Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

sabato 7 dicembre 2013

Nelson Mandela: umano troppo, umano.

La scomparsa di Tata Madiba, come lo chiamava la sua gente, è una occasione,dirò così, cinica per ripensare in filigrana la parabola degli intellettuali comunisti nel continente africano. Mandela aveva aderito al partito comunista sudafricano - una organizzazione composta prevalentemente da intellettuali bianchi--già all'epoca dei suoi studi universitari, quando s'era impadronito,attraverso i libri,della tradizione social-comunista europea. E questo accadeva,nei primi anni quaranta del secolo appena trascorso, all'università per neri di Fort Hare, retta da missionari scozzesi. Poi, una volta laureato, divenuto avvocato per neri, aveva messo su uno studio legale frequentato da neri -- che tentavano di far valere i loro rari diritti garantiti dalla legge dei bianchi. Negli anni cinquanta Mandela, su suggerimento del partito comunista, aderisce all'African National Congress (ANC) l'organizzazione politica di massa in lotta contro il sistema dell'Apartheid; ovvero la separazione fisica e formale delle tre "razze",dirò così autorizzate: bianca, nera e "colored". Sul finire degli anni cinquanta Mandela diviene presidente dei giovani ANC; e dopo che nel 1960 a Sharperville la polizia boera spara sulla folla facendo una strage, ecco che Tata Madiba riesce ad imporre all'ANC una svolta strategica radicale, fondando "La Lancia della Nazione", l'ala militare che pratica la lotta armata : attentati,sabotaggi, azioni di guerriglia urbana. Entrato lui stesso in clandestinità, verrà arrestato nel 1963 e condannato alla prigione a vita.

Diecimila lunghi giorni trascorrerà ai lavori forzati, restando a schiena dritta, rifiutando le occasioni di pentimento furbescamente offerte dai suoi carcerieri, incapace di svendere le idee per ottenere la libertà personale; diecimila giorni,lunghi, troppo lunghi,durante i quali tanto le cancellerie quanto i media occidentali descriveranno sistematicamente Mandela e l'ANC come appartenenti all'universo del terrore,foraggiato dall'Unione Sovietica, volto a distruggere il mondo libero. Poi,sul finire degli anni ottanta, avvengono alcuni mutamenti geopolitici decisivi -- il crollo del Muro di Berlino, l'unificazione del mercato mondiale-- ed ecco emergere un altro Mandela, non più terrorista comunista ma Angelo riconciliatore; intendendo per riconciliazione il garantire ai bianchi che il fuoco della prevedibile vendetta nera e colored -- quei torti secolari subiti- non li avvolgerà in un gigantesco rogo.

Ha inizio così la seconda vita di Tata Madiba; viene liberato, procede nella politica della riconciliazione portandola fino in fondo, fino ad assicurare al paese una economia di mercato; e quindi garantire, aldilà delle stesse intenzioni, la supremazia culturale e sociale dei bianchi a scapito della " Kultur",degli usi ed abitudini delle moltitudini sia nere che colored.

Così, nel 1993 viene insignito, in tandem con il politico boero de Klerk suo carceriere, del premio Nobel della pace-- un comunista ed un liberale hanno trovato l'accordo perché entrambi partecipano della stessa ideologia fattasi senso comune; insomma spartiscono la mentalità occidentale -- in effetti,cosa c'è di più caricaturalmente occidentale che un ricco liberale ed un militante comunista in Sud Africa?


E' il secondo Tata Madiba che in questi giorni celebrano all'unisono i potenti della Terra e i mezzi di comunicazione occidentali. Il presidente Obama, anche lui, giustamente, premio Nobel della pace che verrà,si è spinto al punto di affermare pubblicamente, non senza una furtiva lacrima, che con Mandela siamo in presenza di un autentico eroe,qualcosa di mitico, di sovrumano.


Ha scritto, nel 2010, la moglie Winnie, una che lo conosceva bene : Nelson è stato gettato in prigione perché era un rivoluzionario; ma il carcere lo ha cambiato; tornato libero,ha accettato un compromesso con i bianchi che costringe i neri a vivere in condizioni inaccettabili.


A proposito di Obama e degli eroi, torna in mente la frase icastica che Brecht attribuisce a Galileo : sventurato il paese che abbisogna d'eroi.


Franco Piperno

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