Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!
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domenica 2 dicembre 2012


ILVA STEEL WORKS TARANTO
Prime minister Monti:" CONJUGATE WORK AND HEALTH"
I work
you die
he works
we die
you work
they become richer

lunedì 20 agosto 2012

Se il diritto alla salute è ormai un privilegio del passato

- libreidee -

Operai dell'Ilva di TarantoBarricaderi e bellicosi come difficilmente li si possono ricordare, non si dica mai che i sindacati italiani Fim-Cisl e Uilm-Uil si tirino indietro quando si tratta di difendere l’interesse delle grandi aziende e della presidenza Ilva. Blocchi stradali e sciopero di due ore, perché a preoccupare Bonanni è la “voragine occupazionale” che investirebbe Taranto nel caso in cui la principale acciaieria d’Europa dovesse cessare la produzione. Schierate alcune centinaia di lavoratori preoccupati a difesa del mostruoso ricatto dell’azienda dell’indomito pluriottantenne Riva, Fim e Uilm avvertono la magistratura rappresentata dal gip Patrizia Todisco: giù le mani dall’Ilva. E a proposito degli industriali dell’acciaio: come ha segnalato Di Pietro, la famiglia Riva ha finanziato con 245.000 euro il Pdl e con 98.000 il partito di Bersani. Donazioni del tutto legali e «anche disinteressate», ironizza Anna Lami su “Megachip”: del resto, «a chi non capita di ricevere un bonifico dai Riva, al giorno d’oggi?».
In città sono arrivati «gli emissari del Regno», i ministri dello sviluppo Passera e dell’ambiente Clini, che hanno incontrato il presidente Bruno Ferrante, ex prefetto di Milano ed a suo tempo candidato sindaco per il Pd. Ferrante ha chiarito «cosa se ne fa l’acciaieria delle disposizioni della magistratura, dal momento in cui politica e sindacati complici fanno fronte comune». Infatti, continua l’analista di “Megachip”, se in questi giorni gli stabilimenti Ilva producono al minimo, non è certo «per l’autorità giudiziaria, ma perché – sostiene Ferrante – è il mercato a chiederci quella quantità di prodotto». Il presidente, continua Anna Lami, «ha comunque dato prova di grande generosità, al termine di un incontro a seguito del quale l’Ilva ha mostrato come sempre che sulla salute non si risparmia né si bada a spese: si è dichiarato disponibile ad investire nei prossimi anni 56 milioni per l’ambiente», ma solo se il fatturato e le condizioni di mercato lo consentiranno. «Soldi che secondo Ferrante andrebbero sommati ai 90 milioni già stanziati precedentemente». Un’inezia, «a fronte di utili di miliardi di euro».
I ministri Passera e CliniD’altra parte, l’iniziativa indetta dal “Comitato dei cittadini liberi e pensanti”, nonostante la militarizzazione minacciosa della città e il divieto della questura a manifestare nei pressi del Palazzo del Governo, ha raccolto l’adesione di migliaia di tarantini, in buona parte lavoratori Ilva e famiglie del quartiere Tamburi (quello a ridosso dell’acciaieria), motivati a pretendere il rispetto delle decisioni del gip e soprattutto a non dover più scegliere tra il morire di fame ed il morire di cancro. “Non siamo inClini a morire di cancro”, recita uno striscione. Dai manifestanti, nessuno sconto a Nichi Vendola, per anni presentato quale artefice della rinascita della Puglia, l’uomo che a parole sull’ecologia non scende a compromessi. Vendola è stato «gettato in notevole imbarazzo da questa vicenda, costretto a dichiarazioni contraddittorie, ed infine svelatosi piccolo piccolo nell’esternare la sua posizione». Ovvero: «Il ruolo decisivo spetta all’Ilva», ha affermato, precisando però che «le emissioni di diossina sono diminuite» e che «abbiamo richiesto anche un tavolo specifico con il ministero della salute sulle tematiche sanitarie».
A fine giornata tutti soddisfatti: Confindustria, per bocca del suo vicepresidente Alessandro Laterza, così come la segreteria nazionale Cisl e i ministri Clini e Passera, che tuttavia non rinunciano ad un’ulteriore avvertimento ai magistrati: «Auspichiamo che dai giudici non vengano prese decisioni che siano irrimediabili nelle loro conseguenze», dice Passera. Soddisfatta, ovviamente, anche la dirigenza Ilva, che ribadisce la propria convinzione di aver sempre rispettato la legge proprio mentre la Procura diffondeva le immagini della corruzione di un perito. «A non comprendere di che cosa ci si debba rallegrare restano solo i cittadini di Taranto e la maggioranza degli operai», conclude Anna Lami. «È ormai evidente che nell’Italia montiana dove Pd, Pdl, Udc, governo tecnico, poteri economici oligarchici e sindacalisti complici percorrono assieme “la strada del dialogo”, anche il diritto alla salute è ormai un intollerabile privilegio del passato». E a Taranto, «nemmeno di quello».

domenica 12 agosto 2012

Taranto. Il dilemma mal posto.

di Zag - ListaSinistra -
Il dilemma Produzione ed ambiente è mal posto. La vera biforcazione è profitto ed ambiente. Se si continua a pensare esclusivamente alla produzione e al lavoro in termini di profitto privato i dilemmi non saranno mai risolti , anzi di aggravano.
E parlando di Taranto. A Taranto tutti si esprimono avanzando il dilemma po il lavoro o l'ambiente. In realtà nessuno discute che le due cose sono conciliabili, a patto di investimenti che il privato non ha, inconcepibili per un privato. A Taranto non una è la soluzione alternative, bensi due . La prima è far a meno dell'area a caldo e importare le bramme. L'altra è trasformare l'attuale produzione di bramme attraverso il ciclo dei forni elettrici. Cioè utilizzando forni elettrici e riciclare materiale ferroso ricavato dalla raccolta dei rifiuti. In entrambe le soluzione occorrono capitali, capacità manageriale lungimirante.Ma sopratutto una visione altra di sviluppo e modello di sviluppo. Gli stabilimenti a ciclo integrale presenti nel mondo sono impianti moderni , vedi Germania, Cina, India, Turchia. Tutti gli altri utilizzano o importano bramme o utilizzano il ciclo dei forni elettrici. La tecnologia degli altiforni e dei forni Martin Siemens di Taranto sono obsoleti. Anche da un punto di vista prettamente capitalistico sono antieconomici.

Ma in Italia , anche la cosiddetta sinistra continua a immaginare attraverso visione stantie, vecchie , il mantenimento dello status quo. Anche quella parte della sinistra che apparentemente non farebbe gli interessi del padronato. Continuare a difendere quegli impianti, a parte la questione ambientale, ma anche da un punto di vista prettamente di profitto capitalistico è come difendere la penna d'oca di fronte alla penna a sfera.! Difendere quel ciclo a caldo non fa nemmeno gli interessi del capitalismo , ma solo quello del singolo capitalista Riva che è impossibilitato a pensare in termini di investimenti e innovazione .

Qual'è la soluzione a Taranto e per questo de-industrializzare!
Semplicissimo.

  • O si lascia solo la parte a freddo smantellando il ciclo a caldo e parallelamente riutilizzare i terreni e i lavoratori in una opera di bonifica e riconversione industriale
  • O si riconvertono gli impianti utilizzando la tecnologia dei forni elettrici, utilizzare il materiale ferroso ( è inutile continuare a produrre acciaio quando le discariche sono piene di rottami di ferro e si continuerà a produrre materiale ferroso in discarica). Liberare parte dei terreni dell'attuale ciclo a caldo per la bonifica e comunque fermare l'attuale livello di produzione di diossina.
Per entrambe le soluzioni occorre l'intervento dello Stato. Il privato non ha nè i capitali , nè la convenienza nell'immediato per il ritorno economico dell'investimento. Per entrambi senza che la produzione dei prodotti finiti e dei semilavorati si blocchi.
Ma occorre , per entrambi un ceto politico e una classe dirigente che non abbiamo.
Noi abbiamo gli Scilipoti, gli Ichino, i Fassino e Fassina le Santanchè e i Vendola.
e gli Straguadagno Che cosa si vuole pretendere da questi? 

Grave è la situazione sotto il cielo. Però la situazione non è eccellente!

sabato 11 agosto 2012

‘Cittadini e operai liberi e pensanti’


di Alessandro Marescotti - wordpress -
Di seguito l’intervento che solo in parte Cataldo Ranieri del ‘Cittadini e operai liberi e pensanti’ è
riuscito a leggere durante la manifestazione dei sindacati dello scorso 2
agosto.

“Oggi, 2 agosto 2012, ricorre l’anniversario della strage di Bologna,
strage di Stato: oggi io qui voglio ricordare un’altra strage di Stato che
ha fatto in cinquant’anni centinaia di vittime sul lavoro, all’interno
dello stabilimento siderurgico, e migliaia fuori dallo stabilimento,
vittime dell’inquinamento. Su questo palco parlo a nome del Comitato
lavoratori e cittadini liberi e pensanti. Siamo operai Ilva, lavoratori
precari, disoccupati, studenti, uomini, donne e bambini. Liberi perchè
abbiamo scelto di sfilare in questo corteo non per appoggiare le posizioni
dei sindacati, nè per difendere la proprietà, e neanche per opporci alle
decisioni della magistratura. Siamo liberi perché abbiamo scelto di
spezzare le catene del ricatto occupazionale che da cinquant’anni tiene
sotto scacco questa città. Non siamo più disposti a rinunciare alla nostra
dignità di cittadini e lavoratori, costretti a dover scegliere tra il
diritto alla salute e il diritto al lavoro. Nessun Paese civile
permetterebbe mai quello che a Taranto è stato possibile per 50 anni: che
nella busta paga ci mettesero anche il tumore. Nessun Paese civile
dovrebbe essere messo con le spalle al muro. Oggi lo Stato italiano si
ritrova con le spalle al muro perché per 50 anni è stato complice di un
delitto. Il delitto è aver permesso che diritti fondamentali, come il
lavoro e la salute, fossero frutto di negoziazione. Avete negoziato sulla
nostra pelle per il profitto di pochi. Per mezzo secolo il nostro sudore
ha prodotto l’acciaio che ha sorretto l’economia e l’industria italiana ed
europea, senza che nessuno si preoccupasse dei veleni che da quelle
ciminiere ci venivano sputavano addosso. Per il vostro acciaio avete
distrutto vite, aziende, attività imprenditoriali e turistiche. Avete
distrutto il futuro e i sogni di una città intera, che era ricca di
cultura, storia e risorse. Nessuno si è mai preoccupato del prezzo
altissimo che questo territorio sta pagando. Ai sindacati di Taranto
vorrei ricordare che mai, negli ultmi 15 anni, avete convocato di vostra
iniziativa uno sciopero per difendere i diritti dei lavoratori. Ai miei
colleghi chiedo: “Vi ricordate che i segretari territoriali, la Fim, la
Fiom e la Uilm di Taranto abbiano negli ultimi anni convocato giornate di
sciopero per le vertenze locali? Per il rispetto delle norme di sicurezza,
per la tutela dell’ambiente?” Mai. Lo hanno fatto oggi, per difendere i
loro interessi e quelli della famiglia Riva. Allo stesso modo lo Stato
italiano, che prima di Riva, ha sfruttato e avvelenato questo territorio,
si è ricordato di Taranto quando ha visto in pericolo il suo profitto.
Fino ad oggi i lavoratori dell’Ilva sono stati carne da macello per lo
Stato italiano, e i cittadini di Taranto effetti collaterali di un sistema
industriale malato. Ai sindacati vorrei ricordare che sono nati per
difendere i diritti dei lavoratori e dei cittadini, diritti non
negoziabili su cui invece oggi state negoziando: il diritto al lavoro e il
diritto alla salute. . Che le istituzioni e la politica sappiano che da
oggi noi cittadini e lavoratori di Taranto non permetteremo più che le
decisioni vengano prese senza di noi. È finito il tempo dei protocolli
d’intesa e dei patti fatti sulla nostra pelle. Da oggi Taranto decide per
sè. È arrivato il momento di dire basta. Io lavoro in quella fabbrica da
15 anni, io so quello che succede là dentro. Noi lavoratori conosciamo i
veleni che escono da quella fabbrica e quando parliamo da uomini liberi, a
mensa, da uomo a uomo, non possiamo nasconderci la verità. Oggi maledico
l’ignoranza di mio padre che ha permesso che si costruisse questo
stabilimento ma lui non sapeva. Nè io nè voi possiamo permettere che i
nostri figli un giorno maledicano la nostra indifferenza per non aver
agito pur sapendo. Con o senza fabbrica abbiamo bisogno di tornare ad
essere lavoratori che hanno una dignità. La dignità di poter lavorare
senza che nessuno, dentro e fuori lo satbilimento, si ammali per colpa
dell’Ilva. E questa dignità non sarà il sindacato a ridarcela ma spetta a
noi riprendercela. Cittadini e lavoratori insieme, perchè questa battaglia
è di tutti. Per concludere chiedo a questa piazza di osservare un minuto
di silenzio per la strage di Stato che a Taranto dura da cinquant’anni”.

giovedì 9 agosto 2012

Non e' solo un bluff?

di Zag - ListaSinistra -
Quando si parla di inquinamento a Taranto forse non ci si rende conto di cosa si sta parlano. Troppo generico, troppo aleatorio. Forse viene in mente lo smog delle nostre città. Lo smog di Roma, di Milano. No! A Taranto l'inquinamento è diverso.
Alzi gli occhi al cielo e vedi in controluce brillantini.
E' polvere di ferro!
Ti soffi il naso e il muco è color rosso.
E' minerale di ferro.
Sotto la doccia l'acqua che scorre scende di color nero.
Non è solo sporcizia è polvere di carbone!
E puoi metterci chili di sapone e shampoo. Addosso ti sentirai sempre un che di vischioso , scivoloso.
E' l'oleosità della povere di carbone.
E tutto questo non solo per chi dentro il "Siderurgico" ci lavora , non solo per chi abita nelle immediate vicinanze dei parchi minerali , nel rione Tamburi o a Statte, ma in tutta la città.
E questo è solo per quel che si vede e che si tocca.
Poi c'è anche quello che si respira , ma che non si vede e non si sente.
E' diossina.

Do alcuni...numeri Sono tratti dalle conclusioni dei periti della Procura della Repubblica presi dal riassunto Peacelink.

1) Nel 2010 Ilva ha emesso dai propri camini oltre
4 mila tonnellate di polveri,
11 mila tonnellate di diossido di azoto e
11 mila e 300 tonnellate di anidride solforosa
(oltre a: 7 tonnellate di acido cloridrico;
1 tonnellata e 300 chili di benzene;
338,5 chili di IPA;
52,5 grammi di benzo(a)pirene;
14,9 grammi di composti organici dibenzo-p-diossine e policlorodibenzofurani (PCDD/F). Vedere pag. 517 della perizia dei chimici.

2) I livelli di diossina e PCB rinvenuti negli animali abbattuti e accertati nei terreni circostanti l’area industriale di Taranto sono riconducibili alle emissioni di fumi e polveri dello stabilimento Ilva di Taranto. Vedere pag. 521 della perizia dei chimici.

3) La stessa Ilva stima che le sostanze non convogliate emesse dai suoi stabilimenti sono quantificate in 2148 tonnellate di polveri; 8800 chili di IPA; 15 tonnellate e 400 chili di benzene; 130 tonnellate di acido solfidrico; 64 tonnellate di anidride solforosa e 467 tonnellate e 700 chili di Composti Organici Volatili. Vedere pag. 528 della perizia dei chimici.

4) La fuoriuscita di gas e nubi rossastre dal siderurgico (slopping), fenomeno documentato dai periti chimici e dai carabinieri del NOE di Lecce, ammonta a 544 tonnellate all’anno di polveri? Vedere pag. 528 della perizia dei chimici.

5) Sarebbero 386 i morti (30 morti per anno) attribuibili alle emissioni industriali. Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

6) Sono 237 i casi di tumore maligno con diagnosi da ricovero ospedaliero (18 casi per anno) attribuibili alle emissioni industriali. Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

7) Sono 247 gli eventi coronarici con ricorso al ricovero (19 per anno) attribuiti alle emissioni industriali. Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

8 ) Sono 937 i casi di ricovero ospedaliero per malattie respiratorie (74 per anno) (in gran parte tra i bambini) attribuiti alle emissioni industriali. Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

9) Sono 17 i casi di tumore maligno tra i bambini con diagnosi da ricovero ospedaliero attribuibili alle emissioni industriali. Vedere pag. 220 della perizia degli epidemiologi.

10) I periti hanno concluso che l’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione “fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte”.

Allora di fronte a questi dati, di fronte alla vetustà degli impianti del ciclo a caldo, di fronte alla vicinanza dei parchi minerali alla cità è credibile che 336 milioni possano portare ad intaccare questi dati? o non è solo un bluff?
--
Zag(c)
Grave è la situazione sotto il cielo. Però la situazione non è eccellente!

martedì 7 agosto 2012

Mercoledi 8 AGOSTO assemblea ore 19:00 Piazza Masaccio – Taranto

 


Il comitato spontaneo ed apartitico “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti” ti invita a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà mercoledi 8 agosto alle ore 19:00 in Piazza Masaccio nel cuore del Rione Tamburi, il quartiere più martoriato dall’inquinamento prodotto dall’Ilva.
Il comitato siamo tutti noi, operai Ilva, lavoratori, pensionati, disoccupati, studenti, malati, pescatori, mamme e chiunque abbia bisogno di far sentire il proprio “BASTA” al ricatto tra salute e lavoro. NOI LI VOGLIAMO ENTRAMBI.
Questi diritti sono nostri e ce li stanno negando da troppo tempo. L’Ilva ha violentato Taranto ed i suoi abitanti per cinquant’anni, è arrivato il momento di presentare il conto. Chiediamo che lo Stato e Riva si facciano carico della nostra salute, della bonifica dell’ambiente e della ricollocazione dei lavoratori.Nessun partito, nessun sindacato, solo cittadini e lavoratori uniti da un obiettivo comune e dalla stessa rabbia. Nella lotta per la salvaguardia delle risorse della nostra città, la nostra salute, il nostro lavoro, il futuro dei nostri figli siamo tutti indispensabili. Non lasciare che altri decidano per te, la tua partecipazione è necessaria.Ci trovate su Facebook:

sabato 4 agosto 2012

Si prepara la pastetta per Taranto

di Zag in ListaSinistra
Vecchi soldi stanziati , ma mai messi a disposizione, bruscolini raccattati qui e la, Ecco da dove vengono i 336 milioni per il risanamento di Taranto. E intanto Vendola si prepara per il suo grande giorno. Gestire il tesoretto. Come si bonificherà?
Ma alzando una rete di protezione per i parchi minerali, in modo da impedire , quando si alza il vento che la polvere si alzi e vada ad inquinare il rione Tamburi. ( Una rete che protegge dalla polvere !) Misure per il risanamento ambientale e la riqualificazione di Taranto, in particolare del quartiere di Tamburi. Non per non far inquinare più. Un pannicello caldo cioè . Diciamocela tutta.

Secondo la legge che chi inquina paga. Infatti lo Stato mette 329( cioè noi)  milioni e Riva 7 . Ma i soldi ancora non si trovano. Si prevedono "tesoretti " stanziati in precedenza e poi mai finanziati ( come i 180 milioni recuperati da una precedente delibera definanziata del 2011 che destinava le risorse sempre alla Puglia) Si parlava dell'ipotesi di anticipare subito 70 milioni da mettere a disposizione del commissario straordinario, ma sul testo ieri sono continuati gli approfondimenti.
Si ha l'impressione de "A muina a muina " tipica messa in scena meridionale Soldi che passano di qua e di la sopra e sotto , ma sono sempre quelli e che sono finti.

All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso: chi nun tiene nient’ a ffà, s’aremeni a ‘ccà e a ‘llà”

Alla fine i resti de questa "A muina" sarà che Taranto resterà con il suo inquinamento. I cittadini, giovani e meno giovani scapperanno dalla Città dei due Mari ( dai 350 mila abitanti degli anni '80 i cittadini tarantini sono ormai 150 mila) . Anziani,  pensionati della vecchia Italsider andati in pensione perché intossicati di amianto rimarrano a presido della Città. Una città di bonzi è già ora , domani lo sarà ancor di più. Ogni giorno che passa un morto in più, un vivo che scappa.

Intanto quarantuno persone sono state denunciate dalla Polizia dopo quanto avvenuto giovedì mattina in piazza della Vittoria mentre era in corso la manifestazione sindacale  Le «41 persone - si legge in una nota stampa della Questura di Taranto - sono state identificate e saranno denunciate in stato di libertà all'autorità giudiziaria per aver turbato a vario titolo la manifestazione in atto, determinando la temporanea interruzione dei comizi ufficiali. L'attività degli investigatori si é focalizzata in particolare su coloro i quali si sono resi responsabili di violenza sulle cose, abbattendo le transenne poste a protezione del palco al fine di accedervi, e di accensione di fumogeni in luogo pubblico». Vi è , si dice, una denuncia per aver buttato carta straccia  e per aver anche sputato. Il Processo si terrà a rito abbreviato, visto la gravità dell'accusa. Meno grave è ittilevante invece per Ferrante area pidiellina ex candidato del PD a Sindaco di Milano ed attuale AD dell'ILVA di Taranto la frase:

'Dobbiamo legargli il culo alla sedia': e' il contenuto di un'intercettazione telefonica prodotta dalla Procura nell'udienza del Riesame sui ricorsi presentati dall'Ilva. La frase sarebbe stata pronunciata da un dirigente dell'Ilva in una conversazione con altri dirigenti e farebbe riferimento all'arrivo in fabbrica di funzionari regionali che dovevano compiere un sopralluogo sugli impianti ritenuti a rischio ambientale. Pagando e corrompendo i funzionari. Così si faceva bonifica ambientale e rispettavano le leggi sulla Diossina. Non solo ispezione telefonate, ma anche corruzione ai tecnici che dovevano preparare l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per conto del ministero dell'Ambiente, nonche' un presunto episodio di corruzione del docente universitario ed ex preside del Politecnico di Taranto

"Clini è uomo nostro", dice Girolamo Archinà uomo della pubbliche relazioni del gruppo Riva, parlando, nel 2010, con un consulente del gruppo Riva, già funzionario del Cnr. "Insinuazioni inaccettabili. C'è bisogno di responsabilità', trasparenza e puntuale riscontro di fatti e dati". Così chiaramente il ministro che dovrebbe tutelare la salute degli italiani e dei tarentini. Si alza il firewall intanto da parte delle istituzioni . La ministro della Giustizia Paola Severino si è recato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per metterlo al corrente
Zag(c)
Grave è la situazione sotto il cielo. Però la situazione non è eccellente!

Assistenzialismo e' il massimo della fantasia politica

di Zag in ListaSinistra
A Taranto si ripeterà il solito copione di sempre. La difesa ad oltranza dell'esistente, un pò di soldi che arriveranno dal cielo da regalare al politico di turno che li spargerà a pioggia accontentato prime gli uni , ( i soliti) e qualcosa anche agli altri ( per accontentarli) E la storia si ripeterà drammaticamente, sempre più in tragedia. E' già successo altrove è già successo anche a Taranto in questi cinquant'anni di inquinamenti e disastri ambientali. Ma al di là del contentino in danaro , la logica non cambia. E' la conservazione dell'esistente , degli equilibri raggiunti, la mancanza di vedere il futuro diverso dall'oggi. La mancanza di una progettualità di una programmazione di una politica industriale, di un cammino . Quando una produzione industriale raggiunge la sua maturità , diventa obsoleta , si continua a foraggiarla di finanziamenti a fondo perduto, a tenerla in piedi pur di non affrontare la realtà. E' successo per le industrie del carbone e dell'alluminio in Sardegna è successo e succede per l'industria automobilistica è successo e succede per l'industria siderurgica di Taranto. La produzione dell'area a caldo di Taranto è tecnologicamente obsoleta. Il processo produttivo dell'altiforno( Taranto ne ha cinque di cui il quinto è il più grande d'Europa ) per la produzione della ghisa attraverso il passaggio dell'agglomerato per la pezzatura del calcare e della cokeria per la formazione dal carbon fossile in carbone coke è un processo degli anni '70. Produzione altamente inquinante , un processo altamente costoso in termini energetici e un processo rigido in quanto la produzione non può mai smettere , si può ridurre , ma non più di tanto,  deve andare.
Tecnica produttiva datata anni '70 fatta di megastrutture (Nota a margine), per la produzione di scala quando il mercato mondiale richiedeva grandi quantità di acciaio, anche di scarsa qualità.

Oggi questo tipo di impianti non sono più sul mercato. Infatti il gruppo Riva mantiene gli impianti a marcia ridotta e compra le bramme ( prodotto output del ciclo a caldo ed input del ciclo della laminazione) dall'estero . Compra  pani di ghisa da trasformare in acciaio nell'acciaieria (Taranto ha due acciaierie con tre forni Martin Siemens ciascuno) saltando così il ciclo degli altiforni.
Cosa fanno gli altri? Come si evoluto il processo produttivo per la produzione dell'acciaio?
Saltando a piè pari i processi che va dall'agglomerazione del calcare e del trattamento del carbone fossile e del processo attraverso gli altiforni attraverso i processi  Finex e Corex . Questo processi produttivi non solo sono vantaggiosi dal punto di vista energetico, e quindi di costi, ma sono notevolmente al di sotto dei valori di inquinamento del processo tradizionale.
Cosa significa trasformare un impianto a caldo tradizionale ai nuovi impianti?
Significa buttare giù tutto e ricostruire con un impegno finanziario di decina e decine di miliardi ed un tempo di qualche decina d'anni. Impensabile, sopratutto da parte di un privato e di questi tempi.
E allora?
Allora significa prendere atto della realtà. Fare i conti sia in termini politici che economici e fare un salto di fantasia realistica oltre che politica. Si fa a meno dell'area a caldo , cosa che di fatto già oggi la famiglia Riva fa. Si restituisce tutto il terreno attualmente accopato dagli impianti del ciclo a caldo alla città , si attua un piano di bonifica e di risanamento impegnando sia gli operai che attualmente sono impiegati in questo ciclo di lavorazione , riqualificandoli, sia tutte le forze giovani, laureati impegnati in scienze ambientali e ingegneristiche. Restituire qui terreni a verde pubblico, a parchi ecologici ad aziende e cooperative di allevamento del bestiame ( recuperando le migliaia di capi di ovini macellati perché inquinati di diossina) e coltivazione agroalimentari ( aziende fallite e chiuse a causa dell'inquinamento)
Restituire il mare al suo naturale e millenario utilizzo. La coltivazione dei mitili Anche qua restituendo la natura alla sua millenaria e storica destinazione d'uso da parte di questa popolazione.
Chi Paga?
Seconda la legge europea e secondo il buon senso popolare "Chi inquina Paga" Riva deve pagare almeno per il 60% delle spese per la bonifica nell'immediato e destinare il 5% del suo fatturato annuo per il progetto a lungo e medio termine. La restante parte lo Stato , corresponsabile di questo disastro ambientale deve provvedere.
Chi controlla?
Di sicuro fuori i partiti e i politicanti da questo gioco. Altrimenti la fine sarà quella di Cornigliano e di Bagnoli. Comitati di progettazione e di realizzazione, formate attraverso bandi di concorsi europei con la partecipazione dei lavoratori della fabbrica e della città attraverso presentazione di curriculum professionali che attestino la loro esperienza internazionale. La commissione aggiudicatrice dovrà anch'essa essere formato a livello internazionale attraverso un grande progetto di bonifica ecosostenibile , pubblico e trasparente.
E' possibile? E' realistico?
Con questo ceto politico , nel contesto dto assolutamente no! Persino le forze sociali e politiche che apparentemente sembrano avanzate non fanno che ripetere vecchi slogan del mantenimento dell'esistente e del mantenimento dei posti di lavoro.
E' una vecchia strada, un percorso già fatto. E ideologicamente succube alla logica capital assistenzialista e non ci fa fare nemmeno un passo avanti rispetto ad una logica ed un modo di produrre e di sviluppo diverso, altro. A Taranto non solo è il processo produttivo dell'area a caldo ad essere obsoleto, ma denuncia anche che è la logica politica di tutti, nessuno escluso, ad essere vecchio e stantio.

venerdì 3 agosto 2012

Taranto libera!

di Zag in ListaSinistra
Nella soluzione che propongo ( non è proposta dei cobas) vi è un breve e un medio lungo.
Nel breve , chiusura dell'area a caldo e cassa integrazione degli operai lì impiegati ( circa 2-3 mila ) Corsi di riqualificazione per operatori di riconversione industriale.
Lancio di un concorso a livello europeo e mondiale per un progetto di riconversione urbanistica con destinazione a parco verde e isola ecologica di quei terreni con l'impiego di giovani laureati e disoccupati cassa integrati e via discorrendo.
Nel breve quindi si ferma la produzione di inquinamento e non si crea disoccupazione , ma riqualificazione, non fermando la produzione che già oggi fa a meno per un 70-80% dell'area a caldo(Importa le bramme dall'estero) e il lavoro per Taranto e provincia. .
A medio lungo termine.
I terreni su cui insistono gli impianti a caldo ( altiforni, cokeria parchi minerali e via dicendo) vengono sequestrati e consegnati alla città per la bonifica e si creano le condizioni per una riqualificazione della manodopera sia specialistica che intellettuale nell'intervento di riconversione industriale
Man mano che i terreni e il mare vengono bonificati si ri-lanciano produzione di miticultura ( di cui i tarantini hanno storia, cultura e professionalità) e si incentivano la crescita delle masserie. Antica cultura contadina , cascinali, dove l'allevamento e l'agricoltura convivono . Insomma si approfitta del disastro ambientale per un nuovo modello di sviluppo in cui si coniuga la vocazione millenaria della popolazione locale con l'industrialismo ecosostenibile

Tutto questo però guidato e condotto non dal centralismo partitico, ma da un comitato di progetto ed uno di realizzazione. Entrambi composto da tecnici ambientalisti, giovani laureati, ingegneri , lavoratori. Reclutati attraverso un concorso europeo per meriti e presentazione di curriculum in cui titolo di merito è la residenza a Taranto. E via di questo passo......

Riva non vuole pagare?
E allora che se ne vada e lasci il maltolto! .
Gli impianti sono stati costruiti e lautamente finanziati in trent'anni con i soldi pubblici. Riva li ha acquistati per quattro danari ( 3 mila miliardi di vecchie lire in tre trance tutta l'Italsider italiana ( solo gli impianti di Taranto valevano 30 000 miliardi valutazione della Nippon Steel che si era proposta di comprare il solo stabilimento di Taranto) . grazie all'accondiscendenza di Prodi ( presidente dell'IRI) e il beneplacito di Dini ( presidente del consiglio e cognato dei Riva)
Il contratto di vendita dell'IRI nonostante diverse interpellanze parlamentare da parte di Battafarano ex senatore dei DS, mai è stato reso pubblico e ancora oggi è segreto di Stato!

Questi sono fatti concreti, progetti realizzabili. Crescita e sviluppo, ambiente e lavoro Non parole populistiche e demagogiche

Grave è la situazione sotto il cielo. Però la situazione non è eccellente!

giovedì 2 agosto 2012

Coniugare ambiente e lavoro a Taranto e' un ossimoro!

di Zag in ListaSinistra
Coniugare ambiente e lavoro. A Taranto non è possibile! E' un ossimoro! Ma ormai è di moda Per dire facciamo "ammoina" per non fare nulla! O il ciclo a caldo si chiude e si lascia solo il ciclo della laminazione ( che è la più remunerativa dato l'alto livello tecnologico e il grande valore aggiunto), quello che impiega il più alto livello di occupazione, oppure è solo demagogia.
La sinistra , quel che ormai resta della sinistra( ma ne è rimasto qualcosa?) dice chiaro e tondo questa semplice verità o si continua a giocare sull'equivoco, per poi fra qualche anno riscoppiare nuovamente il bubbone.
La struttura dello stabilimento di Taranto, quello del ciclo a caldo, è altamente inquinante.
Il parco minerali genera polveri sottili di ferro e carbone; il sinteraggio e pellettizzazione del minerale di ferro genera diossina e piombo; i forni di cottura del carbon coke producono idrocarburi policiclici aromatici, in particolare benzene, ma anche toluene e xileni; i fumi di altoforno sono densi di monossido di carbonio e zolfo, mentre la ghisa liquida che ne esce produce slopping; il trattamento Lf (ladle furnace) produce solfuro di magnesio e zolfo; i convertitori ad ossigeno che trasformano la ghisa liquida in acciaio generano monossido di carbonio ed anidride carbonica. L’acqua di raffreddamento dell’altoforno e di raffreddamento delle colate di lingottiera si contamina di metalli pesanti, ammoniaca, fenolo, cianuri.

In altri paesi che hanno impianti moderni utilizzano tecnologia FINEX, impiegata dalla sud coreana Posco (quarto maggiore produttore mondiale) nell’acciaieria di Pohang (il cui volume produttivo è addirittura superiore a quello di Taranto; ha radicalmente cancellato dal ciclo produttivo due delle fasi più pericolose in termini di inquinamento: il sinteraggio del minerale di ferro e la cokefazione del carbone. Tale tecnologia, infatti, che impiega direttamente il minerale di ferro e la polvere di carbone, riduce l'inquinamento (90% in meno di sostanze tossico-nocive e 98% in meno di contaminazione dell'acqua), ma ha anche un risvolto positivo per l’azienda, poiché riduce anche il consumo di energia e i costi di produzione (meno 15%)

Un’altra tecnologia, la COREX, che impiega direttamente il minerale ferroso grezzo, come esce dalla miniera, e il carbone grezzo, è installata nello stabilimento cinese di Shangai. Garantisce una riduzione dei costi fino al 20% ed un notevole vantaggio ambientale con l'eliminazione, come nel caso della tecnologia Finex, dei due impianti più inquinanti in assoluto: cokerie. Per dare un dato concreto, mentre il processo tradizionale cokerie - sinterizzazione - altoforno produce circa 1,4 Kg di anidride solforosa per ogni tonnellata di ghisa, il processo Corex ne produce solo 40 grammi Misurazione fatte in continuo on line e non su commissione come a Taranto.

Adottare tali tecnologie a Taranto le uniche capaci di ridurre drasticamente il livello di inquinamento non è nemmeno ipotizzabile, A meno di buttare tutto giù e ricostruire! Altro che 330 milioni di Euro Occorrerebbero miliardi di euro di investimento con un tempo di qualche decina di anni ed un ritorno economico di qualche altra decina di anni. Senxa parlare della bonifica dei terreni tutt'intorno che sono irrimediabilmente inquinati A meno di qualche altra decina d'anni di bonifica con costi e manodopera specializzata
Queste semplici verità devono essere dette!. Altrimenti si fa solo demagogia. Gridare Lavoro e Ambiente a Taranto è solo populismo!
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La magistratura è intervenuta numerose volte. La prima manifestazione ambientalista del 1971, la prima condanna in
tribunale per "getto di polveri" è del 1982 ( allora amministrazione Finsider e lo Stabilimento in saldamente in mano dei Craxiani ). Furono istituite commissioni e rappresentanti dei lavoratori ai quali furono impartite nozione ambientaliste ( Commissione ambiente e sicurezza) che vigilavano sul rispetto delle normativa. Furono in quegli anni che si scopri l'utilizzo di un solvente il Gamlen altamente tossico contenente Toluolo e Xilolo per la pulizia dei motori elettrici e vietato in tutti i paesi europei. Furono gli anni, in cui si scopri che l'Apirolio ( olio di raffreddamento) utilizzato per i raffreddamento dei trasformatori elettici conteneva PCB e che ad alte temperature produceva diossina. In quell'olio gli operai si immergevano protetti solo da una tuta di tela per la pulizia periodica e l'olio si versava negli scarichi naturali. Dopo l'inchiesta dei lavoratori del reparto Officina Elettrica si ottenne un accordo che consentiva nel breve l'affidamento ad una ditta tedesca specializzata la manutenzione dei trasformatori e nel medio lungo periodo la sostituzione con trasformatori moderni ( con l'arrivo di Riva questo accordo è diventata carta straccia.) L'inchiesta si allargò anche agli altri centri industriali ( Cantierni navali, Arsenale militare, raffineria ecc ecc ) . In questa inchiesta notevole fu l'aiuto della la Procura di Taranto e Lecce che ci supportò per la consulenza giuridica

La prima condanna a Emilio Riva arriva per i "parchi minerali" nel 2002, nel 2007 Emilio Riva e suo figlio Claudio furono anche interdetti dall'esercizio dell'attività industriale, e fu loro inibita la possibilità di contrattare con la pubblica amministrazione.
Ma la cronistoria vede nel 2001 il tribunale di Taranto dichiarò Emilio Riva, il figlio Claudio e altri dirigenti Ilva colpevoli di tentata violenza privata, per avere demansionato un gruppo di impiegati dell'Ilva nel 1998 (palazzina Laf). La sentenza per mobbing , la prima in Italia, venne confermata nel 2006 in Cassazione.
Nel febbraio del 2007 Emilio Riva fu condannato a tre anni di reclusione e Claudio Riva a 18 mesi per omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e violazione di norme antinquinamento, con riferimento alla gestione della cokeria dell'impianto tarantino.
Il 10 ottobre 2008 la Corte d'Appello di Lecce condannò alla pena di due anni di reclusione Emilio Riva e a un anno e otto mesi il direttore dello stabilimento tarantino, Luigi Capogrosso, entrambi accusati di getto pericoloso di cose, danneggiamento aggravato, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro nel reparto cokerie.

La politica in tutti questi anni è stata a guardare connivente e sonnachiosa. Da Riva riceveva aiuti, finanziamenti. Il sindaco Stefano ha avuto parole di elogio per Riva che a sue spese provvide a fornire il cimitero di fontanelle di acqua per la pulizie delle tombe (che nel frattempo provvedeva a riempirle di uomini! )
Zag.

martedì 31 luglio 2012

Ancora da Taranto

di Zag in [ListaSinistra]
Agli operai , nella stragrande maggioranza tra loro e nella città tutta, l'opzione è il Lavoro! A taranto vi è una delle più alte percentuali di giovani laureati che o emigrano o lavorano a spalare carbone e loppa sugli altoforni a 50 gradi di temperatura. C'è anche la più alta percentuale di concentrazione, al rione tamburi di malati per cancro alle vie respiratorie. Ma il cancro è lento e invisibile, la disoccupazione è vissuta quotidianamente.
La chiusura dell'area a caldo , fatta passare come chiusura di tutta l'ILVA, per la città è morta sicura . il giorno dopo. Con il cancro ci convivono da cinquant'anni.
Questa è l'alleanza , la strana comunione di interessi , fatta passare come tale. La stessa barca fra padroni e lavoratori.
I lavoratori e la città , sanno di essere strumentalizzati, sanno che il padron Riva fa i suoi interessi,che non sono gli stessi dei lavoratori, se non nell'immediato, li ha sempre fatti , come tutti i padroni, e che sta utilizzando i lavoratori per il suo fine ultimo. Lo sanno anche i lavoratori. Ma intorno tutti dicono che questa è l'unica strada. Inevitabile. Sanno che i 300 milioni sono come una goccia nel mare ( inquinato di Taranto) Altro che 300 milioni di soldi pubblici. Un meccanismo virtuoso deve essere costruito intorno a questa attività di risanamento. Intelligenze, tecnologie e saperi. Bonificare quel territorio, quell'economia distrutta, non basteranno anni e anni di lavoro di bonfica!
Una percentuale della ricchezza prodotta dovrà essere riversata in questa attività .Intorno a loro hanno visto la morte del bestiame, delle aziende agricole, della pastorizie dell'agricoltura la miticultura vanto e pregio di Taranto in tutto il Mondo. Le cozze di Taranto li ho viste esposte anche a Bergen in Norvegia! .
Migliaia di agricoltori, pastori, cozzaroli, allevatori che hanno perso masserie, aziende . Hanno chiuso e sono emigrati.
Non vogliono fare la loro stessa fine.
Quel che viene viene, l'importante è il posto del lavoro.
Se gli chiedi " per te cosa è più importante il lavoro o la salute? " loro ti rispondono "prima il lavoro e poi anche la salute. COn il lavoro posso dare da mangiare ai miei figli. Anche se mi ammalo , ma finché ho il lavoro posso far vivere i miei figli, fargli crescere e mandarli via da Taranto"

FAr saltare il tavolo da gioco significa far rispettare quel che in tutta europa vale come legge. Chi inquina paga e metterlo in condizione di non nuocere più- Vuol dire far pagare a Riva tutto la bonifica del territorio, sequestrare la fabbrica, chiudere l'area a caldo e nazionalizzare l'ILVA. In mano alla Politica, non in mano ai partiti. Condotta dalle organizzazioni dei lavoratori, senza la diretta ingerenza dei partiti.

lunedì 30 luglio 2012



ONE OF THE TWO HAVE A DENTURE, BUT WHICH ONE ?
the tragedy of the ILVA steel workers, between heavy pollution and job losses

domenica 29 luglio 2012


TARANTO
THEY KNOW WHAT THEY ARE TALKING ABOUT


(serious air and sea pollution in the area because of the giant Ilva steel factory)
"listen to me, my son, do not open up for no reason"

venerdì 27 luglio 2012

l'Ilva un caso emblematico.

di Zag in ListaSinistra
La vicenda dell'ILVA di Taranto è sintomatico di come si trattano e si giungono alle soluzioni "inevitabili". Si lascia prima che si incancrenisca il problema, nel silenzio e nell'apatia più assoluta. Nessuno ascolta, nessuno evidenza gli appelli accorati, le urla disperate, i morti, le disgrazie, le tragedie. Al massimo una alzata di spalle ai lamenti, o un grido di "Comunisti! " o per argomentoi anche di natura ecologica l'accusa " siete i soliti ecologisti che dite di no a tutto!" Chi conduce la battaglia. Quella che si definisce da quasi quarant'anni la "sinistra", poi "Centro sinistra", poi "democratici" . Si lascia che i problemi si incancreniscono, fino a diventare essi stessi una cancrena. E poi, pronta la soluzione. La soluzione diventa inevitabile, Non c'è altra soluzione. Il risanamento costerebbe più della vendita. Conti alla mano.
Oppure la dove non interviene la politica si lascia che intervenga la Magistratura Che il caso diventa un caso di legalità . Nasce l'emergenza ed allora la soluzione non può che essere una ed una sola

Il caso Ilva , un caso simile nella strategia.

L'inquinamento di questa fabbrica risale fin dai tempi della sua nascita. Ma era la soluzione alla povertà. Il modello di sviluppo richiedeva il sacrificio della natura. Passare dai contadini all'operaio siderurgico. Senza nessuna mediazione, senza nessun compromesso. Tutto e subito.

Fin da quando era fabbrica di Stato si produceva diossina, inquinamento atmosferico. I tumori, e le malattie polmonari erano all'apice nelle statistiche nazionali. Ma tutto era dovuto.

Era il prezzo da pagare per l'industrializzazione.

Al massimo si alzò qualche barriera ecologica, qualche albero ai confini della fabbrica , che in pochi anni divennero striminziti, ingialliti.... morivano dopo pochi anni. Tutto intorno il silenzio e il fumo

Ma era il prezzo che si doveva pagare per il progresso.

Le urla, le grida divennero più alte, Le invocazioni di aiuto, le proteste per quella fabbrica che oltre a produrre ricchezza produceva morte erano inascoltate con una alzata di spalle.

Era il prezzo da pagare per lo sviluppo

Poi arrivò il privato. Il padron Riva che all'inquinamento produsse anche l'alterigia del padrone privato. Fuori anche quell'embrione di sindacato, quella simulazione di organizzazione dei lavoratori. La dignità e l'umanità doveva varcare il cancello della fabbrica.
Oltre all'acciaio si produceva, la Palazzina Laf, e l'inquinamento. Diossina e PCB. Gamlen e fanghi da scaricare in mare. Diossina e fumi di polvere di carbone da scaricare in aria.

Era il prezzo per il nuovo modello di sviluppo.

La politica, sopratutto quella locale, dietro quelle migliaia di morti , dietro quelle centinaia di casi di tumore che non potevano più essere causate solo dal fumo delle sigarette o dall'ereditarietà , come ci avevano detto per tanti anni. Ed allora ha tentato di emettere qualche vagito, qualche flebile lamento subito , però, silenziato dall'interesse della produzione, del profitto.

Era il prezzo da pagare per uscire dalla crisi.

Ora è intervenuta la magistratura Ha fatto diventare l'ILVA un caso nazionale , Ma lo si affronta ancora come una guerra fra poveri. La Salute contro il lavoro. O si muore per i tumori o si muore per fame. O si muore subito o lentamente per inedia.

Si è lasciato che il problema si ingigantisca, che vengano eliminati tutti le soluzioni . DI fronte all'emergenza ci si trova davanti al un bivio.
La guerra è guerra fra poveri.
--
Zag(c)
Grave è la situazione sotto il cielo. Però la situazione non è eccellente!

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