Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

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venerdì 23 marzo 2012

Due pesi e due misure. Grecia, Argentina e le risposte “eterodosse” alla crisi

Posted by cambiailmondo
di Adriana Bernardotti (Buenos Aires)
L’economia è un tema popolare di conversazione in Argentina. Negli anni peggiori della crisi io abitavo ancora in Italia: ogni volta che venivo in visita a questo mio paese avevo la sensazione di dover fare un corso accelerato sulla materia per poter partecipare alle cene tra amici. Alla fine del secolo scorso in Italia non si sentiva parlare di agenzie di rating, rischi di default o pacchetti di salvataggio; meno ancora si conosceva la faccia dei direttori e dei funzionari di alto livello del FMI che approdavano invece regolarmente in Argentina e dettavano le regole dalle prime pagine dei quotidiani locali.

Allora gli argentini erano avvezzi alle politiche antinflazionistiche, aggiustamenti strutturali, privatizzazioni, ristrutturazioni del debito e tutti i vari strumenti delle politiche neoliberali. Oggi invece, dopo il successo nel superamento della crisi, adoperando strade poco conformi ai dogmi, l’Argentina è diventata una specie di mecca per i sostenitori di politiche eterodosse.

Oggi si è aperto a Buenos Aires il “Congresso d’Economisti Eterodossi”, che è organizzato dall’Università di Quilmes e terrà sessioni durante i tre giorni di lavori, con la presenza dei principali studiosi mondiali aderenti a queste correnti del pensiero economico. Tra gli ospiti si contano prestigiosi accademici dell’Università di New School (New York): Anwar Shaikh, uno dei principali economisti eterodossi attuali; Edward Nell, un riconosciuto economista post-keynesiano; lo studioso strutturalista Lance Taylor.

L’economia politica marxista sarà rappresentata da figure del primo livello internazionale, come il prof. John Weeks dell’Università di Londra, Costas Lapavitsas della stessa università, Makoto Itoh dell’ Università di Tokio e Cyrus Bina dell’Università di Minnesota negli Stati Uniti. Ai diversi incontri parteciperà anche Marc Lavoie, economista neo Kaleckiano dell’Università di Ottawa in Canada e Sergio Cesaratto, l’unico italiano, accademico dell’Università di Siena studioso del pensiero di Sraffa e considerato un esperto internazionale sui fondi pensioni.

Intervistato dai giornali locali sulla crisi greca e internazionale, Cesaratto ha affermato che l’aiuto tedesco è come l’”abbraccio dell’orso” per i paese ellenico, visto che pone l’esigenza di una politica di disciplina e di duro aggiustamento strutturale che complicherà il recupero. Sulla stessa linea i giudizi dei suoi colleghi.

Questa visione pessimista sulle prospettive della Grecia si ritrova in diversi rapporti e articoli giornalistici pubblicati in questi giorni nel paese sudamericano, da dove si osserva con interesse l’evoluzione di una crisi per la quale qualche eterodosso aveva proposto uscite “all’Argentina”.


Water supply in Buenos Aires was provided by a private company from 1993 to 2006. (Photo credit: Wikipedia)

Una strategia similare “forse potrebbe essere stata una soluzione per la Grecia, ma un evidente problema per l’Europa e il suo sistema monetario”- si riflette in una nota – ragione per la quale si è andato avanti in senso contrario “trovando una soluzione per l’Europa, ma condannando la Grecia a una recessione interminabile”. Il raggiungimento delle mete fiscali imposte dalla Troika della UE, BCE y FMI sembra improbabile per la maggioranza degli analisti, così come le previsioni di crescita annunciate ( 4,5% per il 2015). “Come sappiamo bene noi argentini, ciò che importa in questi casi non sono soltanto le cifre concrete di sconto dei titoli, bensì il rapporto debito/PIL e il peso relativo delle scadenze di pagamento”; in termini più realistici, nel caso che “dal 2015 l’economia greca crescesse attorno al 2,5 per cento annuo, nel 2020 avrebbero un rapporto debito/PIL del 160 per cento, cioè lo stesso rapporto di oggi. Quindi, dopo uno sforzo di quasi un decennio di sangue, sudore e lacrime sarebbero tornati alla stazione di partenza”. (Pagina12, supplemento Cash, 18/3/2012)

Un rapporto dell’agenzia di consulenza Estudio Bein e associati spiega che , in ogni modo, il caso della Grecia è molto peggiore dell’argentino, con un livello del debito che è maggiore di tre volte rispetto a quello del paese sudamericano nel 2001 ed il doppio di deficit fiscale e commerciale.

Soprattutto sono peggiori le prospettive, che rendono poco fattibile una soluzione all’argentina. Uscendo dalla convertibilità con il dollaro e svalutando il peso, l’Argentina si è avvantaggiata di “uno shock positivo dei termini di interscambio, che è cresciuto di circa il 20%” subito dopo, accumulando , ad oggi, circa il 60%, e della domanda crescente nel mercato mondiale di alimenti e commodities agricole, mentre al contrario “risulta difficile sperare una dinamica similare da un’economia che vive basicamente del turismo e dal trasporto navale come la greca”.

Nel frattempo – segnalano questi analisti – la Grecia continuerà la lenta strada degli aggiustamenti strutturali e delle progressive ristrutturazioni del debito con poche chance di invertire il ciclo. Tuttavia “sfortunatamente per i greci, se l’Europa trovasse in futuro il modo di ridurre il contagio sistemico, non è nemmeno da scartare uno scenario per il quale si arrivi all’uscita di Grecia dall’Euro, con un aggiustamento veloce come quello argentino del 2001”. (“Grecia entre la espada y la pared”, Tiempo Argentino, 26/02/2012)

In ogni caso è evidente che per il momento l’”uscita” individuata per la Grecia entusiasma molto di più i mercati rispetto a qualsiasi soluzione all’argentina.

Nonostante i pronostici bui, lo stesso giorno che la Grecia ha concluso la ristrutturazione del debito sotto le condizioni dettate dall’establishment finanziario internazionale (sebbene con perdite per i privati similari a quelle subite con lo scambio dei bond argentini ), l’agenzia di rating Fitch ha proceduto a modificare in positivo la classificazione del suo debito per considerare allontanato il pericolo del default.

L’opposto di quanto è capitato all’Argentina: anche se il paese sudamericano ha dimostrato di tenere fede alle scadenze pattuite con i creditori, attende ancora una valutazione positiva del mercato internazionale. Due pesi e due misure.

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