Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

venerdì 9 agosto 2013

L’Italietta d’avanspettacolo getta le ultime maschere dopo la condanna del Cavaliere.

  
Di enzo sanna ·     
La democrazia italiana è profondamente malata e in certe sue parti le infezioni sono a un passo dal degenerare in cancrena. Buttarla sul ridere può essere a volte una buona medicina, a condizione di non considerarla l’unica. Molti esperti sostengono che il “prenderla a ridere” immetta nell’organismo sostanze anti-ossidanti e altri elementi capaci di espellere le tossine proteggendo il corpo e persino aiutando l’organismo a guarire. Proviamoci, allora.

Partiamo con le dichiarazione del redivivo Bondi il quale, dopo essere sparito dai pubblici spalti, forse per sottoporsi a inutili (visti i risultati) sedute di meditazione atte a fargli ritrovare il senso perduto, fuoriesce dal guscio qual chiocciola investita d’acqua piovana nelle serate d’arsura estiva, percependo però solo i sentori dell’umidità, senza ben comprendere il senso della precipitazione atmosferica e gettandosi, dunque, nella vischiosa melma con dichiarazioni tanto improvvide da riprodurre quasi in fotocopia i proclami di fine anni settanta delle brigate rosse, con tanto di minacce annesse e connesse. Povero Bondi! Se solo fosse rimasto a poltrire dentro il guscio.

Un posto sulla scena del ridicolo spetta di diritto all’ex sindaco di Roma Alemanno il quale, non pago dei calcioni ricevuti di fresco dai suoi concittadini, va a capeggiare una sorta di contromanifestazione ai Fori Imperiali, resi finalmente liberi dai veicoli per iniziativa del nuovo, ben più serio e concreto sindaco Marino. Non vi è dubbio alcuno che il tempismo della protesta capeggiata da Alemanno, circondato da un misero manipolo di esaltati (si prenda visione dei video), sottintenda ben altri molto meno nobili scopi rispetto a quelli dichiarati; a dimostrazione, la botta in testa assestata alla povera vice-capo dei vigili urbani con un fendente portato con l’asta di bronzo che issava lo stendardo della Madonna di non so cosa. Povero Alemanno! Se solo possedesse il senso della pudicizia e della vergogna.

Esprimersi sulle dichiarazioni rese alla stampa dalle “donne” del PDL necessita sempre di particolare prudenza. Essere tacciati di maschilismo o roba simile è un attimo. Ma come si fa a non ridere a crepapelle nel sentire le interviste rilasciate da quella “profonda intellettuale” della Biancofiore, come pure dalla “filosofa di nonsoché” della Santanchè, col buon seguito delle altre cosiddette “amazzoni”, evitando di infierire sulla penosa Carfagna, poveretta, o ancor peggio, sulle volgarità da trivio della Mussolini. Bisogna essere forti e motivati per resistere alla tentazione di ribattere parola su parola alle insensate meschinerie delle appena citate. Povere donne del PDL! Perdonale, o Signore, non sanno quel che fanno, ancor meno quel che dicono.

La palma dell’ilarità non può che andare, però, a quel manipolo di esponenti del cosiddetto “esercito di Silvio” i quali, in numero di circa una dozzina, come è misura il contare le uova delle galline, presidiavano le scalinate del palazzo della Cassazione, capeggiati da un tizio dichiaratosi alla stampa, udite udite, “rappresentante del popolo”. Costoro gioivano alla lettura della sentenza senza averne compreso una mazza, come capita a tanta gente del loro partito, sino a quando un povero cristo in seria difficoltà dovette spiegar loro che proprio non era il caso di esultare, datasi la condanna definitiva, inoppugnabile e non più appellabile, del loro “idolo”. Se questo è l’esercito di Silvio, beh, povero Silvio!

Qualora ci trovassimo nell’Italia della Maga Circe e dell’Ulisse buggerato, con i suoi amici trasformati in porci, potremmo anche trovare una qualche passione verso gli avvenimenti citati. Purtroppo, invece, non rimane che piangere sulle reazioni di esponenti delle istituzioni ai vari livelli. Che dire, ad esempio, della più che tardiva indignazione del Presidente Napolitano alle parole eversive di esponenti del PDL come se fossero le prime? Su di lui pesa e peserà nei secoli avvenire l’atteggiamento di tolleranza e, in taluni momenti, persino di appoggio all’allora Governo Berlusconi quando la credibilità internazionale del nostro Paese toccava i più infimi bassifondi intrisi della peggior sozzura cialtrona e cafonesca senza che il Quirinale assumesse alcuna determinazione.

E’ mai possibile che debba essere un giornale come Famiglia Cristiana a dire qualcosa di sensato nel panorama politico invitando tutti, per primi quelli del PDL, a considerare “bollito” il pluri-condannato Cavaliere? E’ mai possibile che il Partito Democratico accetti di governare, in nome di non si sa quale realpolitik , con un partito, il PDL, pregno del peggio del peggio della rappresentanza nazionale, con provate infiltrazioni persino di parte mafiosa?
L’abbiamo iniziata sul ridere, la finiamo col piangere, anche perché la pseudo opposizione del Movimento cinque stelle, impegnata a combattere tutto e tutti, sé stessi compresi, ha imbrigliato un quarto degli elettori nella inutilità di un voto sprecato, godente e goduto su scontati temi di protesta quanto insipiente e insignificante sugli argomenti della proposta.
Insomma, siamo mal messi. Accidenti a noi! Cadono le ultime maschere, mentre i commedianti continuano a recitare, come se nulla fosse, nell’anfiteatro nazionale, ma ora con la faccia scoperta, interpretando la più sconcertante e becera farsa mai messa in scena di fronte all’intero pubblico di questa povera Italietta, col condannato in Cassazione che manifesta la propria innocenza, urlandola da un palco di fronte a un pubblico esultante, felice di adorare uno che scamperà alla galera solo per le leggi che si è fatto da sé.
Prendiamo atto che neppure il salutare umorismo può lenire la grave malattia della democrazia italiana; solo una dose abbondante di forti antibiotici somministrati dai cittadini onesti potrebbe contribuire allo scopo.

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