Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

mercoledì 26 dicembre 2012

Almeno sette motivi per sostenere Ingroia

- lavorincorsoasinistra -

di Fabio Marcelli
| 26 dicembre 2012
Bisogna davvero augurarsi che il
valoroso magistrato palermitano Ingroia sciolga in modo positivo la
riserva di qualche giorno di riflessione con la quale ha accettato
la candidatura a premier conferitagli da un’ampia coalizione
comprensiva di movimenti e partiti che si oppongono in modo netto
al neoliberismo e chiedono che la democrazia in Italia sia
riaffermata, consolidata ed ampliata. Vorrei elencare almeno sette
motivi più che validi per sostenere e votare Ingroia e la
coalizione che lo appoggia che in parte emergono anche dai dieci
punti che ha proposto all’attenzione. 1. Il suo strenuo impegno a
difesa dello Stato di diritto, manifestato senza compromessi anche
nel momento del ben noto conflitto con Napolitano a proposito delle
intercettazioni telefoniche. Vicenda nella quale Ingroia ha
espresso con coerenza il principio secondo il quale non possono
esistere nel nostro Paese zone franche, né personaggi dotati del
crisma dell’insindacabilità, con buona pace dei neomonarchici
annidati nelle pieghe del sistema democratico. Molto significativo
è del resto lo slogan che Ingroia ha adottato: “Partigiani della
Costituzione”. 2. La sua attenzione, professionale e non solo, nei
confronti dei fenomeni della mafia e della corruzione. Fenomeni al
tempo stesso nostrani e internazionali, rafforzati e incentivati
dall’attuale globalizzazione nel segno dei poteri finanziari
dominanti. E che ci costano caro sia in termini umani, che di
democrazia, che di meri dati economici, costituendo il vero piombo
sulle ali dell’Italia, piombo al quale neanche il governo Monti ha
dedicato la dovuta attenzione, sia per la sua organicità ai detti
poteri finanziari dominanti, sia perché era troppo impegnato a
distruggere i diritti e le garanzie dei lavoratori. Si veda in
questo senso il punto numero 4 del programma di Ingroia: “Vogliamo
una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non
solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca
nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri
poteri, a cominciare dal potere politico”. 3. L’impronta fortemente
antiliberista del suo programma, basato sul rilancio della
democrazia nei posti di lavoro e sulla difesa dei beni pubblici e
comuni, che dovrà ovviamente comportare anche una precisa e
coerente battaglia in sede europea, dato che purtroppo l’Europa è
il luogo di origine di molte di tali politiche sciaguratamente
neoliberiste. E anche perché legalità e solidarietà, che egli pone
in testa al suo programma, sono entrambe antitetiche all’attuale
modello di sottosviluppo, basato sullo spadroneggiare dei poteri
forti, l’esasperazione delle differenze sociali e la devastazione
ambientale mediante le cosiddette grandi opere. Cui si accompagna
anche il rifiuto della burocrazia e dei vincoli non necessari nei
confronti dell’attività d’impresa innovativa, oggi soffocata da
finanza, burocrazia e tasse. E ovviamente il ripudio della guerra,
con la fine della partecipazione a missioni militari che abbiano in
effetti carattere bellico. 4. L’attenzione mostrata nei confronti
di scuola, università e ricerca, di cui va assolutamente
salvaguardato il carattere pubblico e della cultura, giustamente
considerata alla stregua di motore della rinascita del Paese. 5.
L’impegno per la laicità dello Stato, obiettivo di portata
veramente storica e rivoluzionaria in uno Stato come l’Italia dove
il Vaticano penetra in qualsiasi schieramento politico. In nome
della salvaguardia delle differenze e del rispetto dei diritti
della persona che significano anche realizzazione delle aspettative
degli immigrati, oggi costretti fuori dalla cittadinanza. 6.
L’appoggio di sindaci, come Luigi de Magistris e Leoluca Orlando,
capaci di imporsi in situazioni difficili e degradate contando solo
sull’appoggio di poche forze politiche e della cittadinanza.
Sindaci che hanno avviato un percorso di rinnovamento locale che
deve oggi pervenire fino al centro del potere nazionale. 7. Infine,
per una ragione di carattere strategico, perché la convergenza tra
le forze politiche che hanno saputo, dentro e fuori il Parlamento,
mantenere alta la bandiera di un’opposizione non demagogica e
strumentale contro le politiche di Monti e del capitale
finanziario, il movimento arancione e “Cambiare si può”, può
determinare le condizioni per un rinnovamento effettivo della
politica vita nazionale. Spazzando via definitivamente sia il
tentativo revanscista di Berlusconi che tenta invano di riemergere
dalla pattumiera della storia, sia le politiche immobiliste e
legate ai poteri forti e alle cricche di Monti e della sua congrega
di banchieri ed alti burocrati. In quest’ultimo senso, la portata
dell’esperimento in corso va ben al di là delle prossime scadenze
elettorali, sia nazionali che regionali che locali. Si tratta
infatti di istituire un luogo di elaborazione politica e culturale,
un intellettuale collettivo radicato a fondo nel popolo italiano,
che sia capace di intraprendere e portare avanti i passaggi
rivoluzionari oggi necessari per dare un senso al futuro nel nostro
Paese e nel mondo. Dialogando in modo non settario con le altre
forze sinceramente interessate al cambiamento, siano esse tuttora
irregimentate in un Pd ancora eccessivamente subalterno al montismo
o presenti nel magmatico movimento Cinque Stelle, o disperse nelle
migliaia di comitati intenti a lottare nelle più varie situazioni,
dalla difesa di scuola, sanità e cultura da liquidazione e
privatizzazioni, da quella del tessuto industriale a quella del
territorio contro le speculazioni e il saccheggio.

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