Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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domenica 26 maggio 2013

INVITO A PARTECIPARE ALL'ALTERSUMMIT ATENE, 7-8 GIUGNO

"Fermiamo l'austerità, prima che la austerità distrugga la democrazia"

COSA E' L'ALTERSUMMIT

Saranno due giorni di assemblea e incontri ad Atene, a cui parteciperanno migliaia di persone.

Sarà un grande incontro europeo di sindacati, movimenti, associazioni, intellettuali e personalità, di diversi paesi e culture, uniti dalla volontà di costruire una forte alleanza europea contro l'austerità che distrugge democrazia e diritti. Si terrà anche una manifestazione pubblica nel centro città ed eventi culturali. 

Sarà anche il primo grande evento internazionale nella Grecia devastata dall'austerità, perché solo l'unità e la solidarietà fra i popoli europei può rendere credibile un progetto di Europa diversa e alternativa. 

 
CHI LO ORGANIZZA

Una rete larga di organizzazioni di tutta Europa, insieme a una grande coalizione di attori sociali e sindacali greci, lavorano da più di un anno alla preparazione dell'Altersummit sia dal punto di vista politico che organizzativo. La rete si è via via allargata. 

Attualmente vi partecipano organizzazioni sociali di venti paesi europei: sindacati di molti paesi (Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Romania, Spagna, Bulgaria, Serbia), la Confederazione Europea dei Sindacati e federazioni sindacali europee, reti sociali di molti paesi (fra cui Attac, Economistes Atterrés, Roosevelt 2013, Fondazione Rosa Luxemburg, Campagna per il Welfare State, Another Road for Europe, Arci), organizzazioni europee (fra cui Associazione Europea Diritti Umani, Amici della Terra, European Alternatives, Greenpeace, Solidar, Transform).  I sindacati italiani che partecipano sono CGIL, FIOM e COBAS.

 
CHI PARTECIPA

Sono invitati a partecipare all'Altersummit tutti gli attori sociali che condividono il Manifesto che verrà presentato ad Atene, e che contiene una serie di misure urgenti e realizzabili a livello europeo per rompere la gabbia dell'austerità e invertire la rotta, verso i diritti e la democrazia. Sono benvenuti anche osservatori.

I promotori e gli aderenti all'Altersummit sono organizzazioni sociali, ma anche gli esponenti politici e istituzionali che condividono il Manifesto sono invitati a firmarlo e a venire ad Atene.

 
COME PARTECIPARE

Si può partecipare all'Altesummit in molti modi:

1) venire ad Atene il 7 e 8 giugno iscrivendosi sul sito www.altersummit.eu 

2) mandare la propria adesione al Manifesto inviandola a roberto.morea@altersummit.eu

3) iscriversi a una assemblea tematica dell'Altersummit e contribuire alla discussione con i propri contenuti

4) inviare ad Atene proprie bandiere e striscioni che verranno esposti nello spazio Altersummit

5) noleggiare uno stand per esporre durante l'Altersummit propri materiali

6) diffondere la notizia nelle proprie reti

7) dare un contributo economico, anche minimo, per aiutare la realizzazione dell'evento

8) inviare foto o video di sostegno all'Altersummit, inviandole a roberto.morea@altersummit.eu

9) organizzare iniziative di discussione nei propri luoghi e territori, o dedicando all'Altersummit una iniziativa già prevista

10) proponendosi come interprete volontario per l'Altersummit

Tutte le informazioni utili, anche quelle logistiche, si trovano sul sito www.altersummit.eu 

Sarà a disposizione un'area campeggio per chi arriverà con il sacco a pelo.

ALTER SUMMIT ad Atene 7 - 8 giugno 2013




 Un MANIFESTO dei Popoli

Le nostre urgenti e comuni priorità per una Europa

democratica, ecologica e femminista

 

FERMIAMO L’AUSTERITY E RIVENDICHIAMO UNA REALE DEMOCRAZIA!

L'Europa si trova sul bordo di un precipizio, proiettata verso l'abisso. Le politiche di austerità portano i popoli dell'Europa nella povertà, minano la democrazia e smantellano le politiche sociali. Crescenti disuguaglianze mettono in pericolo la coesione sociale. La distruzione ecologica sta peggiorando e nello stesso tempo acute crisi umanitarie devastano i paesi più colpiti. Le donne e i giovani sono i più colpiti.

L'oligarchia europea impiega metodi sempre più autoritari per puntellare un fallimentare sistema neoliberista, tutto questo nonostante una diffusa protesta e resistenza. La democrazia e la pace sono minacciate. La discriminazione, religiosa, razzista, omofoba, sessista e i nazionalismi sono in aumento e la crisi si sta aggravando di giorno in giorno. E’ a rischio ora l’esistenza stessa dell'Unione europea , mentre le attuali politiche indeboliscono la solidarietà tra i popoli europei.

La nostra priorità è quella di costruire una Unità Europa basata su uguaglianza, solidarietà e autentica democrazia. Le istituzioni europee e i governi europei oggi servono gli interessi dei mercati finanziari, senza alcun rispetto per la sovranità popolare. Devono essere messi sotto il controllo democratico, così come devono prevalere l'interesse pubblico e devono essere rispettate le esigenze ecologiche e sociali. Su questi principi fondiamo le nostre richieste, per una Europa democratica sociale, ecologica e femminista, in solidarietà con i popoli del mondo.

I)                   Porre fine alla schiavitù del debito

Il debito pubblico deriva da scelte economiche e politiche che ancora sono nell’agenda delle istituzioni e dei governi europei. Decenni di politiche fiscali regressive hanno consapevolmente e scandalosamente arricchito una piccola minoranza, mentre le entrate pubbliche sono diminuite e istituzioni pubbliche, utilizzando soldi pubblici, hanno salvato le banche dal fallimento. Le politiche di austerità hanno drenato risorse delle piccole imprese e delle famiglie e aggravato la recessione. La speculazione sui titoli di stato è un gioco banale per le banche private, mentre le finanze pubbliche sono state contaminate dalla corruzione e dalla collusione tra politici e interessi economici privati​​.

Inoltre, in molti paesi il debito privato, al contrario di quello nazionale, è dovuto ai prestiti delle famiglie, un debito aggressivamente promosso dal settore finanziario e dai governi, al fine di compensare la stagnazione dei salari reali, mentre i prezzi sono in aumento.
Le misure imposte dalle istituzioni europee e dei governi sono progettati per far pagare alla gente questo debito. Tuttavia, in gran parte, il debito può essere considerato illegittimo visto che è stato accumulato senza alcun riguardo per il bene comune. E' ormai chiaro che alcuni paesi non saranno mai in grado di rimborsare il loro debito.

I diritti umani devono venire prima della copertura del debito e i bisogni umani prima del profitto. Come questione di urgenza, chiediamo misure a livello europeo per liberare le persone dalla pressione dei mercati finanziari e dalle politiche di austerità. La fiscalità, le tasse e le politiche monetarie devono essere modificate in modo da disinnescare la trappola del debito.
Le nostre comuni e urgenti richieste:

  1. Cancellare immediatamente il «memorandum» imposto dalla Troika ai paesi più indebitati. Annullare  una quota considerevole del debito pubblico senza danneggiare gli interessi dei piccoli obbligazionisti, risparmiatori e pensionati. Le banche e il settore finanziario devono assumere la loro quota delle perdite. Devono essere definite democraticamente specifiche somme da annullare. A questo scopo, la creazione di istituti revisori dei cittadini sul debito può essere un utile strumento.
  2. Sospendere i rimborsi fino a quando le popolazioni non saranno protette dal peggioramento della povertà e dalla disoccupazione e fino a che siano garantiti uno sviluppo economico e una transizione ecologica, consolidati i servizi pubblici e rafforzati i diritti sociali ed economici.
  3. Mirare al segmento più ricco della popolazione, per  un prelievo di ricchezza una tantum.
  4. Mandato e obbligo della Banca centrale europea e di altre istituzioni bancarie pubbliche europee di concedere prestiti direttamente agli Stati con un basso interesse e sotto il controllo democratico senza la "riforma" neoliberista di condizionamento del programma.

domenica 19 maggio 2013

Il 7 e l’8 giugno ad Atene si terrà l’Alter Summit

    
Il 7 e l’8 giugno ad Atene si terrà l’Alter Summit

di Roberto Morea -
Lo sbandamento che viviamo come italiani, sembra non finire mai, travolti da sommovimenti e spinte contrapposte ci troviamo un giorno a sentire vicino il cambiamento possibile, la fine di un ventennio di “annichilimento” e il giorno dopo sommersi nuovamente nello sconforto del “non cambierà mai niente”.

Forse per capire meglio, per avere una bussola un po’ meno volubile, può essere utile pensare alle dinamiche che viviamo come parte di movimenti ed interessi che li coinvolgono e li condizionano. Come i processi economici e di governo della sfera europea.
Da anni ormai il condizionamento che l’istituzione europea esercita sugli Stati nazionali ed il conseguente svuotamento di senso delle democrazie nei nostri paesi, è cosa nota, eppure ancora sembra difficile concepirsi in questa dimensione. Così mentre le potenze economiche organizzano il banchetto, destinato ai pochi esclusivi top player, in cui il piatto forte è la dismissione di tutto ciò che gli europei hanno costruito con le loro mani: ospedali, case, porti, scuole, diritti, welfare… noi restiamo vincolati ad una sindrome da fortino sotto assedio, perdendo pezzo dopo pezzo ogni conquista ed ogni diritto. Eppure qualcosa, fuori e dentro i nostri confini si sta muovendo. Processi di aggregazione di associazioni movimenti e sindacati, impegnati a ricostruire un ruolo, uno spazio ed una iniziativa pubblica, sono in opera e possono portare buoni frutti. E’ il caso della rete per l’Alter Summit che si terrà ad Atene il 7 e 8 giugno prossimo.
Quando è iniziato il processo dell’Alter Summit, nato nell’alveo del Social Forum europeo, è stato rimesso al centro il tema della democrazia. Per questo organizzazioni di differenti paesi e differenti culture, si sono riconosciuti su una piattaforma comune, per provare a costruire iniziative concrete e condivise. Il percorso non è stato breve e ha avuto inizio con la scelta di una cinquantina di organizzazioni e associazioni di riunirsi, sotto la sigla della Join Social Conference, primo tentativo di creare un terreno di incontro tra soggetti che, per caratteristiche di forma, interesse e geografia, sono difficilmente riconducibili a una comune analisi e a iniziative condivise.
Con lo scatenarsi della crisi economica e con l’erosione dei diritti e del welfare, prodotta dalle politiche di austerity, la rete della Join Social Conference si è ritrovata nuovamente unita nell’assumere posizioni fortemente critiche nei confronti delle scelte adottate dalla oligarchia europea, sorda rispetto alle necessità dei più deboli. L’impotenza davanti alle scelte impopolari assunte in paesi come Grecia, Spagna e Portogallo in ossequio alle richieste dell’Unione Europea, nonostante gli innumerevoli e partecipatissimi scioperi generali e le impressionanti manifestazioni di piazza, la carenza di vere risposte alternative e la mancanza di una opposizione capace di ridefinire una Europa solidale e giusta, hanno portato ad una più forte coesione tra i membri della rete e alla scelta di definire una piattaforma comune e che resta aperta a tutti coloro che durante il processo vogliano contribuire alla definizione di una strategia comune.
Da qui l’idea di lanciare un appuntamento europeo ad Atene sotto la sigla dell’Alter Summit, decisa nelle giornate di Firenze 10+10 lo scorso anno.
La scelta del luogo non è casuale. Si terrà ad Atene in solidarietà con le popolazioni greche, che vivono uno stato di impoverimento disastroso e così duramente colpite dai pesanti tagli allo stato sociale, dallo smantellamento di ogni ruolo del pubblico.
L’esproprio stesso della democrazia che in quel paese è evidente, ha fatto nascere una serie di iniziative per porre rimedio ad una ingiustizia sociale sempre più acuta.
Persone che perdendo il lavoro non possono più pagare le bollette della luce e si vedono tagliare la corrente elettrica, case senza riscaldamento vengono riscaldate a legna qualche volta provocando incendi e morti, persone che non possono più accedere alla sanità pubblica rimasta senza medicinali e strumenti, a cui anche il diritto alla salute è fortemente a rischio, come nel caso delle donne a cui non è più garantito il parto gratuito e per farlo devono pagare 800 € e 1200 nel caso di un cesareo. Crescono di numero le mense popolari e dormitori per chi si è visto sfrattato dalle banche per non riuscire a pagare il mutuo. Tutto questo ha messo in moto una attività di solidarietà e la creazione di una rete internazionale “solidarity for all” che raccoglie medicinali, alimenti e qualsiasi cosa possa aiutare il popolo greco.
Atene anche perché, se quel paese è stato il laboratorio in cui si sono realizzati gli effetti devastanti delle politiche europee, possa diventare ora il luogo della costruzione dell’opposizione continentale.
Il prossimo 7 e 8 giugno si ritroveranno nella capitale greca più di 200 organizzazioni provenienti da tutta Europa. Molte saranno le assemblee che si svolgeranno nel corso delle due giornate di Atene; una, in particolare, sarà dedicata alla presentazione del Manifesto dei Popoli, un documento congiunto in cui sono raccolte non solo le accuse nei confronti delle politiche europee, ma anche le rivendicazioni più urgenti da presentare alla comunità europea. Non a caso l’appuntamento si chiuderà con una grande manifestazione contro le scellerate politiche assunte dagli Stati su imposizione delle istituzioni europee.
Attraverso la rete dell’Alter Summit si sono costituiti comitati locali e coordinamenti territoriali, si sono messi in relazione il nord e il sud, l’est e l’ovest in una prospettiva di apertura con l’area mediterranea che può condurre a una ridefinizione dell’Europa stessa. Un’Europa pensata come costruzione multi centrica, non più fondata esclusivamente sull’asse franco-tedesco e per questo l’Alter Summit era presente al Social Forum di Tunisi, per iniziare a costruire un percorso che dal Mediterraneo raggiunge tutta Europa.
Atene costituisce, quindi, una tappa importante di un cammino segnato da molti appuntamenti. Da qui a giugno partirà un “carovana” di iniziative che attraverserà tutta l’Europa. A volte veri e propri convogli di pullman, come ad esempio quelli che partiranno dal Portogallo per arrivare ad Atene, altre volte iniziative come quella programmata a fine aprile a Parigi o il forum sovversivo a Zagabria tra il 5 e il 12 maggio o, ancora, Blockupy Frankfurt a fine maggio. Saranno momenti di discussione e manifestazioni contro le politiche europee, in connessione con l’appuntamento in Grecia. Anche le organizzazioni italiane che hanno aderito al processo dell’Alter Summit parteciperanno alla carovana con iniziative sui territori, in difesa dei beni comuni e dei diritti dei lavoratori, intesi come principi costituenti di un’altra idea d’Europa, non più fondata sul potere economico di pochi e sull’esclusione delle fasce più deboli.
L’appuntamento per tutti è quindi ad Atene

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