Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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domenica 4 novembre 2012

Usa 2012, i 'dark money' che finanziano la campagna: ''E' riciclaggio di denaro''

- antimafiaduemila -         
obama-romney-webdi Marco Quarantelli - 1° novembre 2012
Si tratta di denaro gestito da gruppi no profit che non hanno l'obbligo di fornire i nomi dei donatori. La maggior parte è usata dai repubblicani contro Obama. Per il governatore della California è un metodo per riciclare profitti illeciti.
“Segui il denaro”, consigliava 40 anni fa Gola Profonda a Carl Bernstein e Bob Woodward del Washington Post che indagavano sul Watergate. Nell’America di oggi, in questa campagna elettorale impregnata di veleni e miliardi, esiste una grossa fetta del denaro che gravita attorno ai due candidati impossibile da seguire: è un fiume di soldi di cui non si conosce la provenienza. In America li chiamano dark money, sono i finanziamenti gestiti da gruppi no profit che non hanno l’obbligo di fornire i nomi dei donatori e la scorsa settimana hanno superato quota 200 milioni di dollari: nel 2000 non arrivavano a 5 milioni. Tranne le organizzazioni che li hanno raccolti, nessuno sa da dove arrivino, neanche lo Stato ha il diritto di saperlo: “Non è altro che riciclaggio di denaro”, ha detto il 23 ottobre Jerry Brown, governatore della California.
Per la maggior parte sono manovrati da gruppi repubblicani e vengono spesi per demolire Barack Obama a suon di spot televisivi. La legge le classifica come 501(c)(4) e le considera “social welfare organizations“. Il Congresso le creò un secolo fa per “promuovere il benessere sociale”. Per questo anche se maneggiano milioni, l’Internal Revenue Service permette loro di non pagare le tasse. Non potrebbero fare attività politica, ma sotto elezioni si trasformano in macchine da guerra: raccolgono vagonate di soldi senza rivelare i nomi di chi li ha donati e li investono per questo o quel candidato. Pozzi neri in cui viene convogliato denaro di dubbia provenienza, che viene poi reinvestito in politica. La più potente è Crossroads Gps, fondata da Karl Rove, stratega politico e storico braccio destro di George W. Bush: ha riempito le tv di feroci spot anti-Obama spendendo da sola 42 milioni. Poi ci sono Americans for Prosperity con 33 milioni e U.S. Chamber of Commerce, a quota 17. Anche queste repubblicane. La fetta è grossa.
Sulla torta di un miliardo di dollari spesi nella campagna da organizzazioni esterne ai due partiti, i dark money sono 200 milioni: più di quanto speso dalle 501(c)(4) negli ultimi 20 anni. Un cannone finanziario che spara quasi a senso unico, utilizzato soprattutto dai repubblicani per demolire i democratici. Il potenziale impatto sul voto è evidente. Secondo i dati elaborati da Opensecrets-Center for Responsive Politics, organizzazione che tiene il conto dei finanziamenti delle campagne, l’88% di questi soldi è stato utilizzato per fare pubblicità negativa ad uno dei due schieramenti, l’83% di questi come bocca di fuoco per attaccare Obama e il suo partito: per gli spot contro il presidente sono stati stati spesi 74 milioni, cifra 14 volte superiore a quella spesa per attaccare Romney (5,1 milioni). Otto dei 10 candidati più bersagliati sono democratici. “Da dove arriva questo denaro?”. La domanda l’ha posta, tra i pochissimi, Jerry Brown, governatore della California, il 20 ottobre a San Francisco.
Tre giorni prima Americans for Responsible Leadership, oscura 501(c)(4) dell’Arizona, aveva donato 11 milioni allo Small Business Action Committee PAC, che si oppone alla riforma delle tasse voluta da Brown, racconta il Wall Street Journal. “Un comitato che mobilita all’improvviso 11 milioni – ha detto – ha il dovere di dire dove li ha presi. Dall’estero? E’ illegale. Dal terrorismo? E’ illegale”. Poi le accuse: “Questo è riciclaggio di denaro. Sapete cos’è? Lo fai quando hai tra le mani una cosa sporca di cui ti vergogni o vuoi nascondere: ci butti sopra del cloro e strofini finché non torna pulita. Lo stesso – ha concluso Brown – fanno i depositari dei più grandi interessi finanziari, le più potenti corporazioni e le personalità che hanno il potere di muovere 11 milioni di dollari come se nulla fosse”. Hanno soldi e potere e i loro tentacoli vanno oltre la campagna elettorale. Possono piegare ai loro interessi la legge e spingono perché il cono d’ombra si allarghi.
In Montana American Tradition Partnership, gruppo di pressione che promuove lo sfruttamento delle risorse naturali (petrolio, gas, metallo) è riuscita a bloccare la legge anticorruzione: il provvedimento impediva alle 501(c)(4) di finanziare direttamente la campagna di un candidato e l’organizzazione l’ha impugnato affermando che il principio è inconstituzionale. A giugno la Corte Suprema, a maggioranza repubblicana, le ha dato ragione e ha sospeso la legge. L’ennesima vittoria di una 501(c)(4), l’ennesima luce spenta sulla trasparenza dei finanziamenti. Entro il 2014 molte di loro dovranno fornire cifre su come hanno speso il loro denaro in queste elezioni. Ma non rivelare dove hanno preso quei soldi.

Tratto da: ilfattoquotidiano.it

venerdì 6 aprile 2012

L'Europa di spade e di denari

di Guglielmo Ragozzino - sbilanciamoci -
La discussione sull’Europa si intreccia alla manovra economica di casa nostra, che moltiplica le iniquità. Poi ci sono le rivolte in molti paesi, i conflitti che non si fermano. Ci sono altre Europe sotto i nostri occhi, quella delle disuguaglianze, delle guerre, del disastro ambientale. Altre Europe con cui fare i conti. Ne parla Guglielmo Ragozzino nell'articolo di apertura al secondo e-book che raccoglie gli interventi sulla "Rotta d'Europa"

Lunga storia quella d’Europa

1. L’Europa unita è un valore perché è una garanzia di pace, sia per gli europei di origine controllata che per gli altri, di più nuova presenza, aggiuntisi ai primi nel corso dei decenni. Senza risalire troppo nel tempo, prima c’è stata una guerra di cento anni tra Francia e Inghilterra; poi un’altra, durata molti secoli, con alterne fortune e alleanze, di tutti contro tutti, per il predominio sulla Germania e di conseguenza sull’intero continente. Motivo dichiarato: come pregare dio correttamente, notava Voltaire. Nel nostro piccolo, si può anche riflettere che dopo secoli di guerre, nel centinaio di anni che intercorrono dal 1848 ai trattati di Roma del 1957, l’Italia si è impegnata in sei guerre europee di cui tre guerre soprannominate d’indipendenza, senza considerare la presa di Roma, deprecata oggi da molti, due guerre mondiali, con in mezzo la guerra di Spagna, nonché tre guerre di conquista coloniale in Africa, la fondazione dell’impero e l’Albania. Alla nascita del primo embrione di un’Europa unita, sono invece seguiti 50 anni di pace, interrotti soltanto dal bombardamento umanitario sulla Serbia. Siccome in Libia, negli scorsi mesi, si è avuta una sgradevole replica di quella tendenza umanitaria di taluni stati europei – in particolare Francia e Inghilterra, ormai unite, ma non Germania, in questo caso, a bombardare città di altri, la prima preoccupazione sull’Europa riguarda questo aspetto: un’Europa bombardante non fa per noi. Occorre tenerla unita e rilanciare, ogni volta se ne presenti l’occasione o la necessità, il popolo della pace, la timida seconda potenza mondiale.

mercoledì 28 marzo 2012

Euro-truffa: nuova interrogazione a Bruxelles

di Francesco Filini - rapportoaureo -
Dopo l’ultima inesauriente risposta del Commissario Olli Rehn sulla natura giuridica della proprietà dell’euro, il parlamentare europeo Marco Scurria ha deciso di andare fino in fondo presentando una nuova interrogazione per chiarire una vicenda che, senza alcuna esagerazione, potrebbe rimettere in discussione l’intero sistema.
E’ fondamentale ricostruire dei passaggi che, nonostante la loro semplicità, ancora non vengono ben compresi da gran parte della popolazione. Attualmente la BCE, conglomerato delle banche centrali dell’UE interamente in mano a privati, crea denaro dal nulla (da fine dicembre il Governatore Mario Draghi ha emesso valori monetari per oltre 1000 miliardi di euro) e lo presta alle banche commerciali con un tasso di favore dell’1%. Ricevuto il prestito di denaro le stesse banche commerciali possono decidere se acquistare o meno titoli del debito con tassi che vanno dal 4 al 7% emessi dagli Stati con grossa anemia monetaria. Basandosi su calcoli svolti esclusivamente in funzione del loro profitto. Quindi abbiamo un ente privato come la BCE che crea valore dal nulla e lo presta alle banche che a loro volta riprestano lo stesso denaro maggiorandone gli interessi.

Va chiarita una questione di non poco conto. Il valore del denaro non può essere dato da chi lo emette ma esclusivamente da chi lo accetta. Un caso limite molto semplice fa capire molto bene la vacuità del denaro: se mettiamo un governatore di una banca centrale a stampare monete su un’isola deserta il denaro non assume alcun valore perché mancano gli accettatori che convenzionalmente riconoscono nel mezzo monetario la rappresentazione, la certificazione del loro lavoro. Questa è quella che il prof. Giacinto Auriti chiamava “teoria del valore indotto“, dimostrata scientificamente da un professore Universitario con l’esperimento del Simec a Guardiagrele. In poche parole se da domani un gruppo di persone decidesse di utilizzare dei pezzi di carta diversi dagli euro per scambiarsi reciprocamente il prodotto del loro lavoro (com’è accaduto per il Simec e come accade per le local money in circa 7000 comuni del mondo intero) non accadrebbe nulla di straordinario: nel corso della sua storia l’uomo infatti ha utilizzato i più disparati mezzi monetari, come sale, conchiglie, piume, pepite d’oro, chicchi di caffè eccetera, riconoscendone convenzionalmente il simbolo di valore.
Lo stesso euro è un semplice pezzo di carta non coperto da alcuna riserva (dal 15 Agosto 1971 il Presidente Usa Nixon ha abolito la convertibilità del dollaro con l’oro) usato come mezzo di scambio all’interno dell’Eurozona, così come convenzionalmente stabilito dagli Stati dell’Unione con il Trattato di Maastricht del 1992. E’ di fondamentale importanza capire che il valore del denaro è dato dal lavoro dei cittadini e non dal banchiere. Ecco perché il denaro deve appartenere al popolo, ecco perché prima del 1694 (anno di fondazione della prima Banca Centrale, la Bank of England che ha introdotto e imposto negli anni la sterlina come moneta nominale), il compito di battere moneta apparteneva al “Cesare”, all’autorità statale che imprimeva la sua effige sul conio.

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