Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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sabato 16 febbraio 2013

La Grecia del terzo "memorandum"

Fonte: il manifesto| Autore: Argiris Panagopoulos
Il mercato autogestito batte la crisi
Distribuzione di generi alimentari nei quartieri, allacci illegali alla rete elettrica, assedio alle agenzie del fisco. La Grecia risponde per le rime alle politiche della troika
ATENE. La Grecia si prepara a un nuovo sciopero generale per il 20 febbraio, mentre i conti del governo di Samaras e della troika non tornano per l'ennesima volta. Un nuovo giro di tagli sembra oggi improponibile per la disastrata economia e la società greca, visto che il governo tripartitico è stato costretto a utilizzare la precettazione per fermare gli scioperi nei mezzi pubblici di Atene e nei porti greci, ma non è riuscito a fermare la protesta e i trentacinque blocchi degli agricoltori che hanno cominciato da lunedì «le camminate di un'ora», per bloccare pacificamente il traffico, e minacciano di utilizzare migliaia di trattori per attuare dei blocchi che taglierebbero la penisola greca in più parti, se il governo continuerà sulla linea dura.

 L'applicazione del «Terzo Memorandum» è il colpo di grazia per l'economia greca. I rappresentanti della troika si ritroveranno il 25 febbraio ad Atene per discutere un altro abbaglio delle loro politiche: le entrate per gennaio evidenziano un nuovo buco di 305 milioni di euro rispetto agli obiettivi prefissati e una flessione del 16% dal gennaio del 2011, a causa del crollo degli introiti dell'Iva del 17% rispetto agli obbiettivi fissati dai cervelloni della troika, che pare abbiano sottovalutato ancora una volta le conseguenze nefaste delle loro politiche sul piano dei consumi e dell'evasione fiscale. Il disastro delle finanze ha fatto evaporare ben presto l'aria trionfante di Samaras, che sostiene di aver strappato fondi per 18,4 miliardi all'Ue per il 2014-2020, nascondendo però che la Ue può trattenere fino al 1% del Pib sull'ammontare dei fondi se la Grecia non centrerà gli obbiettivi indicati. La recessione sembra sfuggita a ogni controllo, facendo saltare le previsioni delle autorità greche e internazionali.
Il governo di Samaras ingaggia una nuova gara contro il tempo per garantire il pagamento della prossima tranche di debiti, mentre la troika pretende che il parlamento greco voti nei prossimi giorni il nuovo programma aggiornato di lacrime e sangue, che è stato presentato venerdì in parlamento. Intanto il premier viene travolto dal primo grande scandalo che riguarda direttamente lui, il suo partito e il suo governo. Dopo la decisione del parlamento greco di indagare sulle relazioni dell'ex ministro delle Finanze, il socialista Papakonstantinou, per la manipolazione della «Lista Lagarde», meglio conosciuta in Italia come «Lista Falciani». Nuovi sospetti ricadono oggi sullo stesso Samaras, visto che il suo stretto consigliere Papaspyrou collaborava con il fund Capital Management Advisors, che dietro un possibile prestanome ha trasferito all'estero 550 milioni di euro per finire nella famigerata lista.
Violenze ritoccate con photoshop
Il continuo aumento della disoccupazione, il nuovo taglio delle pensioni, la precettazione dei lavoratori della metropolitana e dei tram di Atene, dei portuali e della gente di mare, il nuovo tsunami della pressione fiscale, la repressione contro i centri sociali occupati, i visi sfigurati e ritoccati con photoshop dei giovanissimi anarchici dei Nuclei del Fuoco, selvaggiamente picchiati dalla polizia per una doppia rapina per finanziare azioni terroriste, hanno aiutato Syriza a sorpassare di poco la Nuova Democrazia. Secondo il sondaggio della Public Issue per conto del canale televisivo Skay e del giornale Kathimerini Syriza prende il 29%, mentre Nd arretra al 28,5%. Alba Dorata ha consolidato ormai in tutti i sondaggi degli ultimi mesi la sua posizione di terzo partito con l'11,5%, seguono i Greci Indipendenti con l'8%, i socialisti del Pasok con il 7%, la Sinistra Democratica con il 6% e i comunisti del Kke con il 5,5%.
Il consolidamento di Alba Dorata rappresenta un fatto preoccupante, perché mostra anche l'insensibilità dei suoi presunti elettori di fronte agli ultimi assassini di immigrati, gli accoltellamenti di stranieri e di greci, il clima di terrore e violenze instaurato, la visita dei neonazisti tedeschi nel parlamento greco. D'altra parte l'opposizione contro i neonazi diventa più organizzata e coinvolge le società locali, come per esempio nel caso della protesta e del corteo a cui hanno dato vita più di duemila persone sabato scorso nel quartiere popolare e degradato di Amplelokipoi, nel centro di Atene, contro l'apertura di una sede di Alba Dorata; o la manifestazione e il corteo di altre duemila persone domenica nel quartiere "bene" di Palaio Faliro contro l'accoltellamento al viso di uno studente delle medie da parte dei neonazi. Intanto Alba Dorata prepara già la sua candidatura, come sindaco di Atene, del deputato picchiatore Kassidiaris.
Parallelamente cresce una silenziosa ma dura opposizione sociale con la moltiplicazione delle forme autogestite nei quartieri delle grandi città e nuove forme di cooperativismo nelle campagne. A Salonicco quaranta lavoratori della Biome, un'azienda che produce materiali per la costruzione, hanno occupato lo stabilimento e hanno dato vita alla prima esperienza di un'azienda autogestita dai lavoratori associati in forma cooperativa, con l'appoggio dei sindacati e dei partiti di sinistra e trascurando ogni legislazione. Perfino ai quartieri altolocati di Palaio Faliro e Nea Smirni l'associazionismo e le Assemblee Popolari, due forme di autogestione che sono nate e cresciute dalle lotte di piazza Syntagma, hanno spiazzato i grandi distributori trasformando i mercati senza intermediari in vere forme di approvvigionamento di alimenti. A Nea Smirni l'Assemblea Popolare ha distribuito a più di tremila persone, acquistandoli direttamente dai produttori e senza intermediari, più di 45 tonnellate di alimenti di ottima qualità e a bassissimo prezzo, battendo qualsiasi previsione e record.

venerdì 13 luglio 2012

Soft o hard ...

Soft o hard, il memorandum arriverà anche qui in Italia. Parola di Monti
Sta suscitando grande inquietudine nei palazzi della politica lo spettro evocato dal presidente del Consiglio subito dopo l'Ecofin: il fantasma del Memorandum. Monti non ha per nulla escluso che, nel caso di spread fuori controllo, l'Italia possa chiedere soccorso al Fondo salvastati; anzi, per la prima volta ieri ha dato l'impressione che prima o poi ciò potrà accadere. Una cosa che si attende ormai da tempo. Prima ti costringono a tagliare e a fare le riforme per comprimere i diritti, poi ti stringono definitivamente il cappio al collo con il Memorandum.

Anche se Monti ha precisato che per l'Italia non sarebbe comunque un'umiliazione, cioè che a differenza della Grecia dovremmo sottoscrivere con l'Europa una lista di impegni molto meno gravosa, in pratica la conferma di «un memorandum in versione light», si tratta sempre di cedere ai ricatti dei 'capi' d'Europa, dalla Bce all'Ue.

Proprio come accadde in Grecia, l'eventuale Memorandum dovrebbe essere sottoscritto non solo dal Parlamento uscente, ma da tutti i leader impegnati nella campagna elettorale... Ci sarà da divertirsi...

domenica 8 luglio 2012

Come in Grecia costruiamo un polo unitario della sinistra antiliberista

Paolo Ferrero
       
- controlacrisi -
Io penso che l’esperienza greca possa essere un utile punto di riferimento per ricostruire la credibilità e la forza della sinistra italiana. Innanzitutto dal punto di vista dei contenuti. Syriza si è caratterizzata per una posizione di intransigente contrarietà alle politiche neoliberiste europee. Questo a me pare il punto decisivo sul piano politico anche per quanto riguarda l’Italia. Come ci mostra il governo Monti e lo stesso governo Greco, la nostra realtà politica è solo formalmente divisa tra centro destra e centro sinistra. In realtà è divisa tra le forze che accettano i dictat europei - e li vogliono applicare ai rispettivi paesi - e le forze che si oppongono alle politiche europee e si battono per cambiarle. Syriza ha affermato chiaramente di non essere disponibile a formare alcuna maggioranza che non avesse come punto discriminante il rifiuto di applicare il memorandum imposto dall’Europa. Al contrario il Pasok e Sinistra Democratica sono stati disponibili a formare un governo con Nuova Democrazia che ha come punto fondamentale l’applicazione dei dictat europei. Lo stesso avviene in Italia con il governo Monti che è sostenuto in modo bipartisan da ABC al fine di applicare tutte le porcherie imposte dall’Europa: demolizione del sistema sanitario, del sistema di istruzione pubblico, del sistema previdenziale pubblico, del diritto del lavoro. Il primo insegnamento che viene dalla Grecia è quindi la necessità di costruire un polo della sinistra antiliberista e anticapitalista, autonomo dalle forze socialiste e con un progetto politico economico e sociale contrapposto alle ricette di centro destra e centro sinistra. L’idea che costruire una Syriza italiana in alleanza con il PD è peggio di una sciocchezza, è un mistificazione in cui si cerca in modo truffaldino di utilizzare la credibilità dei compagni e delle compagne greche per coprire il solito trasformismo italiano che tanti danni ha fatto al paese e alla sinistra. Questo orientamento ci viene confermato anche dalla decisione assunta dal Front de Gauche, che ha scelto di non votare la fiducia al governo Hollande, ritenendo il suo programma del tutto inadeguato ad affrontare la crisi e decisamente più moderato rispetto ai toni della campagna elettorale. Basti pensare al Fiscal Compact di cui Hollande chiedeva la modifica e che invece è stato accettato nella sua integrità. Ne si può dire che il governo Monti sarà una parentesi. Il governo Monti è un governo costituente dal punto di vista degli assetti sociali, della costruzione politica centrista e anche dal punto di vista degli effetti politici nel lungo periodo. L’accettazione del Fiscal Compact da parte della maggioranza di Monti determinerà una stretta enorme sulla spesa pubblica italiana, dell’ordine di 45 miliardi l’anno per un periodo di vent’anni. La politica economica dei prossimi governi – se si accettano i dictat europei – è già abbondantemente decisa ed è destinata a produrre una disoccupazione stabile di massa. Per questo occorre operare da subito per costruire un polo della sinistra in grado di presentarsi alle elezioni con un proprio profilo politico e programmatico. Anche al fine di costruire il polo della sinistra è utile l’esperienza greca come quella francese: il problema non è fare un nuovo partito ma costruire uno spazio pubblico unitario della sinistra in cui ognuno ci stia a partire dai propri convincimenti e dalle proprie pratiche sociali. Occorre costruire una aggregazione a base democratica, secondo il principio della democrazia partecipata e della valorizzazione del principio di “una testa un voto”. La crisi della sinistra italiana è infatti una crisi politica ma anche una crisi di legittimità democratica. La costruzione della sinistra unita deve quindi essere un percorso di chiarificazione politica e di rivoluzione nello forme organizzative. Il modello della federazione, della costruzione comune delle scelte politiche e del parallelo rispetto delle specificità culturali, politiche ed organizzative mi pare il modello che più si avvicina all’esigenza che dobbiamo soddisfare. A tal fine penso che sia necessario utilizzare i prossimi mesi per aprire la discussione pubblica sul programma e sulle forme di organizzazione dell’aggregazione politica a cui vogliamo dar vita.

venerdì 6 luglio 2012

Grecia, via ai tagli e alla svendita del patrimonio pubblico.

Fonte: il manifesto | Autore: Argiris Panagopoulos
       
Altro che rinegoziazione del Memorandum. Samaras, tornato dopo due settimane al palazzo della presidenza del governo, a causa dell’operazione all’occhio, ha promesso ieri ai rappresentanti della troika l’accelerazione del programma delle riforme strutturali per sostenere l’economia e l’occupazione e garantire la coesione sociale.
Samaras ha assunto già la veste del macellaio, promettendo ai rappresentanti della troika che il suo governo presenterà un generoso pacchetto di privatizzazioni, tagli nel settore pubblico e una riforma fiscale. Secondo Samaras le privatizzazioni saranno maggiori da quelle che prevede il Memorandum. Cercando di addolcire la minaccia di svendita del patrimonio pubblico, Samaras ha detto che l’economia greca non può sopportare nuovi tagli degli stipendi e delle pensioni, né nuove tasse.
Il nuovo governo “tripartitico” di Samaras sente già una doppia pressione. La troika e la Germania premono sulla Grecia per applicare le misure micidiali previste dal Memorandum, mentre la società si prepara a resistere ai nuovi tagli e all’annunciata svendita del paese, sulla nuova ondata di austerità che dilaga quasi in tutta l’Europa del Sud.
Il nuovo governo ha una schiacciante maggioranza in parlamento e i tre partiti che lo sostengono hanno eletto il presidente della camera con una votazione da record. Paradossalmente però il governo di Samaras è cosi debole e contraddittorio creando le prime liti interne nella Sinistra Democratica, visto che alcuni suoi dirigenti si ricordano ancora la loro appartenenza alla sinistra. La verità è che la Sinistra Democratica dovrà fare spesso un bagno di coscienza, visto che dovrà accettare un mare di privatizzazioni nel periodo prossimo.
Il nuovo ministro “tecnico” delle Finanze Giannis Stournaras ha fatto presente ieri che la troika ha avvertito il governo che il programma è uscito fuori dai suoi obbiettivi dopo le due tornate elettorali. «Noi non vediamo i membri della troika come conquistatori ma come nostri colleghi che rappresentano i creditori con i quali siamo obbligati a convivere», ha detto Stournaras, mentre quando i rappresentanti della troika lo hanno avvertito che lunedì non sarà facile per Atene nell’Eurogruppo lui ha risposto: «Lo so».
Il professor Stournaras ha avvertito anche i greci che li aspettano anni duri. «Da oggi entriamo in acque profonde. Ci aspettano tempi difficili e promettiamo solo una lavoro duro. Vedo una luce nel fondo del tunnel, anche se è lungo», ha detto Stournaras
Syriza ha già dato i primi segnali per una opposizione dura contro la nuova macelleria sociale che si prepara, denunciando anche il fatto che il primo ministro greco prima di presentare il suo programma di governo in parlamento si era incontrato ieri con i rappresentanti della troika ad Atene. Secondo la coalizione – partito di sinistra radicale Nuova Democrazia, Pasok e Sinistra Democratica – che sostiene il governo di Samaras, sarebbero già state dimenticate le premesse pre-elettorali per la rinegoziazione del Memorandum, sostenendo l’applicazione dei tagli senza modifiche.
Il portavoce del governo Simos Kedikoglou ha risposto che «l’esecutivo vuole la permanenza della Grecia in Europa e nell’euro. Syriza e gli interessati alla dracma possono aspettare le prossime elezioni».
Anche se le urne non sono per il momento all’ordine del giorno, Syriza sfiderà il solleone e le altissime temperature per tornare nelle piazze e trovare con la sua gente modi di resistenza contro il nuovo governo e forme di solidarietà e partecipazione cittadina attraverso i movimenti. La coalizione di sinistra vuole trasformarsi in un partito di massa in due tappe, con scedenze a ottobre e in primavera, mentre ha già aperto le sue porte a migliaia di simpatizzanti.
Da parte sua Samaras ha chiuso ieri il ristorante del palazzo presidenziale, che costava 63 mila euro ogni anno, mentre il deputato del Pasok Kremastinos ha detto che i deputati «fanno la fame» e ha denunciato come populisti i deputati che hanno rifiutato la macchina offerta dal parlamento, i bonus di 150 euro per ogni partecipazione in una commissione o ancora peggio hanno rifiutato la scorta.
Da parte loro, uno dopo l’altro i neodeputati di Syriza hanno già cominciato a rinunciare ai tanti extra a cui hanno diritto i parlamentari, mostrando una grande preferenza per le loro macchine da comuni cittadini e dichiarandosi assolutamente non a loro agio di fronte all’evenienza di essere accompagnati da poliziotti.

mercoledì 27 giugno 2012

Grecia: intervista a Katerina Tsapopoulou della rete per i diritti politici e sociali


8medea
Il 16 e il 17 Giugno la popolazione Greca ha eletto Nea Dimokratia, partito che proseguirà e porterà a termine le misure di austerità imposte da Ue, Bce e Fmi. Intervistiamo Katerina, avvocato e membro della rete per i diritti politici e sociali di Atene, per capire l’entità e l’impatto che le riforme, attuate fino ad oggi e che hanno dato vita a forti proteste di piazza nell’ultimo anno e mezzo, hanno avuto sulla società greca. Innanzitutto, come valuti i recenti risultati elettorali in Grecia?
Con la vittoria di Nea Dimokratia alle recenti elezioni, quello che ci aspetta sono misure di austerità ancora più gravi per noi. In questo momento la grande scommessa per la Grecia non è, al contrario di quello che si pensa in Europa, se restare nell’euro o ritornare alla dracma, ma una scommessa che ha a che fare con la democrazia, cioè riuscire a mantenere e a garantire i minimi diritti politici e civili.
Se non costruiamo la possibilità di recuperare terreno sul piano dei diritti, passeremo presto ad uno stato di assoluta oppressione e repressione. La percezione è che la vittoria di Nea Dimokratia favorirà l’accelerazione di questo processo. Ci aspettiamo di tutto ma si pensa che anche questo governo non durerà a lungo.
In Grecia lo stato sociale è praticamente crollato e a mio avviso non si può fare più un discorso puramente politico in Grecia. La crisi è molto profonda e percepiamo che, giorno dopo giorno, ci stiamo dirigendo verso una vera e propria crisi umanitaria. Le riforme attuate dai governi precedenti hanno avuto un effetto devastante sulla popolazione.
Puoi dirci quali sono i provvedimenti legislativi e le riforme che hanno inciso più fortemente sulla vita della popolazione greca in questi ultimi mesi?
Le riforme attuate fino ad oggi per quanto riguarda il lavoro sono state molto sentite, in particolare da luglio scorso, con le misure imposte dal governo del Pasok. Per recuperare denaro attraverso le tasse è stato imposto un taglio del 40% sugli stipendi dei dipendenti pubblici e il denaro veniva prelevato direttamente dalla busta paga dei lavoratori. Questa misura è stata davvero la più grave anche a fronte del fatto che la gente ha continuato a vivere come prima, a pagare cioè gli stessi affitti, gli stessi prezzi per le spese. La gente non ha cominciato a vivere azzerando i contatori dopo l’imposizione delle nuove misure, i mutui continuavano ad esistere, alti come prima.
Il 12 febbraio 2012 il parlamento greco ha approvato il nuovo memorandum, ovvero una maxi-legge attuativa delle misure di austerità previste, legge che tra l’altro, ha avuto anche un effetto retroattivo. E’ stato approvato un nuovo taglio del 22% sui minimi salariali e del 32% sui salari dei giovani fino a 25anni. Ciò significa che un giovane non guadagna più di 440 € netti al mese e che lo stipendio minimo per un qualsiasi lavoro non specializzato equivale a 360 € mensili. In pratica, i tagli equivalgono ad oltre 3 salari/anno. Inoltre tutte le forme di sussidio sono state ormai annullate per tantissime categorie di lavoratori e i pochi che usufruiscono di qualche tutela sono quelli che fanno lavori pesanti e pericolosi. In meno di due anni sono stati praticamente aboliti di tutti i contratti collettivi di lavoro e ormai i contratti di lavoro sono solo individuali o aziendali.
Sono state registrate le prime pressioni fatte sui lavoratori, specie da grandi catene di negozi, che impongono la firma su contratti con retribuzioni inferiori al nuovo minimo e orari di lavoro massacranti. Dai dati recentemente pubblicati, risulta che la maggior parte delle denunce effettuate finora da parte dei lavoratori colpiti (dall’attuazione dei memorandum in poi) riguardano il mancato versamento degli stipendi e del rimborso in caso di licenziamento, lavoro fuori orario, in giorni festivi o anche di riposo. Sui lavoratori viene fatta pressione anche per firmare ricevute che attestano il pagamento di salari mai erogati.

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