Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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martedì 26 novembre 2013

Seattle: L'incredibile vittoria di Kshama Sawant


| Fonte: Counterpunch | Autore: TOM BARNARD

 

Dal sito di sinistra radicale americano Conterpunch vi proponiamo la traduzione di un articolo che racconta e commenta l'elezione a Seattle di una consigliera comunale dichiaratamente socialista.

COME HA FATTO

L'incredibile vittoria di Kshama Sawant

Quella di domenica è stata una festa per la vittoria meritata. Il suo sfidante, Richard Conlin, quattro volte in carica e con tutti gli appoggi dell'1% dietro di lui, aveva ufficialmente ammesso la sconfitta. Per celebrare la clamorosa vittoria in rimonta, più di 300 fra i più fedeli volontari della campagna elettorale, attivisti, veterani dei movimenti contro la guerra e di altre lotte passate hanno rumorosamente festeggiato in una sede locale del sindacato la vittoria della nostra candidata, Kshama Sawant, una socialista con una piattaforma a favore del 99%. E lei si è assicurata di rimarcare il risultato. “Il potere ora è nelle nostre mani – oggi abbiamo portato il cambiamento”. La folla ha risposto con ovazioni, brindisi, urla di gioia. Perchè la maggior parte di loro aveva capito che con questa elezione avevano rovesciato il modello elettorale di Seattle, con compiacenti sgherri delle corporazioni che si presentavano come sorridenti liberal.

Seattle è una città dominata da un solo partito come poche ce ne sono in America, il centro blu dello Stato di Washington. Ci sono alcuni infallibili metodi per essere eletti qui, che consistono tutti nel rendersi utili ai potenti stanno bene attenti a pronunciare, nello stesso tempo, banalità progressiste. Ci sono un paio di coerenti esponenti liberal del consiglio, ma il modello di votazioni per consenso utilizzato all'interno del consiglio fa si che essi si mantengano garbati nei confronti del potere delle corporazioni. Una raccomandazione qui, un voto contestato lì, e gli affari proseguono come sempre – fino ad oggi.

Oggi noi abbiamo una socialista come consigliera cittadina, e non è in debito con nessuno dei soliti noti. Non con Paul Allen e la sua Vulcan, non con la Burlington Northern Santa Fe, l'impresa ferroviaria che promette l'arrivo di diciotto treni carichi di carbone al giorno, non con giganti dell'industria edilizia come Wright Runstad, tutti i principali contribuenti di Conlin. No, le uniche persone con cui Kshama Sawant è in debito sono i sottopagati, gli esclusi, i disoccupati, gli indebitati. Ovvero tutti coloro che l'hanno aiutata a infrangere le regole convenzionali della politica di Seattle e a guadagnare un posto nel Consiglio Cittadino di Seattle con un risultato finale del 51% contro il 49 dell'avversario, nonostante le proiezioni notturne che la davano per sconfitta e le previsioni della stampa di regime.

Ma allora, come ha fatto, e cosa possiamo imparare da questa impresa? Ecco alcuni degli insegnamenti migliori:

In una città dominata dal Partito Democratico, è possibile scendere in campo con successo contro i Democratici.

Una cosa del genere sembra bislacca, quasi controintuitiva. Poiché è una città dominata da un solo partito, uno ne dovrebbe dedurre che quel partito è più forte, non più debole. Eppure Kshama ha demolito questo assunto non una volta, ma due. E come ha potuto riuscirci? Semplicemente sottolineando come in una città dominata da un solo partito questo partito deve per sua natura servire gli interessi delle élite corporative che controllano la città, e poi dimostrandolo. Lei ha affermato: “La macchina dei democratici governa questa città completamente nell'interesse dei ricchi e dei potenti”, notando come Conlin fosse “un politico-zerbino delle corporazioni”. Cosa che infatti, con il procedere della campagna elettorale, è diventata sempre più evidente. Conlin ha raccolto donazioni da ogni singola corporazione possibile e immaginabile, grandi uffici immobiliari, agenzie legali del centro, magnati delle costruzioni, proprietari delle ferrovie e così via. E più soldi raccoglieva da loro, più l'argomento centrale contro di lui diventava concreto. Nel mese finale della campagna, con l'esaurimento dei fondi messi a disposizione dalle corporazioni e la crescita dei piccoli donatori in favore di Kshama, lei ha raccolto più donazioni di lui. Cosa che ci porta alla seconda lezione:

La difesa fa vincere le battaglie. L'attacco fa vincere le guerre.

Altri candidati hanno basato la propria campagna elettorale sui temi della giustizia sociale, alcuni anche abbastanza bene. Ma per la maggior parte, essi si muovevano all'interno del terren politico prestabilito. Più soldi per gli aiuti ai senzatetto. Esenzioni delle tasse ai costruttori, in modo che essi potessero costruire case un pochino più economiche. Un bilancio pubblico che non tagliasse troppo le spese per i servizi sociali. Una politica ambientale un po' migliore, rinforzata con carote e non con bastoni. Rendendo le attuali realtà politiche ed economiche un po' più vivibili attraverso una politica realistica.

Kshama ha oltrepassato questa concezione impostando per proprio conto la sua agenda politica, e quindi andando all'offensiva giocandosi tutte le sue carte. Un salario minimo orario di 15 dollari. Una tassa sui redditi alti. L'istituzione dell'equo canone. Una piattaforma che veniva giudicata “irrealistica” e “troppo di sinistra per Seattle”. Lei non ha badato troppo a queste obiezioni, non ha ammorbidito la sua piattaforma e ogni dibattito che ha avuto con Conlin, ogni discorso, ogni articolo pubblicato sui giornali era incentrato su quel programma, specialmente sul punto del salario minimo. La strategia ha funzionato. Alla fine della campagna, Conlin è stato costretto quantomeno a fingere di essere in favore di questa, e, incredibilmente, entrambi i candidati sindaco hanno dovuto anch'essi sottoscriverla.

Gli endorsements tradizionali non fanno più la differenza.

Conlin ha ricevuto tutti i tradizionali endorsements che i candidati abitualmente ricevono: le sezioni locali del Partito Democratico, il Seattle Times, diversi sindacati, grandi organizzazioni ecologiste come i Washington Conservation Voters, assieme con una raffica di appoggi da altri politici che ricoprivano cariche ufficiali. Kshama ha ottenuto solamente quelli di un paio di sezioni locali del sindacato e dello Stranger, un giornale locale letto dai giovani, dai radicali e dai gay. Ma, come una fortezza logorata, più la campagna andava avanti, più il supporto tradizionale veniva minato. Prima è arrivata la defezione di alcuni importanti esponenti democratici, persone che avevano passato decenni appoggiando e supportando la macchina democratica a livello locale. E che non si sono intimoriti quando gli alleati di Conlin li hanno chiamati traditori. Quindi, il voto per l'endorsement del King County Labor Council, normalmente una passerella per i candidati liberal, è finito 28-21 per Kshama, non abbastanza per l'endorsement dei 2/3, ma sufficiente per causare una serie di titoloni sui giornali e per provare l'impotenza di Conlin. La notte dello scrutinio, nessuno si aspettava altro da una competizione all'ultimo voto.

Coi soldi si vince solo fino a un certo punto.

Nonostante Conlin abbia comunque speso più di Kshama per la campagna elettorale, il suo vantaggio è svanito quando lei è stata in grado di sfruttare la combinazione fra il bottino di donazioni da 120 dollari fatte dai piccoli donatori e la persistente attenzione dei media per portare avanti una campagna aggressiva, e costringere Conlin sulla difensiva. Se tu sei stato additato come un servo delle corporazioni, a un certo punto, pagare per un altro massiccio invio di materiale pubblicitario ricorda solo ulteriormente alle persone chi sei.

Occupy è morta; lunga vita a Occupy!

Ricordiamo tutti che quando le accampate finirono i politici e la stampa esultarono sostenendo che gli attivisti di Occupy non avevano avuto alcun impatto durevole, scomparendo come nebbia al sole del mattino. Parrebbe non sia stato così. A Seattle, quelle sono state le persone che hanno formato la base non solo per la campagna della Sawant, ma anche per altre questioni come le lotte contro i treni che trasportano carbone e contro la disoccupazione. Sono impegnati su diversi fronti in contemporanea, ma sono continuamente attivi.

L'organizzazione partitica combinata all'entusiasmo delle masse genera risultati.

Con l'infiammarsi della campagna, diversi analisti hanno provato a sostenere che il suo forte e crescente supporto non avesse nulla a che fare con la sua organizzazione, Alternativa Socialista, o addirittura che lei fosse popolare nonostante quella. La realtà è però più complessa. Da una parte, la Sawant ha corso con una piattaforma con cui ogni lavoratore può identificarsi – certamente non c'è bisogno di essere socialisti per supportare un salario minimo di 15 dollari orari, l'equo canone o una tassa sui ricchi. E lei ha sfruttato questo fatto più che poteva per guadagnarsi il favore di ampi ranghi di liberal, normali sindacalisti e giovani.

Allo stesso tempo, l'avere un partito dietro di lei le ha permesso di condurre una campagna ben organizzata e disciplinata nel suo nucleo. Membri chiave di Alternativa Socialista hanno svolto importanti funzioni durante la campagna, fin da quando, all'inizio, appareva nient'altro che una bislacca contendente senza speranze, radunando volontari, utilizzando strategicamente i mezzi informatici e raccogliendo le prime donazioni. Questo nucleo divenne di 50, poi 100, e infine di più di 200 attivisti di ogni provenienza. Ma il nucleo primario di militanti di Alternativa Socialista ha avuto almeno una parte del merito di ciò.

La lotta continua.

E ora? Bene, ecco cosa non succederà. Il nuovo Sindaco ha detto che prenderà provvedimenti per domandare un salario minimo di 15 dollari orari entro la fine del suo mandato quadriennale. Nessuno ci spera, specialmente dato che la sua squadra ha dietro di sé l'1% di Seattle. Kshama ha detto loro che lei sarebbe felice di scrivere l'ordinanza per questo provvedimento. Loro hanno risposto che hanno in programma lo studio della questione. Si, grazie.
Quello che sta veramente per succedere è una storica campagna di massa per l'ottenimento del salario minimo orario a Seattle. Che inizierà con una manifestazione la prossima primavera che rappresenterà l'inizio della lotta, approvata a Novembre di quest'anno tramite il voto popolare. Questo richiederà molto lavoro da parte di molte persone. Per quanto fantastici siano stati i volontari che hanno contribuito a far eleggere Kshama, ora ne abbiamo bisogno di dieci volte tanti. Le persone che governano questa città useranno contro di noi qualsiasi cosa potranno usare. Dagli attacchi personali a Kshama, a contro-iniziative, all'agitare lo spettro della bancarotta nei confronti di ogni piccolo risparmiatore che riusciranno a convincere. Perché hanno capito quale è la posta in gioco. Che non è solo quella di fornire alle migliaia di lavoratori sottopagati di questa città qualcosa di simile ad un salario di sopravvivenza. È qualcosa addirittura di più importante. Che è quella di far decidere ai lavoratori cosa succederà, e quando. Ci vediamo alla manifestazione.

[traduzione di Federico Vernarelli]

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