Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!
Visualizzazione post con etichetta zag. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zag. Mostra tutti i post

sabato 4 agosto 2012

Si prepara la pastetta per Taranto

di Zag in ListaSinistra
Vecchi soldi stanziati , ma mai messi a disposizione, bruscolini raccattati qui e la, Ecco da dove vengono i 336 milioni per il risanamento di Taranto. E intanto Vendola si prepara per il suo grande giorno. Gestire il tesoretto. Come si bonificherà?
Ma alzando una rete di protezione per i parchi minerali, in modo da impedire , quando si alza il vento che la polvere si alzi e vada ad inquinare il rione Tamburi. ( Una rete che protegge dalla polvere !) Misure per il risanamento ambientale e la riqualificazione di Taranto, in particolare del quartiere di Tamburi. Non per non far inquinare più. Un pannicello caldo cioè . Diciamocela tutta.

Secondo la legge che chi inquina paga. Infatti lo Stato mette 329( cioè noi)  milioni e Riva 7 . Ma i soldi ancora non si trovano. Si prevedono "tesoretti " stanziati in precedenza e poi mai finanziati ( come i 180 milioni recuperati da una precedente delibera definanziata del 2011 che destinava le risorse sempre alla Puglia) Si parlava dell'ipotesi di anticipare subito 70 milioni da mettere a disposizione del commissario straordinario, ma sul testo ieri sono continuati gli approfondimenti.
Si ha l'impressione de "A muina a muina " tipica messa in scena meridionale Soldi che passano di qua e di la sopra e sotto , ma sono sempre quelli e che sono finti.

All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso: chi nun tiene nient’ a ffà, s’aremeni a ‘ccà e a ‘llà”

Alla fine i resti de questa "A muina" sarà che Taranto resterà con il suo inquinamento. I cittadini, giovani e meno giovani scapperanno dalla Città dei due Mari ( dai 350 mila abitanti degli anni '80 i cittadini tarantini sono ormai 150 mila) . Anziani,  pensionati della vecchia Italsider andati in pensione perché intossicati di amianto rimarrano a presido della Città. Una città di bonzi è già ora , domani lo sarà ancor di più. Ogni giorno che passa un morto in più, un vivo che scappa.

Intanto quarantuno persone sono state denunciate dalla Polizia dopo quanto avvenuto giovedì mattina in piazza della Vittoria mentre era in corso la manifestazione sindacale  Le «41 persone - si legge in una nota stampa della Questura di Taranto - sono state identificate e saranno denunciate in stato di libertà all'autorità giudiziaria per aver turbato a vario titolo la manifestazione in atto, determinando la temporanea interruzione dei comizi ufficiali. L'attività degli investigatori si é focalizzata in particolare su coloro i quali si sono resi responsabili di violenza sulle cose, abbattendo le transenne poste a protezione del palco al fine di accedervi, e di accensione di fumogeni in luogo pubblico». Vi è , si dice, una denuncia per aver buttato carta straccia  e per aver anche sputato. Il Processo si terrà a rito abbreviato, visto la gravità dell'accusa. Meno grave è ittilevante invece per Ferrante area pidiellina ex candidato del PD a Sindaco di Milano ed attuale AD dell'ILVA di Taranto la frase:

'Dobbiamo legargli il culo alla sedia': e' il contenuto di un'intercettazione telefonica prodotta dalla Procura nell'udienza del Riesame sui ricorsi presentati dall'Ilva. La frase sarebbe stata pronunciata da un dirigente dell'Ilva in una conversazione con altri dirigenti e farebbe riferimento all'arrivo in fabbrica di funzionari regionali che dovevano compiere un sopralluogo sugli impianti ritenuti a rischio ambientale. Pagando e corrompendo i funzionari. Così si faceva bonifica ambientale e rispettavano le leggi sulla Diossina. Non solo ispezione telefonate, ma anche corruzione ai tecnici che dovevano preparare l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per conto del ministero dell'Ambiente, nonche' un presunto episodio di corruzione del docente universitario ed ex preside del Politecnico di Taranto

"Clini è uomo nostro", dice Girolamo Archinà uomo della pubbliche relazioni del gruppo Riva, parlando, nel 2010, con un consulente del gruppo Riva, già funzionario del Cnr. "Insinuazioni inaccettabili. C'è bisogno di responsabilità', trasparenza e puntuale riscontro di fatti e dati". Così chiaramente il ministro che dovrebbe tutelare la salute degli italiani e dei tarentini. Si alza il firewall intanto da parte delle istituzioni . La ministro della Giustizia Paola Severino si è recato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per metterlo al corrente
Zag(c)
Grave è la situazione sotto il cielo. Però la situazione non è eccellente!

venerdì 3 agosto 2012

Taranto libera!

di Zag in ListaSinistra
Nella soluzione che propongo ( non è proposta dei cobas) vi è un breve e un medio lungo.
Nel breve , chiusura dell'area a caldo e cassa integrazione degli operai lì impiegati ( circa 2-3 mila ) Corsi di riqualificazione per operatori di riconversione industriale.
Lancio di un concorso a livello europeo e mondiale per un progetto di riconversione urbanistica con destinazione a parco verde e isola ecologica di quei terreni con l'impiego di giovani laureati e disoccupati cassa integrati e via discorrendo.
Nel breve quindi si ferma la produzione di inquinamento e non si crea disoccupazione , ma riqualificazione, non fermando la produzione che già oggi fa a meno per un 70-80% dell'area a caldo(Importa le bramme dall'estero) e il lavoro per Taranto e provincia. .
A medio lungo termine.
I terreni su cui insistono gli impianti a caldo ( altiforni, cokeria parchi minerali e via dicendo) vengono sequestrati e consegnati alla città per la bonifica e si creano le condizioni per una riqualificazione della manodopera sia specialistica che intellettuale nell'intervento di riconversione industriale
Man mano che i terreni e il mare vengono bonificati si ri-lanciano produzione di miticultura ( di cui i tarantini hanno storia, cultura e professionalità) e si incentivano la crescita delle masserie. Antica cultura contadina , cascinali, dove l'allevamento e l'agricoltura convivono . Insomma si approfitta del disastro ambientale per un nuovo modello di sviluppo in cui si coniuga la vocazione millenaria della popolazione locale con l'industrialismo ecosostenibile

Tutto questo però guidato e condotto non dal centralismo partitico, ma da un comitato di progetto ed uno di realizzazione. Entrambi composto da tecnici ambientalisti, giovani laureati, ingegneri , lavoratori. Reclutati attraverso un concorso europeo per meriti e presentazione di curriculum in cui titolo di merito è la residenza a Taranto. E via di questo passo......

Riva non vuole pagare?
E allora che se ne vada e lasci il maltolto! .
Gli impianti sono stati costruiti e lautamente finanziati in trent'anni con i soldi pubblici. Riva li ha acquistati per quattro danari ( 3 mila miliardi di vecchie lire in tre trance tutta l'Italsider italiana ( solo gli impianti di Taranto valevano 30 000 miliardi valutazione della Nippon Steel che si era proposta di comprare il solo stabilimento di Taranto) . grazie all'accondiscendenza di Prodi ( presidente dell'IRI) e il beneplacito di Dini ( presidente del consiglio e cognato dei Riva)
Il contratto di vendita dell'IRI nonostante diverse interpellanze parlamentare da parte di Battafarano ex senatore dei DS, mai è stato reso pubblico e ancora oggi è segreto di Stato!

Questi sono fatti concreti, progetti realizzabili. Crescita e sviluppo, ambiente e lavoro Non parole populistiche e demagogiche

Grave è la situazione sotto il cielo. Però la situazione non è eccellente!

sabato 28 aprile 2012

                                                                    di Zag in ListaSinistra
Il rapporto fra la società e chi deve dare delle risposte strategiche , ma anche tattiche, politiche è stato messo in crisi rispetto al novecento, ma questo rapporto non può essere eliminato altrimenti comparirà sotto altre forme mistificate e pericolose. La frammentazione e la scomposizione, l'apparente facilità di individuazione dell'unità del secolo scorso, oggi scomparsa, , dei soggetti del lavoro e dei soggetti del capitale ha portato solo apparentemente a pensare alla loro scomparsa. Oggi ancor più di ieri questa frammentazione nasconde una unità , e il suo disvelamento non può essere più affidato alle vecchie forme e strumenti. Il partito l'organizzazione sindacale non possono più dentro di loro ricomporre e rappresentare perché quella rappresentazione troppo frammentaria e quelle forme di rappresentazione non più adatte al contesto e alle nuove forme di rapporti di produzione. Il sindacato perché per sua natura è organizzazione volontaria di lavoratori dipendenti, può rappresentare oggi, solo una minima parte della composizione di classe. Accanto ad essa vi sono altre forme di coagulo di esigenze e di bisogni del mondo degli sfruttati sotto altre spoglie e con altre esigenze. Il conflitto di classe si compone di molte altre fenomenologie alle quali occorre dar risposte organizzative diverse. Il partito non può più essere istituzione nelle istituzioni, non più adatto, non più efficace dal punto di vista della classe a dialogare e rappresentare le diverse moltitudini di forme di organizzazioni di classe . Esso deve ritornare ad essere laboratorio di analisi e di prospettive politiche , di strategie e di tattiche politiche. Interlocutore con le componenti di classe, ma al di fuori dalle istituzioni e non più istituzione di per se. Ancora una volta è nella Costituzione la risposta .  Zag

venerdì 16 marzo 2012

Altro che articolo 18!!

di Zag in - ListaSinistra -
Quello che nessuno dice, e che nessuno vuole affrontare e il tema della parcelizzazione e della diversità del mercato del lavoro in Italia. Non si può pensare alla semplificazione, ad una unica legge che regolamentarizza tutto il mondo variopinto del mercato del lavoro. L'artigiano non può essere messo sullo stesso piano della grande industria. Non si può pensare che il costo del lavoro possa essere uguale sia per l'artigiano, che per il padroncino come per la grande industria. Che l'accesso al credito possa continuare ad essere penalizzante per l'artigiano e favorito per la grande industria. Che il costo sociale , per malattia, per maternità , per permessi di studio dei lavoratori possa essere gravanti sull'artigiano , come per la grande industria nella stessa misura. Questi sono costi sociali e deve essere la società , la fiscalità a doversene fare carico. Che il nuovo assunto per formazione debba pesare allo stesso modo sia per l'artigiano che per la Fiat.
Ma perché mai i primi tre giorni di malattia del lavoratore devono essere pagato dall'artigiano il quale oltre al mancato attività lavorativa deve sopportare anche il peso del costo della malattia. Questo costo per l'artigiano pesa direttamente , non può essere smaltito e redistribuito come per la grande industria

E così per le misure sulla evasione fiscale.
Oggi ho saputo che chiunque si sposa deve presentare una dichiarazione dei regali avuti, di quanto ha speso per la cena, per il viaggio di nozze e anche i regali collettivi se superano il migliaio di euro deve essere pagato non in liquido, anche se ogni singolo amico o parente ha contribuito con somme notevolmente al di sotto del migliaio di euro. ! Cose da pazzi! Anzi no. Cose italiane! .
Siamo al parossismo. Il Savonarola ( l'ho già ricordato) fatto professore!. E si fà marcia indietro sulle misure prese per le banche ( addirittura si ritorna indietro persino sul conto corrente senza spese per i pensionati) Niente ( si rischia la crisi) per il beaty contest, non si nulla per il falso in bilancio, niente per i burocrati , per le doppie e triple pensione d'oro.
E della famosa tassa di stazionamento per le barche di lusso??
A pagina 33 del Decreto Salva Italia, articolo 16 si legge che detta tassa va da 5 euro al giorno per barche da 10 metri fino a 700 euro per barche da 64 metri. I residenti non pagano.
Ma siccome tutte o quasi tutte queste barche sono intestate a società il tutto si riduce ad un semplice giro di conto.
Per tassare gli scudati al 13,5% siamo al parossismo più assoluto. La scadenza era entro 16 febbraio, è stato posticipato di tre mesi, al 16 maggio. E non per il buon cuore del legislatore ma proprio per l’esistenza di diversi problemi tecnici. Le banche hanno denunciato la loro impossibilità a reperire questi capitali. I conti sono stati chiusi, non si trovano più i proprietari, ne tantomeno i capitali sono reperibili. Quei 3 miliardi messi a bilancio sono scomparsi.
Qualcuno ne parla?
Se veramente si vuole la ristrutturazione della società italiana sono con questi i temi che i cosidetti riformisti dovrebbero incalzare il governo. Altro che l'art 18 !

venerdì 2 marzo 2012

Perché ci si ostina contro l’art 18

2 marzo 2012 di Zag - Reset -
‘La guerra prossima ventura e’ sul lavoro, e noi stiamo combattendo su minutaglie irrilevanti come l’articolo 18. Io in 54 anni di attivita’ imprenditoriale – continua De Benedetti – non mi sono mai imbattuto nell’articolo 18 …Così esordisce uno dei maggiori imprenditori italiani e come lui la maggior parte degli imprenditori. Allora perché tanto accanimento su questo articoletto, e nemmeno tutto , ma solo sulla parte che parla del possibile reintegro del lavoratore ingiustamente licenziato ?
E’ evidente che la questione non ha nulla di strutturale, di materialmente rilevante. E’ solo una battaglia puramente ideologica e sopratutto voluta fortissimamente dalle centrali finanziarie BCE e FMI , sostanzialmente.
La stessa ministra dalla “lacrima sul viso” qua e la nelle sue esternazioni lo ammette ” E’ l’Europa che ce lo chiede”

Ma cosa vi è di ideologicamente rilevante in quella frase in cui si dice “possibile reintegro” ? ( si perché il lavoratore potrebbe volere anche l’indennizzo e dati alla mano l’85 per cento di quelle pochissime cause per l’art 18 terminano con l’indennizzo perché al lavoratore non interessa lavorare in un clima di ostilità, la vita gli sarebbe difficile, e al datore di lavoro pur di togliersi quel rompicazzo, preferisce indennizzare anche di più.)
Ma perché allora visto anche che in tutti i paesi d’Europa e in gran parte del mondo non si chiama art 18 , ma comunque si afferma l’illeggitimità di un licenziamento per discriminazione e è previsto anche il reintegro?.

Ma perché si manda il messaggio alla figlia perché madre intenda.
Significa, fuor di metafora, che il vero problema è la legge 300 detta anche Statuto dei lavoratori. L’art 18 è il pilastro formale di quella legge, Se cade la breccia cade allora tutta l’impalcatura senza altro colpo ferire. Dietro lo Statuto dei lavoratori vi è una legislazione che protegge e difende i diritti sul posto di lavoro. Libertà di scegliersi il sindacato ( tra l’altro già smantellato dall’art 8 della legge Sacconi) , libertà di esprimere il proprio pensiero, libertà di assemblea, difesa dei rapporti fra lavoro e capitale, divieto di essere monitorizzati, fotografati, auscultati, diritto alle pause di lavoro ecc ecc .
Ma oltre ai fatti sostanziali è l’effetto psicologico, morale che si inferirebbe se cadesse anche questo ultimo baluardo. Sarebbe un altro colpo, alla dignità e alla difesa dei lavoratori.
E’ una battaglia della lotta di classe che si sta conducendo
Ecco perché ci si ostina contro l’art 18 . Ecco perché la ministra dalla lacrima sul viso se ne inventa una al giorno di motivazioni, tutte campate in aria, tutte fasulle , tutte pretestuose. E’ arrivata persino a dire che se si abolisse l’art 18 i salari aumenterebbero! Tutte motivazioni subito ritirate , tra l’altro, perché non reggerebbero un solo minuto in più, nonostante le milizia mediatiche e professorali reclutate a sostegno delle varie tesi.

martedì 24 gennaio 2012

Ora tocca alla cassa integrazione

di Zag in ListaSinistra
Con l'inversione di rotta della ministro Fornero e l'obbiettivo della cassa integrazione come male assoluto, senza peraltro abbandonare l'art 18, credo che ormai dovrebbe essere chiaro che questi professoroni abbiano avuto il mandato di riportare la legislazione italiana in materia del sociale e del lavoro agli standard minimi europei. Là dove esiste una maggiore protezione questa deve essere riportata allo standard degli altri paese senza tener conto che a differenza degli altri paesi, qui non esiste nulla a difesa , nulla a paragone con gli altri paesi tale da poter paragonare questi a quelli. Ma non è questa l'anomalia.
Si è vero in germania, per esempio, non esiste nulla che possa paragonarsi all'art 18 , ma altrettanto il comitato di gestione( al quale fa parte anche il sindacato) al quale deve passare il vaglio dei licenziamenti individuali, mai si sognerebbe di acconsentire un licenziamento individuale. E infatti non esiste proprio una cosa del genere.
Si è vero non esiste la cassa integrazione, ma esistono in tutti i paesi europei tranne la grecia e qualcun'altro , il salario di cittadinanza che assicura per tutti coloro che non hanno un lavoro un minimo di sopravvivenza. >E non solo ,ma una rete di protezione che per noi è inimmaginabile Persino in Francia le donne madri hanno casa , e generi di prima necessità per il figlio fino all'età di tre anni, gratis, o se hanno un reddito, a prezzi minimi.
Ma per i nostri Professori tutti questo è solo un dettaglio, un particolare trascurabile. Loro sono come gli scultori per Michelangelo. Sono per il levare il di più.
Infatti la Fornero ( io la chiamo ancora con l'articolo in quanto vorrei dire la signora Fornero, ma mi risparmio il termine "signora" e lascio solo il "la". Così come appello il Monti anche qui mi risparmio il termine "signore" e lascio solo l'articolo), la Fornero dicevo dichiara, dopo le ondate di " a parole" disapprovazione che " Ma qualcosa bisogna pur fare!" Come a dire che bisogna fare qualcosa altrimenti " cosa vado a dire se no all'Europa?"
Infatti dicevo la disapprovazione " a parole" Come il 40 parola magica che non si tocca della Camusso e poi abbiamo visto se si è toccato e come si è toccato!
Per quanto riguarda il CUI ( il contratto unico) un modo come un altro per aggirare il beneamato art 18 e quindi il licenziamento individuale, forse si sono accorti che questo, tra l'altro è un duplicato del contratto di apprendistato e quindi vi è qualche ripensamento tra l'altro se persino Angeletti ammette che " con la crescita l'art 18 non c'entra nulla" beh vorrà ben dire qualcosa o no? Insomma se lo dice lui!

domenica 22 gennaio 2012

La quantità di massa finanziaria, ovvero la rappresentazione monetaria di valore.

di Zag in ListaSinistra
La quantità di massa finanziaria, ovvero la rappresentazione monetaria di valore, proprio perché tre/quattro volte superiore al valore reale prodotto nel mondo, richiede che essa venga oggettivizzata. Fino a che tutti fingevano che vi fosse solvibilità la ruota girava e si riproduceva attraverso la finzione tutti sapendo che era finzione. Quando qualcuno ha detto stop ecco che il meccanismo si è inceppato.
I possessori di tale promessa di valore vuole, chiede, pretende che essa venga onorata e convertita in valore reale. Ma è evidente che questo non è possibile, vista la differenza di quantità fra rappresentazione e valore reale
Le soluzioni sono due.
O si dichiara l'azzeramento di quelle promesse fatte ( massa di valore fittizio, sotto forma di finariazizzazione) e si ricomincia da zero, più o meno
o si continua a fingere l'esigibilità di quella massa di finanza cercando di trovare valore reale per lo scambio sottraendolo a chi lo possiede.
Gli USA p. es , loro che possono, continuano a stampare moneta , continuando a fingere che il gioco possa continuare e i paesi BRIC fingono anche loro poichè con la massa di dollari in loro possesso non possono far altro che stare al gioco e continuano smerciare merci da loro prodotte.
La politica europea, in primis, ha scelto la seconda che ho detto e cerca di convertire il valore fittizio raschiando il fondo del barile? Chi è il barile? In primis i lavoratori e pensionati . Ma non è bastata e non basterà ed allora si è passati ad uno strato sociale leggermente superiore ( partendo dal basso) cioè ai ceti piccoli borghesi parassitari e che in questi anni hanno continuato a conservare il loro reddito attraverso barriere di conservatorismo e di privilegi.

Mercato protetto attraverso le barriere delle licenze e degli ordini professionali in puro stile medioevale. (Non basterà e si ricorrerà ad intaccare anche i beni comuni, la ricchezza sociale dello stato e i gioielli di famiglia).
Come mai il ribellismo tutto italiano di questi ceti e non di quelli produttivi? Per il semplice, enorme fatto politico. Che i primi nonostante tutto sono stati e sono ancora rappresentati da ceto politico/sindacale ormai sussunto alla logica esistente alle esigenze del capitalismo sia come esso appare in forma finanziaria sia come forma produttiva, per una non meglio logica sistemica sociale universalistica. E pertanto è bastato solo due ore di sciopero e una messa in scena davanti a Montecitorio per rapinare milioni di pensionati e ridurli, molti di loro, alla disperazione e al suicidio
Il ceto corporativo, invece, forte del suo pragmatismo innato per la tipologia del mestiere che esercita, si è da sempre scelto intermediari politici sotto ricatto, essi più che ad ideali unversalistici, al bene universale e sociale, sono mossi da interessi immediati chi non mi difende lo cambio, se non trovo lo cerco altrove, o con me o contro di me, muoio io e con me tutti i filistei
Il loro stretto rapporto fra evasione fiscale e legalità, il loro rapporto di interscambio fra pizzo e tranquillità lavorativa/affaristica, il rapporto di voto di scambio con i notabili e politicanti locali ( assessori alle attività produttive/sindaci) è da sempre stato un rapporto forte, quando funzionava, molto labile quando esso non garantiva più il pari interscambio.
Ecco perché quel ribellismo ( d'altra parte rientrato e destinato a finire in quanto parte dei loro privilegi sono stati lasciati , almeno per il momento) , non rappresenta nessuna lotta titanica fra capitale produttivo e finanziario , e nemmeno nessuna fenomenologia di tale scontro , ma solo la ricerca di valore reale da parte del capitale finanziario, e l'espropriazione verso quei settori più corporativi rimasti indenni fin'ora nei loro privilegi.( il che non vuol dire che non hanno perso reddito, in questi anni, durante questa crisi, e che il loro malessere e solo suggestione)

Zag(c)

lunedì 9 gennaio 2012

Il gioco si fa sulla pelle dei lavoratori, ma il tavolo da gioco è da un'altra parte

di Zag in ListaSinistra
E' passato quasi sotto silenzio o perlomeno ha fatto poco rumore la notizia che il Super Draghi ha fatto dono di 489 miliardi di euro, destinati a 523 banche europee in difficoltà a un tasso di interesse dell’1% per tre anni. In questo non allontanandosi molto da quell'altro pacco dono preparato dalla Fed americana che si è fatta carico di titoli tossici legati ai mutui subprime per 1,45 trilioni di dollari che ancora ha sul groppone e che ancora non riesce a scrollarsi di dosso ( in realtà sono i popoli della terra che si sono sobbarcati questa monnezza a loro insaputa e senza nessuna contropartita.) La differenza sta nel fatto che la BCE l'operazione non l'ha fatta direttamente , ma dalle sue succursali. Ora la Fed ha compiuta l'operazione per sgravare le banche dai loro titoli tossici e consentendo così di non essere sommersi dallo sterco da loro stessi prodotto. La BCE invece ha colmato il sogno di alcuni(molti) economisti keynesiani, comparsi tutto d'un colpo e all'improvviso dopo la crisi rivelatasi nel 2008. La loro tesi è che immettendo liquidità nel sistema si possa spingere le banche a rilanciare il credito alle industrie e ai privati in modo da creare crescita nell'economia reale.
Ma il primo dubbio che sovviene è che sino a che i salari non saliranno e fino a che il potere di acquisto di lavoratori e pensionati non aumenta e sopratutto fino a che si continuano a fare manovre tutte lacrime e sangue per i lavoratori, c'è poco da immettere merci sul mercato, c'è poco da aumentare la produzione se poi le merci rimangono invendute nei magazzini.
E tutto questo anche se il meccanismo potesse veramente funzionare. Ma , appunto , vi è un altro inghippo all'origine. La banche ricevono danaro all'1% mentre i tassi d'interesse per i titoli di stato viaggiano al 7%. Cioè una rendita secca dell'6% ! Quindi le banche prendono soldi dallo stato per finanziare lo stato il quale a sua volta rigira il danaro alle stesse banche. I primi guadagnano un 6% e lo stato ci perde un altrettanto 6% . D'altronde questa genialata non è nuova, ma proviene da quella mente eccelsa del Tremonti pensiero con i suoi Tremonti bond. Niente di nuovo, ancora sotto il cielo!

Il dato che non si vuole/possono leggere è che non si dice, è che i famosi paesi a rischio default, i PIGS, costituiscono ancora la principale fonte di osservazione dei famosi CDS che sempre più perversano e pervadono i mercati di tutto il mondo. Questi cosidetti Credit Default Swap sono dei contratti assicurativi contro il default degli stati. Cioè una insolvenza di uno stato significa che la banca provvede a risarcire l'investitore coperto dal rischio default. l valore di mercato dei CDS sui titoli di stato è tanto più elevato quanto più una nazione è a rischio. Ad es. l’assicurazione contro il rischio di mancato pagamento degli interessi sui titoli greci corrisponde quasi al 100%, ossia bisogna raddoppiare il capitale investito in titoli greci se si vuole essere assicurati contro il rischio. Per i titoli italiani siamo al 5%, per quelli portoghesi all’11% e per i Bund tedeschi all’1%. Ma non finisce qua. Le Banche nel corso di questi anni hanno emesso molti duplicati di questi contratti assicurativi utilizzati a loro volta come prestiti, cui si deve un interesse, truffando così investitori di vario genere e le stesse banche che si trasferivano vicendevolmente questa spazzatura. L’esposizione delle grandi banche d’affari sui CDS di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna ammonta a circa 500 miliardi di dollari

Da questo si chiarisce come la corsa sia da un lato da parte delle banche possessori di CDS a comprare titoli di stato per evitare che questi vadano in default e quindi costretti a pagare gli investitori di queste assicurazioni, e più volte visto che gli stessi CDS sono state riciclate più e più volte e dall'altro gli investitori che giocano al ribasso per favorire la corsa al default di quegli stati di cui posseggono i titoli e riscuotere la forma assicurativa.

Se non si ferma questa corsa , questa folle corsa, se non si ferma questa corsa a forme di investimenti drogati, derivati e similari, se non si ritorna a mettere regole e divieti ai capitali finanziari liberi di scorrazzare in giro per il mondo , non basteranno tutte le manovre Montiane o Tremontiane, a fermare lo spread o i gli interessi sui titoli di stato. I giochi si fanno sulla pelle dei cittadini, ma il tavolo da gioco è da un'altra parte!
--
Zag(c)

mercoledì 4 gennaio 2012

senza "ideologie" ma analizzando solo dal puro piano tecnico.

di Zag. la Vecchia Talpa. Fonte: listasinistra
Ora senza "ideologie" ma analizzando solo dal puro piano tecnico , le misure e gli effetti che queste avranno , credo, dovrebbe essere chiaro che ancora una volta dicono delle cose , ma l'obbiettivo è un altro.
Le conclusioni da una attenta esamina dei provvedimenti annunciati e di quelli già presi è chiaro che ci stiamo incamminando verso la risoluzione di quella che negli altri pesi europei è una anomalia italiana, in campo del mondo del lavoro e dei diritti del lavoro, ma senza ricevere in cambio nemmeno uno degli aspetti positivi relativi al welfare e alla sicurezza sociale degli altri paesi europei.
Prendiamo quello che oggi è diventato il tema del giorno " il contratto unico".
In questi anni, dal pacchetto Treu e dalla teorizzazioni del prof Biagi fino ad oggi, i tipi di contratti precari sono oltre 40. Il datore di lavoro non ha che l'imbarazzo della scelta tanto che anche gli stessi consulenti del lavoro non hanno che l'imbarazzo della scelta nel consigliare quale tipo di contratto proporre, quello che più "veste" meglio le esigenze del datore di lavoro. Addirittura esiste un tipo di contratto di condivisione del posto di lavoro. Due lavoratori che si contendono e si spartiscono lo stesso posto di lavoro. Ma il datore di lavoro conosce , giuridicamente, un solo lavoratore.
E tutto legalizzato.
Esiste il voucer del lavoro. Lavori per me ed io ti pago attraverso un voucer appunto, una specie da cachet, un ticket omnicomprensivo, senza che dichiari nulla a nessuno!
Tutto legale.
Quindi non è la flessibilità che manca sia in entrata che in uscita. Si può assumere e licenziare al giorno, al mese, al trimestre e così via. E quindi non si può certo dire che la mancata crescita dipenda dalla mancanza di flessibilità sia in entrata che in uscita.
Ma è solo una questione di giustizia sociale. Ci dicono. Una disparità fra garantiti e precari.
Vero! Verissimo! A chi lo dici! Ma a logica verrebbe da dire, " non solo è quello che i lavoratori stanno dicendo da anni, ma cosa si aspetta quindi a dare più diritti, più garanzie di sicurezza sociale a chi non c'è l'ha? In fondo la legislazione che consente questo tipo di sfruttamento dei diritti è li pronta ad essere modificata. Fatta non per volontà o per difesa di privilegi,
"ma solo per compatibilità con la "modernità" e le "nuove esigenze del mercato",
dicevano i vari Biagi, Treu, Sacconi, Ichino e via di questo passo.

Cosa vieta quindi che si stracciano tutte le forme di contratti "atipici" lasciandone due o al massimo tre di "primo ingresso" o "per stagionalità" o "per esigenze di andamento di mercato" o "per apprendistato" e garantendo però un salario più alto e garanzie maggiori per questi lavoratori tale da garantire che non vengano fatti "abusi" , come è avvenuto in questi anni da parte dei datori di lavoro.
Cioè che si faccia come si fa in Danimarca o in Germania, ma non partendo dalla libertà di licenziare, ma garantendo welfare e garanzie sociali , salario di cittadinanza, diritti alla madri lavoratrici e via di questo passo!
Si garantirebbe così reale flessibilità nel mondo del lavoro, libertà da parte dei datori di lavoro e diritto alla sopravvivenza per i giovani e i disoccupati. Garanzia di diritti

Ma la domanda sorge spontanea? Chi paga? Tutto questo ha un costo sociale, chi sovvenziona?
Questi costi , diciamo sociali, non devono cadere direttamente sul datore di lavoro, sulle piccole e medie aziende. I costi sociali devo ricadere sulla socialità Come? Ma aprendo capitoli di entrate che mai si sono aperte. Vogliamo parlare delle spese militari, le guerre spacciate per missioni umanitarie, dei costi dei parlamentari ( solo diminuendo il 50% le auto blu si risparmierebbero dai 2 ai 3 miliardi di euro all'anno) e poi la patrimoniale, l'ICI degli immobili spacciati per centri di culto, l'evasione fiscale. Queste cose si son dette milioni di volte, ma mai fatte
Insomma se si vogliono trovare i danari per finanziare tutto ciò senza che ricada sui soliti noti si trovano.
Ma in realtà quello che viene spacciato come volontà di riforma del mercato del lavoro è in realtà solo macelleria sociale, è ricondurre l'anomalia italiana e l'ex forza dei lavoratori a meno della forma di schiavismo.

Ritorniamo , reintroducete, lo schiavismo, almeno avrete l'obbligo di sfamarci e di sostenerci. Con questa vostra libertà anche quest'onere è a carico dei lavoratori!
--

Zag(c)

giovedì 22 dicembre 2011

La vera ragione dell'accanimento sull'art 18.

di Zag in ListaSinistra
In realtà la vera ragione dell'accanimento sull'art 18 è molto sottile , a mio parere. La prima ragione è che in effetti il vero obbiettivo è la legge 300, con tutti i suoi articoli che salvaguardano i diritti e le libertà sul posto di lavoro dei lavoratori. Caduto il totem dell'art 18 , caduta la breccia , il resto diventa solo questione di tempo

La seconda ragione questo attacco non è per la difesa dei precari, come vorrebbero farci credere, in realtà è contro i precari e quelli che sono meno precari.
Dalle statistiche si evince che tra il 2008 e il 2010 sono andati perduti 532 mila posti di lavoro e ben tre quarti (404 mila unità) nel settore industriale.
I ricorsi giudiziari che riguardano l’articolo 18 secondo fonti sindacali si possono stimare in circa 500-600 unità. Quindi più che un ostacolo rappresenta un deterrente.
Licenziare un lavoratore che ha il tempo indeterminato per discriminazione dopo molti anni di lavoro è veramente una rarità e un non senso. e i numeri danno ragione a questa tesi.
Allora?
Allora l'eliminazione dell'art 18 è più rivolta contro i precari.
Sembra un paradosso , ma é così .

In effetti l'eliminazione dell'art 18 rappresenta un ostacolo per il lavoratore precario che vuol far valere il suo diritto verso la sua azienda, che ha più di 15 dipendenti, e provare che la sua prestazione ha caratteristiche di lavoratore dipendente ( come è nella stragrande maggioranza dei casi) piuttosto che parasubordinato o a progetto (così come recita il suo contratto), e quindi farsi assumere per le prestazioni effettive. Se non ci fosse più l'art 18 la rivendicazione del lavoratore non avrebbe più ragion d'essere in quanto, subito dopo l'assunzione, il datore di lo lavoro può tranquillamente licenziare, con le ragioni le più disparate.

Quindi l'eliminazione dell'art 18 serve per sterilizzare i ricorsi per gli innumerevoli contratti parasubordinati mascherati riducendo drasticamente il potere contrattuale dei lavoratori.

E che l'obbiettivo sia questo lo dimostra ( quello che è passato quasi in sordina) il collegato del lavoro dell' ex ministro socialista Sacconi.

Il Collegato lavoro ha ridotto l'intervallo di tempo per poter far ricorso, in caso di licenziamento, a soli 60 giorni . Il Collegato ha poi introdotto due nuove norme che limitano i “poteri” dei lavoratori precari: la prima prevede che i contratti di lavoro vengano “certificati” da un’apposita commissione al momento della loro stipula impedendo così un eventuale ricorso al giudice. La seconda, l’arbitrato, dà invece la possibilità al datore di lavoro di inserire nel contratto una clausola che dice che in caso di problemi il dipendente si rivolgerà a una commissione arbitrale invece che ai giudici.

Se su questo terreno fertile si aggiunge la proposta di legge di Ichino che rende tutti precari, ecco che il quadro diventa chiaro per tutti.
Per quelli che vogliono vedere, chiaramente.

Zag(c)

Blog curato da ...

Blog curato da ...
Mob. 0039 3248181172 - adakilismanis@gmail.com - akilis@otenet.gr
free counters