G. Della Casa e S. Mucci intervistano Luciano Vasapollo* - sinistrainrete -
Governo Letta:"Il ritorno della balena bianca"
“Non c’è assolutamente alcuna discontinuità, è la politica che sta imponendo la Banca Centrale Europea. Questo si può notare anche dalle politiche socio-economiche e dalle scelte operative conseguenti applicate nei mesi appena trascorsi. Di solito, quando un paese è instabile dal punto di vista della governabilità, la speculazione finanziaria lo attacca; ciò è avvenuto con la Spagna, con la Grecia, con l’Irlanda e il Portogallo. Durante questi due mesi di assenza completa dei governi in Italia, non c’è stato alcun attacco speculativo perché si è determinata una stabilità compatibile voluta e studiata a tavolino: ha continuato a governare l’esecutivo di Monti che ha applicato le politiche finanziarie, monetarie ed economiche di carattere neoliberiste volute dalla Banca Centrale Europea, dalla Troika quindi anche dal Fondo Monetario Internazionale e ovviamente dalla Commissione Europea. Parallelamente a questo si stava delineando il quadro necessario di maggiore stabilità in funzione di tale politica di austerità, che poi significa massacro sociale con un attacco senza precedenti al salario diretto, indiretto e differito. Abbiamo ora lo stesso Presidente della Repubblica di prima, con una forte attività decisionistica caratterizzata da cammino spedito verso la Repubblica presidenziale. C’è questo governo che chiamano delle larghe intese, del pensiero ed azione unica antipopolare, cioè l’ideale condizione politico-governativa del consenso sociale imposto antidemocraticamente per continuare le politiche socio-economiche restrittive di tagli indiscriminati alla spesa sociale da parte della Troika, in particolare verso i lavoratori dell’Europa mediterranea.
A me sembra di essere tornati a 30-40 anni fa: questo è un governo delle politiche care alla vecchia, e nuova, Democrazia Cristiana. Nella migliore delle ipotesi i Berlusconiani di centrodestra sono gli Andreottiani e i Craxiani di una volta, ma anche nel PD prevale la componente ex democristiana del partito cattolico neoliberista, clientelare ma con apparenti preoccupazioni sociali a cui si finge di dar risposta. La composizione dei sotto-segretari di governo denota un equilibrismo incredibile di andreottiana memoria.
È possibile che si torni a 30-40 anni fa? Sì, è possibile nel momento in cui ci ritroviamo al “ritorno della Balena Bianca”, ossia della Democrazia Cristiana in versione del ventunesimo secolo e in piena crisi sistemica economica e politica ma soprattutto di civiltà. E così noi , i lavoratori tutti, veniamo costretti sulla difensiva e a rivendicare il duro e parziale mantenimento di alcuni diritti che ormai erano assodati e consolidati ed erano stati conquistati con il sangue del movimento operaio, diritti che adesso vengono invece espropriati in maniera violenta senza alcun rispetto delle stesse regole democratiche del confronto degli interessi reali e contrapposti in campo. Gli attacchi sono mirati ad avere sempre più profitto, sempre più rendite e abbassare il costo del lavoro, per accrescere il potere economico della Germania e dei grandi potentati europei, e della vita dei lavoratori e dei loro diritti si fa carta straccia.”
Tra revisione dell’Imu, abolizione dell'aumento dell'Iva, soluzione del problema degli esodati e introduzione di un reddito minimo, le promesse di Letta richiederebbero tra i 10 e i 30 miliardi secondo diverse stime. Da dove verranno presi questi soldi? Soliti tagli alla spesa pubblica, sanità ed istruzione?
“Questo governo apparentemente dovrà far vedere che propone la realizzazione anche di politiche sociali perché la gente non ce la fa più, ormai non c’è speranza di futuro per i giovani; non si parla di precarietà del lavoro, è precarietà della vita. Per non parlare di come vivono gli immigrati nel nostro paese, in condizioni disagiate, di miseria e repressione. Ormai disoccupazione e precarietà sono questioni che toccano drammaticamente persone adulte e non solo i giovani. Si parla di suicidi e di atti di follia, ma la gente non diventa improvvisamente pazza; ci si ritrova a 50 anni con due o tre figli senza sapere cosa dargli da mangiare, come pagare l’affitto o il mutuo della casa, una vita da buttare senza un futuro, perché riproporsi sul mondo del lavoro dopo un licenziamento a quell’età è di una difficoltà incredibile.

