Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!
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martedì 4 dicembre 2012

SUPERFAST TRAIN TURIN-LYON
Italy high speed train lines under the Alps gather pace after 20 years of protests against the tunnel
 

giovedì 12 aprile 2012

NO TAV (HIGH SPEED TRAINS)
...and if you MUST go to Lyons...fly over

domenica 1 aprile 2012

Quest’anno lo scherzo ve lo facciamo noi. Etinomia lancia lo sciopero bancario

- notav -
Questo appello è rivolto a tutti i cittadini che vogliono diventare padroni della propria vita oltre che dei propri soldi, che non vogliono più accettare le scellerate politiche finanziarie contemporanee, che hanno procurato l’attuale black-out economico da cui consumatori ed imprese non riescono ad uscire. Dire NO a questo corrotto sistema finanziario, vuol dire credere in un modello di sviluppo diverso, sostenibile e più giusto per tutti. Etinomia, imprenditori e associati e altre realtà lanciano la prima iniziativa nazionale di sciopero bancario. L’elenco completo dei promotori è disponibile sul sito www.sbankiamoli.it. Qui si trovano tutte le informazioni per aderire.

L’11 aprile 2012 (in corrispondenza con la data di notifica ufficiale dell’occupazione dei terreni privati in Val Clarea, ove permane l’occupazione militare dell’inesistente cantiere del tunnel geognostico per il TAV) daremo inizio alla campagna contro le banche generaliste e irresponsabili. Si invitano tutti coloro che intendono manifestare il proprio dissenso verso la politica finanziaria condotta dalle banche, a chiudere il proprio conto corrente spostando i risparmi dalle banche irresponsabili presso una banca responsabile, oppure una MAG (Mutuo Autogestito). In alternativa invitiamo a prelevare contante presso la propria banca, comunicando al direttore l’adesione all’iniziativa con una lettera, sottolineando il nostro totale e assoluto rifiuto per opere e investimenti, inutili e devastanti (TAV, inceneritori, F35, cementificazione del territorio, speculazioni finanziarie, petrolio ed energie inquinanti).

Gli imprenditori di Etinomia vi invitano a sbancare le banche, scarica Qui il volantino.

domenica 11 marzo 2012

No tav in Europa: la situazione in Francia, Spagna, Germania e Inghilterra

- il Referendum - di Andrea Gentili
I no tav ci sono. Quel “cretinetti” che si arrampica sul traliccio, come recentemente lo ha chiamato Il Giornale di Sallusti, in un titolone in prima pagina, non è solo italiano. Formigoni ci ha illuminato con un suo video inchiesta personale mentre prepara il caffè, chiamando i no tav piccoli terroristi e “anarco-insurrezionalisti”. Mentre il governatore della Lombardia Formigoni ci offre il suo caffè, l’intera Europa sta lottando per il suo no tav. Le ferrovie ad alta velocità fanno parte di un progetto europeo di potenziamento delle reti infrastrutturali, ad esempio della connessione Lisbona-Kiev di cui la Val di Susa fa parte. Ma, progetto europeo a parte, sono numerosissimi gli Stati che hanno deciso di potenziare le proprie reti ferroviarie, installando linee ad alta velocità nel loro territorio. E, proprio come in Italia, per ognuno di questi progetti, scendono in piazza i cortei, le bandiere, i manifesti. Come nella Val di Susa, dove le contestazioni sono sfociate in barricate, in ostruzionismo. Bloccare il progresso per salvaguardare il territorio. Ma anche la moneta. Perché ognuna di queste nuove linee ha un costo di parecchi miliardi di euro. Entriamo nello specifico:

Francia: al di là delle Alpi, sono ben 6 le linee ad alta velocità operative. Si chiamano LGV, acronimo di Ligne à Grande Vitesse, di cui la metà passano per Parigi. Ma il progetto francese è quello di costruire nuove linee, e i cantieri sono già aperti. La più contestata è sicuramente la linea Limoges-Poitiers, che si dovrebbe allacciare all’altra nuova linea, in costruzione, Parigi-Bordeaux. 35 minuti per percorrere 130 km, a fronte di un’ora e 45 minuti con l’attuale collegamento. La politica della proteste è le solita, la stessa che in Italia: no alla linea ad alta velocità, sì all’ottimizzazione delle linee pendolari e al rinnovamento delle linee esistenti. E se in Italia ci sono amianto e urianio nascosti sotto terra a far paura ai valsusini, in Francia c’è il piombo, nocivo se inalato: questo infatti uno dei motivi del no alla LGV in un’altra linea in progettazione, che andrebbe da Bordeaux a Bayonne, e poi giù nei Paesi Baschi.

Germania: in Germania sono installate le linee ICE (InterCityExpress) molto meglio integrate con le linee tradizionali rispetto agli altri Paesi europei. Attualmente la lotta dei manifestanti no tav tedeschi si concentra tutta contro il progetto Stuttgart 21, annunciato per la prima volta nel 1994. Il nuovo piano prevede di trasformare la stazione di testa, costruita ai primi del 900 e considerata patrimonio storico nazionale, in una stazione di passaggio, di trasferire stazione e binari sotto terra, riducendo a 8 gli attuali 16 binari e di collegare la stazione alla tratta della nuova linea ad alta velocità che dovrà far parte della cosiddetta “magistrale” tra Parigi e Budapest. Ma, come in Italia, le proteste hanno trovato una dura repressione da parte della polizia.

Spagna: sole, sangria e alta velocità. In Spagna la rete ad alta velocità AVE (Alta Velocidad Española) comprende 4 linee che collegano Madrid a Siviglia, Barcellona, Toledo e Valladolid. Ma in corso c’è un opera di collegamento tra la capitale e Toledo, in Francia: nel pacchetto anche un tunnel di 40 km, per un costo complessivo di circa 10 miliardi di euro. Così nascono le manifestazioni basche, contro un’opera faraonica voluta dapprima da Zapatero e ora confermata dalla ministra per le infrastrutture Ana Pastor. Nel 2009 dopo un corteo di protesta di cittadini baschi, le forze dell’ordine sono intervenute a manganellate a far sgomberare i terreni che avrebbero ospitato i cantieri per la costruzione della linea.


Manifestante contro la High Speed 2 in Inghilterra

Inghilterra: Oltremanica, per strano che possa sembrare, non esiste una rete ad alta velocità che ricopri l’intero territorio. L’unica linea presente, la HS1 (High Speed 1)è quella che collega Londra alle TVG della Francia, con il famoso tunnel subacqueo che attraversa il canale della Manica. In cantiere c’è la HS2, la seconda linea ad altà velocità, un progetto ambizioso da 32 miliardi di sterline che collegherebbe Londra con Manchester e Leeds, ovvero con il Nord del Paese, più rurale e povero rispetto al Sud urbano e industrializzato. I cittadini di Londra Nord però non ci stanno proprio, perché la nuova linea transiterebbe in mezzo a un concentratissimo agglomerato di case. Inoltre secondo il comitato “No High Speed 2” il progetto non ridurrebbe le differenze tra Nord e Sud del Paese, in quanto i lavoratori di Manchester e Leeds si trasferirebbero ancora più volentieri a Londra a lavorare, peggiorando pure la sperequazione.

martedì 6 marzo 2012

la TAV e la mobilità dei passeggeri

di Zag in ListaSinistra
Scusate se parlo di un caso personale,ma sintomatico credo nel tempo della TAV.
Mia moglie si doveva recare per motivi famigliari nella sua città natale , nel Sud. Da brava internauta effettua la sua prenotazione via Internet già quindici giorni prima, naturalmente con vagone e posto assegnato. Arrivato il giorno della partenza si reca alla stazione ma la sua vettura non esiste, Vi è il numero precedente e poi due successivi. L'orario di partenza ormai è vicino, quindi decide di salire e di parlare con il capotreno. Questo rimane impassibile come se fosse la cosa più normale del mondo. Mia moglie si inalbera e fa notare che sette ore e mezza ( tanto dura un viaggio di 550 Kilometri) in piedi lei non li fa. Il funzionario delle FFSS risponde "E che problema c'è". Si sieda su un posto qualsiasi e se dovesse salire il viaggiatore legittimo si vedrà. Mia moglie rimane scioccata. E' vero che è meridionale, è vero che l'apatia, la rassegnazione, l'arte di arrangiarsi le è famigliare oltre che nota, ma questa indolenza per lei è disarmante! Non le riesce facile credere che sia possibile cancellare due vagoni con posti assegnati e prenotati con due settimane in anticipo !
E il capotreno ?
Impassibile!
Ha l'aria di chi ne ha visto di ben peggio. Questo per lui è una baggianata è come bere un bicchier d'acqua fresca!
Passano cinque minuti e come era inevitabile arriva il legittimo viaggiatore. L'educazione e il savoir faire all'inizio hanno la meglio,ma con il passar del tempo e con l'arrivo degli altri legittimi viaggiatori la cosa incomincia a degenerare.
Pertanto si chiama il capo treno e si chiede il da farsi.
Non ci sono problemi! " No Problem
"Tutti i passeggeri che non hanno il posto a sedere , vengano con me! " Urla il capotreno che ha trovato il piglio da condottiero.
Si forma il corteo di passeggeri lungo gli angusti spazi , appresso ognuno ha due, tre bagagli. Commenti, grida, scambio di battute che hanno come refrain
" ma che schifo!"
"intanto i politici vanno con la TAV"
"con le tasse che paghiamo" ,
La colpa è degli statali che sono dei fannulloni" ( che non c'entra nulla ma fa sempre parte del repertorio)
E' colpa di Berlusconi", no è colpa della sinistra, no è colpa dei sindacati che fanno sciopero e non vogliono lavorare"
Insomma il solito copione all'italiana dell'italiota qualunquismo
e via di questo passo
Intanto si aprono le serrature delle porte che dà l'accesso ai vagoni di prima classe e un nuovo mondo si affaccia. I viaggiatori senza posto a sedere finalmente hanno trovato l'assise.
Ora le tue sette ore le potrai fare in tranquillità, ascoltando il tuo mp3.
Poi telefonami quando arriverai!
--
Zag(c)
nuovo liberismo come tecnologia di governo della dittatura dei parametri finanziari, degli algoritmi e degli indici di performatività.

sabato 3 marzo 2012

Resistenza Partigiana. Agricoltura partigiana. Con Luca Abbà

Fonte: laterratrema
Luca Abbà lo abbiamo conosciuto in Val Susa e a La Terra Trema.
Luca è un agricoltore resistente, un partigiano, che ama il suo territorio e la vita.
Quanto gli è successo la mattina del 27 febbraio a Clarea è responsabilità diretta di chi ha voluto quel blitz, di tutti coloro che vogliono il TAV;
è un attacco vergognoso e ignobile.

FORZA LUCA!
PERCHE’ L’ORTO DEL SOLE E’ NO TAV
di Luca Abbà
“Diverse sono le motivazioni che hanno portato me e i miei collaboratori ad essere negli anni convinti attivisti della causa No Tav. Di seguito proverò ad elencarne le principali per poter rendere l’idea, a chi non si è adeguatamente informato sul tema, del perché la val di Susa sta diventando sempre più un “caso” nazionale.
Si sta parlando da circa venti anni del progetto di una nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Di fatto però non sono state ancora rese pubbliche delle valide motivazioni per costruire questa opera faraonica, si continuano a ripetere slogan tipo “progresso”, “Europa”, “sviluppo del Piemonte” ecc…
D’altro canto il movimento No Tav, affiancato da validi e autorevoli tecnici esperti, ha elaborato numerose ragioni che smentiscono totalmente l’esigenza di una nuova linea ferroviaria; inoltre sono stati evidenziati danni per l’ambiente e rischi per la salute dei territori coinvolti, compresa la città di Torino.
Sostanzialmente i motivi che rendono il TAV un progetto truffa sono di ordine ambientale, economico, trasportistico ed etico.
Danni ambientali: cantieri per almeno 15 anni con rumore, polvere, inquinamento dell’area e disagi alla viabilità; prosciugamento di sorgenti con lo scavo di gallerie, numerose discariche con materiali estratti anche pericolosi (amianto e uranio/radon); distruzione di suolo agrario; dispendio esagerato di risorse energetiche (petrolio e derivati)
Motivazioni economiche: i costi di costruzione esageratamente elevati si ripercuoteranno per anni sulle casse del denaro pubblico, con conseguente indebitamento e tagli ai servizi pubblici; si parla di 120milioni di euro per chilometro di ferrovia costruita, a preventivo e senza aver ancora cominciato i lavori.
Questione trasportistica: i dati reali di traffico danno in diminuzione progressiva la quantità di merce che viaggia tra Italia e Francia; la domanda di trasporto passeggeri è talmente bassa che negli ultimi anni sono stati addirittura annullati i treni che collegano direttamente Torino con Lione; la linea attuale peraltro, opportunamente gestita potrebbe trasportare una quantità di merci tripla rispetto a quella attuale senza il bisogno di una nuova ferrovia.
Ragioni etiche: ultime, ma non certo per importanza sono le ragioni etiche che spingono molti come me a pensare che un mondo senza TAV sarebbe possibile e senz’altro migliore. Infatti il TAV, e tutto l’apparato che lo supporta, rappresenta proprio bene il simbolo di un modello di società basato sulla frenesia, sul consumo, sullo sfruttamento e sullo spreco. Un modello che sacrifica la vivibilità dei territori sull’altare del profitto per pochi, che per nulla rispetta la Madre Terra che quotidianamente da milioni di anni è fonte di vita per uomini ed altri esseri viventi. Inoltre per costruire quest’opera non si esita a passare sulla testa di migliaia di persone che negli anni si sono opposte chiedendo che le loro ragioni venissero prese in considerazione.
Per tutto questo e per altro ancora da molti anni in Valsusa tanta gente impiega il proprio tempo nel discutere, informarsi, partecipare e organizzare iniziative per opporsi allo scempio del proprio territorio. Opponendosi con determinazione si è riusciti fino ad ora ad impedire e disturbare qualsiasi opera connessa al TAV e la questione ha assunto carattere nazionale vista la portata ampia delle motivazioni. Numerose sono state negli anni e soprattutto negli ultimi mesi le attestazioni di solidarietà e partecipazione da varie parti d’Italia.
Consapevoli di non avere altra scelta che vincere, continueremo la nostra battaglia per la libertà e la dignità fino a che il progetto non verrà accantonato definitivamente, e magari il risultato ottenuto allora sarà ancora più soddisfacente. Per quel che mi riguarda sono disponibile per chiarimenti ed approfondimenti”.

TAV. La vera posta in gioco.

postato da Zag in ListaSinistra
Con i tassisti, con i camionisti, si fa il duro ma poi subito a far marcia indietro appena il nano fetens minaccia. L'ordine pubblico vale solo per i no tav. Per i tassisti che hanno praticamente messo a fero e fuoco una città, molte città, tutto tranquillo e pacifico, si son tirate giù le braghe. Per i camionisti che hanno paralizzato una intera nazione portandola quasi alla fame non esisteva un problema di ordine pubblico. Il problema diventa l'art 18 e con la No TAV Perché? Perché dietro questi fatti vi sono dei valori simbolici. Cosa vuoi che possa valere poche decine di miliardi della TAV di fronte alle centinaia di miliardi che valeva il Ponte di Messina. o delle Olimpiadi. ?
Perché qui si e la no?
Perché la vi sono dei cittadini che stanno mettendo in discussione il potere e i riti delle istituzioni che non rispondono più ai bisogni e alle esigenze, ai voleri e al comune sentire. Li si sta dicendo basta con il vostro modello di sviluppo, si sta mettendo in discussione la stessa natura e legittimità del loro potere! Quei cittadini stanno mettendo in discussione la legittimità di un processo che ha visto protagonisti decine di istituzioni "democratiche" e che loro ritengono non essere legittimati ad essere tali!
Se fanno passare questa ribellione allora si aprirà una valanga e loro , in questo momento non se lo possono permettere! La loro legittimità , ora, si basa essenzialmente su un rapporto di forza. Da un lato la polizia, l'esercito, gli alpini, difesa ad oltranza dal potere perché oggi rappresenta il loro unico strumento di argine e difesa, a loro è affidata la loro legittimità.
La fiducia dei partiti è data intorno al 4-8% dagli ultimi sondaggi

I professori si trovano a gestire un volere che forse non sarebbe proprio il loro, ma che il potere politico gli impone di eseguire pena la loro piena illegittimità.
Zag(c)

venerdì 2 marzo 2012

Giulietto Chiesa: la linea TAV non si farà

Scritto da Giulietto Chiesa Giovedì 01 Marzo 2012 Intervista su Articolotre.com.

Abbiamo recentemente assistito ai tragici fatti accaduti in Val di Susa. Prima le cariche della polizia alla stazione di Porta Nuova a Torino, poi la drammatica caduta di Abbà. Lei cosa ne pensa di quanto sta accadendo in Valle?

Con il nostro “Laboratorio politico - Alternativa” abbiamo mandato un comunicato per esprimere il nostro punto di vista sulla situazione in Val di Susa. Una situazione che sta degenerando grazie alla diretta responsabilità del governo italiano e delle forze politiche che lo sostengono.

Si sta cercando di adottare nei confronti della Val di Susa un atteggiamento punitivo, bellicoso e guerriero. Qualcuno ha detto che il ministro Passera sembra quasi un ministro “spartano” nella sua sintesi. Se è questo comunque il loro modo di fare credo che stiano commettendo un errore drammatico in quanto stanno cercando di imporre all’Italia una cura di lacrime e sangue ma che non potrà essere portata avanti pena una rivolta popolare. Se intendono usare la Valsusa come un’esperimento per verificare la tenuta degli italiani, si accomodino pure. Il progetto della Tav è gia stato fatto a pezzi dalla competenza di ricercatori e scienziati che conoscono il problema, la decisione di fare la Tav era ritenuta sbagliata già vent’anni fa, ma ora è così clamorosamente sbagliata che dire che le decisioni sono già state prese è il più chiaro segno che questa maggioranza non è composta da tecnici, ma da pasticcioni molto simili ai politici incapaci, dei pasticcioni incapaci di correggere i propri errori”.

Ma la Tav, secondo lei, alla fine si farà o no?

“No, non si farà. Innanzitutto piegare la resistenza della Valle non è possibile, se non a prezzo di gravissimi sviluppi che questo governo sta organizzando senza rendersene nemmeno conto. Poi comunque non potrebbero perché ci troviamo in recessione, potranno al massimo fare qualche buco per terra, ma saranno poi costretti a fermarsi perché non ci sono risorse e nemmeno la tenuta di una classe politica ormai devastata moralmente e che non ha direzione nè prospettive politiche”.

Monti in qualche modo non dovrebbe dialogare con i No Tav?

“Monti non dialoga proprio con nessuno perché è stato messo qui a fare gli interessi della finanza internazionale. Non mi interessa tanto che cosa fa Mario Monti, mi interessa il fatto che questo debito è il frutto di una gigantesca truffa orchestrata alle spalle di Italia e popoli europei. Il debito non va pagato e pretendere che questo debito venga pagato equivale a chiederci di suicidarci. La mia risposta è la seguente: siamo di fronte a classi dirigenti nel panico, incapaci di guardare in faccia la realtà. Mi appello a quanto è stato detto da Giulio Tremonti, uno che è stato ministro e che si è seduto allo stesso tavolo con gli autori del disastro; Tremonti ha detto che ci troviamo di fronte a una situazione paragonabile per certi versi a un “Nazismo bianco”. Io ritengo che Tremonti, che è corresponsabile di quanto sta accadendo, in questo caso dica una cosa vera. Quello che sta accadendo è che stanno attaccando la democrazia per imporre la volontà di rapina della finanza internazionale. Un governo fuori dalla costituzione che come tale va combattuto da tutti gli italiani”.

Il governo tecnico resisterà fino al 2013? Se sì, poi cosa accadrà alla politica?

”Non so fare previsioni. Se la situazione dovesse andare avanti come ora, Monti arriverà fino al 2013, ma lo farà in una situazione in cui la politica sarà sempre più screditata con un aperto conflitto sociale. Che cosa avverrà dopo non riesco a prevederlo, ma con questo presidente della Repubblica e con questi partiti non si uscirà dalla crisi. Occorrono nuove elezioni e soprattutto una nuova legge elettorale, ma chi sarà in grado di farla? Questo parlamento è incapace di prendere decisioni razionali, si dovrebbe lanciare una iniziativa parallela mobilitando le forze italiane individuali, intellettuali e personalità al di sopra di ogni sospetto, chiamandole a lavorare per una nuova legge elettorale proporzionale diretta che possa permettere agli italiani di esprimere direttamente i loro nuovi rappresentanti. Si dovrà guidare il Parlamento verso una nuova legge elettorale e temo che nei prossimi mesi saremo coinvolti in nuove misure d’emergenza eccezionali”.

giovedì 1 marzo 2012

E’ tempo di assumere la lotta del popolo NoTav come una battaglia generale

di Bruno Giorgini 1 marzo 2012 - eilmensile -
E’ tempo di assumere la lotta del popolo NoTav come una battaglia generale, e non come un semplice episodio di resistenza territoriale a cui portare solidarietà e mostrare simpatia, nonché comprensione. Se in Valsusa fosse confinata, lo Stato non dispiegherebbe una così imponente forza armata, non dichiarerebbe e tratterebbe la zona alla stregua di una servitù militare, non ci sarebbe un moltiplicarsi delle provocazioni verbali e fisiche, non entrerebbe in campo in modo così pesante la magistratura accusatoria tramite un pezzo da novanta come il Procuratore Caselli, non assisteremmo a un così compatto schieramento dei mezzi d’informazione radio, televisioni, giornali, più o meno tutti se si esclude il manifesto e qualche altro, volto a oscurare la verità, spargendo non solo menzogne ma diffamazioni, e quant’altro, l’elenco è veramente lungo, e inquietante, né può mancare l’oligarchia europea a spingere, se sei No Tav, sei contro L’Europa, lo sviluppo, il progresso, la civiltà e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo contro quattro montanari ottusi? Tutto questo contro una minoranza estremista? Tutto questo per scavare un buco in una montagna?

La posta è ben più rilevante, si tratta di decidere chi decide sulla propria esistenza, e sul modello di sviluppo nonché di convivenza civile: decidono gli oligarchi, dai banchieri fino ai tecnocrati, oppure i popoli che si auto-organizzano in modo democratico. Da una parte un modello capitalistico finanziario che distrugge territorio, relazioni sociali, comunità, forme di cooperazione in nome del profitto privato, senza produrre nemmeno il progresso nell’ambito dei trasporti, gli studi sono innumerevoli e conclusivi sul piano scientifico: la TAV cambierà di poco o niente le dinamiche di mobilità e trasporti, in compenso costerà, è già costata, moltissimo in termini di denaro pubblico, ancor più in termini di convivenza civile. Dall’altra una società che si costituisce nella resistenza, fondata sull’eguaglianza, con suoi strumenti di democrazia e di conoscenza del problema, con valori precisi sull’ambiente e la natura, nonchè in grado di dialogare direttamente con lo stato e i suoi esperti, perché i tecnici vicini ai NoTav sono bravi e competenti con una analisi quantitativa molto solida, mentre nessuno è riuscito fino a oggi a dimostrare che l’opera sia in un qualche senso fruttuosa, se non dal punto di vista dei profitti di costruttori vari, e francamente fanno un po’ ridere i filo Tav che altro non sanno contrapporre se non che lo ha deciso l’Europa, una specie di Moloch intoccabile e insindacabile. Insomma si tratta di una lotta democratica e auto-organizzata, con forti contenuti ethici, ethos, abitare, rendere abitabile, e cognitivi, vorrei dire scientifici, che dispiega una complessità di azione politica straordinaria.

Sicurezza nei cantieri Tav? Ci passiamo sopra

di Massimo Zucchetti - ilfattoquotidiano -
Ho avuto notizia che una persona umana, Luca Abbà, di 37 anni, trovatosi all’interno di un terreno trasformatosi – dopo che lui era entrato – in un cantiere, è rimasto vittima di un grave incidente: arrampicatosi su un traliccio dell’alta tensione che si trovava all’interno del cantiere, sorgente d’altra parte su un terreno che era in parte anche di sua proprietà – è rimasto folgorato, è caduto da un’altezza di circa 15 metri, e si trova ora in coma farmacologico presso l’Ospedale CTO di Torino, in condizioni gravi anche se pare non in pericolo immediato di vita.

Dato che mi trovo ad aver insegnato per oltre un decennio la materia “Sicurezza e Analisi di Rischio” presso la mia Università, vorrei provare in questo pezzo a prendere la questione sotto un aspetto un po’ differente, dato che molto è già stato detto in questi giorni sotto gli altri punti di vista, e credo che la mia opinione sull’Alta Velocità e la mia solidarietà a Luca Abbà siano ben note.

Prendiamo allora per buono quanto ci dicono i sostenitori dell’Alta Velocità: quello sorto in queste ore intorno alla “Baita Clarea”, sopra Chiomonte, Valle di Susa, è un cantiere, e non un fortino militare. Molto bene. Se è un cantiere, deve sottostare alle norme di sicurezza sui cantieri. In particolare, queste sono dettate da una normativa italiana ben precisa: se la Valsusa è in Italia, e non in Afghanistan, si applica la legge, come a gran voce invocano tutti coloro che vogliono che in Valsusa “ritorni la legalità”.

Il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (TUSL), è l’insieme di norme contenute nel Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 che ha riformato, riunito e armonizzato, abrogandole, le disposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro succedutesi nell’arco di quasi sessant’anni. Il nuovo Testo unico ha previsto l’abrogazione (con differenti modalità temporali) di molte normative, quali il D.lgs. 19 settembre 1994, n. 626, il D.lgs. 14 agosto 1996, n. 494 e il D.lgs. 19 agosto 2005, n. 187.

La legge prima individua i soggetti responsabili e poi descrive le misure gestionali e gli adeguamenti tecnici necessari per ridurre i rischi lavorativi. Alla fine di ciascun titolo sono indicate le sanzioni in caso di inadempienza. Vorrei in particolare concentrarmi sugli aspetti che riguardano la sospensione dell’attività.

NOTAV

di Zag in - ListaSinistra -
L'operazione è vecchia come il potere. Non ascoltare la protesta dei cittadini, far alzare il livello di incazzatura e di scontro. Provocare la reazione, anche attraverso operazioni di sabotaggio e di intimidazioni ( auto bruciate di alcuni No Tav ad opera di ignoti. Caselli dove sei? Nessuna indagine su questa azione? ) , inseguire su in alto su un traliccio un semplice e pacifico, innocuo contestatore provocandogli la morte e poi invocare al " se le cercata da solo" Campagna mediatica massiccia e all'unisono. dal tema " occorre isolare la violenza, denunciare i violenti" e non una sola parola sulle ragioni della protesta, sulla necessità , affinchè si isoli la violenza, a fare un passo indietro da parte del governo e trovare con i cittadini una base di trattativa e di colloquio fermando nel frattempo i lavori. Cercare il morto per poi smembrare la protesta fra le grida di "terrorismo". Cossiga insegna.
Questa volta è in pentola una posta più alta. Forse non sono più gli intrallazzi e le rapine intorno a quell'opera.
Questa volta è la dimostrazione da parte dello stato che le volontà dei cittadini abitanti di una zona non contano nulla di fronte alle ragioni di stato. Quando il potere decide i cittadini devono abbodire. Non esiste nessun vincolo ambientale, nessuna dimostrazione di costo/beneficio, nessuna valorizzazione dell'utilità pubblica. Il potere deve rispondere solo a se stesso ( e ai suoi mandanti)

martedì 28 febbraio 2012

NO TAV ! (HIGH SPEED TRAIN)
They will destroy a valley to get quicker to Lion !

Blog curato da ...

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