Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

domenica 18 agosto 2013

Interrogativi sulle guerre in corso.

da www.sottolebandieredelmarxismo.org

Chi segue gli eventi del Vicino Oriente sulla stampa ufficiale, difficilmente riesce a

farsi un'idea delle vere cause delle lotte. Primavera araba, repressioni del regime,

attentati e bombardamenti, uso delle armi chimiche, linea rossa di Obama... E le

suddivisioni religiose del Levante: solo in Libano, lo stato riconosce ufficialmente 18

confessioni: fra i cristiani, quelle maronita, greco-ortodossa, greco-cattolica

(melchita), armeno apostolica, armeno-cattolica, siriaco-ortodossa, siriaco-cattolica,

protestante, copta, assira, caldea, e la cattolica di rito latino; fra i musulmani, le

comunitΰ sunnita, sciita, ismailita e, in aggiunta, le comunitΰ alauita e drusa. E non

dimentichiamo la comunitΰ ebraica.

In Siria circa il 10% della popolazione θ cristiana, aderenti in buona parte alla chiesa

greco-ortodossa di Antiochia e per il resto cattolici di varie comunitΰ (melchiti,

maroniti, siri, armeno-cattolici, caldei, ecc.). 500.000 appartengono alla Chiesa

ortodossa siriaca, ci sono pure la chiesa apostolica armena, la chiesa assira d'Oriente,

piccole minoranze protestanti. La maggioranza della popolazione θ sunnita (74%), il

13% si divide tra drusi e alauiti. E' bene mettere in rilievo queste divisioni, perchι i

media insistono sul fattore religioso come una delle cause determinanti della guerra,

accanto al dispotismo, il che renderebbe indispensabile una lotta per la democrazia e

per i diritti umani. Ma sono queste le vere cause delle guerre in corso? Per cercare di

capirlo, occorre mettere assieme una serie di fatti di solito esaminati isolatamente,

perchι solo riunendo i vari pezzi di un puzzle si puς cogliere il disegno.

Le motivazioni sono religiose? Allora perchι le linee divisorie non corrispondono

affatto a quelle di fede? Tra i cristiani, abbiamo posizioni diversissime: Padre

Dall'Oglio, schierato con i ribelli, scrive: "

... Ma guardiamo alla cosa dal punto di

vista etico della rivoluzione siriana. Ammettiamo per un istante che ci fossimo

appropriati di armi chimiche sottratte agli arsenali di regime conquistati

eroicamente. Immaginiamo di avere la capacitΰ di usarle contro le forze armate del

regime per risolvere il conflitto a nostro favore e salvare il nostro popolo da morte

certa. Cosa ci sarebbe d'immorale? Tutte le armi possibili sono usate contro di noi.

Θ ampiamente dimostrato che il regime fa esperimenti micidiali d'uso delle armi

chimiche contro i partigiani rivoluzionari e la popolazione civile, proprio per vedere

di superare quella maledetta linea rossa impunemente.


"(1) Se θ vero - ma al

momento non v'θ nulla di certo - che padre Dall'Oglio θ stato rapito proprio dai

ribelli, il minimo che si possa dire θ che la sua fiducia era mal riposta. Bisogna tener

sempre conto, perς, che il Vaticano ha la sua diplomazia e i suoi servizi segreti, che

sanno bene cosa si propone il sacerdote. Tra l’altro, Dall’Oglio θ un gesuita, tenuto ad

un’osservanza assoluta degli ordini del papa. Come si conciliano le sue posizioni con

le affermazioni pacifiste di papa Francesco? Su quanti tavoli gioca il Vaticano?

Completamente diverso l'atteggiamento di padre Gheddo: alla domanda su come

giudica la situazione dei cristiani in Siria, risponde:

"La giudico con le stesse parole

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che ha espresso la chiesa ortodossa. Ha definito la persecuzione contro i cristiani in

Siria una pulizia etnica in corso. Una pulizia etnica da parte dei militanti musulmani

legati ad Al Qaeda. Il problema della rivolta in Siria, esattamente come successo in

Libia, θ che in essa sussistono due componenti. Una laica, indipendente e tollerante,

e una corrente estremista musulmana tenuta a freno da Assad padre e Assad figlio

fino a oggi.

I cristiani infatti hanno sempre goduto di libertΰ religiosa in Siria.

I dittatori che si sono succeduti in Siria appartengono alla setta dei musulmani

alauiti, che θ una setta islamica considerata non ortodossa ma che ha sempre difeso i

cristiani perchι erano anche loro perseguitati e non ben visti dalla maggioranza dei

musulmani. Si pensi che i cristiani fuggivano dal Libano, dall'Iraq, a volte anche

dalla Turchia per trovare rifugio proprio in Siria


."(2)

"Haytham Manna, portavoce del National Coordination Committee (NCC)dichiara

che la Francia aiuta i fondamentalisti contro i cristiani.

"

Il ministro Juppι ha minacciato un intervento militare in Siria. Lei θ favorevole?

"Alain Juppι θ malato di quella che chiamo “sindrome libica”. E’ convinto che la

Francia abbia liberato il popolo da Gheddafi, e vorrebbe riproporre lo stesso

meccanismo anche in Siria. E’ una soluzione davvero stupida, non riesco a trovare

altre parole, se non altro perchι la Siria e la Libia sono completamente diverse. La

“liberazione” della Libia inoltre ha provocato oltre 50mila vittime. Spero quindi che

Juppθ eviti delle soluzioni semplicistiche per il mio Paese, la cui situazione θ molto

complicata


.""(3)

Perchι il governo francese, che si proclama campione di laicismo, appoggia le

correnti jihadiste in Siria, mentre le combatte in Mali? E l'Arabia Saudita, fortezza

dei wahhabiti, in Egitto appoggia il golpe dei militari laici contro i Fratelli

musulmani? Si risponderΰ che si tratta di ragion di stato, di machiavellismo, ma con

ciς la religione θ ridotta a mero strumento di potere, e si scarta implicitamente

l'ipotesi dell'origine religiosa di queste guerre.

Le stesse monarchie assolute d'Arabia, che negano, con pretesti religiosi, le piω

elementari libertΰ alle donne, ( non possono neppure guidare l’auto se non

accompagnate), perchι acquistano grandi alberghi in localitΰ turistiche occidentali

dove la borghesia si diverte in modo spesso non irreprensibile? Dove va a finire

l'intransigenza religiosa, quando si tratta di affari?

Sono guerre per la democrazia contro la tirannide? Perchι, allora, dalla parte della

"democrazia" ci sono le monarchie assolute d'Arabia, Al Qaida, e persino lo sceicco

Youssouf al-Qaradawi, leader dei Fratelli musulmani, che ha emesso, tramite Al-

Jazeera, una fatwa in cui si dichiara lecita l'esecuzione di coloro che si ribellano

contro "

il solo potere legittimo in Egitto, quello di Mohamed Morsi"? Un chiaro

appello a far fuori i membri del Consiglio militare.

Ancora piω deboli le tesi sull'origine umanitaria di queste guerre, viste le stragi di

bambini e donne operate dai droni, le uccisioni di cristiani e frati, le efferate


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carneficine compiute dai "combattenti della libertΰ" in Libia e Siria; il linciaggio di

Gheddafi, che ha scatenato l'entusiasmo "umanitario" della Clinton, la persecuzione

degli immigrati africani in Libia e dei libici di pelle scura, e cosμ via. Nella guerra in

Afghanistan, inoltre, secondo le dichiarazioni ufficiali, si doveva lottare contro Al

Qaeda e i talebani. Rimosso l'ingombrante fantasma di Bin Laden, oggi Al Qaeda θ

divenuta alleata della Nato in Libia e Siria. Il Capo dei taliban, mullah Omar, nel

gennaio 2002 fuggμ, passando indisturbato in motocicletta tra le truppe americane.

Francesca Marino scriveva di lui: “...

deve certamente essere dotato di notevoli doti

illusionistiche per riuscire nel 2001 a fuggire a bordo di un sidecar attraverso il

meglio delle truppe americane ... da allora risiede felicemente a Quetta, capitale

della regione, da dove organizza e pianifica attacchi alle truppe Usa e Nato in

Afghanistan, amorosamente assistito dagli uomini dell’Inter-Service Intelligence

(ISI) che provvedono all’addestramento e all’equipaggiamento dei suoi uomini.”



(Francesca Marino, “Dizionario delle bufale Pakistane”, Limes n. 4, 2009.)

La lotta ai taliban θ il vero motivo dell'invasione USA dell'Afghanistan? Allora

perchι, dopo 12 anni, la piω grande potenza di tutti i tempi non θ ancora riuscita a

sconfiggerli? E perchι il traffico della droga, dopo l'occupazione americana, θ

cresciuto a dismisura? "

Dodici anni dopo la caduta dei talebani, il paese verso una

produzione record dell'oppio. Secondo un rapporto dell'Onu l'Afghanistan θ il primo

produttore al mondo


." (Mar Apr 16, 2013 "In Afghanistan si produce sempre piω

oppio". http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=42904&typeb=0).

E la liberazione della donna? Nella stessa polizia, addestrata dagli occidentali in

missione, la situazione delle donne θ insostenibile: "

Molte poliziotte afghane

subiscono violenze sessuali da parte dei loro colleghi maschi, spesso all'interno

anche delle stesse stazioni di polizia, dove spogliatoi e servizi igienici come le

toilette sono comuni, rendendo piω frequente stupri e abusi di ogni genere. Lo

denuncia l'organizzazione umanitaria Human Rights Watch, puntando il dito contro

una ''violenza dilagante'' nei confronti delle donne che oramai coinvolge l'intera

societa' civile afghana."


(http://www.contropiano.org/archivio-news/archivionews/

in-breve/esteri/item/16161-afghanistan-poliziotte-violentate-dai-colleghimaschi).

Questo θ sufficiente a dimostrare che tutte le idealistiche motivazioni con cui si θ

giustificata la guerra afgana sono solo un cumulo di menzogne, e che, dietro la

facciata che i "liberatori"hanno costruito, c'θ oppressione, traffico di droga con la

connivenza del regime, oppressione sociale e stragi di civili.

Non tutte le visioni distorte della realtΰ derivano dalla propaganda bellica, che per sua

natura deve creare disinformazione. La visione immediata dei fatti sociali e politici

ci porta a cogliere dapprima le motivazioni ideologiche, religiose, giuridiche. A

migliaia di anni di distanza, se si pensa alla guerra di Troia, viene subito alla mente il

ratto di Elena, pochissimi pensano all'importanza economica, politica e militare del

controllo dei Dardanelli, del Bosforo e del Mar di Marmara.


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In una lettera a Conrad Schmidt del 17 ottobre 1890, Engels scrive: "

Con i riflessi

economici, politici e di altro tipo succede esattamente come con quelli dell'occhio

umano, passano per una lente convergente e si mostrano perciς nel cervello

rovesciati. Manca perς il sistema nervoso, grazie al quale a chi se li rappresenta

essi risultano di nuovo messi in piedi


"

Per rimettere nella giusta posizione i riflessi economici, politici, sociali, occorre la

critica materialistica. Nell'immediato, le guerre ci appaiono nella loro mascheratura

ideologica, come conflitti tra democrazie e totalitarismo, tra cristianesimo e

islamismo, tra diverse frazioni dell'islamismo, e le fratture sembrano derivare da

motivi ideali, da intolleranze o fanatismi. Il vicino oriente si presta a presentare i

problemi sociali e politici come contrasti religiosi, perchι in zone relativamente

piccole troviamo confessioni diverse alle quali i media, per confondere ancor piω il

lettore, mescolando arbitrariamente fedi ed etnie, aggiungono i curdi e i turkmeni.

Le guerre, in ultima istanza, hanno radici economiche, e sarΰ opportuno ricordare che

per Marx ed Engels economia non θ un mero rapporto tra cose, ma un rapporto tra

esseri umani, un rapporto sociale. Engels scrive a Joseph Bloch (21/9/1890):

"...

secondo la concezione materialistica della storia la produzione e riproduzione

della vita reale θ nella storia in ultima istanza determinante. Di piω nι io nι Marx

abbiamo mai affermato. Se ora qualcuno distorce questa affermazione in modo che il

momento economico risulti essere l'unico determinante, trasforma quel principio in

una frase fatta insignificante, astratta e assurda


."

Se l'economia, intesa nel senso appena indicato, costituisce la struttura, ciς non

significa che la sovrastruttura politica, giuridica, ideologica sia irrilevante, perchι a

sua volta reagisce sulla struttura. I fondatori del marxismo hanno spesso riso del

tentativo di loro seguaci di ricavare ogni fatto insignificante dalla struttura economica,

che θ decisiva, ma solo "in ultima istanza". Nella stessa lettera a Bloch si

afferma :

"Lo stato prussiano θ sorto e si θ sviluppato per l'azione di cause storiche,

e in ultima istanza di cause economiche. Sarebbe perς difficile affermare senza

pedanteria che tra i molti staterelli della Germania settentrionale precisamente il

Brandeburgo fosse destinato per necessitΰ economica, e non anche per altri fattori

(soprattutto per il fatto di avere a che fare, per il possesso della Prussia, con la

Polonia e quindi con le relazioni politiche internazionali...), a diventare la grande

potenza in cui si θ incarnata la differenza economica, linguistica e, dopo la Riforma,

anche la differenza religiosa tra il Nord e il Sud


".

Perciς, se si mettono i rilievo i grandi problemi economici che determinano, in ultima

istanza, la politica degli stati, non s'intende negare l'importanza dei fattori politici,

ideologici e religiosi, l'influenza della capacitΰ o dell'incapacitΰ dei dirigenti politici,

e persino della stupiditΰ. Quando il senatore John McCain si fece fotografare con i

rapitori di pellegrini libanesi e poi disse che non sapeva chi erano, contribuμ suo

malgrado, a smascherare l'ipocrita politica di Washington.

Oggi non c'θ governo occidentale che non si attenga ufficialmente alle tesi

idealistiche sull'origine religiosa e umanitaria delle guerre, per mascherare il loro


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comportamento spietatamente imperialistico. Sembra che il materialismo sia emigrato

a oriente, e non θ casuale che la seguente dichiarazione venga da un militare, che non

ha un elettorato da circuire. In un'intervista, il Maggiore Agha H. Amin dice: "

Non

molto tempo fa abbiamo discusso della situazione in Siria, e del fatto che la causa

principale della sovversione in Siria sia il progetto del gasdotto PARS da 10 miliardi

di dollari, che porterΰ gas dall’Iran, attraverso l’Iraq e la Siria al Mediterraneo

orientale, tra i piω importanti fattori vi θ l’influenza politica che l’Iran acquisirebbe

se, insieme alla Russia, fornisse piω del 40% del gas consumato dall’UE nei prossimi

100-120 anni, e un tentativo degli Stati Uniti e del Regno Unito per sabotare

l’ulteriore integrazione delle economie e dell’energia nazionali dell’Europa

continentale e della Russia


."(4)

Margherita Paolini, su "Limes", prende in esame i piω importanti giacimenti di gas

della regione. Particolare rilievo ha il giacimento di Akkas, a trenta chilometri dalla

frontiera siriana, che da solo equivale a piω di metΰ di tutti i campi irakeni:

"Il

governo di Bagdad e quello di Damasco si accordano per collegare Akkas alla rete

siriana con un gasdotto bretella di 45 km. In effetti, la Siria dispone di una rete di

condotte funzionali al raccordo tra lraq centrale e il suo centro petrolifero di Hims,

che θ anche il perno Nord-Sud della condotta panaraba Arab Gas"


.(5) Le proteste

delle tribω si oppongono all'esportazione del gas di Akkas e chiedono l'utilizzo per lo

sviluppo locale. Shell e Total si ritirano, sostituite dalla coreana Kogas. Teheran

allora propone un rifornimento dal giacimento offshore Pars 2, e a marzo 2011 c'θ

l'accordo Iran, Iraq e Siria, per la costruzione di un gasdotto da 10 miliardi di dollari

entro il 2016, che porti il gas al Mediterraneo, in funzione dei mercati europei. La

Turchia θ tagliata fuori, nonostante gli impegni presi precedentemente da Damasco.

Nell'estate 2011, con lo sviluppo della rivolta, la Siria viene messa al bando dalla

Clinton e le compagnie petrolifere si ritirano.

Oltre alla Turchia, il Qatar subisce gravi danni: il mercato statunitense θ divenuto

autosufficiente col gas da scisti, sui mercati asiatici θ vincente la concorrenza

australiana, per via dei minori costi di trasporto. Giungere al Mediterraneo attraverso

il Golfo Persico, l'Iraq e la Siria diventa essenziale per il Qatar, per cui una Siria

soggiogata dovrebbe diventare un semplice punto di passaggio degli oleodotti.

Questo basterebbe giΰ a spiegare l'accanimento di Turchia e Qatar contro la Siria, e il

sostegno a suon di milioni di dollari alla guerriglia contro Assad.

Il vice direttore della DIA - Defense Intelligence Agency, David Shedd,ha dichiarato

che la guerra in Siria potrΰ andare avanti per "

diversi anni".(6) Gli USA hanno piω

motivi per tirare a lungo la guerra: esaurire le forze degli alleati della Siria Iran e

Hezbollah, ostacolare il ritorno in forze della Russia nel Mediterraneo, impedire la

concorrenza alla propria produzione di gas, e lo stop alle ambizioni del Qatar

potrebbe avere la stessa motivazione. Ma c'θ anche un'altra questione. Nel

Mediterraneo orientale ci sono giganteschi giacimenti di gas.

Un articolo riporta le posizioni di Agostino Chiesa Alciator, giΰ console italiano in

Francia: la Siria ha il diritto di sfruttamento sulla piattaforma continentale


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sottomarina fino a 250 chilometri dalla costa, in base a norme internazionali. Tra

Cipro e la costa nord della Siria ci sono meno di 250 chilometri, basterebbe un

accordo tra i due paesi: «

Invece: vogliono espellere la Siria, e anche il Libano, dalla

possibilitΰ di accesso allo sfruttamento dei giacimenti


». Sempre per il monopolio

dollaro-petrolio

, «la Siria dev’essere messa da parte e i giacimenti devono finire

esclusivamente nelle mani delle societΰ petrolifere multinazionali: questo θ il motivo

dell’accanimento contro la Siria»


. Cipro θ stata resa innocua con la crisi bancaria e il

Libano continuamente reso instabile: "

proprio il gas dell’Egeo contribuisce a

spiegare anche il martirio a cui θ sottoposta la Grecia. Le grandi societΰ petrolifere,

spiega Alciator, hanno giΰ approfittato della crisi greca per accaparrarsi le

concessioni a prezzi stracciati: «Se avessero dovuto comprarle a prezzi reali,

concorrenziali, la Grecia avrebbe avuto modo di pagare non una, ma dieci volte il

debito che le hanno creato le multinazionali finanziarie».(


7)

Con la Grecia e Cipro si usano strumenti finanziari, con la Siria strumenti militari, ma

lo scopo resta lo stesso. Per portare avanti questa guerra, era il caso di utilizzare i

tagliagole di Al Qaeda, sgombrato il campo del fantasma di Bin Laden. In questi

giorni ci sono state fughe di qaedisti da carceri pachistane, afgane, libiche. Abbiamo

la fondata convinzione che non siano pure coincidenze, ma che siano state preparate

ad arte, col consenso dei carcerieri, e che ritroveremo quei personaggi in Siria, a

portare avanti una "guerra democratica", secondo le fonti occidentali, la jihad,

secondo loro. Ciς non significa che ci siano tra i combattenti quelli che

effettivamente credono di combattere per Allah, ma i vecchi filibustieri, e non solo di

Al Qaeda, sanno bene qual θ la posta.

Tagliata fuori la Siria dallo sfruttamento dei giacimenti sottomarini, Israele impedisce

a Gaza e al Libano lo sfruttamento dei giacimenti off-shore nelle loro acque

territoriali. Nel gennaio 2012 Netanyahu si recς a Cipro, e propose l'utilizzo della

base cipriota "Andreas Papandreou" per poter pattugliare con gli F16 i giacimenti.

Israele inviς pure navi da guerra per pattugliare le zone delle trivellazioni, e la stessa

cosa fece la Turchia.(8) I contrasti tra i due paesi non sono sorti solo dall’episodio

della Mavi Marmara, come i media hanno lasciato credere.

In questa situazione va inquadrata la vicenda della nave italiana Odin Finder, che

doveva piazzare cavi sottomarini per conto della Cyprus Telecommunications

Authority. Un missile di superficie, lanciato da una nave militare turca, le avrebbe

impedito di continuare, costringendola a riparare nel porto greco-cipriota di Paphos

mentre la zona nord dell’isola, la Repubblica turco-cipriota, non θ riconosciuta nι

dall’Onu nι dalla Ue. La capitale greco-cipriota, Nicosia, ha subito avvertito il

governo italiano e quello statunitense.(9) Ma la politica italiana θ basata sul "troncare,

sopire" del conte zio di manzoniana memoria, e nonostante un'interrogazione

parlamentare, non si θ giunti a nessuna chiara presa di posizione.

Intanto continuano le stragi e le mistificazioni : I mercenari del Fronte al Nusra

hanno attaccato il villaggio isolato di Dair Az Zor nell'est della Siria e assassinato una

sessantina di abitanti, giovani, adulti e vecchi. I media occidentali hanno presentato il


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massacro come uno "scontro tra i ribelli". Le donne sono state prese come bottino di

guerra, le case incendiate.(10)

In un messaggio diffuso su Internet, Abou Mohammad al-Golani, capo del Fronte

islamista Al-Nosra, affiliato Al Qaeda, ha dichiarato:

«… Rifiutiamo ogni soluzione

politica e pressione esterna, il nostro scopo θ l’imposizione dell’islam e della sharia.

Noi, in quanto musulmani non crediamo alle elezioni nι ai partiti politici, crediamo

in un sistema islamico con la sharia che regge la giustizia".


(11)

E' chiaro il disegno di imporre a una popolazione moderna e civile un regime

dittatoriale con una mascheratura religiosa.

Ma la situazione peggiore θ ad Aleppo, che ha piω di 2 milioni di abitanti, e soffre di

un blocco generale imposto dai ribelli islamisti, in maggioranza stranieri, mercenari

pagati dalle monarchie del golfo. Gli abitanti rischiano di morire di fame o di malattie

per mancanza di medicine. L'accerchiamento θ stato possibile anche per l'aiuto di

Erdogan, che ha permesso un continuo passaggio di jihadisti e di armi.

"

Un cartello posto in un quartiere sotto il controllo degli islamisti precisa la natura e

i particolari del blocco contro Aleppo parte ovest, compreso "tutto ciς che θ

necessario per i bambini". Volantini che esigono il rispetto di questo blocco sono

stati distribuiti nelle vie. Ogni persona che si rifiuti di sottomettersi a questo blocco

sarΰ punita... Del resto, le milizie islamiste non hanno esitato a sparare su

manifestanti pacifici a Karaj al-Hajz e Bustan al-Qasr (parte sud d’Aleppo) - due

zone che si trovano sotto il loro controllo e dove si trova anche il passaggio tra le

due parti della cittΰ - che chiedevano di togliere il blocco sui loro compatrioti

dall'altra parte della cittΰ.(


12)

Questi filibustieri possono agire perchι sovvenzionati e riforniti di armi da Qatar,

Emirati Arabi, Arabia Saudita, Turchia, Israele, Francia, Inghilterra, Usa e Italia. Il

nostro paese non ha interrotto le forniture di armi all'Egitto, ben sapendo che non era

un problema farle passare, via Turchia o Giordania, ai jihadisti.

Le responsabilitΰ dell'occidente sono enormi. L'appoggio ad Al Qaeda θ criminale, e

mette in pericolo, non solo quella parte di popolazione che sta con Assad, ma anche

tutte le minoranze religiose, etniche o politiche. L'ideologia dei jihadisti non cade dal

cielo, ma θ funzionale al dominio saudita su tutto il mondo arabo. L'Europa, attenta

solo ai vantaggi immediati, non vede che sta facendo crescere un avversario terribile,

un impero fondato sulla rendita petrolifera. Si parla di califfato, ma sotto l'apparenza

della restaurazione dell'Islam dei primordi si celano gli interessi imperialistici

dell'Arabia Saudita. Nessuno s'illuda che Riad porti avanti l'unificazione nazionale

degli Arabi della penisola e della mezzaluna fertile, con una rivoluzione dall'alto di

tipo bismarckiano. Il regime dell'Arabia Saudita θ sempre stato nemico di ogni forza

nazionalista, e anche un'unificazione tardiva, non avrebbe niente di rivoluzionario;

essendo guidata da una monarchia assoluta, aggiungerebbe catene su catene alle

disgraziate popolazioni della regione.

Ne subirebbero il primo contraccolpo i paesi dell'Europa mediterranea e l'Inghilterra.

Ma anche La Turchia vedrebbe le proprie ambizioni infrante.


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Gli Stati Uniti, se l'autosufficienza col gas degli scisti θ reale e non un fuoco di

paglia (l'estrazione puς avere costi crescenti), non avrebbero una grande perdita a

breve termine. Se, inoltre, direttamente o tramite i loro alleati israeliani e

accordandosi con i sauditi, ottenessero il controllo di gran parte dei flussi di gas e

petrolio verso l'Europa, il loro dominio si rinsalderebbe, alla faccia dei geni Hollande

e Cameron, che giocano alle grandi potenze (Il genio nostrano, Berlusconi, al

momento ha altre gatte da pelare). Obama, a differenza di Bush, preferisce farsi

togliere le castagne dal fuoco dagli alleati, Francia e Inghilterra anzitutto, ma anche

Turchia, Qatar e persino Italia (ad es. in Libia). Ma nessuno di questi paesi θ

abbastanza forte, e l'intervento USA θ quasi sempre necessario.

Il rafforzamento dell'imperialismo dominante θ come una cappa di piombo che

impedisce la ripresa del movimento operaio. Nonostante tutto ciς, la dominazione

statunitense non θ invincibile. Un tempo avevano l'appoggio interno di settori

privilegiati della classe operaia, sedotti dai salari alti e dalle condizioni quasi borghesi

di vita. Oggi tutto questo non esiste piω, e il fallimento della cittΰ di Detroit θ il

simbolo di questa decadenza. Il fronte interno puς diventare il punto debole

dell'imperialismo americano. Se l'indebolimento USA si tradurrΰ in una serie di

sconfitte politiche, militari, economiche, i lavoratori americani potranno forse

annunciare ai loro compagni europei, asiatici, africani, sudamericani l'avvio di una

nuova stagione di lotte.

Michele Basso

11 agosto 2013

NOTE

1) Lettera aperta a Lucia Annunziata sulla esaltazione dell’uso di armi chimiche in

Siria, 29 luglio 2013

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1766

2 ) SIRIA/ Padre Gheddo: e' in corso la pulizia etnica dei cristiani, ilsussidiario.net

24 maggio 2012

3) SIRIA/ Haytham Manna: la Francia "aiuta" i fondamentalisti contro i cristiani 2

maggio 2012 ilsussidiario 2 maggio 2012

4) Intervista con il Maggiore Agha H. Amin, (La volatilitΰ di Gas, Geopolitica e

Grande Medio Oriente, marzo 15, 2013 Christof Lehmann Nsnbc 30 gennaio 2013

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

5) Margherita Paolini, "Mezzaluna calante", Limes, 2-2013.

6) PEPE ESCOBAR, "GUERRA CONTRO IRAN, IRAQ E SIRIA ?" atimes.com

Fonte: www.atimes.com

Link: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/MID-04-230713.html

23.07.2013


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Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

7) http://www.libreidee.org/2013/07/grecia-cipro-e-siria-messe-ko-per-rubargli-ilgas-

dellegeo/[/b]

vedi anche:

Sapevate che il Mediterraneo orientale ha piω gas dell’Arabia Saudita? Melina

Monjour on mar 28, 2013 Youth United Press.

"Sotto il Mediterraneo un mare di gas e petrolio che puς salvare l'Europa

In profonditΰ ci sono enormi giacimenti di idrocarburi. L'Ue ha solo una strada:

attuare politiche che permettano di sfruttarli",Roudi Baroudi - Gio, 20/06/2013

8)Michele Giorgio:"CIPRO: f-16 israeliani a protezione giacimenti gas"

Nena News, 19 Febbraio 2012.

9) Il Fatto Quotidiano > Stampa greca: “Missile turco contro nave italiana che

lavorava per conto di Cipro”

L'imbarcazione stava piazzando cavi sottomarini. La notizia, se confermata, sarebbe

l'attuazione della minaccia turca fatta lo scorso novembre contro quegli stati che

avessero avuto intenzione di prestare la propria collaborazione a Nicosia nelle

operazioni di sfruttamento dei giacimenti di gas

di Francesco De Palo, 31 luglio 2013

Atto Camera,Interrogazione a risposta in commissione 5-00824 presentato da

SCOTTO Arturo,Giovedμ 1 agosto 2013, seduta n. 63.

10)Gιnocide en Syrie et manipulations mιdiatiques,Bahar Kimyongur

,Investig'action,MichelCollon.info.l'infodιcodι

11)Syrie : Le front al-Nosra dιclare que son objectif est l’imposition de l’islam et de

la charia.

Ce texte paru le 22 juillet sur Syrianow et sur al-MayadeenTV (*) a ιtι traduit pour le

site silviacattori.net par Roula Kalaf.

29 juillet 2013 | Thθmes (S.Cattori) : Syrie Ingιrence

12)"A Alep, blocus et gιnocide pour ιtablir un califat islamique"

Cιcilia Fany Fandi,Investig'action cit. All'articolo θ allegato un video messo in rete il

9 luglio.

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