Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

venerdì 27 gennaio 2012

Piccola lezione di ideologia. Lo spot per l’aumento di capitale Unicredit

di Alessandro Robecchi.
Pubblicato in Varie & eventuali alessandrorobecchi
Dunque ci risiamo. Le ideologie sono morte, le ideologie non vanno più di moda (variante interessante: "Uh, come sei ideologico!"). Naturalmente ci sono molte eccezioni per cui le ideologie non sono morte per niente, anzi, pare stiano benissimo. Il caso degli spot attualmente in onda per l’aumento di capitale Unicredit possono fornirci una bella lezioncina in proposito. E poi dicono che non impariamo niuente dalle banche! Cominciamo dai numeri: un aumento di capitale di 7,5 miliardi di euro, una campagna pubblicitaria che pare sia costata attorno ai cinque milioni di euro tra affissioni, radio, tv, eccetera eccetera.La campagna stampa e affissioni affianca la bandiera italiana a quella di Unicredit. Messaggio chiaro e semplice: se aiutate la banca aiutate anche il Paese, anzi, sono una cosa sola, sventolano insieme sullo sfondo di un cielo azzurro… Il claim, poi, è addirittura didascalico: "Investite in una grande banca per far crescere insieme un grande Paese". Come dire che gli interessi di Unicredit e quelli dell’Italia sono la stessa cosa. Insomma: vuoi bene all’Italia? E cosa aspetti a sottoscrivere l’aumento di capitale di Unicredit? Passiamo allo spot radiofonico. Qui si cambia un po’ tiro. Nel senso che ciò che si sottolinea è lo sforzo comune, il "tutti insieme". La voce è di Ottavia Piccolo, ottima attrice di sincera fede democratica. Spiega il copy Marco Ferri, che con il Consorzio Creativi firma la campagna Unicredit: "Una bella persona di sesso femminile, non il solito cliché della velina". Già, ma quando mai si era vista una velina vendere prodotti finanziari? Mai. E poi ancora: "In un Paese in cui le donne vengono discriminate, scegliere Ottavia ci è sembrato il miglior modo per valorizzarle". Giusto. Unicredit è così una banca che vende il suo aumento di capitale in due modi: facendo un’equazione Unicredit-uguale-Italia e sostenenedo valori di coraggio e solidarietà, parlando di gesti concreti e… Ah, dimenticavo: valorizzando le donne.Ecco il testo dello spot radiofonico con la voce di Ottavia Piccolo: "Che cos’è un’azione concreta? E’ aiutare un amico. E’ non ostacolare la carriera della tua compagna. E’ non temere di esporsi per sostenere una questione di principio. Se sentite anche voi il bisogno di azioni concrete, partecipate all’aumento di capitale Unicredit. Investite in una grande banca per far crescere un grande Paese, il nostro". Ecco. Ora, naturalmente non sappiamo che amico aiuterete comprando azioni Unicredit (a meno che non siate amici dell’amministratore delegato o del presidente). E nemmeno sapremmo dire quale questione di principio sostenete così vigorosamente (a rischio di "esporsi", nientemeno! Così ecco una banca che si traveste da Robin Hood!). Quanto alla discriminazione della donna ("non ostacolare la carriera della tua compagna", perbacco!), basta un’occhiata al Consiglio di Amministrazione di Unicredit. Vediamo. Un presidente (uomo), quattro vicepresidenti (uomini), un amministratopre delegato (uomo), un segretario (uomo), sedici consiglieri di cui quattordici uomini e DUE donne. In totale, dunque la presenza femminile nel CdA Unicredit è dell’8,69 per cento… Altro che quote rosa! Presto! Chiamate Ottavia Piccolo!
Ma veniamo alla parte più divertente della piccola lezione di ideologia così abilmente offerta da Unicredit, lo spot televisivo. Firmato da Alessandro D’Alatri, (guardatelo qui), mostra una giovane donna che compie un gesto concreto. In sostanza il gesto concreto è questo: vede la bandiera italiana impigliata in cima a un pennone e si arrampica per farla sventolare liberamente, applaudita da tutti gli astanti. Nazionalismo, dunque, anzi, orgoglio nazionale. Il gesto concerto: far sventolare meglio la nostra bandiera. E se cascava? E se si rompeva la testa? Che razza di gesto concreto sarebbe stato restare anni e anni ricoverata sulle spalle del servizio sanitario nazionale che paghiamo tutti? Ma lasciamo perdere: il gesto concreto di far garrire al vento il nostro amato tricolore è alla portata di tutti: basta comprare azioni Unicredit. Una banca che soltanto tre mesi fa (ottobre 2011) è stata messa sotto inchiesta (con iscrizione nel registro degli indagati di 17 manager ed ex manager del gruppo) per frode fiscale (qui il pezzo del Sole 24 Ore).
Ecco, appunto, un gesto concreto. Tranquilli, niente che non si possa curare con un po’ di ideologia… Del resto, se fai bene alla banca fai bene al Paese, no? Non è quello che ci dicono ogni giorno con atti, parole opere e omissioni i nostri beneamati professori?

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