Caro Eugenio, domenica, nel tuo consueto editoriale su Repubblica, hai affrontato la questione politica cruciale: “La sinistra non trae finora alcun beneficio dal marasma della maggioranza. Perché?”.
Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...
(di classe) :-))
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...
(di classe) :-))
Francobolllo
Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.
Europa, SVEGLIA !!
giovedì 23 settembre 2010
Caro Scalfari, ma chi è il papa del Pd?
Lettera di Paolo Flores d'Arcais - Fonte Il fatto quotidiano
Caro Scalfari, ma chi è il papa del Pd?
Caro Eugenio, domenica, nel tuo consueto editoriale su Repubblica, hai affrontato la questione politica cruciale: “La sinistra non trae finora alcun beneficio dal marasma della maggioranza. Perché?”.
Caro Eugenio, domenica, nel tuo consueto editoriale su Repubblica, hai affrontato la questione politica cruciale: “La sinistra non trae finora alcun beneficio dal marasma della maggioranza. Perché?”.
Per formulare una diagnosi, ma soprattutto per indicare una terapia, hai creduto di poter dividere “il popolo di sinistra” secondo “due diverse tipologie: chi vuole sognare e chi vorrebbe progetti concreti”, che puntualmente elenchi. Ma il dramma, concludi, è che “finora i cuochi [la nomenklatura Pd] si sono occupati d’altro. Non si sa bene di che cosa”.
L'Asia incontrera l'Europa piu neoliberista e meno democratica della storia.
Fonte Fabio News
All'incontro Asia-Europa (Asia-Europe Meeting, ASEM) d'ottobre, igoverni asiatici non dovrebbero farsi dare alcuna lezione di democrazia o economia dall'Unione Europea.
Dobbiamo fare causacomune fra i movimenti sociali asiatici ed europei, perche ci stiamoperdendo tutti con le politiche attuali.
Susan George ha condiviso queste riflessioni nel seguire il Forum Popolare Asia-Europa.
Per sapere su ulteriori coinvolgimenti, cliccare qui http://www.aepf.info/
Che genere d'Europa s'incontra con l'Asia in ottobre?
L'Asia incontrera l'Europa piu neoliberista e meno democratica della storia.
L'Unione Europea (UE) ha appena imposto unacostituzione, sotto il nome di Trattato di Lisbona, che ha gli stessielementi rifiutati dai francesi, dagli olandesi e poi dagli irlandesi.Con le parole dello stesso architetto di tale costituzione, ValeryGiscard d'Estaing, la Commissione Europea "ha fatto cambiamenticosmetici cosicche sia piu facile da ingoiare."
L'Unione Europea non e un'entita democratica. Dobbiamo votare come vogliono loro, altrimenti non conta.
All'incontro Asia-Europa (Asia-Europe Meeting, ASEM) d'ottobre, igoverni asiatici non dovrebbero farsi dare alcuna lezione di democrazia o economia dall'Unione Europea.
Dobbiamo fare causacomune fra i movimenti sociali asiatici ed europei, perche ci stiamoperdendo tutti con le politiche attuali.
Susan George ha condiviso queste riflessioni nel seguire il Forum Popolare Asia-Europa.
Per sapere su ulteriori coinvolgimenti, cliccare qui http://www.aepf.info/
Che genere d'Europa s'incontra con l'Asia in ottobre?
L'Asia incontrera l'Europa piu neoliberista e meno democratica della storia.
L'Unione Europea (UE) ha appena imposto unacostituzione, sotto il nome di Trattato di Lisbona, che ha gli stessielementi rifiutati dai francesi, dagli olandesi e poi dagli irlandesi.Con le parole dello stesso architetto di tale costituzione, ValeryGiscard d'Estaing, la Commissione Europea "ha fatto cambiamenticosmetici cosicche sia piu facile da ingoiare."
L'Unione Europea non e un'entita democratica. Dobbiamo votare come vogliono loro, altrimenti non conta.
mercoledì 22 settembre 2010
NESSUN ULIVO, ROMPIAMO COL PASSATO. COSTRUIAMO DAVVERO L’ALTERNATIVA A SINISTRA. DIRE, FARE…

19 set, 2010
di Marco RizzoFonte comunistisinistrapopolare
Secondo i dati diffusi dall’Istat alla fine di agosto, un giovane italiano su quattro è senza lavoro. Aumenta anche la disoccupazione femminile, che tocca quasi il 10%. Intanto, nei primi sette mesi del 2010 sono oltre 650mila i lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione a zero ore. Più del 60% degli italiani non si è nemmeno sognato di andare in vacanza. Insomma, sempre peggio…
Siamo di fronte a un vero e proprio massacro sociale. La crisi capitalistica investe il mondo e il suo carattere strutturale determina effetti sempre più gravi; la “piena” arriva ora al mare, riversandosi su tutti gli aspetti della vita e coinvolgendo ormai strati sempre più ampi di popolazione. Lavoro, scuola, casa, sanità, ambiente, trasporti: non c’è ambito in cui non si avverta il peggioramento delle condizioni. La crisi economica, la precarizzazione del lavoro, le difficoltà ad arrivare alla fine del mese, stanno diventando una “crocifissione” quotidiana, da troppo tempo ormai.
Secondo i dati diffusi dall’Istat alla fine di agosto, un giovane italiano su quattro è senza lavoro. Aumenta anche la disoccupazione femminile, che tocca quasi il 10%. Intanto, nei primi sette mesi del 2010 sono oltre 650mila i lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione a zero ore. Più del 60% degli italiani non si è nemmeno sognato di andare in vacanza. Insomma, sempre peggio…
Siamo di fronte a un vero e proprio massacro sociale. La crisi capitalistica investe il mondo e il suo carattere strutturale determina effetti sempre più gravi; la “piena” arriva ora al mare, riversandosi su tutti gli aspetti della vita e coinvolgendo ormai strati sempre più ampi di popolazione. Lavoro, scuola, casa, sanità, ambiente, trasporti: non c’è ambito in cui non si avverta il peggioramento delle condizioni. La crisi economica, la precarizzazione del lavoro, le difficoltà ad arrivare alla fine del mese, stanno diventando una “crocifissione” quotidiana, da troppo tempo ormai.
Verso e oltre il 16 ottobre.

21/09/2010 Fonte Controlacrisi
di Roberta Fantozzi (Editoriale del prossimo numero della rivista "Su la Testa")
Siamo impegnati a che il 16 ottobre si realizzi un evento straordinario, in grado di segnare la storia di questo paese. Per la capacità immediata di pesare sullo scenario sociale e politico, e forse ancora di più perché quella mobilitazione e la parola d’ordine che la Fiom ha scelto “Il lavoro è un bene comune”, diventino il punto di connessione sociale, politica e simbolica, delle tante resistenze in corso, con l’obiettivo di farle diventare protagoniste di un movimento durevole.
Per questo abbiamo indicato un percorso: la costruzione di comitati unitari in ogni territorio, in cui i diversi soggetti politici, sociali, associativi e di movimento, si rimettano in relazione, verso e oltre il 16 ottobre.
di Roberta Fantozzi (Editoriale del prossimo numero della rivista "Su la Testa")
Siamo impegnati a che il 16 ottobre si realizzi un evento straordinario, in grado di segnare la storia di questo paese. Per la capacità immediata di pesare sullo scenario sociale e politico, e forse ancora di più perché quella mobilitazione e la parola d’ordine che la Fiom ha scelto “Il lavoro è un bene comune”, diventino il punto di connessione sociale, politica e simbolica, delle tante resistenze in corso, con l’obiettivo di farle diventare protagoniste di un movimento durevole.
Per questo abbiamo indicato un percorso: la costruzione di comitati unitari in ogni territorio, in cui i diversi soggetti politici, sociali, associativi e di movimento, si rimettano in relazione, verso e oltre il 16 ottobre.
Tra morte e speranza: i video degli emigranti
Fonte Georgiamada
Deserto e mare sognando l'Italia
L'odissea filmata dai clandestini
Proiettato al Milano Film Festival "Wanted but not Welcome", sconvolgente montaggio di video realizzati dai migranti nel viaggio verso il nostro Paese
di Pietro Veronese
LA TRAVERSATA del Sahara. L'imbarco e la navigazione nel Mediterraneo. L'incontro con le motovedette italiane e la reclusione nei Cie, prima dell'espulsione. Infine le immagini sconvolgenti dei campi della morte nel deserto, disseminati dei cadaveri di quelli che non ce l'hanno fatta. E' l'impressionante sequenza di "Wanted but not Welcome", montaggio di spezzoni di filmati realizzati con i telefonini da migranti africani durante il loro viaggio verso l'Europa.
martedì 21 settembre 2010
11 settembre (2001) e 17 settembre (1982): i due pesi e due misure che stritolano la nostra morale. E la nostra credibilità

da Pino Nicotri - Fonte Pinonicotri
La profonda ipocrisia e disonestà, nel senso anche di malafede, dell’Occidente, cioè dell’Europa e degli Usa, appaiono in tutta la loro grave enormità dal confronto tra queste due date e relative rimembranze: 11 settembre 2001 e 17 settembre 1982. La prima data è - come sanno anche i sassi - quella dell’abbattimento delle Twin Tower di New York. Ma la seconda? Chi di noi occidentali se la ricorda? No, non è la presa di Porta Pia, quella è del 19 settembre, se non erro. Non ricordate, vero? E’ il giorno della strage di Sabra e Chatila.
La profonda ipocrisia e disonestà, nel senso anche di malafede, dell’Occidente, cioè dell’Europa e degli Usa, appaiono in tutta la loro grave enormità dal confronto tra queste due date e relative rimembranze: 11 settembre 2001 e 17 settembre 1982. La prima data è - come sanno anche i sassi - quella dell’abbattimento delle Twin Tower di New York. Ma la seconda? Chi di noi occidentali se la ricorda? No, non è la presa di Porta Pia, quella è del 19 settembre, se non erro. Non ricordate, vero? E’ il giorno della strage di Sabra e Chatila.
Vale a dire, della terribile mattanza - tra i 3 e i 6 mila civili ammazzati a sangue freddo, le donne e le bambine dopo essere state stuprate, le donne incinta dopo essere state sventrate e massacrate con il feto messo loro in braccio - fatta eseguire a Beirut dai militari israeliani alle milizie collaborazioniste dei falangisti cristiani nei campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila. Falangisti cristiani… Questo è dunque il cristianesimo in Libano?
lunedì 20 settembre 2010
domenica 19 settembre 2010
La crisi che il mondo sta attraversando è strutturale

Fonte: il manifesto
La crisi che il mondo sta attraversando è strutturale, riguarda cioè l'intero sistema capitalistico ed è il prodotto di tante crisi: da quella dei dispositivi economici che hanno nella finanza il loro epicentro, alla precarizzazione di massa e alla redistribuzione della ricchezza dal lavoro alla rendita e al profitto; da quella ecologica, che pone sempre più drammaticamente il problema degli effetti sulla nostra vita della devastazione ambientale irreversibile, alla crisi alimentare per tanta parte del pianeta, fino alla crisi energetica e di accesso ai beni comuni come l'acqua.
La crisi che il mondo sta attraversando è strutturale, riguarda cioè l'intero sistema capitalistico ed è il prodotto di tante crisi: da quella dei dispositivi economici che hanno nella finanza il loro epicentro, alla precarizzazione di massa e alla redistribuzione della ricchezza dal lavoro alla rendita e al profitto; da quella ecologica, che pone sempre più drammaticamente il problema degli effetti sulla nostra vita della devastazione ambientale irreversibile, alla crisi alimentare per tanta parte del pianeta, fino alla crisi energetica e di accesso ai beni comuni come l'acqua.
sabato 18 settembre 2010
La Cina è verde, o almeno ci prova.

di Gabriele Battaglia - Fonte PeaceReporter
Mentre gli Usa tirano il freno a mano, il Dragone inserisce lo scambio dei crediti carbonio nel prossimo piano quinquennale
Quest'estate, proprio mentre gli Usa rinunciavano a varare entro il 2010 un progetto di legge sull'abbattimento di emissioni di Co2, la Cina discuteva di come inserire nel prossimo piano quinquennale (2011-2015, è il dodicesimo) un sistema "cap-and-trade", cioè un programma di scambio dei crediti carbonio.Il piano quinquennale è lo strumento con cui il Dragone delinea le strategie fondamentali della propria crescita economica.
Quest'estate, proprio mentre gli Usa rinunciavano a varare entro il 2010 un progetto di legge sull'abbattimento di emissioni di Co2, la Cina discuteva di come inserire nel prossimo piano quinquennale (2011-2015, è il dodicesimo) un sistema "cap-and-trade", cioè un programma di scambio dei crediti carbonio.Il piano quinquennale è lo strumento con cui il Dragone delinea le strategie fondamentali della propria crescita economica.
venerdì 17 settembre 2010
giovedì 16 settembre 2010
Contro l’apertura indiscriminata dei mercati

di emiliano Brancaccio
Fonte Liberazione del 9 settembre 2010
La globalizzazione dei mercati abbatte la forza rivendicativa, politica e sindacale, dei lavoratori. Numerosi studi del Fondo Monetario Internazionale, dell’Ocse, della Commissione Europea, segnalano da tempo l’esistenza di una correlazione statistica tra l’apertura di un paese ai movimenti internazionali di capitali, di merci e in parte anche di persone, e il corrispondente declino degli indici di protezione dei lavoratori, della quota salari sul reddito nazionale e dei livelli di protezione sociale.
La globalizzazione dei mercati abbatte la forza rivendicativa, politica e sindacale, dei lavoratori. Numerosi studi del Fondo Monetario Internazionale, dell’Ocse, della Commissione Europea, segnalano da tempo l’esistenza di una correlazione statistica tra l’apertura di un paese ai movimenti internazionali di capitali, di merci e in parte anche di persone, e il corrispondente declino degli indici di protezione dei lavoratori, della quota salari sul reddito nazionale e dei livelli di protezione sociale.
I dati segnalano che la globalizzazione dei mercati indebolisce i lavoratori in tutte le fasi del ciclo capitalistico, sia nel boom che nella recessione. Tuttavia, quando si attraversa una crisi, la piena apertura dei mercati può condurre a una vera e propria capitolazione delle rappresentanze del lavoro, e a un conseguente, precipitoso declino delle tutele normative e sindacali e della quota di prodotto sociale destinato ai lavoratori.
Aspirava a una vita normale.
27 anni, 110 e lode, dottorato in filosofia del linguaggio. Aspirava a una vita normale. Per non pesare sulla famiglia faceva il bagnino al circolo nautico di Palermo, 20 euro al giorno. Ma ha capito che era inutile sperare e ha scelto di andarsene
un giovane filosofo si uccide quando capisce che la societa dei raccomandati gli neghera per sempre l'insegnamento.
16-09-2010 di Pietro Ancona - Fonte: Domani
Qualche giorno dopo la contestazione dei ragazzi di Torino - con fumogeno a Raffaele Bonanni, leader della Cisl e tra gli estensori della "legge trenta", che traduce in norme l'orribile armamentario di Biagi per ridurre in schiavitu le nuove generazioni di lavoratori - un bravo giovane palermitano ha deciso di uccidersi lanciandosi dal balcone della facolta di lettere.
Si chiamava Norman. Aveva tanto sperato di essere assunto dall'universita. Era dottorando in filosofia del linguaggio. Si era laureato con 110 e lode.
un giovane filosofo si uccide quando capisce che la societa dei raccomandati gli neghera per sempre l'insegnamento.
16-09-2010 di Pietro Ancona - Fonte: Domani
Qualche giorno dopo la contestazione dei ragazzi di Torino - con fumogeno a Raffaele Bonanni, leader della Cisl e tra gli estensori della "legge trenta", che traduce in norme l'orribile armamentario di Biagi per ridurre in schiavitu le nuove generazioni di lavoratori - un bravo giovane palermitano ha deciso di uccidersi lanciandosi dal balcone della facolta di lettere.
Si chiamava Norman. Aveva tanto sperato di essere assunto dall'universita. Era dottorando in filosofia del linguaggio. Si era laureato con 110 e lode.
Ecco come stanno svuotando la Costituzione.
di Marco Travaglio - 16 settembre 2010
Fonte Antimafiaduemila
Federalismo, legge elettorale, norme ad personam questione morale, sistema fiscale: parla Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Consulta
La prima domanda che viene da fare a un ex presidente della Corte costituzionale che si ostina a difendere la Costituzione è: qual è lo stato di salute della Carta oggi?
L’impressione è che molti temano che la Costituzione venga cambiata, sconvolta, modificata, ma che il peggio sia già avvenuto, che la Costituzione sia già stata cambiata senza nemmeno toccarla, svuotata dall’interno lasciando soltanto la corteccia. Infatti si dà per scontato che, su quella scritta, prevalga una non meglio precisata “Costituzione materiale”…
Fonte Antimafiaduemila
Federalismo, legge elettorale, norme ad personam questione morale, sistema fiscale: parla Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Consulta
La prima domanda che viene da fare a un ex presidente della Corte costituzionale che si ostina a difendere la Costituzione è: qual è lo stato di salute della Carta oggi?
L’impressione è che molti temano che la Costituzione venga cambiata, sconvolta, modificata, ma che il peggio sia già avvenuto, che la Costituzione sia già stata cambiata senza nemmeno toccarla, svuotata dall’interno lasciando soltanto la corteccia. Infatti si dà per scontato che, su quella scritta, prevalga una non meglio precisata “Costituzione materiale”…
Italia: quinto esportatore di armi, contratti record col Sud del mondo

15/09/2010 Fonte: Unimondo
DI GIORGIO BERETTA (UNIMONDO.ORG)
L’Italia si è attestata anche nel 2009 tra i cinque maggiori fornitori internazionali di armamenti convenzionali e le sue esportazioni sono state dirette principalmente ai Paesi in via di sviluppo.
Lo si apprende dal rapporto “Conventional Arms Transfers to Developing Nations 2002-2009” redatto da Richard F. Grimmett che è stato consegnato venerdì scorso al Congresso degli Stati Uniti d'America. I contratti siglati dalle ditte italiane ammontano infatti nel 2009 – secondo il rapporto – a 2,7 miliardi di dollari, dei quali ben 2,4 miliardi (cioè quasi il 90%) sono stati stipulatii con nazioni in via di sviluppo: una cifra, quest’ultima, mai raggiunta negli ultimi otto anni che il rapporto prende in esame a dimostrazione del fatto che le esportazioni italiane di armamenti sono sempre più rivolte verso i paesi del Sud del mondo.
DI GIORGIO BERETTA (UNIMONDO.ORG)
L’Italia si è attestata anche nel 2009 tra i cinque maggiori fornitori internazionali di armamenti convenzionali e le sue esportazioni sono state dirette principalmente ai Paesi in via di sviluppo.
Lo si apprende dal rapporto “Conventional Arms Transfers to Developing Nations 2002-2009” redatto da Richard F. Grimmett che è stato consegnato venerdì scorso al Congresso degli Stati Uniti d'America. I contratti siglati dalle ditte italiane ammontano infatti nel 2009 – secondo il rapporto – a 2,7 miliardi di dollari, dei quali ben 2,4 miliardi (cioè quasi il 90%) sono stati stipulatii con nazioni in via di sviluppo: una cifra, quest’ultima, mai raggiunta negli ultimi otto anni che il rapporto prende in esame a dimostrazione del fatto che le esportazioni italiane di armamenti sono sempre più rivolte verso i paesi del Sud del mondo.
Se l'impresa "trasloca", deve restituire i contributi pubblici

15/09/2010 Fonte: Liberazione 15 settembre 2010
In Umbria in questi giorni abbiamo presentato un disegno di legge che non è una proposta neutrale. Al contrario, si basa su una presa di posizione ben precisa, propria del nostro partito, che fa chiarezza su un punto fondamentale: i miliardi di euro che ogni anno vengono erogati in varie modalità alle imprese dalle istituzioni pubbliche devono servire a garantire gli interessi della collettività, non quelli del capitale.
mercoledì 15 settembre 2010
Obbiettivi del millenio, la "pagella" di ActionAid.

Fonte Nuova resistenza
Ultimi posti della classifica della lotta alla fame Burundi, Lesotho, Repubblica Democratica del Congo e Sierra Leone. Nella Repubblica Democratica del Congo il 76% della popolazione soffre la fame
ROMA – ActionAid ha preparato una classifica relativa all’impegno profuso nel raggiungimento del primo obiettivo del Millennio (sradicare la povertà ed eliminare la fame), analizzando le politiche intraprese da 28 paesi in via di sviluppo e dai 22 paesi Ocse. In particolare, dall’analisi dei 28 Pvs, emerge una grande frattura tra Stati che si stanno lentamente avvicinando all’Obiettivo e quelli che ne sono ancora distanti o, addirittura, stanno peggiorando su uno o entrambi i target.
ROMA – ActionAid ha preparato una classifica relativa all’impegno profuso nel raggiungimento del primo obiettivo del Millennio (sradicare la povertà ed eliminare la fame), analizzando le politiche intraprese da 28 paesi in via di sviluppo e dai 22 paesi Ocse. In particolare, dall’analisi dei 28 Pvs, emerge una grande frattura tra Stati che si stanno lentamente avvicinando all’Obiettivo e quelli che ne sono ancora distanti o, addirittura, stanno peggiorando su uno o entrambi i target.
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