Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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giovedì 16 gennaio 2014

La legge elettorale c'è. Ed è proporzionale

- controlacrisi -
Democrazia alterata, premio irragionevole, discriminazioni geografiche. Contrariamente al detto popolare, del Porcellum la Consulta butta via quasi tutto. Sono finalmente state rese note le motivazioni della sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha bocciato ciò che rendeva una porcata la legge elettorale in vigore. Ventisei pagine, depositate dopo quattro ore di camera di consiglio dai 15 giudici costituzionali che spiegano perché quel sistema elettorale va riformato. Storture per altro che per esempio Rifondazione comunista ha denunciato, inascoltata, fin da prima della sua approvazione e che avevano l'unico scopo non certo di garantire il libero e democratico confronto tra partiti ad "armi pari", ma, al contrario, quello di costruire un bipolarismo coatto e artificiale (che oltretutto non ha nemmeno garantito la governabilità): o dentro, diluendo ogni differenza; o fuori.Dunque, per la Consulta, il primo ad essere sul banco degli imputati è il premio di maggioranza del Porcellum, che «è foriero di una eccessiva sovra-rappresentazione» e può produrre «una oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica» (ma va?), perché non prevede «il raggiungimento di una soglia minima di voti alla lista».

Quindi, dice la Corte Costituzionale, il Porcellum delinea «un meccanismo premiale manifestamente irragionevole, il quale, da un lato, incentivando il raggiungimento di accordi tra le liste al fine di accedere al premio, si porrebbe in contraddizione con l'esigenza di assicurare la governabilità, stante la possibilità che, anche immediatamente dopo le elezioni, la coalizione beneficiaria del premio si sciolga o uno o più partiti che ne facevano parte ne escano; dall'altro, provocherebbe una alterazione degli equilibri istituzionali, tenuto conto che la maggioranza beneficiaria del premio sarebbe in grado di eleggere gli organi di garanzia che, tra l'altro, restano in carica per un tempo più lungo della legislatura». Persino peggio, insomma, della Legge Truffa del 1953.

Ma non basta, perché la legge cisì come congeniata contrasta con gli articoli 3 e 48 secondo comma della Costituzione «in quanto, posto che l’entità del premio, in favore della lista o coalizione che ha ottenuto più voti, varia da Regione a Regione ed è maggiore nelle Regioni più grandi e popolose, il peso del voto (che dovrebbe essere uguale e contare allo stesso modo ai fini della traduzione in seggi) sarebbe diverso a seconda della collocazione geografica dei cittadini elettori». Non fa una piega.

Poi c'è la questione delle liste bloccate, anche questa censurata dalla Consulta, che mette delle condizioni. Così come previste dal Porcellum, sono tali da alterare per l'intero complesso dei parlamentari il rapporto di rappresentanza tra elettori ed eletti e coartano la libertà degli elettori nell'elezione dei propri rappresentanti in Parlamento, pertanto queste condizioni «rendono la disciplina in esame non comparabile né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per una parte dei seggi, né con altri caratterizzati da circoscrizioni elettorali di dimensioni territorialmente ridotte, nelle quali il numero dei candidati da eleggere sia talmente esiguo da garantire l'effettiva conoscibilità degli stessi e con essa l'effettività della scelta e la libertà del voto (al pari di quanto accade nel caso dei collegi uninominali)». Dunque, se bloccate devono essere, almeno le liste siano corte.

La Consulta spiega che con questa sentenza il paese non resta senza legge elettorale, perché essa è autoapplicativa: una volta cancellato il vecchio sistema elettorale, resta in vigore un proporzionale puro, quindi senza premio di maggioranza e con la possibilità per l'elettore di esprimere una sola preferenza. Un sistema perfettamente legittimato, dunque, con il quale si potrebbe votare anche domani nel pieno rispetto della Costituzione e che non ha bisogno necessariamente di alcuna riforma (qualcuno lo dica a Napolitano).

A Grillo, comunque, la Consulta manda a dire la sentenza non è retroattiva e pertanto non esiste un problema di legittimità del Parlamento eletto: «Il principio fondamentale della continuità dello Stato - si legge nelle motivazioni - non è un'astrazione e dunque si realizza in concreto attraverso la continuità in particolare dei suoi organi costituzionali: di tutti gli organi costituzionali, a cominciare dal Parlamento» e tale principio prevale. La sentenza «pertanto - precisa ancora la Consulta - non tocca in alcun modo gli atti posti in essere in conseguenza di quanto stabilito durante il vigore delle norme annullate, compresi gli esiti delle elezioni svoltesi e gli atti adottati dal Parlamento eletto».

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