Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

venerdì 7 marzo 2014

Renzi??

Da megachip.info

**Renzi? Voluto dagli USA per svendere l'Italia**

Giulietto Chiesa: Renzi? il più adatto per una politica filo-USA. Lo
ha rivelato lui stesso quando si è paragonato a Tony Blair, un servo
degli Stati Uniti

mercoledì 5 marzo 2014 ilsussidiario.net

*Intervista di Fabio Franchini a Giulietto Chiesa*

/"È tutto spettacolo"/. Così Giulietto Chiesa, giornalista e
politico storicamente di sinistra, commenta l'operazione Renzi, spinto
a Palazzo Chigi dalla mano degli States per rispondere agli interessi
di Wall Street e per amicarsi Italia, preziosa pedina, nello
scacchiere che vede contrapposti gli Usa alla Germania della Merkel.
/"Io credo che Renzi sia la persona più adatta per fare una politica
filoamericana. D'altronde lo ha rivelato lui stesso quando si è
paragonato a Tony Blair, che è stato un servo degli Stati Uniti"/
continua Chiesa.

Dietro l'ascesa di Matteo Renzi a Palazzo Chigi non c'è solo De
Benedetti. Pare che una spinta importante sia arrivata anche dagli
States, direttamente dalla Casa Bianca.

Io credo che Renzi sia la persona più adatta per fare una politica
filoamericana. D'altronde lo ha rivelato lui stesso, senza esitazioni,
quando si è paragonato a Tony Blair, che è stato un servo degli
Stati Uniti: se lo vuole imitare vuol dire che ha questa intenzione.
Del resto il personaggio, per come si presenta, punta molto in alto e
siccome i padroni universali stanno là, dalle parti di Wall Street,
immagino che voglia puntare proprio verso quella direzione. È dunque
facile capire perché Obama è ben felice che Renzi sia al potere (e
che possibilmente vi rimanga).

Prima c'era Letta che è sempre stato etichettato come l'uomo delle
banche; a un certo punto non è più andato bene. Perché?

Enrico Letta era un uomo della vecchia guardia. Bisogna fare
attenzione ai particolari: Letta, a differenza di Obama, è andato a
Sochi. Queste cose, per chi ha il comando, sono molto interessanti; si
misurano tra di loro con i dettagli. Letta ha fatto un errore a
partecipare alle Olimpiadi invernali in Russia: ma come? Cosa ci è
andato a fare? Non si devono fare queste cose... Renzi non ci sarebbe
mai andato, ecco la differenza. Da queste piccole cose si possono
capire le preferenze dei padroni del vapore, che un tempo erano più
duttili e civili e adesso, invece, stanno diventando sempre più
prepotenti, pretendendo servitori molto più fedeli.

Renzi, come uomo "scelto" dagli Stati Uniti, va collocato nel puzzle
dello scontro politico economico Germania-Usa? Obama, più volte, ha
criticato la linea Merkel.

Io penso che lo scontro Germania-Stati Uniti sia in corso da tempo ed
entrambi i Paesi fanno i propri rispettivi interessi. Siccome la
Germania è molto forte in Europa, se io fossi al posto di Obama
cercherei di accerchiarla, togliendole ogni aiutante di campo,
isolandola. È un'operazione, ripeto, in corso da tempo. Per
esempio...

Prego.

La guerra di Libia è stato un episodio in cui i grandi alleati
americani, Francia e Gran Bretagna, si sono messi in campo, mentre la
Merkel non è andata in Libia a combattere al fianco degli Usa e della
Nato. Il terzo protagonista europeo - di un certo peso economico e
storico - è l'Italia. Conquistare pienamente l'Italia in una visione
esclusivamente atlantica è una mossa che può avere un grande
significato per il futuro. E io credo che a Washington stiano pensando
proprio a questo.

Dunque Renzi come pedina fondamentale in questo scacchiere di
rapporti di forza?

Io non ho un solo documento a sostegno di questa tesi - sono cose
che rimangono all'interno di colloqui segretissimi -, ma la mia
impressione generale è che se Enrico Letta fosse uguale a Renzi non
lo avrebbero certo cambiato; lo hanno fatto perché Renzi è molto
più filo-americano.

Dovrà dare qualcosa in cambio?

È al potere con tutti i vantaggi del caso. Lo scambio è: /"tu stai
al potere e noi facciamo quello che vogliamo fare"/. In questi casi
non è mai questione di gratitudine: quanto dai, tanto avrai.

Qualche settimana fa il Financial Times e il Wall Street Journal
hanno speso belle parole per Renzi. Ultimamente il fondo (americano)
Blackstone ha acquistato partecipazioni in Versace e Intesa San Paolo
e il magnate (americano) George Soros il 5% di Immobiliare grande
distribuzione. È un caso?

Mi sembra che, appunto, siano tutti elementi che vadano in questa
direzione. I grandi proprietari universali - come li chiama Luciano
Gallino - si consultano, si parlano e si danno segnali. Ecco, questi
sono tutti segnali in questo senso: maggiore simpatia e sicurezza
verso un governo (meno tedesco e più americano) che dà garanzie più
precise e complete.

Quello degli Stati Uniti potrebbe essere una sorta di nuovo "Piano
Marshall"?

Ma qui non c'è alcuna politica di investimenti a difesa della
libertà. Adesso si devono fare le privatizzazioni, a questo starà
pensando il nostro premier. Si deve vendere l'Italia: questo è il
progetto. I grossi pescecani della finanza aspettano proprio questo. A
dire il vero, lo aveva detto anche Letta, ma siamo al discorso di
prima: ci sono quelli che eseguono gli ordini senza tirare le briglie
e chi - poco gradito - le tira. Semmai...

Dica.

L'unico Piano Marshall possibile in questo momento sarebbe cambiare
le regole della finanza internazionale: mettere fuori legge gli
off-shore, congelare per i prossimi 50 anni un'ingente massa di
derivati e così via. Insomma, tutta una serie di medicine -
inevitabili e inesorabili - che naturalmente modificherebbero il
quadro degli equilibri finanziari a svantaggio di Wall Street, motivo
per il quale non si faranno mai.

Cosa si farà invece?

All'ordine del giorno, ribadisco, ci sono le immediate
privatizzazioni di quasi tutto il patrimonio industriale (e anche
immobiliare e artistico-culturale) italiano: è questo che ci dobbiamo
aspettare secondo la strategia dei 50 miliardi del Fiscal Compact. Gli
orizzonti sono questi. Renzi è qui per eseguire i compiti che furono
assegnati a Mario Monti.

È un bene o un male per l'Italia?

Se ci si riferisce alla finanza internazionale è un bene, ma se ci
si riferisce alla condizione umana e materiale del popolo italiano è
un male. Non può essere un fatto positivo, la gente si aspetta
tutt'altro. Naturalmente molti non hanno ancora capito, perché le
dinamiche mediatiche con le quali si promuovono queste operazioni
convincono milioni di persone che questo sia un uomo nuovo, giovane e
affascinante che mette otto donne del governo. Figuriamoci...

Il suo giudizio è dunque negativo.

È tutto uno spettacolo, e la gente, che non ne conosce le regole, ci
casca. Poi piange, a danno fatto. Nell'immediato Renzi prenderà un
sacco di voti, tutti dovuti alla speranza disperata della gente di
cavarsela. Una volta per svelare gli altarini ci volevano 5 o 6 anni,
oggi in molto meno tempo: fra un anno saremo già lì a fare i conti.
L'accelerazione della crisi rende il tutto molto trasparente...

Fonte:
http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2014/3/5/RETROSCENA-Giulietto-Chiesa-Renzi-lo-hanno-voluto-gli-Usa-per-vendere-l-Italia/475958/

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