
Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...
(di classe) :-))
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...
(di classe) :-))
Francobolllo
Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.
Europa, SVEGLIA !!
giovedì 14 ottobre 2010
martedì 12 ottobre 2010
Non e' guerra, spariamo per secondi.

I cacciabombardieri italiani gia ora attaccano col cannoncino, ma "non e' guerra".
Per Piero Fassino dirigente responsabile esteri del partito di centro sinistra (SIC), il maggiore partito d'opposizione, "in Afghanistan non stiamo facendo nessuna guerra "perche' .... non spariamo per primi."
Se sorprendi un ladro a casa tua, non reagire, non per primo almeno. Anzi, fallo accomodare, offrigli un bel caffe' e poi meglio se proprio te ne esci di casa.
Se reagisci e addirittura lo fai per primo e lui di da un cazzotto, o una coltellata, avra' ragione lui.
In Yugoslavia, per D'Alema era ancora piu' semplice e nessuno si azzardava a chiedere il conto: era si' guerra ma ... guerra "umanitaria" e in quel caso si poteva liberamente sparare per primi.
E' con questi dirigenti che la ex sinistra chiedera' ancora i nostri voti. Prepariamoci.
Alexis ;-)
I cacciabombardieri italiani già attaccano.

Di M. Dinucci Fonte: Disarmiamoli.
Ma «non è guerra»
Ma «non è guerra»
«In Afghanistan non stiamo facendo nessuna guerra», assicura Piero Fassino, responsabile esteri del Pd
(il manifesto, 10 ottobre).
Ritiene quindi giusto che il Parlamento valuti se l’attuale livello di sicurezza dei nostri soldati, mandati là a «difendere le popolazioni civili», sia adeguato o meno, spianando così la strada alla proposta del ministro La Russa di armare di bombe i caccia Amx.
«Un esercito che porta la pace», spiega Fassino, «spara per secondo e lo fa solo se attaccato».
E’ in base allo stesso criterio che il governo ha autorizzato i piloti degli Amx a usare il cannone di bordo se vengono attaccati, quando vanno all’attacco in supporto delle forze terrestri, indicando loro gli obiettivi da colpire.
domenica 10 ottobre 2010
La retorica del dolore e la pace.
di Pietro AnconaFonte: comedonchisciotte
L'Italia, Presidente della Repubblica in testa, si unisce nella retorica del dolore. Meno di altre volte perchè la verità, nascosta da un fitto velo dai pennivendoli embedded dell'ascarismo filoamericano, comincia a filtrare, comincia a mostrarci una realtà durissima ed atroce di una guerra di conquista combattuta nell'interesse geostrategico ed economico degli USA alla quale partecipiamo per non essere puniti dal nostro prepotente e grosso "alleato" ed essere catalogati in uno dei vari gruppi della sua lavagna che si conclude con quello degli "stati canaglia".
Siamo in Afghanistan per combattere, siamo integrati in una macchina di morte che ha finora prodotto centinaia di migliaia di vittime in una popolazione praticamente inerme. I patrioti che ci combattono sono armati da mine rudimentali costruite in cantina e da vecchi fucili kalashikov, ma sopratutto hanno l'arma vincente: sono motivati! La motivazione che manca ai nostri "cari ragazzi" che sono in Afghanistan perchè membri di un esercito di professionisti in una trasferta importante non solo per i soldi ma anche per fare carriera. Se stai in un esercito di professionisti devi qualificarti come combattente!
Quattro alpini morti., fatalità? La domanda vietata ai giornalisti dai nostri generali.
9 ottobre 2010 Fonte: Pugliantagonista.
(la notizia dal WEB 9 ottobre 2010UCCISI 4 ALPINI IN AFGHANISTAN tutti del Centro SUD un morto e un ferito sono pugliesi)
Quanto è avvenuto, oggi mettendo da parte sentimentalismi patriottici e dolorose constatazioni che si tratta di giovanissimi provenienti dal SUD, che continua a fornire carne da cannone, possiamo dire che si tratta di un normalissimo episodio militare, da manuale e che statisticamente , è possibile calcolare con largo anticipo la probabilità che esso succeda per numero di operazioni simili, la quantità di perdite umane e di materiale previste
In Afghanistan operazioni di allargamento del controllo del territorio tramite FOB ( Basi Avanzate) sono normalissime, e americani ed inglesi sono degli specialisti in questo e calcolano anticipatamente quante perdite sono accettabili nel rifornire , mantenere una FOB e tenerla operativa attraverso operazioni di controllo di territorio remoto.
(la notizia dal WEB 9 ottobre 2010UCCISI 4 ALPINI IN AFGHANISTAN tutti del Centro SUD un morto e un ferito sono pugliesi)
Quanto è avvenuto, oggi mettendo da parte sentimentalismi patriottici e dolorose constatazioni che si tratta di giovanissimi provenienti dal SUD, che continua a fornire carne da cannone, possiamo dire che si tratta di un normalissimo episodio militare, da manuale e che statisticamente , è possibile calcolare con largo anticipo la probabilità che esso succeda per numero di operazioni simili, la quantità di perdite umane e di materiale previste
In Afghanistan operazioni di allargamento del controllo del territorio tramite FOB ( Basi Avanzate) sono normalissime, e americani ed inglesi sono degli specialisti in questo e calcolano anticipatamente quante perdite sono accettabili nel rifornire , mantenere una FOB e tenerla operativa attraverso operazioni di controllo di territorio remoto.
sabato 9 ottobre 2010
Bolivia: promulgata legge antirazzismo.

Fonte: Swissinfo
LA PAZ - Duro scontro tra il presidente boliviano Evo Morales e la maggioranza dei media del Paese causato dall'approvazione al senato di una legge contro il razzismo ed ogni forma di discriminazione fortemente voluta dal presidente che l'ha subito promulgata.
Le preoccupazioni dei giornali, che ieri sono usciti in gran parte con le prime pagine bianche tranne la scritta "Non c'è democrazia, senza libertà di stampa", si concentrano su due articoli che prevedono sanzioni economiche e sospensione delle licenze per quei media che pubblicassero articoli "con idee razziste o discriminatorie". Sessanta giornalisti stanno anche facendo lo sciopero della fame.
"L'ho fatto senza timore", ha assicurato il presidente aggiungendo:"Anch'io sono stato oggetto di discriminazione", ha precisato Morales. "È ora di finirla di dire razza maledetta", ha notato facendo riferimento ad articoli e a programmi radiotelevisivi che non esitano a ricorrere a tali termini per indicare le etnie indigene, di cui lui stesso fa parte, ed i cui milioni di componenti gli hanno permesso di vincere le elezioni.
Lo scontro tra Morales e tali media, che per lo più appoggiano apertamente i suoi oppositori, è in corso fin da quando è diventato presidente. E si è esacerbato da quando Morales ha aumentato il numero di media che appoggiano il suo governo ed ha al suo fianco numerose emittenti radiofoniche, acquistate da imprese venezuelane.
Le preoccupazioni dei giornali, che ieri sono usciti in gran parte con le prime pagine bianche tranne la scritta "Non c'è democrazia, senza libertà di stampa", si concentrano su due articoli che prevedono sanzioni economiche e sospensione delle licenze per quei media che pubblicassero articoli "con idee razziste o discriminatorie". Sessanta giornalisti stanno anche facendo lo sciopero della fame.
"L'ho fatto senza timore", ha assicurato il presidente aggiungendo:"Anch'io sono stato oggetto di discriminazione", ha precisato Morales. "È ora di finirla di dire razza maledetta", ha notato facendo riferimento ad articoli e a programmi radiotelevisivi che non esitano a ricorrere a tali termini per indicare le etnie indigene, di cui lui stesso fa parte, ed i cui milioni di componenti gli hanno permesso di vincere le elezioni.
Lo scontro tra Morales e tali media, che per lo più appoggiano apertamente i suoi oppositori, è in corso fin da quando è diventato presidente. E si è esacerbato da quando Morales ha aumentato il numero di media che appoggiano il suo governo ed ha al suo fianco numerose emittenti radiofoniche, acquistate da imprese venezuelane.
venerdì 8 ottobre 2010
Massimo D’Alema nella sessione “ Istitutional Issues for Global Governance”

GLOBAL ECONOMIC GOVERNANCE FOR BALANCED GROWTH
Fonte L'Unita'
Intervento introduttivo di Massimo D’Alema nella sessione “ Istitutional Issues for Global Governance”
Washington – 7 ottobre
Cari amici,
vorrei cominciare ringraziando la Brookings Institution e la Initiative For Policy Dialogue per avermi dato l’opportunità di essere qui oggi a discutere con una platea di grande prestigio una questione che considero centrale per il nostro comune futuro.
Per molti anni, il dibattito sulla necessità di ridisegnare la governance economica globale e’ stato soprattutto teorico. l’attuale sistema multilaterale fu costruito più di sessant’anni fa in circostanze politiche ed economiche molto diverse. Nonostante la comune consapevolezza di una sua sempre maggiore inadeguatezza nel rispondere alle sfide di un mondo sempre più globalizzato, finora le discussioni e le analisi sugli strumenti, i meccanismi e le istituzione per colmare le lacune e adattare il sistema a un nuovo contesto globale sono rimaste ad un livello puramente speculativo.
Fonte L'Unita'
Intervento introduttivo di Massimo D’Alema nella sessione “ Istitutional Issues for Global Governance”
Washington – 7 ottobre
Cari amici,
vorrei cominciare ringraziando la Brookings Institution e la Initiative For Policy Dialogue per avermi dato l’opportunità di essere qui oggi a discutere con una platea di grande prestigio una questione che considero centrale per il nostro comune futuro.
Per molti anni, il dibattito sulla necessità di ridisegnare la governance economica globale e’ stato soprattutto teorico. l’attuale sistema multilaterale fu costruito più di sessant’anni fa in circostanze politiche ed economiche molto diverse. Nonostante la comune consapevolezza di una sua sempre maggiore inadeguatezza nel rispondere alle sfide di un mondo sempre più globalizzato, finora le discussioni e le analisi sugli strumenti, i meccanismi e le istituzione per colmare le lacune e adattare il sistema a un nuovo contesto globale sono rimaste ad un livello puramente speculativo.
giovedì 7 ottobre 2010
Lager Palestina - Inquinamento a Gaza: la crisi dell’acqua

Quasi il 95% dell’acqua pompata nella Striscia non e’ potabile. E Israele continua a impedire l’ingresso dei materiali per riparare i depuratori.
6 / 10 / 2010
REPORTAGE di CARLO SORDO OLIVE’* Fontre Globalproject
6 / 10 / 2010
REPORTAGE di CARLO SORDO OLIVE’* Fontre Globalproject
Gaza City, 4 ottobre 2010 – La Striscia di Gaza e’ la prigione a cielo aperto piu’ grande al mondo. I suoi confini segnano 41 km di frontiera che la separano dai suoi vicini, Israele e Egitto. All’interno del carcere di Gaza sono rinchiusi un milione e mezzo di palestinesi, per lo piu’ rifugiati, precedentemente cacciati dalla loro terra natia in Haifa o nelle aree dove oggi sorge Tel Aviv, durante la Nakba del 1948. Spogliati delle loro case e della loro terra, e oggi confinati all’interno di un carcere progettato da diversi carnefici e complici, tra cui Israele, l’Egitto e la nostra cara comunita’ internazionale.
Senza voler entrare in un dibattito politico approfondito, ho voluto indagare in dettaglio le condizioni di degrado ambientale che esistono e persistono dentro Gaza.
Stiglitz: Germania fuori dall’euro o il continente sprofonda.

Fonte Il Fatto Quotidiano
La ristrutturazione dei bilanci continentali farà piombare l’Europa in una profonda recessione. La soluzione, secondo il premio Nobel per l’economia, è l’uscita della Germania da Eurolandia e la conseguente svalutazione della moneta unica.
Costretta a fare i conti con una crisi sempre più conclamata, l’Unione europea si prepara alla messa a punto del più ambizioso piano di ristrutturazione debitoria di sempre.
Costretta a fare i conti con una crisi sempre più conclamata, l’Unione europea si prepara alla messa a punto del più ambizioso piano di ristrutturazione debitoria di sempre.
Dalle tragedie greche alle sommesse ballate irlandesi, passando per i noti guai iberici e i fardelli contabili italiani, i programmi “lacrime e sangue” cui tutti sembrano ormai rassegnati potrebbero non bastare. E il traguardo della definitiva ripresa potrebbe coincidere con l’affermazione di uno scenario a dir poco sconvolgente: la fine del sistema monetario europeo per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.
mercoledì 6 ottobre 2010
Quale sarà la nuova scusa per continuare ad angariare Cuba?

di Gianni Mina' - in Latinoamerica
Giovedì 30 Settembre 2010
LATINOAMERICA N. 112 (3/2010)
Recentemente Amnesty International ha reso noto che alla data del 15 agosto 2010, a Cuba i prigionieri politici [o “di coscienza”, come li definisce la stessa organizzazione] erano soltanto 27. Poi, dopo una successiva liberazione, in osservanza degli accordi raggiunti a giugno dal governo de l’Avana con la mediazione della Chiesa cattolica e del Ministro degli esteri spagnolo Moratinos, era rimasto un unico recluso anti-sistema, Rolando Jiménez Pozada, in carcere “per disobbedienza e per aver rivelato segreti di Stato”. Una realtà clamorosa, accolta con un silenzio assordante dai media occidentali e perfino dal governo di Washington.
LATINOAMERICA N. 112 (3/2010)
Recentemente Amnesty International ha reso noto che alla data del 15 agosto 2010, a Cuba i prigionieri politici [o “di coscienza”, come li definisce la stessa organizzazione] erano soltanto 27. Poi, dopo una successiva liberazione, in osservanza degli accordi raggiunti a giugno dal governo de l’Avana con la mediazione della Chiesa cattolica e del Ministro degli esteri spagnolo Moratinos, era rimasto un unico recluso anti-sistema, Rolando Jiménez Pozada, in carcere “per disobbedienza e per aver rivelato segreti di Stato”. Una realtà clamorosa, accolta con un silenzio assordante dai media occidentali e perfino dal governo di Washington.
La questione statunitense.
di Miguel Martinez. Fonte Kelebek
Ieri ho pubblicato un post sulla nomina di tre dirigenti della Raytheon a funzioni chiave nell'amministrazione Obama.
La Raytheon, ricordiamo, è un'impresa che da quasi settanta dei suoi quasi novant'anni di vita si dedica alla preparazione di tecniche sempre più ingegnose per uccidere sempre più esseri umani.Uno dei tre dirigenti nominati da Obama, che nella Raytheon si occupava proprio di creare i più sofisticati sistemi di omicidio, è una transessuale.
Persino tra i commenti al mio post - alcuni di altissimo livello - si sente che è quest'ultimo dettaglio che colpisce di più.
Non so quanti abbiano letto le (diverse) Leggi di Parkinson, che - a differenza delle giocose ma infondate Leggi di Murphy - sono autentiche opere di sociologia. Tra i tanti episodi, Northcote Parkinson racconta della riunione del consiglio di amministrazione di una grande azienda, con due temi all'ordine del giorno: l'investimento della somma di dieci milioni di sterline (cito a memoria) in un fondo bancario speciale, e la costruzione di una nuova rastrelliera per le biciclette dei dipendenti nel parcheggio aziendale, per il valore di ottocento sterline.
Ieri ho pubblicato un post sulla nomina di tre dirigenti della Raytheon a funzioni chiave nell'amministrazione Obama.
La Raytheon, ricordiamo, è un'impresa che da quasi settanta dei suoi quasi novant'anni di vita si dedica alla preparazione di tecniche sempre più ingegnose per uccidere sempre più esseri umani.Uno dei tre dirigenti nominati da Obama, che nella Raytheon si occupava proprio di creare i più sofisticati sistemi di omicidio, è una transessuale.
Persino tra i commenti al mio post - alcuni di altissimo livello - si sente che è quest'ultimo dettaglio che colpisce di più.
Non so quanti abbiano letto le (diverse) Leggi di Parkinson, che - a differenza delle giocose ma infondate Leggi di Murphy - sono autentiche opere di sociologia. Tra i tanti episodi, Northcote Parkinson racconta della riunione del consiglio di amministrazione di una grande azienda, con due temi all'ordine del giorno: l'investimento della somma di dieci milioni di sterline (cito a memoria) in un fondo bancario speciale, e la costruzione di una nuova rastrelliera per le biciclette dei dipendenti nel parcheggio aziendale, per il valore di ottocento sterline.
I BANCHIERI DIVIDONO I BONUS.

TU PAGHI LA CRISI, I BANCHIERI DIVIDONO I BONUS.
Fonte
Secondo uno studio del Centre for Economics and Business Research, un centro studi indipendente, quest'anno i bonus delle banche saranno di circa sette miliardi di sterline, ai livelli degli anni precedenti alla crisi finanziaria anche se lievemente inferoiri ai 7,3 miliardi di sterline pagate l'anno scorso e significativamente meno degli 11 miliardi di sterline dell'anno del boom, il 2007. (ANSA).
Fonte
Secondo uno studio del Centre for Economics and Business Research, un centro studi indipendente, quest'anno i bonus delle banche saranno di circa sette miliardi di sterline, ai livelli degli anni precedenti alla crisi finanziaria anche se lievemente inferoiri ai 7,3 miliardi di sterline pagate l'anno scorso e significativamente meno degli 11 miliardi di sterline dell'anno del boom, il 2007. (ANSA).
martedì 5 ottobre 2010
I think tank, ossia quando Dio e Darwin benedicono l'Impero.

di Miguel Martinez - Fonte Kelebek
I think tank sono nati, negli Stati Uniti, molti decenni fa, con uno scopo di straordinaria ampiezza: ricostruire scientificamente il mondo in funzione degli interessi del capitalismo americano.
Le grandi imprese del paese, ognuna delle quali muoveva un'economia paragonabile a quella di diverse nazioni, hanno delegato a squadre di tecnici il compito di analizzare razionalmente la realtà e trasformarla. Un progetto curiosamente parallelo nel tempo e negli scopi alla grande pianificazione sovietica.Il think tank non va visto in chiave complottista: la sua è una funzione tecnica, con molta indipendenza, che serve a un vasto complesso di interessi.Il contesto è lontano da quello feudale italiano, dove simili istituzioni diventerebbero immediatamente ricettacoli di cugini sfaticati di onorevoli e fabbriche di chiacchiere e messaggi trasversali.
lunedì 4 ottobre 2010
Quattro vecchietti sfigati.
di Marco Travaglio
Buongiorno a tutti, anche a beneficio della neurodeliri che prima o poi dovrà intervenire, leggiamo le ultime esternazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi alla festa del Pdl a Milano ieri :“La sovranità è stata trasferita dal popolo ai PM che ci tengono sotto scopa” non si capisce di cosa stia parlando questo Signore, visto che da febbraio i suoi processi sono congelati e non si hanno notizie di nuove indagini che lo riguardino direttamente.
I vecchietti della P3
A meno che, come spesso avviene, lui non sappia delle cose che noi non sappiamo, al momento si sa che ci sono i processi Mills, Mediaset e Mediatrade che sono bloccati a Milano da legittimo impedimento e che potrebbero sbloccarsi ma non a causa dei PM che tengono sotto scopa la politica, ma a causa dell’incostituzionalità che la Corte Costituzionale il 14 dicembre potrebbe rilevare sul legittimo impedimento e quindi cancellandolo riaprire quei processi che sono già dibattito, quindi il PM non c’entra nulla.
Buongiorno a tutti, anche a beneficio della neurodeliri che prima o poi dovrà intervenire, leggiamo le ultime esternazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi alla festa del Pdl a Milano ieri :“La sovranità è stata trasferita dal popolo ai PM che ci tengono sotto scopa” non si capisce di cosa stia parlando questo Signore, visto che da febbraio i suoi processi sono congelati e non si hanno notizie di nuove indagini che lo riguardino direttamente.
I vecchietti della P3
A meno che, come spesso avviene, lui non sappia delle cose che noi non sappiamo, al momento si sa che ci sono i processi Mills, Mediaset e Mediatrade che sono bloccati a Milano da legittimo impedimento e che potrebbero sbloccarsi ma non a causa dei PM che tengono sotto scopa la politica, ma a causa dell’incostituzionalità che la Corte Costituzionale il 14 dicembre potrebbe rilevare sul legittimo impedimento e quindi cancellandolo riaprire quei processi che sono già dibattito, quindi il PM non c’entra nulla.
Berlusconi, il lungo addio. Così lo ricorderemo.

di Andrea Fabozzi sul Manifesto
Berlusconi, il lungo addio Così lo ricorderemo
Silvio Berlusconi sarà nei manuali di storia e con il suo nome si battezzerà un'epoca della politica italiana. Così ha scritto Antonio Gibelli, professore dell'Università di Genova, in un libro - Berlusconi passato alla storia - pubblicato quest'anno da Donzelli di cui sta per uscire una seconda edizione aggiornata, anche in Francia dove il soggetto interessa assai.
Professore, ci siamo davvero? È possibile che la settimana appena trascorsa sarà considerata la data della fine del berlusconismo?
Nel giudicare il declino di Berlusconi è meglio non cercare una data precisa del tracollo e ragionare nei termini della consunzione interna, della implosione. Di certo non c'è più il contesto che ha giustificato il successo di Berlusconi. Nel senso che va esaurendosi la sua funzione storica, parzialmente indipendente dalle sue motivazioni e dai suoi interessi.
Berlusconi, il lungo addio Così lo ricorderemo
Silvio Berlusconi sarà nei manuali di storia e con il suo nome si battezzerà un'epoca della politica italiana. Così ha scritto Antonio Gibelli, professore dell'Università di Genova, in un libro - Berlusconi passato alla storia - pubblicato quest'anno da Donzelli di cui sta per uscire una seconda edizione aggiornata, anche in Francia dove il soggetto interessa assai.
Professore, ci siamo davvero? È possibile che la settimana appena trascorsa sarà considerata la data della fine del berlusconismo?
Nel giudicare il declino di Berlusconi è meglio non cercare una data precisa del tracollo e ragionare nei termini della consunzione interna, della implosione. Di certo non c'è più il contesto che ha giustificato il successo di Berlusconi. Nel senso che va esaurendosi la sua funzione storica, parzialmente indipendente dalle sue motivazioni e dai suoi interessi.
Quella funzione era stata riempire un vuoto, unificare e far vincere le destre nella fase drammatica della transizione in cui era crollato il vecchio sistema. Il vuoto è stato riempito, le destre hanno vinto e ora tornano a separarsi.
domenica 3 ottobre 2010
Milano: "sarà realizzata per l’Expo la più grande figura di merda del mondo"

Di Alessandro Robecchi. Pubblicato in Varie & eventuali
Milano. Sarà una grande opera a cura del Comune (Letizia Moratti), della Regione Lombardia (Roberto Formigoni) e del Governo italiano (Silvio Berlusconi) a caratterizzare l’Expo milanese del 2015.
Milano. Sarà una grande opera a cura del Comune (Letizia Moratti), della Regione Lombardia (Roberto Formigoni) e del Governo italiano (Silvio Berlusconi) a caratterizzare l’Expo milanese del 2015.
Si tratta di una enorme figura di merda, che sorgerà accanto ai grattacieli di City Life. La figura di merda di Milano sarà alta 170 metri, aperta al pubblico, visibile a tutti e già se ne parla in tutto il mondo. "Stiamo facendo la più grande figura di merda del mondo e diventeremo famosi per questo", ha detto la sindaca di Milano Letizia Moratti alla conferenza stampa di presentazione.
La grande opera, finanziata da capitali pubblici (le multe dei cittadini milanesi e i soldi risparmiati dalla città su servizi, trasporti e asili nido) e privati, sorgerà vicino al nuovo centro direzionale, dove architetti pazzi stanno realizzando grattacieli storti e altre orribili speculazioni edilizie. "Finalmente la città avrà un simbolo all’altezza della sua fama - ha detto il governatore della Lombardia Formigoni - e tutto il mondo potrà ammirare la nostra figura di merda".
L’eredità di Lula: meno poveri e integrazione latinoamericana.

*insegna Storia dell’America latina presso l’Università di Macerata
Sembra incredibile, guardando dall’Italia, ma la cifra della politica brasiliana nel 2010 è l’egemonia culturale e politica della sinistra.
I tre candidati alla successione di Lula da Silva fanno infatti a gara a chi si definisce più di sinistra. Dilma Rousseff, la favorita, è del Partito dei lavoratori (Pt), il moderato José Serra ostenta un pedigree radicale per il suo partito socialdemocratico (Psdb) e l’outsider Marina Silva mette nel motore del suo Psol le parole Verde, Socialismo e Libertà.
Essere di destra è fuori moda in Brasile. Chi lo è evita di dirlo, la campagna di Serra ne è un esempio, già che destra in Brasile vuol dire clientelismo, autoritarismo e privatizzazioni.
Al contrario è ragionevole dire che non tutto quello che si dichiara di sinistra lo sia in una sorta di esplosione semantica che contagia anche il centro politico.
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