Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

lunedì 6 settembre 2010

A Bruxelles per un'opposizione sociale europea


Giuseppe Allegri, Alex Foti - Fonte il manifesto.

Sono parecchi i motivi per cui vale la pena venire l'ultima settimana di settembre a protestare a Bruxelles contro l'eurocrazia. Uno è il campo noborder che organizza nella capitale dell'Ue una settimana di workshop e azioni in difesa del diritto dei migranti a varcare i confini e per cercare di arrestare l'ondata di xenofobia europea che dall'Italia e dalla Francia manda un pessimo segnale ai nuovi stati membri. Il campeggio (http://noborder.bxl.eu) ha per immagine il poster dell'artista/subvertiser Titom che ritrae uno sbarazzino burattino che taglia con le cesoie il filo spinato di uno dei tanti campi di detenzione per sans papiers di cui è punteggiata l'Europa.

Come rete euromayday, sotto la sigla Precarious United (http://precarious-united.eu) abbiamo contribuito a organizzare la giornata d'azione del 29 settembre contro la Commissione e l'Ecofin, il vertice dei ministri finanziari europei che si ritroverà per decidere l'aggiustamento strutturale per colmare i deficit causati dal salvataggio delle grandi banche.

I soldi che avremmo potuto spendere in forme di reddito e basic income per precari e disoccupati, educazione universitaria, economia ecosostenibile, li hanno dati ai banchieri, quelli che con la loro irrazionalità e avidità ci hanno precipitato in depressione.

Per fermare la deflazione, dobbiamo batterci per un'Europa ecosociale che dia strumenti di garanzia alla società e rifaccia partire l'economia con la greenomics. Insomma rossi, verdi, black e pink dopo Copenhagen sono chiamati a raccolta a Bruxelles per difendere il diritto della generazione precaria e immigrata a esistere e progettare il futuro, nello spazio non più verticale dei media e nell'ambiente reso minaccioso dalla crisi climatica.

domenica 5 settembre 2010

Intervista al Segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero

su Liberazione del 05/09/2010

Intervista al Segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero

Da una cosa, Paolo Ferrero, mette in guardia anche per non ripetere gli errori del passato (leggi Unione 2006): pensare che la crisi del berlusconismo "politico" coincida con la crisi del progetto sociale della destra. «L'offensiva in atto contro i diritti dei lavoratori, di cui Marchionne è il capofila, è pienamente operante» avverte.

E siccome nel Pd rimane ben radicata l'ideologia liberista, non ci sono le condizioni per governare insieme, mentre vi è l'occasione di sconfiggere Berlusconi nelle elezioni e costruire una sinistra d'alternativa attraverso «lotte e mobilitazioni nel Paese».

sabato 4 settembre 2010

Togliamo 30 miliardi ai vip


04/09/2010 Fonte: Giulio Marcon* - il manifesto

Li abbiamo visti sfilare a Cortina, a Rimini al meeting di Comunione e liberazione, e da ieri sono riuniti sul lago di Como, nel tradizionale forum di Cernobbio. Banchieri, industriali e politici - i responsabili della crisi attuale - chiederanno a tutti noi di accettare disoccupazione, tagli ai servizi e minori diritti mentre, tra loro, si scambieranno favori, commesse e affari.

Con un'economia che - se va bene - ci metterà sette anni a tornare al Prodotto interno lordo di due anni fa, è incredibile ascoltare il coro di ossequi ai potenti che continua a venire da giornali e tv. Eppure il Marchionne «taglia-diritti» come il Tremonti «tagliatutto» non fanno che ripetere il ritornello che ha causato la crisi attuale: lasciar fare alle imprese e alla finanza. I risultati sono stati pesanti: più di un milione di persone ha perso il posto di lavoro dall'inizio della crisi, 150 mila precari stanno perdendo il lavoro nella pubblica amministrazione e nella scuola, si riducono i risparmi, aumenta la povertà.

venerdì 3 settembre 2010

Fidel Castro. «Educando, educando e creando amore e fiducia».


di Carmen Lira Saade* su Il Manifesto
Fidel e i gay. "La mia ingiustizia"

E' stato 4 anni dibattendosi fra la vita e la morte. Entrando e uscendo dalla sala operatoria, intubato, alimentato attraverso le vene e i cateteri e perdendo di frequente conoscenza...
«La mia malattia non è nessun segreto di stato» avrebbe detto poco prima che essa provocasse la crisi e l'obbligasse a «fare quel che doveva fare»: delegare le sue funzioni di presidente del Consiglio di stato (la presidenza della repubblica) e, di conseguenza, di comandante in capo delle forze armate di Cuba.
«Non posso più continuare», ammise allora - come rivela in questa prima intervista a un organo di stampa straniero da allora -. Si rassegnò al passaggio delle consegne e si mise nelle mani dei medici.Lo choc scosse tutto il paese e gli amici di fuori: fece cullare speranze revansciste ai suoi detrattori e mise in stato d'allarme il poderoso vicino del nord.

mercoledì 1 settembre 2010

I diritti dei padroni e quelli degli operai


LOTTA DI CLASSE
di Guido Viale in Il Manifesto
Per Marchionne, per la Marcegaglia e per molti altri che hanno frequentato il meeting di Comunione e liberazione la lotta di classe è un residuo di un passato da superare, così come lo è la conflittualità sindacale o la lotta «tra operai e padroni».
Così si capisce meglio dove mirassero le tante polemiche fuori tempo massimo contro il '68 e la sua cultura distruttiva. Però, come giustamente ha fatto notare Adriano Sofri sulla sua piccola posta, la frase «basta lotta tra padroni e operai» prende una sfumatura diversa a seconda che a pronunciarla sia un operaio oppure un padrone.

Le ipocrisie del filantrocapitalismo.


Gates, Buffet, Skoll, Bloomberg, Rockfeller, Turner lanciano l'iniziativa Giving Pledge: puó "l'impegno a donare" dei miliardari filantropi aiutare il mondo?

Quaranta tra i miliardari più ricchi degli Stati uniti d'America si sono recentemente impegnati a donare la maggior parte del loro patrimonio per scopi filantropici.

Mossi dall'ambizione di ispirare altri 'paperoni' in tutto il mondo e stimolare una vera e propria ondata di solidarietà, hanno costituito il cosiddetto Giving Pledge (L'impegno a donare), un'iniziativa filantropica che esemplifica la visione a lungo termine di questa nuova generazione di super-ricchi. Lanciato da Bill Gates e Warren Buffett, il gruppo del Giving Pledge include - tra gli altri – il fondatore di eBay Jeff Skoll, il sindaco di New York Michael Bloomberg, la famiglia Rockfeller, e il magnate dei media Ted Turner.

martedì 31 agosto 2010

Iniziativa sociale contro la crisi.


http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=8040&catid=36&Itemid=68

30/08/2010 16:10 LAVORO - ITALIA
Dopo circa un anno di lavoro e sperimentazione si è avviato il percorso costituente della R@P, la Rete per L'autorganizzazione Popolare che federerà le pratiche sociali che si sono sperimentate dentro la crisi.
La R@P è un'associazione di promozione sociale, che si sviluppa con propri circoli, a cui hanno deciso di federarsi sulla base di un principio federativo le Brigate della Solidarietà Attiva, I Gruppi di Acquisto Popolare, L'Associazione Diritti e Società, L'Unione Inquilini e altri soggetti che contribuiranno al progetto restando in piena autonomia.
Si tratta quindi di un processo aperto, orizzontale, di messa in comune di pratiche di solidarietà attiva e vertenzialità, per dare concretezza e continuità ad un intervento che cerca di ripoliticizzare il vasto mondo dell'agire sociale in una prospettiva anticapitalista.
La R@P è composta da soggetti che prima di tutto agiscono nella crisi sociale e sviluppano, a partire da questo, una proposta che guarda alla costituzione di uno spazio comune in chiave neo–mutualista per permettere il consolidamento e lo sviluppo delle lotte e per dare risposte parziali. ma concrete, alle classi popolari strette dal morso della crisi.
Dentisti sociali, mutue autogestite, sportelli sociali su casa e lavoro, casse di resistenza, interventi di solidarietà attiva diretta nei punti caldi del bisogno e del conflitto, scuole popolari, presidi sociali di quartiere, questo è quello che hanno fatto e faranno gli aderenti della R@P sul principio del "prima fare e poi parlare".
La R@P avrà una riunione fondativa che si terrà il 19 di settembre a Scandicci (FI) presso il palazzetto dello sport di via Rialdoli a partire dalle ore 10.30 nella quale verranno eletti gli organismi e verrà stipulata una carta fondativa dei diritti sociali nel quale riconoscersi come intero processo. per informazioni reterap@libero.it

lunedì 30 agosto 2010

Cervelli in fuga, la Grecia come l’Italia.

Prezzo della Crisi del 30-08-2010 Fonte: Controlacrisi
30/08/2010
di Fabio Sebastiani
Stiamo come in Grecia e non lo sapevamo. Stessa faccia stessa razza, dice un detto antico. E magari fosse così.
La realtà è che siamo uguali per il modo in cui stronchiamo le giovani speranze. Un anno fa una accurata indagine svolta presso le università italiane rivelava che due studenti su tre sono pronti a lasciare il Bel Paese per cercare lavoro all’estero.
Oggi esattamente lo stesso risultato arriva dalla Grecia: la stragrande maggioranza dei neolaureati e dei laureandi greci è pronta a lasciare il paese per cercare un lavoro all'estero e ritiene che le misure adottate per superare la crisi economica non tengano conto dei loro problemi.

domenica 29 agosto 2010


LESSICO POLITICO: RIFORMISMO E NEOLIBERISMO


Fonte Controlacrisi 28/08/2010

Riformismo è diventata da anni la parola chiave di una nuova ideologia che predica il vangelo della crescita economica e della competitività, mentre il populismo recita il mantra della sicurezza e di un rinnovato protezionismo su basi sovranazionali delle comunità locali. Riproponiamo un vecchio articolo di Ugo Mattei.

La lunga marcia della talpa neoliberista di Ugo Mattei

Difficile trovare un termine del gergo politico Italiano contemporaneo, più diffusamente utilizzato di «riformismo». Difficile trovare pure un'ideologia politica maggiormente responsabile della recente catastrofe elettorale delle forze democratiche di questo paese, simboleggiata dallo striscione con scritto «Veltroni santo subito» esposto dai fascisti nuovi padroni del Campidoglio.

Un «nuovo patto sociale» per arretrare come paese


Fonte: Tommaso De Berlanga - il manifesto 28 Agosto 2010

Quando Sergio Marchionne prese il timone della Fiat, nel giugno 2004, la sua «estraneità» alla mentalità italiana ne faceva quasi un campione liberal. In una delle prime apparizioni dichiarò che per la Fiat il costo del lavoro - intorno al 6-7% dei costi - non era il problema principale, promettendo che non avrebbe chiuso nessuno stabilimento in Italia. Apparve come l'esatto contrario di Berlusconi. Il prototipo dell'imprenditore serio contrapposto all'impresario.

Oggi chiede un «nuovo patto sociale», basato sull'abbandono dell'idea «che ci sia una lotta tra capitale e lavoro, tra padroni e operai». Rispolverando infine l'antica favola - questa, sì, molto «padronale» - del «stiamo tutti sulla stessa barca» («l'unica vera sfida è quella che ci vede di fronte al resto del mondo», non è chiaro se come azienda o come paese).
Cos'è cambiato in cinque anni?

“Berlusconismo” ideologia nell’era moderna.

di Zag in ListaSinistra
Si può proporre una prima approssimativa definizione del "berlusconismo" dal punto di vista ideale. Esso si presenta come una forma di politicizzazione di ceti medi e popolari, attraverso il legame carismatico con una personalità estranea alla politica "ufficiale" e sulla base di un orizzonte ideologico di "liberalismo popolare".

Per intendere tale novità in tutta la sua portata, si deve però ripercorrere l'evoluzione politica di quel settore della società che corrisponde alla definizione di "ceti medi". Questi avrebbero dovuto essere gli interlocutori "naturali" di una politica "liberale" mentre in Italia il liberalismo ha dimostrato un'endemica incapacità di legarsi ai ceti medi abbandonando l'originaria dimensione elitaria e alto-borghese.Non si sostiene che il berlusconismo sia una formula innovativa e singolare nei suoi singoli tratti presi a se stanti. Ma è la formula d'insieme che la rende non dico unica, ma caratteristica e singolare, almeno nel nostro paese.

venerdì 27 agosto 2010

Burgio: «Basta settarismi. È stato perso tempo prezioso»


Burgio: «Burgio: «Basta settarismi. È stato perso tempo prezioso»

di Antonella Marrone in Liberazione.
Burgio, c’è qualche novità a sinistra?
Quale sinistra? I gruppi dirigenti o la base?
Come risposta è una bella domanda. Dirigenti e base.
Penso che la base sia molto più avanti dei dirigenti. Giro molto, non solo per le Feste di Liberazione e di partito, e vedo che le persone hanno voglia di misurarsi e di fare uno scatto in avanti.
Qual è il problema dei dirigenti?

Il fatto di essersi fatti imprigionare in una storia, quella degli ultimi 20 anni, fatta di sconfitte. E anche di errori gravi. Una storia che ha funzionato come una ragnatela per impedire qualsiasi movimento che fosse all’altezza del compito.

don Andrea Gallo: mai piu' Mondadori.

Fonte Blog di Beppe Grillo
Se, come dice don Gallo, tutti gli autori della Mondadori, in particolare quelli della cosiddetta opposizione, la abbandonassero, il segnale per il Paese sarebbe fortissimo. Gli stessi autori, che sono decine e forse centinaia, non facendolo danno un segnale altrettanto forte al Paese: che loro non sono alternativi al berlusconismo, ma ci sono dentro fino al collo.

Intervista a don Andrea Gallo:
Blog: "La recente norma inserita in un decreto (il numero 40) del Governo Berlusconi, che poi è diventata legge lo scorso maggio, consentirebbe alla Mondadori di liquidare un'imposizione fiscale evasa di 350 milioni di euro con 8,6 milioni di euro. Quasi un condono.Scalfari ha risposto a Mancuso, un autore che scrive per Mondadori attanagliato dal dubbio se scrivere ancora per la casa editrice di Segrate, e gli ha detto che continuerà a scrivere per Einaudi, casa del gruppo Mondadori. "

giovedì 26 agosto 2010

Μέσα σε 3 χρόνια οι τράπεζες πήραν 53 δισ.!


Ημερομηνία δημοσίευσης: 26/08/2010 - Fonte ΑΥΓΗ
Άλλα 25 δισ. ευρώ έδωσαν στις τράπεζες το ΠΑΣΟΚ και η Ν.Δ. Μετά τα 28 δισ. που τους έδωσε η Ν.Δ. το 2008, ήρθε χθες το ΠΑΣΟΚ και τους έδωσε άλλα 25 δισ. χωρίς ουσιαστικές εγγυήσεις και όρους. Με την τροπολογία που εντάχθηκε στο νομοσχέδιο του υπουργείου Οικονομίας για το καμποτάζ στην κρουαζιέρα (και ψήφισε η Ν.Δ.), το ελληνικό δημόσιο αυξάνει κατά 25 δισ. την εγγύησή του στα δάνεια που χορηγούν οι κερδοσκοπικές τράπεζες.

Θ. Δρίτσας: Συγκεντρώνεται ο πλούτος σε λίγους
Εκφράζοντας την κατηγορηματική αντίθεση του ΣΥΡΙΖΑ ο Θοδωρής Δρίτσας ζήτησε να προηγηθεί ο απολογισμός για τα 28 δισ. και διαφώνησε με τον ισχυρισμό του Γιώργου Παπακωνσταντίνου ότι τα 25 δισ. θα πάνε στην πραγματική οικονομία επειδή οι τράπεζες θα πρέπει να έχουν σχέδιο πιστωτικής επέκτασης για να ενταχθούν στη ρύθμιση.
"Ποιος κρίνει ποια είναι η πραγματική οικονομία; Οι τράπεζες!", είπε τονίζοντας ότι πραγματική οικονομία είναι οι εκατοντάδες χιλιάδες μικρομεσαία νοικοκυριά που συνθλίβονται και εξαφανίζονται από την παραγωγική διαδικασία.
Ο Θ. Δρίτσας ζήτησε να αποσυρθεί η τροπολογία και να έλθει ως νομοσχέδιο, επισημαίνοντας την έλλειψη δημοκρατικής νομιμοποίησης για τέτοιες ρυθμίσεις. Στόχος του ΠΑΣΟΚ, και κάθε νεοφιλελεύθερης κυβέρνησης, είναι "η συμπίεση του εργατικού κόστους και η εξαφάνιση σημαντικών τμημάτων των μικρών και μεσαίων επιχειρήσεων, η συγκεντροποίηση, σε λίγα χέρια, του πλούτου και της παραγωγικής διαδικασίας", πρόσθεσε.

mercoledì 25 agosto 2010

Questo è il Potere



Eccovi i nomi e cognomi del Potere, chi sono, dove stanno, cosa fanno. Così li potrete riconoscere e saprete chi realmente oggi decide come viviamo.
Così evitate di dedicare tutto il vostro tempo a contrastare le marionette del Potere, e mi riferisco a Berlusconi, Gelli, Napolitano, D'Alema, i ministri della Repubblica, la Casta e le mafie regionali.
Così non avrete più quell'imbarazzo nelle discussioni, quando chi ascolta chiede "Sì, ma chi è il Sistema esattamente?", e vi toccava di rispondere le vaghezze come "le multinazionali… l'Impero… i politici…".
Qui ci sono i nomi e i cognomi, quindi, dopo avervi raccontato dove nacque il Potere (`Ecco come morimmo', www.paolobarnard.info ), ora l'attualità del Potere.
Tuttavia è necessaria una premessa assai breve.
Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento.
Il Potere doveva rimanere nell'ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie.
E così il Potere ci ha rifilato una falsa immagine di se stesso nei panni dei politici, dei governi, e dei loro scherani, così che la nostra attenzione fosse tutta catalizzata su quelli, mentre il vero Potere agiva sostanzialmente indisturbato.
Generazioni di cittadini sono infatti cresciuti nella più totale convinzione che il potere stesse nelle auto blu che uscivano dai ministeri, nei parlamenti nazionali, nelle loro ramificazioni regionali, e nei loro affari e malaffari.
Purtroppo questa abitudine mentale è così radicata in milioni di persone che il solo dirvi il contrario è accolto da incredulità se non derisione. Ma è la verità, come andrò dimostrando di seguito.
Letteralmente, ciò che tutti voi credete sia il potere non è altro che una serie di marionette cui il vero Potere lascia il cortiletto della politica con le relative tortine da spartire, a patto però che eseguano poi gli ordini ricevuti.

GRECIA. RECESSIONE FA CHIUDERE 15% NEGOZI AD ATENE.

Fonte Controlacrisi - 24/08/2010
Crisi economica e conseguente recessione hanno costretto alla chiusura quasi il 15% dei negozi ad Atene, secondo uno studio pubblicato dalla Confederazione del commercio (Esee) nel quale si avverte che la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare.
Secondo lo studio hanno chiuso 505 esercizi commerciali dei 3.421 investigati.
Particolarmente grave, secondo l'indagine condotta in tutti i distretti commerciali, la situazione al centro della capitale dove il tasso di chiusura è calcolato in oltre il 20%.
Secondo il presidente dell'Esee, Vassilis Korkidis, «il commercio al dettaglio è stato sottoposto a durissima prova» e «le perdite sono gravi». (ANSA).

martedì 24 agosto 2010

KURT VONNEGUT: L'UCCISIONE DI SACCO E VANZETTI


Fonte: Kurt Vonnegut, Pezzo di galera (tit. orig. Jailbird), 1979, edizione Feltrinelli (2004), traduzione di Pier Francesco Paolini dal sito Filiarmonici.

23/08/2010

Il 23 agosto 1927 venivano assassinati.
Quelli che già altre volte avevano ascoltato Kenneth Whistler lo pregarono di raccontare nuovamente di quando aveva organizzato le manifestazioni di protesta davanti alla prigione di Charlestown, per l'uccisione di Sacco e Vanzetti.
Mi sembra strano, oggi, dover spiegare chi fossero Sacco e Vanzetti. Recentemente ho chiesto a Israel Edel, l'ex portiere notturno all'Arapahoe, cosa sapeva lui di Sacco e Vanzetti, e mi ha risposto senza esitazione che erano due giovani di buona famiglia che, a Chicago, avevano commesso un omicidio per provarne il brivido.
Li aveva confusi, insomma, con Leopold e Loeb.
Perché dovrebbe sconvolgermi questo?
Quand'ero giovane, ero convinto che la storia di Sacco e Vanzetti sarebbe stata raccontata tanto spesso quanto la storia di Gesù Cristo, suscitando altrettanta commozione. Non avevano forse diritto, i moderni - pensavo - a una Passione moderna come quella di Sacco e Vanzetti, che si concludeva sulla sedia elettrica?

Oggi tutto questo si chiama berlusconismo.


Di Zag, in ListaSinistra

.... la fine di Berlusconi ..... non comportera automaticamente la fine della politica e della concezione della politica chiamata berlusconismo.
Questa non e stata una conseguenza meccanica , deterministica ma continuita' di pensiero come tendenze e concezione del mondo.
Proprio come risposta alle trasformazioni epocali che si stavano consumando negli anni '80 , crisi del fordismo, apertura alla liberalizzazione del credito, monetarismo, fine delle barriere doganali.
Una delle risposte a quelle esigenze fu il craxismo, che ruppe le tradizione storiche del socialismo per associarlo ad una nuova concezione del "riformismo" .
Forza minoritaria all'interno del duopolio che diventa ago della bilancia e ribalta lo schema
E fin qui le differenze.
Per fare cosa? , e cosa si intendeva "modernita"? ed e' qui che la continuita' , non meccanica, ma di tendenza, che le politiche si identificano. ( e non faccio similitudini di atteggiamenti personalistici, ma di atti, di fatti concreti )
Non a caso tutti i , allora giovani, rampanti socialisti sono oggi i maggiori esponenti costruttori berlusconiani. /( Tremonti, Sacconi, Brunetta, ecc ecc ) .
Ma allora come oggi , uno dei maggiori ostacoli sono le sovrastrutture di uno stato ancorato ancora ad una concezione della politica e della partecipazione diciamo di tipo socialdemocratico tedesco.
Allora come oggi , occorre smontare questi residuati, i partiti, la magistratura indipendente, gli organi partecipativi alla vita democratica, ecc ecc. Allora come oggi questa "burocratizzazione", rappresenta un ostacolo, e allora come oggi la risposta e' quella dello smantellamento di questi "carrozzoni" per una politica basata sul "leader", allora Craxi, oggi berlusconi, certo non uguali, ma simili negli obbiettivi da perseguire. Di qui la continuita', non lineare, come risposte politiche alle esigenze delle trasformazioni sociali ed economiche

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