Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

sabato 17 marzo 2012

Sognando la svolta europea

di Anna Maria Merlo - ilmanifesto -
Oggi il candidato alle presidenziali francesi (e favorito) François Hollande incontra a Parigi il presidente del Pd Pierluigi Bersani, il capo dell'Spd tedesca Gabriel Sigmar, oltre ai rappresentanti dei progressisti all'Eurogruppo. Verrà presentato un documento in cui si immagina un'Europa "più unita e democratica".
E se il 2012 e il 2013 fossero gli anni della svolta europea, dalla dominazione dei conservatori al governo dei progressisti? In questi due anni, ci sono elezioni nei tre principali paesi della zona euro, Francia, Italia e Germania. La Fondation Jean Jaurès organizza oggi al Cirque d'Hiver un incontro attorno a François Hollande - favorito alle presidenziali del 22 aprile e 6 maggio prossimi - con la presenza di Pier Luigi Bersani e Sigmar Gabriel, capo dell'Spd, oltre a Martin Schultz, presidente dell'europarlamento e Hannes Swodoba, alla testa del gruppo S&D a Strasburgo. Per lo schieramento progressista, che spera di conquistare i tre governi (per ora, solo Danimarca e Belgio hanno un primo ministro di sinistra e c'è stata una vittoria in Slovacchia), «Un'altra strada è possibile per l'Europa».

I progressisti, nel documento che verrà presentato oggi, vogliono un'Europa più unita e più democratica, con una governance economica che non si limiti a privilegiare, come ora, la «deflazione salariale» che ha ridotto la Ue a uno spazio dove regna il «sorvegliare e punire». Ammettono che ci vuole la «responsabilità di bilancio», la «disciplina fiscale» e che i debiti sovrani devono venire ridotti. Ma propongono di uscire dalla crisi con misure per stimolare la crescita «sostenuta e sostenibile», puntano sull'economia verde e su «nuove risorse», a cominciare dalla tassa sulle transazioni finanziarie. Individuano negli euro-bonds e nella regolazione finanziaria gli strumenti per realizzare la solidarietà e per rimettere ordine. Infine, propongono un candidato comune dei progressisti per la presidenza della Commissione europea.

Hollande, che chiude l'incontro, approfitta della presenza di partner europei per uscire dall'angolo dell'isolamento, in cui lo hanno rinchiuso i rifiuti di Merkel e di altri premier conservatori, che non hanno voluto riceverlo.
Il discorso del Cirque d'Hiver sarà un tocco d'Europa in un programma che di Europa parla poco. Hollande ha promesso che, se sarà eletto, rinegozierà il fiscal pact, per aggiungervi lo stimolo della crescita. «Se sarò eletto presidente della Repubblica e se ci sarà un nuovo parlamento - ha detto Hollande in tv giovedì sera - questo parlamento non potrà ratificare il trattato così com'è, se non verrà modificato». Sulla necessità della crescita, del resto, hanno insistito anche governi conservatori (c'è un testo che solo Merkel e Sarkozy non hanno firmato), ma i progressisti vi mettono un contenuto di «solidarietà». Alla fine, al fiscal pact potrebbe venire aggiunto un capitolo di impegno sulla crescita. Ma Hollande resterà comunque prigioniero degli accordi passati, in particolare il Semestre europeo che fa passare le finanziarie al vaglio di Bruxelles prima di poter venire esaminate dai parlamenti nazionali e il patto di stabilità rafforzato, ormai in vigore.
Nella campagna delle presidenziali, a destra come a sinistra, l'Europa suscita diffidenza. Tutti i candidati hanno ben presente che la maggioranza dei francesi ha votato «no» al referendum del 2005 che ha affossato il Trattato costituzionale.

La campagna si è per il momento concentrata sulle questioni fiscali. Senza tener conto dell'Europa. Hollande propone di abolire gli alleggerimenti alla patrimoniale messi in atto da Sarkozy e una tassazione al 75% per i redditi che superano il milione di euro l'anno. La questione fiscale sta occupando, per il momento, il centro della campagna dei principali candidati. Tutte le principali preoccupazioni dei cittadini - lavoro, precariato, casa, futuro dei figli - vengono affrontate attraverso il prisma del fisco. L'ossessione, a sinistra, è dove trovare i soldi per evitare tagli dolorosi al welfare, per invertire la rotta degli anni Sarkozy, a cominciare dalla scuola. Hollande è accusato di proporre un budget a più del 90% basato sul fisco e solo al 4% su tagli alle spese. Ieri, i due principali candidati, Hollande e Sarkozy, si sono recati in banlieue, ma il tema delle periferie è finora rimasto marginale.

C'è poco spazio anche per le questioni di società, anche se Hollande promette il matrimonio (e l'adozione) per gli omosessuali e la possibilità, molto prudente, di ricorrere all'eutanasia nei casi più disperati. Due ipotesi che Sarkozy, in piena svolta reazionaria, rifiuta categoricamente.

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