Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

lunedì 7 ottobre 2013

Il gasdotto TAP

... ovvero fuga di capitali e danni ambientali?

    
Il tracciato del TAP. Immagine di Genti77, licenza CC-BY-SA-3.0, Wikimedia Commons
[di Elena Gerebizza]
Nel corso della seduta 111 del Senato della Repubblica, tenutasi il 25 settembre scorso, si è discussa la ratifica dell’accordo internazionale tra Italia, Grecia e Albania per la costruzione del gasdotto Trans Adriatico, meglio noto con l’acronimo TAP (Trans Adriatic Pipeline).
Una grande opera dalla dubbia utilità, contro cui si stanno opponendo il comitato No tap e diverse amministrazioni comunali, a partire dal Comune di Melendugno, nel cui territorio dovrebbe arrivare il gasdotto. Una pipeline lunga centinaia di chilometri, che dovrebbe portare in Europa gas naturale proveniente dalla regione del Caspio, a partire da quello del nuovo giacimento offshore di Shah Deniz al largo della costa azera. Punto di arrivo, dopo avere attraversato Grecia e Albania, dovrebbe essere pr l’appunto la costa pugliese. Più a oriente, il gasdotto TANAP (anch’esso in fase di progettazione) dovrebbe attraversare tutta la Turchia, fino a collegarsi al funzionante gasdotto BTC per raggiungere Baku, sul mar Caspio.
Il TAP è quindi solo una parte del nuovo “corridoio sud del gas” che la Commissione europea definisce “di priorità comunitaria” per la costruzione del mercato del gas europeo (vedi la pubblicazione “In Gas We Trust“).
Tra le questioni su cui il governo italiano si auspica riferirà nelle prossime settimane, vi è quella della personalità giuridica della società costituita per la costruzione del progetto, la Trans Adriatic Pipeline GA, registrata a Baar, nel cantone di Zugo in Svizzera. Fino a questo momento è imbarazzante l’incapacità del nostro esecutivo di fornire delucidazioni in merito a chi siano i titolari di questa società intestata a “persone anonime”, al punto da sollevare dubbi sull’autenticità della forma giuridica della TAP.
A nostro avviso è gravissimo che un progetto definito “strategico” per l’Italia e per l’Europa – che si candida a ricevere l’importante sostegno economico che la Commissione assieme alla Banca europea degli investimenti riserva appunto ai progetti prioritari – venga costruito e gestito da una società registrata in un noto paradiso fiscale, o ancora meglio a Zug, il cantone con la legislazione più blanda in tutta la Svizzera e dove le aziende possono registrarsi senza dichiarare praticamente nulla dei rispettivi “proprietari”.
Fatta la visura della TAP GA alla Camera di commercio svizzera – a questo sito
• abbiamo constatato che in effetti la TAP è stata registrata dichiarando il minimo dovuto, ovvero solo i nomi dell’amministratore delegato e del consiglio di amministrazione della TAP- che non si sa quali proprietari veri rappresentano – il capitale sociale, e nient’altro.
C’è il sospetto che con questo accordo il governo si prepari di fatto a facilitare una fuga di capitali dall’Italia nell’ordine di milioni di euro al giorno, permettendo a note multinazionali del petrolio di far transitare dal nostro paese non solo milioni di metri cubi di gas, che non sono destinati al consumo nostrano, ma al “mercato europeo”, ma anche milioni di euro in profitti che non verranno spesi in Italia, e che in Italia non verranno nemmeno tassati!
Ciò risulta alquanto singolare, visto che lo stesso governo in queste settimane si sta giustamente battendo in sede europea nell’ambito del negoziato sulla revisione della direttiva sull’anti-riciclaggio per ottenere registri delle imprese che riportino la verità sui proprietari ultime di queste in tutti i paesi Ue, così come avviene da tempo qui da noi. Peccato però che per le opere strategiche poi si tollera che le società si registrino in Svizzera in grande segretezza.
Un progetto inutile e dannoso, che dietro di se rischia di lasciare danni ambientali e sociali dai territori in cui il gas verrà estratto fino all’ultimo centimetro di terra espropriata per costruire il gasdotto e gli impianti collegati. A quale costo? A vantaggio di chi dovrebbe essere costruito il TAP? Domande su cui il Parlamento dovrebbe facilitare una discussione più ampia, che coinvolga tutte le parti coinvolte, che permetta una valutazione reale dei costi e dei presunti benefici che il nostro paese dovrebbe trarre da un progetto che per ora sembra disegnato per servire gli interessi di attori privati e dei mercati finanziari, scaricando i costi sui cittadini italiani.

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