-Qaida per attaccare la Siria

Dean Henderson,  - aurasito -


Non è stata una sorpresa per gli studiosi della storia del Medio Oriente che ieri, il leader di al-Qaida Ayman al-Zawahiri abbia chiesto l’estromissione dalla Siria del “regime pernicioso e canceroso“. La Siria progressista è stata presa di mira da al-Qaida, in passato, ed è attualmente sotto attacco degli islamisti dell’esercito libero siriano addestrato da CIA/Mossad. Quando al-Zawahiri era il capo della Jihad islamica egiziana, nel 1984, la CIA di Reagan inviò i mujahidin del suo amico Ali Mohammed negli Stati Uniti, dove si mise ad addestrare i terroristi afghani a Brooklyn e Jersey City, nei fine settimana. Durante la settimana era istruito dalle forze speciali statunitensi a Fort Bragg. Nel 1998 ha partecipato al bombardamento delle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania. La reazione di una puttana.
Più tardi la CIA ha aiutato i terroristi della Jihad islamica egiziana a sfuggire alla giustizia, inviandoli a combattere con i musulmani bosniaci e con i narcos del Kosovo Liberation Army, che dovevano fare a pezzi la Jugoslavia. Gli islamisti sono stati utilizzati per uccidere Gheddafi e privatizzare la banca centrale libica per conto del cartello Rothschild. Ora, queste creazioni dell’intelligence occidentale – Israele, Turchia, CCG e NATO – vengono utilizzate per attaccare il governo di Assad in Siria e occupare la banca centrale della Siria per conto del cartello sionista bancario degli Illuminati. E la strada per attaccare l’Iran corre diritta attraverso Damasco. L’articolo che segue del Dr. Boris Dolgov – Ricercatore del Centro di Studi Arabi dell’Istituto russo di Studi Orientali – è la migliore che si sia letta sulla situazione. E’ apparso sull’eccellente sito Oriental Review.
“La situazione attuale in Siria rimane una delle componenti più importanti della politica Mediorientale e internazionale. Utilizzando la crisi interna della Siria e perseguendo i propri obiettivi, NATO, Israele, Turchia e monarchie del Golfo Persico stanno cercando di minare il regime siriano. Dall’inizio della crisi in Siria ho fatto due viaggi in questo paese, in qualità di membro di delegazioni internazionali, nell’agosto 2011 e nel gennaio 2012. Se osserviamo le dinamiche dello sviluppo della situazione in questo periodo, da un lato si può affermare l’intensificarsi dei gruppi terroristici in Siria, e d’altra parte si vede il supporto accresciuto del popolo al presidente Bashar Assad e una chiara distinzione delle posizioni delle forze politiche. Due attentatori si sono fatti esplodere davanti a sedi fortemente sorvegliate delle agenzie di intelligence della Siria, uccidendo almeno 44 persone e ferendone altre decine, in un attentato diretto, il 23 dicembre 2011.
Negli ultimi due mesi la Siria ha visto una serie di attacchi terroristici. I terroristi hanno attaccato militari e strutture militari, agenzie delle forze dell’ordine, istituzioni, oleodotti, ferrovie siriani ed effettuato omicidi e sequestrato cittadini pacifici (nella città di Homs, gli insorti hanno ucciso cinque noti scienziati), incendiato scuole e ucciso insegnanti (da marzo 2011, 900 scuole sono state incendiate e 30 insegnanti sono stati uccisi). Gli attacchi terroristici a Damasco sono stati i più sanguinosi. Due di essi sono stati effettuati il 23 dicembre 2011, quando auto cariche di esplosivo sono esplose di fronte agli edifici del servizio di sicurezza dello Stato, uccidendo 44 persone e ferendone circa 150. Il 6 gennaio 2012 un attentato kamikaze su una strada trafficata ha ucciso 26 e ferito 60 persone. C’erano ufficiali delle forze dell’ordine tra le vittime, ma la maggior parte di loro erano passanti.
Nel gennaio del 2012, Damasco ha un aspetto più grave rispetto all’estate del 2011. Addetti alla sicurezza controllano i passaporti sulla strada per l’aeroporto, chiedendo alla gente da quale paese provengono. Gli ingressi di molte istituzioni statali sono protetti da blocchi di cemento. Ci sono punti di controllo con sacchi di sabbia in prossimità delle stazioni di polizia, che sono protette da soldati con giubbotti antiproiettile. Anche i cancelli che chiudono l’ingresso ad alcune delle strade sono sorvegliati da soldati e giovani con mitragliatrici – volontari provenienti dai movimenti giovanili pro-governativi. Ma la vita di tutti i giorni non è cambiata drasticamente. Non ci sono militari, veicoli armati o verifiche dei documenti in città. Damasco è ancora una città frenetica, senza posti liberi negli internet cafè e nei fine settimana le strade sono affollate di coppie, famiglie e giovani. Dopo gli attacchi terroristici a Damasco, manifestazioni a sostegno di Bashar Assad e di condanna dei terroristi si sono svolte tutti i giorni. Manifestazioni simili sono state organizzate in altre grandi città, come Aleppo, Homs, Hama, Daraa, Deir az-Zor. Queste manifestazioni sono state coperte dalla TV siriana. Durante il nostro soggiorno in Siria, abbiamo potuto muoverci liberamente per la città e parlare con la gente a nostro piacere, ma non abbiamo visto una singola manifestazione anti-governativa. La maggior parte dei partecipanti dei raduni erano giovani.

martedì 27 dicembre 2011

Quando Al Qaeda è nostra alleata



di Giulietto Chiesa - da ilfattoquotidiano.it
Se scoppiava una bomba terrorista in una capitale occidentale era sicuramente Al Qaeda. Se la rivendicava Al Qaeda ci credevamo subito. Se non la rivendicava nessuno, allora era sicuramente Al Qaeda, perché non poteva essere altrimenti. Era come in “1984” di Orwell: qualunque cosa di gramo accadesse era colpa del nemico. E, poiché il nemico era Al Qaeda, non potevano esserci dubbi. E cominciava la geremiade di turno: come sono cattivi gli islamici, come sono feroci, come sono fanatici. Eccetera.

Poi succede – sempre più spesso dopo la guerra di Libia - che Al Qaeda si mette contro i dittatori che devono essere abbattuti in nome della democrazia e dei diritti umani violati. Infatti, qualcuno se lo è dimenticato, ma Al Qaeda è nata appunto per difendere gli afghani contro gli invasori sovietici. Dunque prosegue , dopo la nera parentesi dell’11 settembre 2001, il ruolo umanitario di Al Qaeda.

Così Al Qaeda è dentro il Governo provvisorio di Libia, in attesa di guidare la nuova Libia democratica. E dunque i suoi rappresentanti girano in Europa a stringere mani e a firmare contratti petroliferi, con i quali s’impegnano a risarcire i paesi occidentali che svolgono e svolgeranno opera di aiuto umanitario ai nuovi poveri libici.

Infine scoppiano bombe terroristiche a Damasco di Siria e fanno decine di morti. “Sono i kamikaze di Al Qaeda”, gridano le fonti ufficiali di Assad. Ma Assad è un dittatore che deve essere abbattuto. Dunque i nostri bravi inviati speciali a Gerusalemme si trasformano per un attimo in complottisti di complemento. E sollevano dei dubbi (sì, anche i nostri bravi inviati speciali qualche volta si fanno venire dei dubbi, per quanto strano possa apparire). In questo caso – dicono – non è probabile che sia Al Qaeda. Più probabile si tratti di un complotto ordito da Assad.

Ovvio il perché: per fare la vittima, facendo credere che c’è la mano di Al Qaeda. Non bisogna dunque credergli.

Insomma: una grande confusione regna sotto il cielo. Al Qaeda, come nemico, non vale più un granché. E’ giunto il momento di costruirne un altro. Suggerisco l’Iran, anche se il mio suggerimento arriva tardi. Già ci hanno pensato.

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