di Zag in
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Coniugare ambiente e lavoro. A Taranto non è possibile! E' un ossimoro! Ma ormai
è di moda Per dire facciamo "ammoina" per non fare nulla! O il ciclo a caldo si
chiude e si lascia solo il ciclo della laminazione ( che è la più remunerativa
dato l'alto livello tecnologico e il grande valore aggiunto), quello che impiega
il più alto livello di occupazione, oppure è solo demagogia.
La sinistra ,
quel che ormai resta della sinistra( ma ne è rimasto qualcosa?) dice chiaro e
tondo questa semplice verità o si continua a giocare sull'equivoco, per poi fra
qualche anno riscoppiare nuovamente il bubbone.
La struttura dello
stabilimento di Taranto, quello del ciclo a caldo, è altamente inquinante.
Il parco minerali genera polveri sottili di ferro e carbone; il sinteraggio
e pellettizzazione del minerale di ferro genera diossina e piombo; i forni di
cottura del carbon coke producono idrocarburi policiclici aromatici, in
particolare benzene, ma anche toluene e xileni; i fumi di altoforno sono densi
di monossido di carbonio e zolfo, mentre la ghisa liquida che ne esce produce
slopping; il trattamento Lf (ladle furnace) produce solfuro di magnesio e zolfo;
i convertitori ad ossigeno che trasformano la ghisa liquida in acciaio generano
monossido di carbonio ed anidride carbonica. L’acqua di raffreddamento
dell’altoforno e di raffreddamento delle colate di lingottiera si contamina
di metalli pesanti, ammoniaca, fenolo, cianuri.
In altri paesi che hanno
impianti moderni utilizzano tecnologia FINEX, impiegata dalla sud coreana Posco
(quarto maggiore produttore mondiale) nell’acciaieria di Pohang (il cui volume
produttivo è addirittura superiore a quello di Taranto; ha radicalmente
cancellato dal ciclo produttivo due delle fasi più pericolose in termini di
inquinamento: il sinteraggio del minerale di ferro e la cokefazione del carbone.
Tale tecnologia, infatti, che impiega direttamente il minerale di ferro e la
polvere di carbone, riduce l'inquinamento (90% in meno di sostanze
tossico-nocive e 98% in meno di contaminazione dell'acqua), ma ha anche un
risvolto positivo per l’azienda, poiché riduce anche il consumo di energia e i
costi di produzione (meno 15%)
Un’altra tecnologia, la COREX, che
impiega direttamente il minerale ferroso grezzo, come esce dalla miniera, e il
carbone grezzo, è installata nello stabilimento cinese di Shangai. Garantisce
una riduzione dei costi fino al 20% ed un notevole vantaggio ambientale con
l'eliminazione, come nel caso della tecnologia Finex, dei due impianti più
inquinanti in assoluto: cokerie. Per dare un dato concreto, mentre il processo
tradizionale cokerie - sinterizzazione - altoforno produce circa 1,4 Kg di
anidride solforosa per ogni tonnellata di ghisa, il processo Corex ne produce
solo 40 grammi Misurazione fatte in continuo on line e non su commissione come a
Taranto.
Adottare tali tecnologie a Taranto le uniche capaci di ridurre
drasticamente il livello di inquinamento non è nemmeno ipotizzabile, A meno di
buttare tutto giù e ricostruire! Altro che 330 milioni di Euro Occorrerebbero
miliardi di euro di investimento con un tempo di qualche decina di anni ed un
ritorno economico di qualche altra decina di anni. Senxa parlare della bonifica
dei terreni tutt'intorno che sono irrimediabilmente inquinati A meno di qualche
altra decina d'anni di bonifica con costi e manodopera specializzata
Queste
semplici verità devono essere dette!. Altrimenti si fa solo demagogia. Gridare
Lavoro e Ambiente a Taranto è solo populismo!
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La
magistratura è intervenuta numerose volte. La prima manifestazione
ambientalista del 1971, la prima condanna in
tribunale per "getto di polveri" è del 1982 ( allora amministrazione
Finsider e lo Stabilimento in saldamente in mano dei Craxiani ). Furono
istituite commissioni e rappresentanti dei lavoratori ai quali furono impartite
nozione ambientaliste ( Commissione ambiente e sicurezza) che vigilavano sul
rispetto delle normativa. Furono in quegli anni che si scopri l'utilizzo di un
solvente il Gamlen altamente tossico contenente Toluolo e Xilolo per la pulizia
dei motori elettrici e vietato in tutti i paesi europei. Furono gli anni, in
cui si scopri che l'Apirolio ( olio di raffreddamento) utilizzato per i
raffreddamento dei trasformatori elettici conteneva PCB e che ad alte
temperature produceva diossina. In quell'olio gli operai si immergevano
protetti solo da una tuta di tela per la pulizia periodica e l'olio si versava
negli scarichi naturali. Dopo l'inchiesta dei lavoratori del reparto Officina
Elettrica si ottenne un accordo che consentiva nel breve l'affidamento ad una
ditta tedesca specializzata la manutenzione dei trasformatori e nel medio lungo
periodo la sostituzione con trasformatori moderni ( con l'arrivo di Riva questo
accordo è diventata carta straccia.) L'inchiesta si allargò anche agli altri
centri industriali ( Cantierni navali, Arsenale militare, raffineria ecc ecc )
. In questa inchiesta notevole fu l'aiuto della la Procura di Taranto e Lecce
che ci supportò per la consulenza giuridica
La prima condanna a Emilio Riva arriva per i "parchi minerali" nel
2002, nel 2007 Emilio Riva e suo figlio Claudio furono anche interdetti
dall'esercizio dell'attività industriale, e fu loro inibita la possibilità di
contrattare con la pubblica amministrazione.
Ma la cronistoria vede nel 2001 il tribunale di Taranto dichiarò Emilio Riva,
il figlio Claudio e altri dirigenti Ilva colpevoli di tentata violenza privata,
per avere demansionato un gruppo di impiegati dell'Ilva nel 1998 (palazzina
Laf). La sentenza per mobbing , la prima in Italia, venne confermata nel 2006
in Cassazione.
Nel febbraio del 2007 Emilio Riva fu condannato a tre anni di reclusione e
Claudio Riva a 18 mesi per omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro
e violazione di norme antinquinamento, con riferimento alla gestione della
cokeria dell'impianto tarantino.
Il 10 ottobre 2008 la Corte d'Appello di Lecce condannò alla pena di due anni
di reclusione Emilio Riva e a un anno e otto mesi il direttore dello
stabilimento tarantino, Luigi Capogrosso, entrambi accusati di getto pericoloso
di cose, danneggiamento aggravato, omissione dolosa di cautele contro gli
infortuni sul lavoro nel reparto cokerie.
La politica in tutti questi anni è stata a guardare connivente e sonnachiosa.
Da Riva riceveva aiuti, finanziamenti. Il sindaco Stefano ha avuto parole di
elogio per Riva che a sue spese provvide a fornire il cimitero di fontanelle di
acqua per la pulizie delle tombe (che nel frattempo provvedeva a riempirle di
uomini! )
Zag.